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Un nuovo piano regionale per l'economia pugliese e le sue cinque eccellenze

Dopo i successi della pianificazione 2014-2020, che ha portato a una notevole crescita del tessuto economico, la nuova sfida della politica industriale passerà attraverso innovazione e sostenibilità

Terra ricca di cultura e di tradizioni, conosciuta e apprezzata soprattutto per le sue mete turistiche e per le sue eccellenze enogastronomiche, la Puglia è, secondo i dati di Unioncamere, anche la regione più industrializzata del Meridione, con un’economia che – seconda per dimensioni solo a quella campana nell’area del Mezzogiorno – vale 76 miliardi di euro di PIL e occupa circa 1,4 milioni di lavoratori. E grazie alla favorevole posizione geografica rappresenta una delle porte d’accesso all’Italia e all’Europa dal Mediterraneo con i suoi tre snodi portuali e aeroportuali di Taranto, Brindisi e Bari, dove le Zone Economiche Speciali (Ionica ed Adriatica) riconosciute negli ultimi anni per attrarre investimenti produttivi hanno contribuito alla definizione di un nuovo modello economico territoriale.

Anche per questo nell’ultimo decennio, dalla crisi del 2007 fino agli anni precedenti la crisi Covid, l’economia pugliese ha mostrato una dinamica migliore di quella delle altre Regioni del Sud, sostanzialmente simile a quella delle aree del Centro Italia: in particolare nel 2018 e nel 2019, quando il tasso di crescita del PIL regionale è stato più alto di quello registrato a livello nazionale e i dati relativi ad export e occupazione hanno mostrato livelli in crescita.

 

I cinque settori d’eccellenza 

Merito anche delle eccellenze che contraddistinguono il tessuto produttivo pugliese e che, aggiungendosi a quelle turistiche e paesaggistiche, fanno apprezzare la Regione anche fuori dai confini nazionali. A partire dall’industria aerospaziale, settore nel quale la Puglia è talmente all’avanguardia (con una crescita del 60%, nell’ultimo decennio, delle imprese del comparto) che proprio sul territorio regionale, a Grottaglie, è stato autorizzato il primo spazioporto italiano. Ma la Puglia ha un ruolo di primo piano in Italia anche per il settore Life Sciences: è tra le prime Regioni per export in quest’area produttiva (912 milioni euro nel 2019) grazie alla presenza di società multinazionali che hanno localizzato stabilimenti di produzione e strutture di ricerca, ma anche alla solidità della base manifatturiera (quasi 1.200 aziende del settore chimico e farmaceutico con circa 2.940 dipendenti).

 

Altro comparto d’eccellenza è quello dell’ICT (Information Communication Technology), tra i principali motori d’innovazione del tessuto regionale (soprattutto in ambito IoT, Big Data, blockchain, cybersecurity, IA, AR, robotica e telemedicina). E poi il settore dell’energia green, che ha una tale importanza da rendere la Puglia la prima Regione prima d’Italia per numero di impianti e per potenza installata di “nuove rinnovabili” (la Puglia produce il 25% dell’eolico italiano e il 14% del solare), con una pionieristica introduzione di politiche energetiche innovative.

 

La filiera agroalimentare, un caposaldo

Eccellenza delle eccellenze resta però la filiera agroalimentare, asset fondamentale dell’economia regionale tanto da posizionare la Puglia come quarta regione del Paese per valore della produzione e come uno dei territori cardine della dieta mediterranea tra pomodoro, uva, olive e grano duro. Nonostante una forte crescita (di poco inferiore al 12%) negli ultimi anni, frutto anche degli investimenti regionali a vantaggio del comparto superiori alla media nazionale, e benché la Puglia sia una delle Regioni italiane con la maggior percentuale di Superficie Agricola Utilizzata (il 68% di quella regionale e il 10,4% di quella nazionale), il settore presenta ancora diverse problematiche, dalla presenza predominante di PMI poco strutturate alla tendenza all’accumulo di valore aggiunto esternamente alla filiera agroalimentare (soprattutto nella logistica e nella grande distribuzione). Problematiche che non frenano però la crescita del valore aggiunto soprattutto nei comparti maggiormente orientati all’export e ai prodotti gourmet (ad esempio vino e olio), con una marcata connotazione positiva rispetto al “Made in Puglia” e quindi al legame con il territorio di origine.

 

L’impulso della politica industriale regionale

Tra eccellenze storiche e nuovi primati, a dare un grande impulso dal sistema produttivo in tema di innovazione è stata la politica industriale della Regione con la programmazione 2014-2020 attraverso la quale sono stati delineati e attuati – con il contributo del partenariato economico, sociale e istituzionale –  interventi capaci di sostenere in modo determinante gli investimenti in Ricerca & Sviluppo e in Innovazione di prodotto e di processo anche attraverso il rafforzamento del legame Impresa- Università- Ricerca. Intervento che hanno consentito alla Puglia di diventare la sesta tra le 20 regioni d’Italia, e la prima nel Mezzogiorno, per numero di spin-off universitari, la seconda nel Meridione per numero di start up innovative (+182 nuove start up nel 2020, in piena pandemia).

 

La Struttura Speciale di “Coordinamento Health Marketplace” della Regione Puglia, che collabora e supporta la Presidenza, ai sensi della DGR 484/2021, si occupa di sviluppare politiche di implementazione in ambito sociale ed economico sull’intero territorio regionale con interventi ed azioni di tipo sistemico per la promozione di quei contesti locali che con il loro patrimonio di persone, istituzioni e di realtà produttive, rappresentano lo stile di vita pugliese, in grado di promuovere una reale offerta di Salute. A tal fine, la Regione Puglia, designando coordinatrice dei rapporti con gli enti partner la Struttura Speciale di “Coordinamento Health Marketplace”, si è candidata come soggetto capofila delle proposte progettuali “Biotecnologia, bioinformatica e sviluppo farmaceutico” per la creazione di un Hub delle Scienze della Vita e “Nutraceutica, nutrigenomica e alimenti funzionali”, Piano Operativo Salute(FSC 2014-2020), per inserire il tessuto industriale pugliese in un futuro network italiano di poli di eccellenza nel settore Biopharma.

 

Il sostegno della Regione, concepito per essere inclusivo (cioè rivolto alle imprese di ogni dimensione), strutturale (in quanto operazione pluriennale per consentire alle imprese di pianificare il proprio programma di sviluppo) e flessibile (per valutare fattibilità, portata innovativa e validità economica e finanziaria dei progetti), ha portato a risultati di tutto rispetto: 6 miliardi di euro di investimenti agevolati, 1,2 miliardi di euro di investimenti in R&S, 832 milioni di investimenti promossi da multinazionali estere, circa 15mila imprese coinvolte e un incremento occupazionale di oltre 30mila unità.

 

E dopo aver ottenuto, con la scorsa manovra quinquennale, numeri d’eccezione, ora la Regione Puglia è chiamata ad affrontare una nuova sfida: quella di promuovere la crescita delle eccellenze regionali e il miglioramento delle sue realtà locali sia dal punto di vista dimensionale, sia per quanto riguarda un riposizionamento verso l’alto nella catena del valore. E lo farà attraverso una nuova programmazione le cui parole-chiave caratterizzanti saranno contaminazione, collaborazione, innovazione, sostenibilità e capitale umano: cinque temi attraverso i quali passeranno la ripartenza e la crescita.