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Effetto gregge perché se lo conosci lo eviti

Le nostre scelte spesso sono condizionate da quello che fanno gli altri. Se si stratta di investimenti, però, seguire il gregge non è quasi mai la via migliore per ottenere performance positive

Se un negozio è pieno di gente mentre un altro è desolatamente vuoto, in quale preferiresti entrare? E ancora, se un ristorante è affollato e l’altro praticamente deserto, dove vorresti cenare? Se la risposta è stata “in quello con più gente”, la possiamo prendere come un classico esempio di “effetto gregge”. Si tratta, infatti, di un comportamento tipico degli esseri umani che tendono a emulare gli altri simili. Ma quando si parla di investimenti, questa tendenza innata potrebbe rivelarsi assolutamente deleteria. Cerchiamo di scoprire perché.

Cos’è l’effetto gregge

Iniziamo con definire dettagliatamente cosa intendiamo per effetto gregge. Si tratta di un bias cognitivo, tra quelli maggiormente affrontati in finanza comportamentale che in qualche modo influenza le nostre decisioni, facendoci agire in modo irrazionale, facendoci fare una determinata scelta solo perché è stata quella degli altri, della maggior parte delle persone. E l’assunto, evidentemente, non implica che la decisione in questione sia quella giusta. Seguiamo la folla per evitare di perdere occasioni o perché siamo insicuri. L’effetto gregge può agire anche nel mondo degli investimenti.

 

Perché seguire la massa è (quasi) sempre un errore

I recenti minimi toccati dai mercati finanziari a marzo, con perdite largamente recuperate nei due mesi successivi, hanno scatenato il cosiddetto “panic selling”. Vendono tutti, quindi mi accodo pure io. Classico esempio di effetto gregge: uno o più titoli finiscono nel mirino con vendite di massa. Ecco, chi lo ha in portafoglio, spaventato dal crollo delle quotazioni, probabilmente deciderà a sua volta di sbarazzarsi del titolo, incentivando le vendite.

 

Cosa scatena l’effetto gregge

I motivi che scatenano l’effetto gregge, come detto, sono principalmente psicologici e comportamentali. In ambito finanziario, però, c’entra anche la scarsa cultura. E per rendersene conto basta dare un’occhiata all’ultimo rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, riferite al 2019: quando si tratta di prendere decisioni di investimento, il 40% degli italiani preferisce una consulenza informale, ossia quella che arriva dal passaparola di amici e parenti, mentre solo il 20% si affida a un consulente finanziario. Il restante 40% fa invece tutto da solo, con scelte autonome. Questa tendenza, aumenta le ripercussioni negative che l’effetto gregge può avere sul portafoglio di investimento.

 

Come limitare l’effetto gregge: l’importanza della consulenza indipendente

Per prima cosa, già conoscere cosa sia l’effetto gregge è un primo passo per evitare le sue dinamiche. Per compiere scelte di investimento a lungo termine, in grado di valorizzare il proprio patrimonio, occorre affidarsi ad un consulente indipendente. Il servizio offerto da Moneyfarm , ad esempio, unisce l’approccio umano con quello tecnologico, proponendo al cliente scelte di investimento in linea con la propria propensione al rischio, e rispettando l’orizzonte temporale prefissato. Poter contare sui consigli di un valido professionista, infine, è un buon modo per limitare il rischio e gli errori che scelte prese in autonomia possono inevitabilmente comportare, soprattutto in momenti di forte volatilità sui mercati.

 

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