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Rottamazione, le 4 fasce per far ripartire il mercato auto

Il timore degli analisti è che il grosso dei finanziamenti non servirà per comprare auto elettriche o ibride plug-in

Con il Decreto Legge Agosto, il mercato auto si gioca la carta della ripresa a settembre con nuove fasce dʼincentivi e, soprattutto, con il rifinanziamento per 500 milioni di euro. Il primo lotto di fondi, infatti, appena 50 milioni, è subito andato esaurito e così il governo Conte ha stanziato 410 milioni a favore degli automobilisti che compreranno unʼauto nuova, rottamando una vecchia almeno 10 anni, più 90 milioni che serviranno per l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Gli incentivi statali per l’acquisto di nuove auto, con lʼobbligo per le Case costruttrici di supportare con propri sconti la rottamazione, vanno da 3.500 a 10.000 euro. Dipende dal tipo di alimentazione del veicolo e quindi dalle emissioni di CO2: più basse sono e più alti sono i benefici. Il DL Agosto ha stabilito 4 soglie per ottenere lʼecobonus:

1) le auto elettriche, con emissioni di CO2 tra 0 e 20 g/km, riceveranno 10.000 euro in caso di rottamazione e 6.000 euro senza rottamazione.

2) le auto ibride ricaricabili (plug-in), con CO2 compreso tra 21 e 60 g/km, ottengono 6.500 euro in caso di rottamazione e 3.500 euro senza.

3) le automobili con emissioni di CO2 tra 61 e 90 g/km, perlopiù mild hybrid ma anche piccole city car poco inquinanti, ricevono 3.750 euro con rottamazione e 2.000 senza.

4) infine la quarta fascia, che comprende molte auto “normali” a benzina e diesel Euro 6, le cui emissioni di CO2 sono comprese tra 91 e 110 g/km. Per queste auto, tutto sommato inquinanti nella norma, è previsto un incentivo di 3.500 euro in caso di rottamazione e di 1.750 euro senza.

 

Il dubbio di molti analisti è che la terza e quarta fascia possano fare incetta dellʼecobonus, lasciando le briciole alle elettriche e ibride plug-in, le uniche davvero poco inquinanti e di cui si può dire che innovino il parco circolante. Ma lʼobiezione è che lʼItalia sia troppo in ritardo sulle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e, di conseguenza, è ovvio che gli automobilisti del Belpaese si rivolgano a vetture più accessibili per listino e facilità di gestione.

 

Non tutte le auto possono essere acquistate usufruendo dellʼecobonus. Cʼè il limite del prezzo: 48.800 euro (40.000 euro + Iva al 22%), mentre per la sola prima fascia da 0 a 20 g/km di CO2 il prezzo massimo è stabilito a 61.000 euro, Iva inclusa. Quindi chi volesse comprarsi il “ferrarino” o comunque unʼauto di lusso che costa un occhio della testa, beh dovrà al massimo accontentarsi della promozione del concessionario. Ma in giro, di offerte, se ne trovano tante.

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