Mobilità e altre Frenesie

Draghi lʼindiano, lʼingrata Mercedes e il pick-up Ford di Lady Gaga

La settimana dei motori tra le politiche attese sulla mobilità sostenibile e tante curiosità

05 Feb 2022 - 09:35

Messa in garage la vecchia Passat station wagon, con la quale si faceva vedere giusto un anno fa, prima di assumere lʼincarico a Palazzo Chigi, Mario Draghi ha oggi il pressante compito di “pensare” a unʼauto più pulita, in linea con quanto previsto dal PNRR. Il capitolo “mobilità sostenibile” vale 25 miliardi di euro, ma di spronare il mercato verso veicoli alla spina Bev e Phev non cʼè traccia finora per il 2022, soltanto le aperture del ministro Giorgetti. Per Anfia e Unrae (le Case auto), il problema è urgente ma a Palazzo Chigi “fanno gli indiani”, sussurra qualcuno. È il caso allora di riaprire il capitolo, partendo dalle auto “piccole”, che da noi si producono sempre di meno! Eppure sono state loro a trascinare per un secolo la nostra industria motoristica: le 500, la 600 e la Panda, la Uno e la Punto, la A112 e la Ypsilon. Il problema è quindi il destino delle piccole auto in produzione negli stabilimenti italiani, perché una cosa è chiara: senza produrre le piccole ‒ e farle elettriche ‒ il futuro industriale che ci attende non esisterà più. Catastrofico!

Mercedes, è rinata una Stella ‒ Sul mercato dellʼauto mondiale entra un nuovo protagonista, si chiama Mercedes-Benz… Dite che già cʼera? Beh, in effetti non è proprio una gran novità, soltanto che il gruppo con sede a Stoccarda ha deciso di mandare in soffitta il vecchio nome Daimler-Benz, un colosso dove dentro cʼera di tutto: automobili, camion, autobus. La società ora si sdoppia, da un lato Mercedes-Benz, che si occupa solo di auto, comprese le sportivissime AMG e le lussuosissime Maybach; dallʼaltro la società Daimler Trucks & Buses. Ironia della sorte Daimler-Benz nacque nel 1926 dalla fusione delle due società fondate da Karl Benz e Gottlieb Daimler, ma fu proprio questʼultimo a inventarsi il nome Mercedes per unʼauto: gli piacque infatti il nome di battesimo della figlia del suo pilota collaudatore nonché distributore a Nizza Emil Jellinek. La prima Mercedes uscì nel 1902, ma Daimler non fece in tempo a vederla. Fu così che nacque la Stella! Ora però il cognome del vecchio Gottlieb sparisce. Core ingrato, anzi “car” ingrata.

Ford, 40 milioni di F-150 venduti ‒ È un pick-up ma si sa che in America sono molto amati. Al punto che Ford celebra il traguardo dei 40 milioni di F-150 prodotti. Il costruttore è molto legato ai suoi modelli storici, esemplare è il caso del Model T, uno dei rari “oggetti” finiti nei manuali di storia economica: perché è stata la prima automobile di massa e, poi, perché il sistema produttivo ‒ il “fordismo-taylorismo” ‒ è divenuto materia di studio per economisti e storici. Ma torniamo a F-150: il primo modello della Serie F uscì nel 1947, 75 anni fa, e da 40 anni lʼF-150 è il modello più venduto negli Stati Uniti. In pratica un milione di pezzi lʼanno! Il veicolo del record è un F-150 Tremor color argento che andrà a un cliente texano per scopi lavorativi. Ma piace anche a tanti vip: al volante di un Ford F-150 abbiamo visto Arnold Schwarzenegger, Dwayne Johnson e pare che Lady Gaga si sia messa al volante soltanto del suo F-150 SVT del 1993.

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Italia vs Germania ‒ Torna il campionato e tutti gli occhi sono puntati su Vlahovic nella Juve. Nessuno più che si domanda: “è il rinnovo di Dybala?”. Mi ritorna unʼimmagine di alcuni mesi fa: Cristiano Ronaldo che va a Maranello a scegliersi una fiammante Ferrari Monza, accompagnato dal presidente Agnelli, e negli stessi giorni Paulo Dybala che va sì in Emilia-Romagna ma diretto a SantʼAgata Bolognese per ritirare una sfavillante Lamborghini Aventador S Roadster. Si sa però che Lamborghini è proprietà Audi-Volkswagen, mentre Ferrari fa parte del corredo che Fiat porta in dote a Stellantis. La domanda è allora: e se in casa Agnelli se la fossero legata al dito? “Joya” triste!

Ferrari, conti in Blu e il Suv rosso (puro)sangue ‒ Sfogliamo i giornali e i rincari impazzano: +4,8% il costo della vita a gennaio, benzina alle stelle. Era dal 1996 (cʼera la lira!) che lʼinflazione non colpiva così duro. Eppure cʼè chi fa spallucce e… si compra la Ferrari! Sì perché a Maranello hanno chiuso il 2021 con un utile netto di 833 milioni di euro, +37% sul 2020! Se si guarda quellʼenigmatico dato “ebitda” (earnings before interests, taxes, depreciation, amortization) ‒ che altro non è che lʼutile operativo ‒ siamo a 1,5 miliardi di euro, +34% sul 2020! Ferrari ha consegnato 11.155 supercar lʼanno scorso, il 22% in più sul 2020 e il 10% in più sul 2019, che è un normale anno pre-pandemia! Il Cavallino corre e non vuole fermarsi, anzi ha già nelle stalle il Suv, pronto a scatenarsi. Si chiama Purosangue, e come altrimenti? Cavallino Ridens.

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