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Violenza nelle banlieue francesi, i ragazzi: “Sono l’unico posto in cui ci sentiamo al sicuro”

Su Rete 4 il reportage di Quarta Repubblica da Corbeil-Essonnes, nel ghetto di Evry

Le banlieue francesi sono un posto familiare, un luogo in cui “sentirsi sicuri”, come spiegano alcuni ragazzi che ci vivono e che al loro interno sfogano la propria rabbia a causa dell’ingiustizia sociale. Quarta Repubblica è andata nel ghetto di Evry, nella cittadina di Corbeil-Essonnes a sud di Parigi, per raccontare la marginalizzazione dei giovani: “Quando vediamo altri coetanei vestiti meglio, che fanno una vita migliore della nostra, ci viene in mente che l’unico modo per migliorare la nostra condizione è affiliarci a queste bande”, dice uno di loro. “La colpa è della società”, continua.

“Anche il fallimento del modello scuola è una causa di questo cedimento della società”, aggiunge un altro ragazzo. A farla da padrone è la marginalizzazione, il razzismo. Per questo, spiegano i ragazzi, la violenza è diventata lo strumento più facile da utilizzare. “A dieci anni, dopo uno scontro tra bande sull’autobus, capii che ero scappato da un Paese in guerra per un altro in cui la violenza era più o meno la stessa”.

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