GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
Terremoto in Venezuela, sale a 920 il bilancio dei morti | Corsa contro il tempo per i 50mila dispersi, "si scava a mani nude" | Tajani: "Tra le vittime tre italo-venezuelani"
Una donna è stata estratta viva dopo 36 ore sotto le macerie. Gli Stati Uniti inviano navi e aerei militari
A poco più di 24 ore dai terrificanti terremoti gemelli - 7.2 e 7.5 sulla scala Richter - in Venezuela si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di migliaia di persone che mancano ancora all'appello. Una donna è stata estratta viva dopo 36 ore sotto i detriti. Secondo i media locali, i dispersi ammonterebbero a circa 50mila, ma si tratta di una stima provvisoria. Il bilancio parziale dei morti confermati è salito a 920, secondo quanto dichiarato dal presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, e circa 3mila feriti. La Farnesina ha fatto sapere che ci sono tre italo-venezuelani tra le vittime. Gli Stati Uniti hanno garantito aiuti per 150 milioni di dollari nonché l'invio di navi militari e aerei per facilitare le operazioni di soccorso, rese difficili dalla carenza di personale e dai problemi infrastrutturali causati dal sisma. In partenza anche 41 vigili del fuoco italiani.
Il bilancio delle vittime del terremoto registrato mercoledì in Venezuela è salito a 920 morti e 3.360 feriti. Lo ha reso noto il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez. Molte famiglie riferiscono che i loro cari sono ancora sepolti sotto le macerie. "Ogni persona salvata è un miracolo", ha detto Rodríguez.
Il bilancio di vittime italo-venezuelane per il terremoto nel Paese sudamericano è salito a tre morti e cinque feriti, cui si aggiungono 35 dispersi: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione. Tajani ha aggiunto che le persone con cittadinanza italiana censite come italiani residenti in Venezuela sono circa 150.000, "quindi non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie".
Per superare la "crush syndrome", la grave sindrome da schiacciamento che colpisce chi resta a lungo sotto le macerie e che richiede quasi sempre il trattamento dell'emodialisi, l'Unità operativa di dialisi di Sulmona (L'Aquila) ha attivato una catena di solidarietà internazionale in collaborazione con Ali (Associazione latino-americana in Italia) dopo i forti terremoti in Venezuela. L'iniziativa, coordinata dal responsabile del reparto Paolo Cerasoli e dall'equipe medica composta da Gabriella Santilli, Lucia Paolantonio e Sergio Vecchiotti, vedrà l'invio sul posto di 19 reni artificiali. Si tratta di macchinari dismessi dall'Azienda sanitaria locale Asl 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila, ma perfettamente rigenerati e funzionanti, che la multinazionale tedesca produttrice Fresenius ha rinunciato a riscattare, cedendoli al prezzo simbolico di cento euro ciascuno per consentire l'immediata spedizione nelle zone del sisma. Sono in via di definizione i passaggi necessari per garantire l'arrivo dei macchinari e del materiale necessario al loro funzionamento attraverso i contatti con la Farnesina.
Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha annunciato l'invio di "un'unità ospedaliera da campo dell'esercito" e "oltre 35 tonnellate di materiali di soccorso, medicinali e attrezzature mediche" nel Venezuela. "Due aerei C-17 dell'aeronautica indiana sono decollati oggi alla volta del Paese con aiuti urgenti per sostenere le operazioni di soccorso post-sisma", ha dichiarato Jaishankar in un post su X.
Si chiama Giuseppe Colaianni la prima vittima italo-venezuelana del terremoto in Venezuela. Era originario di Calascibetta, nell'Ennese, aveva 55 anni e secondo quanto riportato da Ansa è deceduto a Caracas dopo aver messo in salvo la moglie. "Amava il rock e dato che aveva comprato la sua prima chitarra a Bologna era diventato tifoso della squadra di calcio - ricorda Giovanna Colaianni, la cugina che vive a Calascibetta. Quando veniva a trovarci mi raccomandava sempre di fargli trovare il tiramisù, dolce che adorava".
Il governo tedesco ha cominciato a inviare in Venezuela aerei militari delle Forze armate con a bordo aiuti umanitari. Secondo quanto riferito, sono stati inviati anche diversi cani da ricerca. "Tuttavia, non ci sarà alcun aiuto finanziario diretto", ha affermato un portavoce del ministero tedesco degli Esteri.
Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore dalle due scosse di terremoto che hanno sconvolto il Venezuela. "Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito", racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta "finché tutti i piani non sono crollati".
Stamattina un team di vigili del fuoco formato da 41 unità partirà per il Venezuela. Il dispositivo dei vigili del fuoco, organizzato dal Centro operativo nazionale del Viminale, è composta da 25 esperti del Modulo Usar Ita-02, specializzati nelle complesse operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie. A loro si affiancheranno 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale, 12 operatori del modulo Tast (Technical Assistance and Support Team), dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo, e 2 specialisti Co.Em. (Comunicazione in Emergenza) per il coordinamento del flusso comunicativo.
Nella notte è decollato dalla base madrilena di Torrejon de Ardoz un aereo dell’Aeronautica militare spagnola, con a bordo 59 militari dell'Unità militare di Emergenza, specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso urbano. Secondo il ministero della Difesa, il contingente comprende soccorritori Usar, otto unità cinofile e due ingegneri dell'Esercito. Il premier Pedro Sanchez ha avuto un colloquio telefonico con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, e ha confermato che alla prima si è unita una seconda squadra dei servizi di emergenza, composta da 40 Vigili del fuoco specializzati negli interventi sugli edifici crollati, con 8 cani di ricerca e personale sanitario, oltre a un team dell'Agenzia spagnola per la cooperazione allo sviluppo, che prevede di allestire un ospedale da campo.
L'Unicef sta collaborando con le autorità nazionali e i partner per valutare i bisogni delle popolazioni colpite e sostenere gli interventi di risposta, al fine di garantire che i bambini e le famiglie abbiano accesso alle cure mediche, ai servizi di protezione, al sostegno psicosociale, all'acqua potabile e a spazi sicuri. L'Unicef è presente sul campo in Venezuela e continua a impegnarsi a sostegno degli sforzi nazionali volti a rispondere alle esigenze dei bambini colpiti e delle loro famiglie, in particolare dei più vulnerabili. Prima dei terremoti, l'appello "Azione umanitaria per i bambini 2026" dell'Unicef a favore del Venezuela ammontava a 137,6 milioni di dollari, di cui era stato finanziato solo il 35 per cento.
Quasi 50mila persone sono state segnalate come disperse a seguito del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo segnala la piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela, lanciata per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Le persone che risultano disperse sono a ora 49.441. In totale sono state segnalate 57.055 persone e di queste rintracciate solo 7.614.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sospeso fino al 23 ottobre 2026 alcune sanzioni in vigore in Venezuela per consentire transazioni verso il Paese, altrimenti vietate, legati agli aiuti umanitari dopo il sisma che ha colpito nelle scorse ore il Venezuela. La revoca dovrebbe permettere anche l'elaborazione e il trasferimento di fondi da parte di istituzioni finanziarie statunitensi e le operazioni da società di trasferimento di denaro registrate.
Un neonato è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira. Secondo le prime ricostruzioni, a trovare il piccolo sarebbero state alcune persone riuscite a mettersi in salvo dal palazzo collassato, che sono riuscite a trarlo in salvo prima dell'arrivo delle squadre specializzate. Il neonato è stato affidato alle cure dei sanitari e sarebbe fuori pericolo.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha visitato lo Stato di La Guaira, tra le aree più colpite dal devastante terremoto, e ha confermato l'arrivo di squadre internazionali di soccorso per rafforzare le operazioni di ricerca dei superstiti. Rodriguez ha ribadito che l'obiettivo resta quello di "recuperare il maggior numero possibile di persone vive" dalle macerie degli edifici crollati. I primi soccorritori attesi provengono dalla Repubblica Dominicana e dovrebbero arrivare nelle prossime ore.
A La Guaira si scava a mani nude. Lo denunciano i parenti di diverse persone intrappolate o disperse sotto le macerie, secondo cui le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Diverse persone hanno preso l'iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci senza macchinari adatti. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Man mano che sono passate le ore, le voci si sono fatte sempre più flebili sino a sparire. "Mia moglie non ce l'ha fatta", ha raccontato un uomo. "Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo".
Ci sarebbero sette calciatori delle selezioni giovanili della nazionale di calcio venezuelana dispersisotto le macerie causate dal doppio sisma. Fra loro anche la stellina Yimvert Berroterán, centrocampista diciottenne della nazionale Under 20 e dell'Universidad Central de Venezuela, del quale non si hanno più notizie. Berroterán sarebbe stato visto per l'ultima volta nel settore di Los Corales, una delle aree più colpite dal sisma. La Federazione venezuelana di calcio (Fvf) e il suo club hanno lanciato un appello attraverso i propri canali ufficiali. Le autorità e le istituzioni sportive continuano a monitorare la situazione, mentre proseguono le operazioni di soccorso nelle aree devastate dal terremoto.
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela ha raggiunto quota 235. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Carlos Alvarado: "Abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie", ha dichiarato Alvarado in televisione. Si tratta di un numero provvisorio, che nelle prossime ore si prevede che andrà ad aumentare sensibilmente. I feriti sono invece oltre 4.300.
Dopo aver comunicato l'invio di aiuti per 150 milioni di dollari, gli Stati Uniti stanno dispiegando due navi da guerra, aerei da trasporto ed elicotteri in Venezuela per fornire supporto logistico alle operazioni di soccorso. "Queste forze forniranno servizi di mobilità specializzati e supporto al personale del governo americano, alle squadre di ricerca e soccorso", ha spiegato lo Us Southern Command.
