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Terremoto in Venezuela, "almeno 188 vittime e 42mila dispersi" | Farnesina: "Morto cittadino italo-venezuelano, verifiche su connazionali"

L'uomo è nato a Caracas nel 1970, ma ha parenti nel nostro Paese. È rimasto coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri dal capitale Caracas, una delle zone più colpite dal sisma. Mille i feriti

25 Giu 2026 - 22:07
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Due violenti scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 7.5, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici, anche a Caracas. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato d'emergenza. Il bilancio parziale, aggiornato alla serata di giovedì 25 giugno, vede almeno 188 morti, mille feriti e oltre 42mila dispersi. Tra le vittime anche un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970 e con parenti in Italia. Estratti vivi tre fratellini dalle macerie di La Guaira, uno dei centri più colpiti dalle scosse. Gravemente danneggiato l'aeroporto internazionale della capitale: voli sospesi. Arrivano aiuti e solidarietà da tutto il mondo: papa Leone XIV ha inviato un primo aiuto di 100mila euro al Paese. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato al Venezuela ogni tipo di sostegno: si sta preparando l'invio di uomini dei vigili del fuoco e della Protezione civile a bordo di aerei dell'Aeronautica militare.

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L'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro, attualmente detenuto negli Stati Uniti, ha rivolto via social media un appello all'unità nazionale e all'assistenza reciproca dopo i forti terremoti che hanno colpito il Venezuela, causando vittime e distruzioni. "In questa ora difficile, facciamo appello all'unità nazionale, alla calma e all'assistenza concreta: aiutare, proteggere, condividere, sollevare e ricostruire", ha scritto Maduro in una dichiarazione pubblicata su X.


Diversi Paesi dell'America latina hanno offerto aiuti e solidarietà al Venezuela dopo i due forti terremoti che hanno colpito Caracas e diverse regioni del centro e del nord del Paese, provocando crolli e danni ancora in corso di valutazione. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha detto di aver ricevuto "con grande preoccupazione e costernazione" la notizia del sisma e di aver chiesto al ministero degli Esteri di valutare, insieme all'ambasciata del Brasile a Caracas, le misure di assistenza che Brasilia potrà adottare. Lula ha ribadito la "determinazione del Brasile" ad aiutare la presidente incaricata del Venezuela Delcy Rodriguez nella ripresa delle aree colpite. Anche il presidente argentino Javier Milei ha espresso solidarietà al popolo venezuelano, pur richiamando le differenze politiche con il governo di Caracas. Buenos Aires, ha fatto sapere la presidenza argentina, è pronta a collaborare con l'assistenza umanitaria eventualmente necessaria, in coordinamento con gli organismi internazionali. Il governo del Messico ha offerto al Venezuela "tutto il sostegno che richieda", su istruzione della presidente Claudia Sheinbaum. Il ministro degli Esteri Roberto Velasco ha detto che il popolo messicano è solidale con quello venezuelano "oggi e sempre" in questo momento difficile. La cancelleria messicana ha aggiunto di non avere, al momento, notizie di connazionali colpiti.


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In queste ore, successive alle scosse di terremoto, si stanno verificando gravi problemi ai sistemi di comunicazione a Caracas, Miranda e La Guaira. Le difficoltà nell'effettuare chiamate e nell'accedere ai servizi dati, informa la stampa locale, hanno complicato la comunicazione tra i famigliari, soprattutto per i venezuelani residenti in altri stati del Paese e all'estero, che cercano di avere notizie dei propri cari nelle zone colpite. Le interruzioni dei servizi di telecomunicazione sono frequenti dopo terremoti di forte intensità come questo a causa dell'elevata domanda simultanea sulle reti e dei potenziali danni alle infrastrutture. Tuttavia, nessuna compagnia di telecomunicazioni ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito alle cause delle interruzioni.


Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez. Tajani ha espresso alla presidente il cordoglio dell’Italia per le vittime già accertate del terremoto che ha colpito il Paese. "Siamo vicini al popolo del Venezuela. La presidente mi ha informato del fatto che La Guaira è lo stato più colpito del paese, ma ci sarebbero morti in altre città e villaggi. L’Italia e l’Europa aiuteranno il Venezuela: ho detto alla presidente che il Governo italiano valuterà il tipo di sostegno immediato che si può offrire e che sosterrà con l’Unione europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile". In Venezuela sono presenti migliaia di cittadini che hanno anche passaporto italiano, la presidente Rodriguez ha confermato a Tajani che il Governo italiano verrà informato delle loro condizioni.


Il presidente Usa Donald Trump ha detto di aver ordinato a tutte le agenzie del governo degli Stati uniti di prepararsi a intervenire rapidamente per assistere il Venezuela, colpito da due forti terremoti. "Le due grandi scosse che hanno colpito il grande popolo del Venezuela sono entrambe di enorme intensità e hanno provocato un numero devastante di morti. Gli Usa sono pronti, disponibili e in grado di aiutare", ha scritto Trump sul social Truth.


Nel violento terremoto in Venezuela si registrano in un primo bilancio 32 morti e 700 feriti. Lo riferisce la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, informando che si prevede che il numero delle vittime aumenti.


Il forte terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito il Venezuela ha provocato danni anche all'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del Paese, situato a circa 20 chilometri da Caracas. Video diffusi sui social media mostrano danni strutturali in alcune aree dell'aeroporto, mentre le autorità stanno effettuando verifiche tecniche per accertare l'entità delle conseguenze provocate dalla scossa. Le immagini riprese all'interno dello scalo documentano momenti di forte tensione tra passeggeri e personale: persone in fuga dai terminal, viaggiatori che cercano riparo all'aperto e scene di confusione durante l'evacuazione delle aree interessate. In diversi filmati si vedono controsoffitti danneggiati, detriti a terra e passeggeri che abbandonano rapidamente gli edifici mentre il sisma è ancora in corso. Il terremoto è stato avvertito in gran parte del Venezuela. Le autorità non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale dei danni né eventuali informazioni su feriti nello scalo, mentre proseguono le ispezioni nel principale aeroporto del Paese.


Il ministro degli Esteri Antono Tajani ha parlato con l’ambasciatore d’Italia a Caracas Giovanni De Vito ed è stato informato degli effetti del potente terremoto che ha colpito il Venezuela. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all'ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il “meccanismo di protezione civile Ue” che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”


Catia La Mar, nello Stato di La Guaira, potrebbe essere il ground zero del disastro provocato dal terremoto che ha devastato Caracas e la parte centro-settentrionale del Paese. Molte segnalazioni sui social descrivono una devastazione diffusa in quella città costiera, con edifici totalmente distrutti, lungo Avenida El Ejército, nonché altre strutture completamente crollate e veicoli sepolti sotto le macerie. Tra gli edifici più danneggiati figurano le strutture della Scuola Navale, edifici residenziali a Playa Grande e diversi isolati del complesso residenziale Hugo Chávez, dove si sono verificati anche incendi presumibilmente causati dall'esplosione di bombole di gas.


"Al momento non ci risultano vittime tra i nostri connazionali, ma le loro abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte. Insieme con il consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali", ha spiegato l'ambasciatore De Vito. "Sono in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha subito proposto all'Unione europea di attivare il meccanismo della protezione civile".


"Ci sono state due scosse, una di magnitudo 7,2 e un'altra di 7,5. Abbiamo avuto 20 repliche. La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro". Lo ha detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrigues tre ore dopo il terremoto che ha colpito il Paese. "Non ci sarà scuola nei prossimi giorni: abbiamo attivato le operazioni di salute pubblica. Siamo vicini a chi ha perso propri cari. Chiediamo calma e unità alla popolazione. Dichiaro lo stato di emergenza: ringrazio i governi che si sono offerti per dare aiuto, Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu", ha aggiunto.


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Un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) classifica il terremoto avvenuto in Venezuela come il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni. L'evento sismico risulta paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di magnitudo 7.7 registrato nell'ottobre del 1900. Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla ridotta profondità dell'epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. La scossa è stata segnalata a oltre 160 chilometri di distanza, colpendo la capitale venezuelana e arrivando a interessare in modo distinto anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.


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Il sindaco del municipio di Chacao, distretto est della capitale venezuelana Caracas, ha confermato vittime per il crollo di numerosi edifici nel distretto est della capitale Caracas a causa della forte scossa di terremoto che ha colpito oggi il Paese. "Si, ci sono vittime", ha affermato Gustavo Duque parlando all'emittente Telesur, senza precisare il numero dei morti. "In questo momento siamo impegnati nei soccorsi, abbiamo già ritrovato 18 persone e speriamo di trovarne di più", ha aggiunto, sottolineando che nella zona sono crollate diverse palazzine.


Due forti scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela nelle scorse ore a distanza di circa un minuto l'uno dall'altra. Le scosse in rapida successione, di magnitudo 7,1 e 7,5, figurano tra i terremoti più violenti che abbiano interessato il Paese in oltre un secolo.

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