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Ungheria ripristina detenzione per richiedenti asilo durante iter

"Di fronte allʼemergenza migranti - ha detto il premier magiaro Viktor Orban - lʼEuropa ha mostrato ingenuità e incapacità"

L'Ungheria ripristinerà la custodia cautelare per i richiedenti asilo durante la pratica volta ad accertare l'esistenza dei requisiti necessari per ottenere lo status di rifugiato. Lo ha annunciato il premier Viktor Orban. Sotto le pressioni dell'Ue e dell'Onu, l'Ungheria aveva sospeso questa prassi nel 2013. "La misura va contro le norme internazionali precedentemente accettate dall'Ungheria - ha ammesso Orban -, ma lo faremo lo stesso".

Solo giovedì il premier ungherese ha affermato che l'emergenza immigrazione non diminuirà a breve e l'Ungheria non può affidarsi a una soluzione qualunque da parte dell'Ue. Secondo Orban i migranti rappresentano un rischio per la cultura e la sicurezza degli ungheresi e una minaccia sul fronte del terrorismo, per questo motivo, ha spiegato, l'Ungheria deve sorvegliare anche più di prima i suoi confini.

"Su migranti, l'Europa ha mostrato ingenuità e incapacità" - "In Europa, viviamo un tempo dell'ingenuità e dell'incapacità: gli immigrati sono vittime dei trafficanti, ma anche dei politici europei, che incoraggiano la migrazione con la politica di accoglienza", ha detto Orban. "Da noi, non ci saranno camion che investono chi festeggia", ha concluso.

Ennesimo giro di vite di Budapest - La decisione di ripristinare la detenzione per i richiedenti asilo, trattandoli quindi come clandestini, è solo l'ultimo "passo anti immigrati" di Budapest che precedentemente aveva deciso la chiusura delle proprie frontiere, lasciando alla vicina Serbia e alla Grecia l'onere della prima accoglienza per i profughi siriani che si avventurano lungo la rotta dei Balcani.

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