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Ucraina, l'Ungheria pone il veto su nuove sanzioni Ue contro Mosca | Nato: "Stoltenberg sulle armi? Inusuale"

L'Ucraina ha dato il via libera all'arrivo di istruttori militari francesi sul suo territorio

di Redazione online
27 Mag 2024 - 18:37
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Ultimo aggiornamento: 24 giorni fa

La guerra in Ucraina giunge al giorno 824. E' scontro in Europa, dopo che l'Ungheria ha annunciato il suo veto sul quattordicesimo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca. Secondo una fonte diplomatica alleata, le parole di Stoltenberg sulla possibilità di usare le armi della Nato per colpire il territorio russo "sono inusuali". Il Cremlino: "Adesso l'Alleanza è direttamente coinvolta". L'Ucraina, intanto, ha dato il via libera all'arrivo di istruttori militari francesi sul suo territorio. Mosca ha conquistato altri due villaggi nel Donetsk.


Kiev ha precisato in serata che l'invio di istruttori francesi in Ucraina è "ancora in fase di discussione" con Parigi. "Dal febbraio 2024, l'Ucraina ha espresso interesse per la prospettiva di ricevere istruttori stranieri in Ucraina", si legge in una nota del ministero ucraino della Difesa. "Al momento stiamo ancora trattando con la Francia e altri paesi sul tema. - continua la nota - abbiamo iniziato a lavorare internamente sui documenti rilevanti in modo da non perdere tempo nel coordinare le questioni burocratiche quando la decisione verra' presa".


"La pace non sarà la capitolazione dell'Ucraina, ma quello che l'Ucraina decide per sé". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, parlando a Dresda. "Difenderemo l'Ucraina quanto a lungo sarà necessario e con l'intensità che sarà necessaria", ha aggiunto.


L'Ucraina ha dato il via libera all'arrivo di istruttori militari francesi sul suo territorio. Lo ha annunciato il comandante delle forze ucraine Alexander Syrsky su Telegram riferendo di incontro in video collegamento tra i ministri della Difesa ucraino Rustem Umerov e francese Sebastien Lecornu. Syrsky ha aggiunto che sono "già stati firmati i documenti che consentiranno presto ai primi istruttori francesi di visitare i nostri centri di formazione e di familiarizzare con le infrastrutture e il personale".


L'Ungheria ha annunciato il suo veto sul quattordicesimo pacchetto di sanzioni Ue. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, a margine del Consiglio Esteri spiegando che l'Ungheria non voterà a favore del pacchetto perché "nella sua forma attuale è assolutamente contrario agli interessi economici dell'Ungheria" e "metterebbe a rischio la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del Paese". Le misure restrittive proposte contengono "elementi che rallenterebbero gli investimenti nella centrale nucleare di Paks" e che "potrebbero essere fatali per l'agricoltura e l'industria alimentare ungherese".


Budapest è finita "per la prima volta" nel mirino degli altri ministri degli Esteri, nel corso del Consiglio a Bruxelles, in seguito alla sua strategia di "ostruzione" su molti dossier di politica estera, compreso Gaza, la Georgia e l'Armenia, oltre che l'Ucraina. "La posizione ungherese sta diventando apertamente pro-russa, non si può più parlare di approccio transazionale", spiega una fonte bene informata. L'Ungheria, tra le altre cose, sta infatti bloccando la possibilità di usare le risorse del Fondo per l'Ucraina, parte dell'EPF. "Serve trovare una soluzione pratica", continua la fonte.


"La continua imposizione del veto da parte dell'Ungheria a tutte le misure pensate per aiutare l'Ucraina è inaccettabile. Abbiamo il dovere di reagire: l'Ue non può rimanere immobile a causa della sistematica creazione di ostacoli da parte dell'Ungheria". Lo ha affermato oggi, al suo arrivo a Bruxelles, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis.


Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky respinge l'idea di invitare la Russia al vertice di pace in Svizzera il 15 e 16 giugno.


Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha assicurato che Madrid non prevede l'uso di armi fornite a Kiev per attacchi in territorio russo. "Non contempliamo un uso in questo senso", ha replicato a una domanda al riguardo nella conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Sanchez non ha specificato che tipo di materiale militare sarà fornito a Kiev, ma ha assicurato che la Spagna fornirà "capacità militari in questo momento negoziate con il governo ucraino". E ha poi chiarito che Madrid sta già rifornendo missili Patriot, confermando l'invio di tank Leopard e altre "munizioni".




La presa di posizione del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg sulla possibilità che gli ucraini usino le armi alleate per colpire il territorio russo è "inusuale". Lo sostiene una fonte diplomatica alleata. "Si tratta di un importante contributo alla discussione, che è in corso, ma il suo ruolo non è quello di dare le linee guida agli alleati", nota la fonte. La decisione se permettere l'uso offensivo delle armi resta infatti nelle mani del Paese che fornisce gli aiuti a livello bilaterale. Gli alleati, all'inizio del conflitto, hanno "concordato" che la Nato non sarebbe dovuta diventare "parte della guerra", ha aggiunto.


La Nato è direttamente coinvolta nel conflitto in Ucraina e sta aumentando il livello dell'escalation. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo le dichiarazioni del segretario generale Jens Stoltenberg sull'uso da parte di Kiev di missili forniti da Paesi dell'Alleanza per colpire il territorio russo.


Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato nella conferenza stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "aiuti all'Ucraina per oltre un miliardo di euro nel 2024" da parte di Madrid.


"La Nato sta parlando a sproposito, e non a nome del popolo italiano, di usare le armi che abbiamo mandato in Ucraina per difendersi, per andare a sparare e a uccidere fuori dai confini in Russia. Io dico di no, l'Italia non è in guerra contro nessuno. La terza guerra mondiale non è una cosa che voglio lasciare ai miei figli, come ipotesi di futuro". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, in visita a Castel Volturno (Caserta) per un appuntamento elettorale.
 


Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è appellato agli omologhi europei ribadendo la necessità di "un intervento rapido e di forte sostegno militare" a Kiev. E' quanto si apprende da fonti europee a margine del Consiglio Affari esteri in corso a Bruxelles. Kuleba ha aperto il suo intervento in videocollegamento mostrando ai ministri Ue la foto di un ragazzino il cui padre è stato ucciso nell'attacco russo che nel fine settimana ha colpito un centro commerciale a Kharkiv, provocando decine di vittime civili e ingenti danni alle strutture civili.


Le truppe russe hanno conquistato il villaggio di Netaylovo, nella regione ucraina di Donetsk, e quello di Ivanovka, nella regione di Kharkiv. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca.


"Spetta agli alleati decidere sulle restrizioni" all'uso delle "armi consegnate all'Ucraina. Questa non è una decisione della Nato, è una decisione presa dai singoli alleati", che finora "hanno preso decisioni diverse". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa a Sofia. "Il mio messaggio è che penso che sia giunto il momento di considerare alcune delle restrizioni" all'uso delle armi da parte di Kiev, "perché l'Ucraina ha diritto all'autodifesa" e, "secondo il diritto internazionale, questo include il diritto di colpire obiettivi militari legittimi al di fuori dell'Ucraina", ha evidenziato.


Berlino sollecita Budapest a togliere il veto alla creazione del Fondo di assistenza Ue per l'Ucraina per sostenere la consegna di armi a Kiev, nel quadro della European Peace Facility (Epf). "Abbiamo bisogno di tutte le voci per il popolo ucraino. Ed è per questo che lancio un appello urgente all'Ungheria affinché renda finalmente possibile il sostegno" europeo "all'Ucraina per garantire la pace", ha detto la ministra tedesca degli Esteri, Annalena Baerbock, a margine del Consiglio Ue Esteri, sottolineando che "l'Europa è forte quando è unita".


"Sappiamo che la Russia vuole organizzare attentati terroristici all'interno di Paesi Nato". Lo ha detto il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, arrivando al Consiglio Esteri Ue. "Si reagisce aiutando l'Ucraina a vincere la guerra, questo è il modo di fermare la Russia: abbandonando la nostra paura di reagire contro Mosca", ha aggiunto.


Un drone della direzione principale dell'intelligence militare ucraina ha attaccato la stazione radar di rilevamento di bersagli a lungo raggio Voronezh M, situata nella città di Orsk, nella regione russa di Orenburg, dopo aver percorso oltre 1.800 chilometri. Lo riporta l'Ukrainska Pravda, citando una fonte dell'intelligence di Kiev. "Il drone ucraino ha coperto una distanza di oltre 1.800 chilometri verso un obiettivo nemico, stabilendo un nuovo record per il raggio di distruzione dei droni kamikaze".


Intensi combattimenti si sono verificati nelle ultime 24 ore nell'Ucraina orientale, soprattutto nei pressi delle cittadine di Kupiansk e Pokrovsk. Lo riferisce lo Stato maggiore ucraino, facendo il punto sulla situazione dell'invasione russa. "L' aggressore sta cercando di sfruttare la sua superiorità in termini di uomini, equipaggiamento e supporto aereo". Nel dettaglio, i russi hanno lanciato quattro attacchi utilizzando 14 missili e 46 raid con 69 aerei da combattimento e oltre 300 droni.

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