A poche ore dalle politiche

Elezioni in Ungheria, Trump tira la volata a Orban: "Pronti a sostenere l'economia del Paese"

Il presidente Usa: "Entusiasti di investire nella prosperità che scaturirà dalla continua leadership di Orban"

11 Apr 2026 - 06:41
 © Afp

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"L'amministrazione è pronta a impiegare l'intera potenza economica degli Stati Uniti per rafforzare l'economia dell'Ungheria, come abbiamo fatto in passato per i nostri grandi alleati, qualora il primo ministro Viktor Orban e il popolo ungherese dovessero mai averne bisogno. Siamo entusiasti di investire nella futura prosperità che scaturirà dalla continua leadership di Orbán!". Lo scrive Donald Trump su Truth a poche ore dalle elezioni in Ungheria. Dal canto suo, Orban si sente all'angolo dopo 16 anni di potere ininterrotto: gioca le ultime carte e grida al complotto, puntanto il dito contro il rivale Peter Magyar

Orban all'angolo: gioca le ultime carte e grida al complotto

 Le parole di sostegno, dunque, sono le stesse di sempre, il palcoscenico - Truth - anche. A cambiare, questa volta, è il peso del momento. Donald Trump è tornato a spendersi per Viktor Orban - l'"amico", il "leader forte", colui che "ha protetto la sua nazione" - con un messaggio aperto agli ungheresi sul suo social preferito: "Votatelo".

Il premier ha ringraziato, ma soprattutto è passato all'attacco. Non accetta la narrazione che lo dipinge come il regista dei brogli. Lo aveva annunciato scendendo dal palco di Debrecen, la roccaforte non più granitica: "Domani mattina aspettatevi un video con alcune novità importanti". Puntuale, il messaggio è arrivato su Facebook, portando con sé un'ulteriore escalation. "L'opposizione complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla", ha accusato il leader di Fidesz con il dito puntato al rivale Peter Magyar, denunciando "minacce di violenza", "accuse di brogli inventate" e tentativi di influenzare lo spoglio.

Un messaggio che tradisce la difficoltà davanti a sondaggi che - per la prima volta dopo 16 anni di governo ininterrotto e una parabola iniziata nel 1989 - lo vedono perdere la leadership. La posta, nella prospettiva di Orban, è esistenziale. "Si decide il destino del Paese": il cambiamento "è pericoloso", mentre Fidesz offre "sicurezza", ha ribadito il premier, rivendicando la sua linea dura sull'immigrazione, le tasse a banche e multinazionali, le bollette calmierate.

Tutti "successi comuni" che "oggi rischiamo di perdere", ha avvertito, trovando tuttavia la replica immediata dell'avversario, accolto dalla piazza stracolma del villaggio di Sulysap, alle porte della capitale. "Un'Ungheria umana e pacifica è la risposta a un potere vile, violento e impaurito", ha rilanciato Magyar, che resta saldo in testa nei sondaggi - l'ultimo lo accredita al 38% - pur con l'incognita degli indecisi e, soprattutto, della difficile corsa alla maggioranza dei due terzi.

"Siamo alla soglia del mondo che abbiamo sognato, entriamo", ha esortato il leader di Tisza, rivolgendosi anche ai giovani - riuniti in piazza degli Eroi a Budapest per il maxi-concerto 'Smantellare il regime' - e all'elettorato urbano. La campagna però si consuma ovunque, casa per casa, nelle piazze e nei villaggi, dove si insedieranno anche i guardiani dell'Osce. La missione di osservazione si è insediata al quartier generale del Kempinski Corvinus, nella capitale, con una delegazione italiana trasversale: Eugenio Zoffili e Gianluca Cantalamessa (Lega), Vincenzo Amendola e Alessandro Alfieri (Pd), Emanuele Loperfido e Fabrizio Comba (FdI), Anna Bilotti (M5s), Mauro Del Barba (Italia Viva) e Peppe De Cristofaro (Avs).

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