le decisioni

Usa, Corte Suprema divisa su Trump: salva la governatrice della Fed, ma amplia i poteri del presidente

Lisa Cook resta alla Federal Reserve. Confermato anche il risarcimento da cinque milioni a E. Jean Carroll

29 Giu 2026 - 22:35
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Lisa Cook e E. Jean Carroll © Tgcom24

Lisa Cook e E. Jean Carroll © Tgcom24

Giornata dai risultati contrastanti e divisivi per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump davanti alla Corte Suprema. Il più alto organo giudiziario ha infatti respinto alcuni dei ricorsi più caldi presentati dal tycoon, ma allo stesso tempo gli ha consegnato una vittoria sul fronte dei poteri della Casa Bianca.

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Lisa Cook resta alla Fed

 Con una decisione di cinque voti contro quattro, la Corte ha stabilito che Lisa Cook potrà rimanere nel consiglio della Federal Reserve (la banca centrale americana), respingendo il tentativo dell'amministrazione Trump di rimuoverla dall'incarico. Nella sentenza, il presidente della Corte John Roberts ha sottolineato che "non solo l'indipendenza effettiva, ma anche l'apparenza di indipendenza è fondamentale per l'assetto della Federal Reserve". Nel 2025 il presidente Donald Trump aveva annunciato la sua rimozione dal consiglio della Fed, accusando Cook di aver fornito informazioni inesatte all'interno di pratiche di mutuo antecedenti alla sua nomina alla banca centrale. Cook ha sempre negato le accuse, definendole infondate.
 

Confermato il caso Carroll

 I giudici hanno inoltre rifiutato di esaminare il ricorso presentato da Trump nel caso della scrittrice E. Jean Carroll, lasciando così in vigore il verdetto che lo ha condannato per abusi sessuali e diffamazione e confermando il risarcimento da cinque milioni di dollari disposto dalla giuria.

Valido anche il voto per posta

 Un altro punto contro il presidente riguarda il voto postale. I giudici hanno stabilito che le schede elettorali ricevute dopo l'Election Day restano valide, purché siano state spedite entro i termini previsti. Trump aveva attivamente osteggiato il voto via mail per via della facilità con cui può essere compromesso. 

La vittoria sulle agenzie federali

 La Corte Suprema ha infine accolto positivamente una delle richieste più importanti dell'amministrazione Trump, stabilendo con sei voti favorevoli e tre contrari che il presidente dispone di maggiori poteri nella rimozione dei vertici delle agenzie federali indipendenti. La decisione supera un precedente risalente al 1935, che limitava la possibilità per l'inquilino della Casa Bianca di licenziare alcuni funzionari nominati dal Congresso. "Una grande vittoria", il commento di Donald Trump sul social Truth. 

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