In Giappone stanno spostando a mano la torre di una fortezza, e sul web non si parla d'altro
Sono virali online i video che vedono migliaia di persone impegnate in un gigantesco tiro alla fune, per dare una mano in questa bizzarra opera di ristrutturazione
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Negli ultimi giorni potreste esservi imbattuti sui social in bizzarri video dove si vedono migliaia di giapponesi impegnati a tirare delle funi al grido di "sore" ("tira"). Non si tratta di contenuti promozionali pensati per lanciare il prossimo mondiale di tiro alla fune. Tutta quella gente è lì per partecipare a un'opera di ristrutturazione molto particolare, il cui obiettivo è spostare a mano la torre della fortezza medievale di Hirosaki, nella prefettura di Aomori, a nord del Giappone.
Nulla si distrugge
Il muro di una delle torri fortificate interne del castello è stata lesionato da una forte scossa di terremoto. In qualunque altra parte del mondo probabilmente si sarebbero messi il cuore in pace, adottando la soluzione più semplice e pratica per risolvere il problema: da noi avrebbero abbattuto senza farsi troppe remore parte dell’edificio, per poi risistemare la parte buttata giù una volta ricostruito il muro. Ma nella patria del kintsugi, una tecnica di restauro che impiega addirittura l'oro per rimettere insieme i pezzi di tazze in ceramica, nulla può venire mai distrutto davvero, costi quel che costi. E poi una ristrutturazione classica avrebbe in qualche modo rovinato una delle sole dodici torri di epoca feudale rimaste in Giappone, l’unica nell'intera regione del Tōhoku. Meglio far diventare la risistemazione dell'edificio un happening collettivo, coinvolgendo migliaia di volontari nell'impresa.
A ritmo di tamburo
L’iniziativa è stata promossa e organizzata dalla prefettura di Aomori, che è riuscita a far partecipare alla fine 1800 persone. Non solo autoctoni ma anche turisti provenienti dall'Europa e dall'America del Nord, che si sono riuniti per spostare il mastio (la torre in questione) del castello. Divisi in gruppi, i volontari sono riusciti nel loro intento dopo essere stati disposti in lunghe file e dopo aver cominciato a tirare le grandi corde al ritmo di un tamburo che ha suonato per tutto il tempo. Alla fine della giornata di sabato (22 agosto) l’edificio ha finito per essere spostato di ben 113 metri, mentre domenica si è arrivati a guadagnare un altro metro abbondante. Mancano ora altri 73 metri per spostare e riportare la torre nella posizione originale ma tale distanza verrà coperta a questo punto da appositi macchinari edili, che dovrebbero completare il lavoro entro la fine dell’anno. Si utilizzerà una tecnica chiamata "hikiya", che permette di spostare interi edifici senza smantellarli, sfruttando impalcature provvisorie su rulli.
Tira la torre che "tira"
Resta comunque l'esperienza per la collettività, che in questo modo sente di aver partecipato in prima persona alla preservazione di un pezzo del proprio patrimonio. Un qualcosa di cui i volontari vanno molto orgogliosi, basti pensare a come molti ancora ricordino la prima volta in cui hanno "tirato" la torre undici anni fa. Non è infatti la prima volta che il comune chiede una mano (letteralmente) ai suoi cittadini per preservare questa antica sede del clan Tsugaru, completata nel 1611 e ricostruita come la vediamo oggi nel 1811. In fondo mantenere in salute il monumento conviene a tutti, in primis a quegli stessi cittadini che guadagnano dal turismo scaturito dal castello, fulcro di un parco che attira circa due milioni di visitatori all’anno solo durante la stagione della fioritura dei ciliegi. Con la sua attrattiva la torre insomma "tira", al punto da meritare di essere "tirata" ogni tanto a sua volta.
