FUNERABILI SOSTENIBILI

Sydney, donna sepolta in una bara di funghi, è il nuovo trend

L'idea è nata da una startup olandese, il feretro è ecologico perché si fonde con il terreno in 45 giorni  

09 Set 2026 - 13:00
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 © Istockphoto

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A Sydney una donna è stata seppellita in una bara composta da funghi. É il primo caso in Australia, ma è il segno che l'ecosostenibilità sta diventando un tema sensibile per molte persone, anche dopo la morte. La cerimonia si è tenuta a Faulconbridge, e poi Carolyn, questo il nome della settantenne, è stata trasportata nelle Blue Mountains, nello stato del nuovo Galles del Sud. Il suo feretro sarà presto un nutrimento per il terreno, infatti, circa dopo 45 giorni il materiale si dovrebbe disgregare. Come ha riportato l'ideatore Bob Hendrikx al Sydney Morning Herald: "In condizioni ideali, tra 45 giorni sarà una cosa sola con il suolo, e invece di inquinare la terra, arricchirà il suolo". 

Come è fatta la bara

 L'idea della cassa funebre sostenibile è nata dall'intuizione della startup olandese Loop Biotech, fondata dal trentaduenne Bob Hendrikx. Il feretro viene prodotto unendo il micelio, che è l'apparato vegetativo dei funghi, a fibre di canapa ricavate da scarti agricoli. Questo materiale viene poi compattato in uno stampo all'interno di una stanza a temperatura controllata e impiega circa una settimana per unirsi. Una volta che la bara viene interrata, alla struttura bastano appena 45 giorni per fondersi con il terreno e arricchirlo, a differenza delle comuni casse funerarie in legno che si decompongono in circa 50 anni. Gli addetti ai lavori di Grace Funerals dichiarano che negli ultimi cinque anni l'interesse delle famiglie per i funerali ecologici è aumentato. Secondo gli antropologici culturali dell'Università di Melbourne, questa attenzione è legata anche al calo dei credenti per le religioni tradizionali. "Molti cittadini oggi preferiscono sostituire l'idea classica del paradiso con una narrazione incentrata sul ritorno biologico alla terra". 

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Un impatto ecologico importante

 In un Paese che registra circa 200mila funerali all'anno, l'impatto ecologico delle pratiche tradizionali resta rilevante. Le cremazioni superano le sepolture con un rapporto di sette a tre, a causa dei costi inferiori, ma una sola cremazione può liberare oltre cento chili di anidride carbonica nell'atmosfera. Per ridurre l'inquinamento si stanno valutando diverse alternative come l'idrolisi alcalina e il compostaggio umano. La prima è un processo simile alla cremazione che utilizza acqua al posto del fuoco, il compostaggio umano, invece, prevede che i resti vengano scomposti con materiale organico, come trucioli di legno e paglia, per diverse settimane. In Australia, proprio di recente, è stato presentato un disegno di legge per legalizzare il compostaggio umano nel Nuovo Galles del Sud, che potrebbe diventare il primo stato del paese ad autorizzare questa pratica. 

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