FINE DI UN MISTERO LUNGO DECENNI

Svelata l'identità di Banksy: ecco chi è

Un'indagine dell'agenzia Reuters risolve il mistero dello street artist più celebre al mondo

13 Mar 2026 - 21:10
 © Ansa

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Il nome c'è, l'anagrafica pure, il soggetto no. Secondo un'indagine di Reuters, ci sarebbe un certo Robin Gunningham, nato nel 1973 a Bristol, dietro ai graffiti più famosi al mondo che portano la firma di Banksy. Peccato che, nel frattempo, quell'uomo ha cambiato legalmente nome ed è diventato David Jones, uno dei nomi più comuni del Regno Unito, nonché nome di battesimo di David Bowie (il cui alter ego, Ziggy Stardust, ispirò il ritratto di Banksy della Regina Elisabetta). Gunningham, di cui sa anche che ha frequentato la Bristol Cathedral School - dove si divertiva a creare strisce a fumetti e dove ricevette anche un premio per le sue opere d'arte -, era stato già identificato nel luglio 2008 dal The Mail on Sunday.

Nell'inchiesta, l'agenzia stampa britannica ha incrociato tutti i particolari noti sull'artista, a partire da tutte le foto e i video in cui compare (anche a volto coperto), con nuovi, decisivi documenti: in particolare, quelli su un arresto avvenuto nel 2000 a New York. I giornalisti, nell'indagine, hanno teorizzato il coinvolgimento di Robert Del Naja, il frontman dei Massive Attack, negli anni fortemente sospettato di essere Banksy. Ipotesi esclusa, secondo Reuters, ma l'agenzia afferma che è sicuramente un collaboratore dell'artista con cui potrebbe avere realizzato anche alcune opere a quattro mani.

Per quanto la curiosità possa farsi sentire, però, l'artista e i suoi fan continuano a voler proteggere l'anonimato dell'uomo. "Smascherare Banksy danneggerebbe anche il pubblico", ha scritto l'avvocato di lunga data di Banksy, Mark Stephens, a Reuters. Lavorare "in modo anonimo o sotto pseudonimo serve interessi sociali vitali", ha continuato il legale. "Protegge la libertà di espressione permettendo ai creatori di dire la verità al potere senza timore di ritorsioni, censura o persecuzioni – soprattutto quando si tratta di questioni delicate come politica, religione o giustizia sociale." Per anni, infatti, Banksy è stato "sottoposto a comportamenti minacciosi ed estremisti."

La capacità di Banksy di dipingere a velocità fulminea in pubblico e di evitare la rilevazione è "una parte importante del suo lavoro, o del suo lavoro più importante", ha detto la studiosa Blanche. "L'anonimato è una dichiarazione a sé stante." Eppure, secondo Reuters, proprio l'anonimato gli avrebbe permesso di "operare senza trasparenza", necessaria per chiunque cerchi di "plasmare il discorso sociale e politico".  

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