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Seconda Guerra Mondiale, le "wonder women" che salvarono le ferrovie britanniche

La chiamata alle armi svuotò il Paese di lavoratori. Toccò dunque alle donne sostituire mariti, fratelli e padri, anche nei lavori più pesanti

"Due donne possono fare il lavoro di tre uomini": è soltanto uno dei numerosi detti che circolavano nella Gran Bretagna degli Anni Quaranta. Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, migliaia di uomini furono chiamati alla battaglia contro la Germania nazista. Professionisti, mestieranti, operai e contadini divennero soldati, lasciando scoperte le loro posizioni lavorative e il conseguente contributo al benessere del Paese. Toccò dunque alle donne indossare i pantaloni, come accadde già durante la Grande Guerra. E lo fecero in modo straordinario, anche e soprattutto nel settore ferroviario.

Seconda Guerra Mondiale, le "wonder women" che hanno salvato le ferrovie britanniche

Una raccolta di eccezionali foto dell'epoca documenta il coraggio e la forza di cui furono capaci migliaia di donne alle prese con mansioni considerate "maschili". L'industria ferroviaria e il trasporto su rotaie rappresentava un settore vitale dell'economia della Gran Bretagna. La partenza dei lavoratori maschi non poteva dunque comprometterne la salute e il corretto funzionamento.

Operaie e telefoniste - Un plotone di donne, giovani e meno giovani, si rimboccò le maniche per sostituire mariti, fratelli e padri nella manutenzione delle ferrovie del Regno Unito. Come portantine trasportano casse di merci lungo le banchine, come telefoniste rispondevano alle chiamate, come "lampiste" salivano su piattaforme traballanti per segnalare i treni e come controllori raccoglievano i biglietti da civili e militari.

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