Un 43enne svizzero è stato fermato nella notte in relazione alla sparatoria avvenuta a un rave ad Aarau, nel canton Argovia, dove è morta una giovane italiana, Maria Spinelli, di 22 anni. Lo ha reso noto la polizia cantonale di Argovia. Nella sparatoria, avvenuta domenica mattina poco dopo le 2:30 all'ippodromo di Schachen, sono inoltre rimaste ferite cinque persone. Gli agenti della polizia cantonale sono riusciti a rintracciare e fermare il sospettato poco prima dell'una di notte tra ieri e oggi. Al momento le forze dell'ordine reputano che l'uomo sia l'unico autore del reato.
Sospetti concreti
Secondo la polizia cantonale, l'uomo è "fortemente sospettato" di essere implicato nei fatti. Il fermo è stato effettuato all'una della notte, ma è stato comunicato a metà della giornata di lunedì 31 agosto. Sono attualmente in corso le indagini per chiarire l'esatta dinamica dei fatti, nonché i retroscena e il possibile movente.
Indagini in corso
La polizia - scrive l'agenzia di stampa svizzera Keystone - fornirà ulteriori dettagli mercoledì e fino ad allora non rilascerà altre informazioni. Gli spari, scrive il Corriere del Ticino, sono stati esplosi in due luoghi diversi e da due diverse armi, una calibro 9 e un fucile d'assalto. Alcuni testimoni oculari avevano riferito di due presunti autori: è però possibile che una sola persona abbia utilizzato due armi diverse nel corso della sparatoria.
Attesa per l'autopsia
Intanto si attende il via libera per l'autopsia sul corpo della 22enne Maria Spinelli, la vittima italiana della sparatoria. "Al momento le autorità elvetiche non hanno ancora autorizzano l'esame autoptico e le indagini sono secretate. Non appena verrà eseguita l'autopsia, sarà possibile il riconoscimento e i genitori andranno in Svizzera". Lo riferisce ad Ansa l'avvocato Bruno Gallo, legale della famiglia paterna della giovane. "La famiglia - aggiunge - è in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell'ambasciata. Solo dopo i genitori potranno partire".
Due italiani feriti
Tra i cinque feriti ci sarebbero anche due italiani. Stando alle informazioni in possesso di Ansa, si tratta di Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo, che però risiedono da tempo stabilmente in Svizzera e non abiterebbero da tempo in Italia. I due giovani sono stati dimessi dall'ospedale dove sono stati curati per le ferite lievi riportate e sarebbero quindi rientrati nelle località svizzere in cui risiedono.
