Secondo Angeli il presidente ha tradito le promesse anti-interventiste e anti-sistema che avevano alimentato il movimento Maga
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Lo "sciamano" del 6 gennaio si dà alla politica e rompe con Donald Trump. Jake Angeli, diventato uno dei simboli dell'assalto a Capitol Hill per la foto in cui compare con il volto dipinto di rosso, bianco e blu e un copricapo di pelliccia con corna di bisonte nere, ha annunciato l'intenzione di candidarsi a governatore dell'Arizona. E si è trasformato in un duro critico del presidente Usa.
Nonostante la grazia ricevuta per l'assalto al Campidoglio, Angeli (il suo nome legale è Jacob Chansley) definisce oggi l'amministrazione Trump "un disastro corrotto" e accusa l'inquilino della Casa Bianca di tradire le promesse anti-interventiste e anti-sistema che avevano alimentato il movimento Maga. Durante il processo si è mostrato pentito, mentre il suo avvocato Albert Watkins ha affermato che Angeli ha sofferto di problemi di salute mentale per tutta la vita adulta, e ha anche spiegato che il 38enne "aveva un'affezione per Trump non dissimile dal primo amore che un uomo può provare per una donna. Trump era per lui come il primo amore". Ora invece, come ha spiegato lui stesso al Times, ha deciso che a novembre si candiderà come indipendente a governatore del suo stato per combattere un sistema che è "in guerra" con la popolazione a favore dell'élite super-ricca.