Regno Unito, i marinai fanno uso di droghe sui sottomarini nucleari
Un rapporto del ministero della Difesa britannico rivela 175 casi di positività tra il 2018 e il 2024. Coinvolti anche membri in servizio a bordo delle unità strategiche con armamento nucleare
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Un'ombra pesante si abbatte su uno dei reparti più sensibili e strategici del Regno Unito. I sottomarini nucleari della marina britannica, simbolo della deterrenza militare, finiscono al centro di uno scandalo dopo che decine di marinai sono risultati positivi all'uso di droghe, in alcuni casi persino mentre erano in servizio. Secondo un rapporto ufficiale del ministero della Difesa di Londra, tra il 2018 e il 2024 sono stati individuati 175 casi di militari risultati positivi a test antidroga effettuati a sorpresa. Le sostanze rilevate spaziano dalla cocaina alla cannabis, passando per ecstasy, steroidi e benzodiazepine.
Particolarmente allarmante è il dato relativo ai controlli effettuati durante il servizio operativo: in 52 episodi i marinai erano imbarcati su sottomarini al momento della positività, con un picco di 12 casi registrati nel solo 2024. Nella maggior parte delle situazioni, i responsabili sono stati allontanati dalle forze armate, mentre pochi hanno beneficiato di circostanze attenuanti.
Sebbene le ispezioni non abbiano portato al ritrovamento di sostanze stupefacenti a bordo, la vicenda solleva interrogativi profondi sulla sicurezza. Alcuni dei militari coinvolti prestavano servizio sui sottomarini della classe Vanguard, pilastro della difesa strategica britannica, equipaggiati con missili nucleari Trident II e costantemente operativi in mare. Il caso emerge in un momento già delicato per il servizio sottomarino, sottoposto a una pressione crescente. Gli equipaggi, in particolare quelli assegnati ai Vanguard, affrontano missioni sempre più lunghe e impegnative: emblematica la recente permanenza in immersione di ben 204 giorni.
