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Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa

Continuano le proteste

Iran, Trump: "Stop all'azione militare? Verificheremo" | Intanto Teheran riapre lo spazio aereo e rinvia l'esecuzione del 26enne simbolo delle proteste

Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che "fonti importanti" hanno confermato lo stop alle uccisioni. La Farnesina ha chiesto agli italiani di lasciare il Paese

14 Gen 2026 - 18:26
 © Afp

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Vanno avanti da ormai settimane le proteste contro il carovita che hanno portato nelle piazze di tutto Iran centinaia di migliaia di persone. Da giorni è però pressoché impossibile capire cosa stia accadendo, dato che Teheran ha deciso di disconnettere Internet in tutto il Paese per impedire qualunque comunicazione con l'esterno. Per strada la sanguinosa repressione continua. Nella serata di martedì 13 gennaio le autorità governative sono arrivate ad ammettere la morte di oltre 2.500 persone. Per la tv dei dissidenti, Iran International, le vittime supererebbero le 12mila persone. Intanto, alla notizia dello stop delle uccisioni di manifestanti e le esecuzioni degli arrestati, il presidente americano Donald Trump ha annunciato: "Osserveremo la situazione e verificheremo". Nonostante ciò, resta alta la tensione tra il governo iraniano e quello degli Stati Uniti. Inoltre, la Casa Bianca, che da giorni sostiene apertamente gli sforzi del popolo contro l'ayatollah, ha dato ordine di evacuare una parte del suo personale militare dislocato in Qatar. 


"Abbiamo detto di far andare via dall'Iran tutti gli italiani non stanziali, li abbiamo invitati caldamente a lasciare il paese". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Ridurremo il numero delle persone che lavorano in ambasciata, rimarrà solo un numero indispensabile".


L'esecuzione di Erfan Soltani, manifestante iraniano di 26 anni assurto a simbolo delle proteste, prevista per ieri, è stata rinviata, ha dichiarato l'organizzazione per i diritti umani Hengaw con sede in Norvegia, citando i familiari, aggiungendo che sussistono "serie e persistenti preoccupazioni" riguardo al suo diritto alla vita. Nel frattempo, anche il ministro degli Esteri iraniano AbbasAraghtchi nella notte ha assicurato a Fox News in un'intervista che non ci sarebbe stata "nessuna impiccagione né oggi (mercoledì) né domani (giovedì)". "Posso dirvi che sono fiducioso che non ci sia alcun piano per impiccarlo", ha aggiunto. Il presidente americano Donald Trump, che ha minacciato un'azione militare contro Teheran per la repressione delle proteste, ha dichiarato in precedenza di essere stato informato da "una fonte affidabile" che non c'era "alcun piano per effettuare l'esecuzione".


L'Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura di quasi cinque ore, che ha costretto le compagnie aeree a cancellare, modificare le rotte o ritardare alcuni voli. L'avviso di chiusura - secondo il servizio di tracciamento Flightradar24 - è stato rimosso. Le compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e Ava Airlines hanno già ripreso a volare nel Paese.


Le autorità iraniane hanno il "controllo totale" della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse. "Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'è calma. Abbiamo il controllo totale" della situazione, ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un'intervista registrata oggi.


"Osserveremo la situazione e verificheremo", cosi' Donald Trump ha risposto ai reporter che gli chiedevano se intenda fermare l'azione in Iran dopo essere stato informato che Teheran avrebbe fermato le uccisioni di manifestanti e le esecuzioni degli arrestati. "Spero che sia vero", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.


"Abbiamo temporaneamente chiuso l'Ambasciata Britannica a Teheran, che ora opererà da remoto. Le indicazioni di viaggio del Foreign Office sono state aggiornate per riflettere questo cambiamento consolare", ha dichiarato un portavoce del governo di Londra. Inoltre, l'ambasciatore britannico e tutto il personale sono stati evacuati.


"Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. Il tycoon avrebbe anche aggiunto che sarebbe molto deluso se l'informazione non si rivelasse vera.


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"Gli italiani che possono farlo lascino l'Iran". È questa la richiesta che esce, tramite una nota ufficiale, dalla sala di crisi della Farnesina, dove il ministro Antonio Tajani si è incontrato nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 gennaio con i dirigenti del suo ministero, di quello della Difesa e con i vertici della sicurezza italiana. Collegata anche l'ambasciatrice d'Italia a Teheran e gli ambasciatori nelle principali capitali vicine geograficamente o direttamente interessate alla crisi che da settimane va avanti in Iran.  


Il comandante in capo dei pasdaran, la Guardia rivoluzionaria iraniana, ha confermato che le forze armate sono pronte a rispondere "con fermezza" a un eventuale attacco americano e israeliano. Lo riporta l'agenzia di stampa filogovernativa Tasnim. Il generale ha aggiunto che la Guardia rivoluzionaria "è attualmente al massimo della sua prontezza per rispondere con decisione a qualsiasi errore di calcolo da parte del nemico". E che "sventerà i piani deliranti dei governanti della Casa Bianca e di Tel Aviv contro un Iran forte". Il militare ha poi aggiunto: "Senza dubbio Trump e Netanyahu sono gli assassini dei giovani della terra iraniana e dei difensori della sicurezza del Paese. Le atrocità selvagge dei loro mercenari non saranno mai dimenticate e riceveranno la loro risposta al momento opportuno".


Donald Trump si sentirebbe in "dovere" di dare seguito alle sue minacce contro l'Iran e agire concretamente. Lo riporta Cnn citando alcune fonti della Casa Bianca. Secondo quanto ha fatto trasparire nelle ultime ore, il presidente americano aveva "stabilito una chiara linea rossa" che Teheran avrebbe superato. Per questo "ora Trump si sente in dovere di fare qualcosa". Un intervento americano sembra insomma ormai cosa certa. Non sarebbe però ancora chiaro quando e come Donald Trump darà il via libera.


L'Iran ha convocato nuovamente l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, Paola Amadei, dopo un primo richiamo avvenuto nei giorni scorsi a causa del sostegno alle proteste contro l'ayatollah. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "La direttrice politica ha parlato con l'ambasciatore iraniano (convocato oggi alla Farnesina, ndr) e ha ribadito le nostre preoccupazioni e la nostra condanna. La reazione è stata che hanno convocato l'ambasciatore d'Italia a Teheran. Hanno reagito così". 


"Servirebbero diversi giorni" per un qualsiasi attacco statunitense contro l'Iran. Lo hanno riferito fonti informate al quotidiano americano New York Times. Il Pentagono avrebbe infatti presentato a Donald Trump una serie di opzioni, tra cui nuovi raid sui siti nucleari e missilistici di Teheran. I vertici dell'esercito americano hanno anche proposto un attacco informatico o un'azione contro l'apparato di sicurezza interno iraniano, che sta impiegando forza letale contro i manifestanti. E hanno avvisato Trump che una qualunque operazione in Iran sarebbe stata accolta con una "dura ritorsione da parte di Teheran", che potrebbe prevedere raid sulle basi statunitensi in Qatar, Siria e Iraq.


L'esercito inglese avrebbe iniziato a evacuare il personale non militare dalle basi in Qatar. La decisione di Londra segue di qualche ora quella del Pentagono, che aveva ordinato "a un numero imprecisato di personale non essenziale" dalla base aerea di Al Udeid. Sarebbe una misura precauzionale di fronte alla "crescente tensione nella regione".


Un attacco americano contro l'Iran avrebbe "conseguenze senza precedenti". E, data l'instabilità della regione, potrebbe far precipitare il Medioriente in una "vera e propria guerra" e il mondo in una "crisi economica globale". È l'allarme che, secondo quanto ha riferito un diplomatico arabo del Golfo, diversi governi mediorientali avrebbero lanciato in direzione Casa Bianca, dopo che le ultime indiscrezioni parlavano di un Donald Trump deciso a intervenire concretamente a Teheran. A tentare di frenare i presunti disegni americani sarebbero state le leadership di Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Pakistan, che hanno attivato una linea di diretto contatto con Washington.


"Due funzionari europei hanno affermato che appare probabile" un intervento militare statunitense in Iran. E che, almeno secondo quanto ha riferito uno dei due funzionari, "potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore". Lo scrivono i media inglesi, secondo cui anche un alto funzionario israeliano avrebbe affermato che una decisione sembra imminente: "Trump sembra aver scelto di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti".

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