Il suo mandato sarà brevissimo

Perù, svolta a sorpresa: José Maria Balcázar è il nuovo presidente ad interim

L'ex giudice, deputato di sinistra, supera la concorrenza della favorita Alva e succede a José Jerí

19 Feb 2026 - 07:44
 © Ansa

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Nel contesto di forte instabilità politica nel quale imperversa da tempo, il Perù ha un nuovo Capo di Stato. Nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio, il parlamento monocamerale ha eletto José Maria Balcázar come nuovo presidente. Una nomina del tutto inaspettata, visto che l'83enne avvocato e deputato del partito di sinistra Perú Libre, ha sconfitto al secondo turno María del Carmen Alva, considerata come la grande favorita. Balcázar succede quindi a José Jerí, che martedì 17 febbraio era stato rimosso dall’incarico per un caso di presunta corruzione.

Mandato brevissimo

 Il nuovo vertice dovrà tentare di riportare la governabilità nel Paese logorato da continue crisi istituzionali: Balcázar, infatti, è l'ottavo presidente negli ultimi dieci anni. Il suo mandato sarà molto breve, visto che deve guidare il governo fino alle prossime elezioni presidenziali in programma il 12 aprile. Dovrà lasciare l’incarico il 28 luglio, il giorno in cui si festeggia l’indipendenza del Paese e in cui, per tradizione, si insedia il nuovo governo.

Decisione che suscita polemiche

 La scelta di preferire Balcázar, decisione possibile grazie al sostegno della sinistra e di altre forze parlamentari moderate, porta con sé diverse polemiche di natura etica e legale. In particolare, nel passato del neo presidente pare ci sia una denuncia costituzionale per un presunto scambio di favori con l'ex procuratrice generale Patricia Benavides, per essere stato scagionato da accuse di corruzione. Nel 2023, durante il dibattito sull'innalzamento dell'età minima per il matrimonio, ha difeso pubblicamente la possibilità di contrarre matrimonio a partire dai 14 anni, sostenendo che: "Le relazioni precoci aiutano il futuro psicologico delle donne se non vi è violenza". Posizione che ha suscitato una forte disapprovazione pubblica, oltre condanne da parte del ministero delle Donne e accuse di promuovere il matrimonio infantile.

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