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Papua Nuova Guinea, polizia interroga un sospettato minacciandolo con un serpente

Il video ha fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e cʼè chi parla di tortura

Un metodo a dir poco ortodosso quello usato durante un interrogatorio in un commissariato di polizia in Papua Nuova Guinea. Per spingere un uomo a confessare il furto di alcuni telefoni cellulari, gli agenti lo hanno minacciato con un serpente. L'interrogato, che ha le mani legate dietro la schiena, urla disperato ma continua a professarsi innocente. Il video ha fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e c'è chi parla di tortura.

Soltanto molte ore dopo il capo della polizia indonesiana si è scusato. "Prenderemo provvedimenti disciplinari in caso di violazioni", ha detto. "Il serpente comunque non era velenoso e quindi il sospettato non è mai stato in pericolo", ha aggiunto tentando così di giustificare gli agenti.

"Solo falsità - ha replicato il legale dell'uomo - i metodi usati per l'interrogatorio sono torture illegali. Si tratta solo di uno dei gravi maltrattamenti che devono subire i detenuti in Papua Nuova Guinea, ingiustizie che provengono dalla cultura indonesiana razzista contro i papuasi indigeni".

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