Una donna palestinese all'ottavo mese di gravidanza è stata aggredita da alcuni agenti di polizia in un centro per richiedenti asilo a Zeist, nei Paesi Bassi. L'episodio, ripreso in alcuni video diventati virali sui social per la loro particolare violenza, avrebbe avuto gravi conseguenze sulla sua salute e su quella del bambino. Nel filmato diffuso si vedono alcuni poliziotti afferrare la donna e gettarla a terra. Una volta a terra la giovane viene trascinata per i capelli.
Il marito agitato per la morte del fratello a Gaza
Secondo il racconto della donna, tutto sarebbe iniziato quando il marito ha appreso della morte del fratello nella Striscia di Gaza. La notizia lo avrebbe scosso e, preso dalla rabbia, avrebbe danneggiato un televisore all'interno della struttura, circostanza che ha portato all'intervento delle forze dell'ordine. La donna sostiene ha raccontato di essersi avvicinata agli agenti soltanto per chiedere di poter rimanere accanto al marito durante il fermo.
A heavily pregnant Palestinian woman was hospitalized and gave birth prematurely after being assaulted by Dutch police at an asylum seekers’ centre in Zeist.
— Ash (@bitcoins1stlady) May 31, 2026
Footage showing officers throwing her to the ground and dragging her sparked outrage. She said she only approached to ask… pic.twitter.com/jAejQoB3eh
Parto anticipato dopo le percosse
Dopo la violenza, la donna è stata ricoverata in ospedale e, secondo quanto riferisce, ha dovuto partorire prematuramente. Anche dopo la nascita del bambino avrebbe continuato a sottoporsi a controlli e visite mediche legate alle conseguenze dell'intervento. La neo mamma ha presentato denuncia formale per l'aggressione subita ma avrebbe ricevuto un rifiuto da parte delle autorità di procedere contro gli agenti coinvolti.
