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Trump presenta il piano di pace sul Medio Oriente: uno Stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale Israele | Abu Mazen: nostri diritti non si vendono

Gli israeliani manterranno il controllo delle colonie in Cisgiordania, mentre ai palestinesi andranno investimenti per 50 miliardi di dollari. Immediata la bocciatura di Hamas: "Quel piano è aggressivo"

Per la pace in Medio Oriente, Trump propone la soluzione di uno Stato palestinese e Gerusalemme a Israele. "Quello di oggi è un grande passo verso la pace - ha detto il presidente Usa insieme al premier israeliano Netanyahu -. E' giunto il momento per una svolta storica". Ma a stretto giro arriva la bocciatura di Hamas: "Piano aggressivo". Abu Mazen respinge la proposta: "Gerusalemme non è in vendita e i nostri diritti non si barattano".

"Resta la sovranità israeliana sulle colonie della Cisgiordania" - "Gli Stati Uniti - ha chiarito il leader della Casa Bianca - riconosceranno la sovranità israeliana sulle colonie in Cisgiordania. Lavoreremo anche per creare una contiguità territoriale per il futuro Stato palestinese quando le condizioni saranno rispettate, incluso il fermo rigetto del terrorismo". Secondo il nuovo accordo la capitale della Palestina sarebbe Gerusalemme Est.

 

A favore dei palestinesi 50 miliardi di dollari - Presentando il piano, Trump ha precisato che per Netanyahu "il nostro progetto per la pace in Medio Oriente è una base per negoziati diretti". Nel documento, ha aggiunto, si prevedono "investimenti per 50 miliardi di dollari a favore dei palestinesi. Ci sono molti stati pronti a investire". Inoltre, Trump ha sottolineato che questo piano "raddoppierà il territorio palestinese". Secondo il capo della Casa Bianca si tratta di "un'opportunità storica per i palestinesi di ottenere uno Stato indipendente. Dopo 70 anni di piccoli progressi, questa potrebbe essere la loro ultima occasione". Il piano, continua, "non aumenterà i rischi per la sicurezza dello Stato di Israele in alcun modo". E infine, dichiara, "nessuna famiglia palestinese o israeliana sarà sradicata dalla propria casa". 

 

 

Lettera ad Abu Mazen: 4 anni per negoziare - Se si arriverà all'accordo tra le parti, Trump ha detto che gli Usa apriranno un'ambasciata a Gerusalemme est, confermando che quest'ultima potrebbe essere la capitale del futuro stato palestinese. Il presidente Usa ha poi annunciato di aver inviato una lettera al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano Usa evocando un tempo di 4 anni per negoziare. In questi quattro anni si fermerà la costruzione di nuovi insediamenti israeliani nei Territori occupati proprio per dare la possibilità alle due parti di negoziare. Non è chiaro se il congelamento delle colonie possa essere esteso se un accordo finale non sarà raggiunto in quattro anni. Inoltre, rivolgendosi al capo palestinese, Trump ha precisato: "Se scegli il percorso verso la pace, l'America e molti altri Paesi saranno con voi, in ogni passo che farete". 

 

Trump: "Il mio piano renderà la regione più sicura e prospera" - Il presidente ha poi affermato: "Tutte le precedenti amministrazioni, fin da Lyndon Johnson, hanno tentato di trovare un accordo per la pace in Medio Oriente, ma hanno fallito miseramente. La mia visione della pace è fondamentalmente diversa dalle proposte precedenti". Il suo piano, ha poi  sottolineato, "è molto dettagliato. Come ho visto nel corso della mia lunga carriera, i problemi complessi hanno bisogno di rimedi basati sui fatti. Per questo la nostra proposta fornisce soluzioni tecniche precise per rendere gli israeliani, i palestinesi e la regione più sicuri e molto più prosperi". 

 

Netanyahu: "Oggi comincia un viaggio straordinario" - Il premier israeliano ha commentato il piano di pace Usa dicendo che oggi parte "un viaggio straordinario". Il piano, ha chiarito, "garantirà a Israele la sovranità sulla Valle del Giordano. Troppi piani precedenti avevano cercato di spingere Israele a ritirarsi dai territori fondamentali. Ora invece si riconosce che Israele deve avere la sovranità della Valle del Giordano e di altre aree strategiche della Giudea e della Samaria, in zone che permettano ad Israele di potersi difendere". Gli Usa, ha ripreso, riconosceranno le colonie nei territori come parte di Israele, e "secondo il piano i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele". Netanyahu ha poi aggiunto di essere pronto a negoziare con i palestinesi un "cammino verso un futuro Stato", ma a condizione che questi riconoscano Israele come uno "Stato ebraico". 

 

Hamas rifiuta il piano di Trump  - Netta bocciatura al piano di pace dal portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri, secondo cui quel progetto, scrive la Reuters, "è aggressivo e provocherà molta ira". La parte che riguarda Gerusalemme, ha continuato Hamas, "non ha senso. Gerusalemme sarà sempre una terra per i palestinesi, che fronteggeranno questo piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese".

 

Venerdì "giornata di collera" - Un altro dirigente, Hussam Badran, ha fatto sapere che venerdì è stata indetta una "giornata di collera" contro il piano che "si prefigge di liquidare la causa palestinese. La resistenza armata difenderà i diritti dei palestinesi". Intanto a Ramallah in Cisgiordania sia a Gaza, non appena finito il discorso di Trump, molti giovani, dicono fonti locali, sono scesi in strada bruciando le immagini del presidente Usa e del premier israeliano. 

 

Trump pubblica su Twitter la mappa dell'ipotetico nuovo Stato

 

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