A oltre un mese da quando è stata prelevata dalla casa in cui si nascondeva e portata in una caserma in Egitto, Nessy Guerra continua a vivere di fatto agli arresti domiciliari. Oggi si terrà l'udienza d'appello sull'affidamento della figlia, che a breve compirà quattro anni. La giovane, però, non potrà essere presente in aula.
La sorveglianza
Nessy Guerra racconta di essere sorvegliata giorno e notte da sei poliziotti e di non poter lasciare l'abitazione. "Sono agli arresti domiciliari anche se non c'è nessun documento che lo mette nero su bianco. È frustrante", ha dichiarato. Secondo il suo racconto, gli agenti avrebbero controllato anche i movimenti dei genitori e della figlia, verificando che lei non fosse con loro.
Il ricorso dell'ex marito
L'udienza riguarda il ricorso presentato dall'ex marito Tamer Hamouda contro la decisione di primo grado che aveva affidato la bambina alla nonna materna. L'uomo, ricorda la famiglia, è stato condannato in via definitiva in Italia per maltrattamenti nei confronti di un'altra donna a Genova. Nessy sostiene inoltre di continuare a ricevere minacce da parte dell'ex marito, che ha poi deciso di bloccare sul telefono. "Per ora non mi aspetto decisioni. Ma se dovessero dare mia figlia a lui o a sua madre, sono pronta a tutto" ha dichiarato la giovane.
Il nodo dell'Ambasciata
La giovane afferma di non avere più avuto contatti con l'Ambasciata italiana dopo l'intervento che aveva evitato il suo trasferimento in carcere. Secondo un'ipotesi riportata da La Repubblica, il suo caso sarebbe seguito dalle autorità egiziane anche alla luce del processo italiano per la morte di Giulio Regeni, ormai alle battute finali.
