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Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa

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Devastante alluvione tra Nepal e Tibet: quasi 400 morti, tre italiani dispersi | L'Ue stanzia un milione di euro per gli aiuti

Tra i connazionali di cui non si hanno più notizie c'è Marco Ratto, orefice di Rapallo (Genova). Si cerca anche una coppia di italo-svizzeri. Trump: "Tragedia terribile, offerto il nostro sostegno". Si scava nel fango

27 Ago 2026 - 23:59
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Nepal e Tibet fanno i conti con gli effetti di alluvioni e frane verificatesi al confine nelle scorse ore, probabilmente per il distacco di un enorme blocco di ghiaccio da un ghiacciaio himalayano, precipitato per oltre un chilometro verso il fondovalle. Di ora in ora il bilancio si aggrava: le vittime accertate, al momento, sono 392. Tra i 1.300 dispersi ci sono anche tre italiani: Marco Ratto, orefice di Rapallo, e una coppia di italo-svizzeri.

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Gli aiuti

 L'Unione europea ha stanziato un milione di euro per fornire assistenza sanitaria, cibo, acqua e alloggi. Gli Stati Uniti hanno stanziato 500mila dollari per rifugi d'emergenza, beni di prima necessità e servizi idrici e igienico-sanitari. Il presidente Donald Trump: "Tragedia terribile, abbiamo offerto tutto l'aiuto di cui hanno bisogno". Il Regno Unito ha annunciato 5 milioni di sterline e offerto l'invio di squadre di soccorritori, in attesa del via libera del governo nepalese.

Frana in Tibet, colata di acqua e detriti invade un centro abitato | Le foto

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Si aggrava il bilancio della piena del fiume Bhotekoshi, che ha travolto tutto al confine tra Nepal e Tibet. I morti sono almeno 392. Un bilancio che continua a salire a ogni nuovo dispaccio delle autorità nepalesi. A questi si aggiungono anche i tre morti registrati dalle autorità cinesi.


Quanto avvenuto in Nepal è stato "terribile" e gli Stati Uniti hanno offerto "tutto l'aiuto" di cui le autorità locali avranno bisogno. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.


Sono in buone condizioni e presto rientreranno in Italia Giovanni Fassini e Marco Lombardi, i due bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle alluvioni e delle frane che hanno colpito il Paese. Arrivati a Kathmandu dopo giorni di difficoltà negli spostamenti, "nelle prossime ore valuteremo modi e tempi - dicono - del ritorno a casa". "Stiamo bene", aggiungono Fassini e Lombardi, che erano partiti da Pokhara diretti nella capitale nepalese, da dove avrebbero dovuto prendere il volo per rientrare in Italia. Il viaggio via terra era stato però interrotto dal maltempo: il loro autobus è rimasto fermo per ore a causa delle strade invase da fango e detriti e dei corsi d'acqua esondati. La soluzione è arrivata con un trasferimento in aereo fino a Kathmandu. I due bresciani preferiscono non fornire ulteriori dettagli sul viaggio e chiedono che l'attenzione resti sull'emergenza che sta colpendo il Nepal. "Crediamo che ora l'attenzione debba essere rivolta alle popolazioni colpite e agli aiuti di cui hanno urgente bisogno - sottolineano - Il nostro pensiero va alle vittime di questa tragedia e alle loro famiglie".


Una donna di 40 anni era per quello che era ed è il viaggio della sua vita, fra il Nepal e il Tibet. Ma nel bel mezzo di questa avventura sono arrivate le notizie dell'alluvione costata la vita a centinaia di persone. "Eravamo nella riserva naturale di Chitwan quando abbiamo appreso la notizia dell'alluvione. Le conseguenze che noi abbiamo subito non sono rilevanti, noi stiamo bene", ha dichiarato la donna all'Ansa. Che poi ha concluso: "La sera che eravamo a Gandruk ha piovuto, è arrivato il monsone, e siamo poi rientrati e ritornando abbiamo trovato anche un'altra parte franata. Per rientrare su Kathmandu la viabilità è drammatica. Ci sono dei momenti dove si blocca tutto, tutto è immobile".


"Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità che stavano già ricostruendo dopo i disastri del passato. L'Ue è al loro fianco e stanzia 1 milione di euro per fornire assistenza sanitaria urgente, cibo, acqua e alloggi". Lo annuncia su X la commissaria europea per la Parità Hadja Lahbib. 


"Qualche giorno prima della tragedia mi trovavo nell'area al confine con il Tibet. C'erano alcune frane, le condizioni della strada non erano buone, ma nessuno si sarebbe aspettato un avvenimento del genere", ha detto a LaPresse Marco Kapali, guida nepalese che da anni accompagna i turisti italiani in visita nel paese himalayano. "L'ultima volta che è capitato qualcosa di paragonabile era 70 anni fa". Secondo la guida è "quasi impossibile" che fra le persone disperse possano esserci dei vivi, quindi il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare.


"Visto che siete in tanti a scriverci, Stefano Lotumolo sta bene, a breve dovrebbe riuscire ad arrivare a Katmandu". Così sui social Alessia, sorella del fotografo 38enne della provincia di Lucca che, come ha fatto sapere la Farnesina, è una dei due italiani salvati in Nepal.


I soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno 362 vittime dell'enorme marea di fango che ieri ha devastato il confine tra Nepal e Cina. Continuano le ricerche per ritrovare le oltre 1.400 persone ancora disperse. La possente ondata di acqua e fango che ha travolto la regione, spazzando via interi villaggi, ha causato la morte di 359 persone sul versante nepalese, secondo un nuovo bilancio della polizia locale, e di altre 3 nel vicino territorio cinese del Tibet.


È salito a 359 il numero delle persone che hanno perso la vita nell'inondazione che ha colpito il Nepal: lo riferisce la polizia del Paese himalayano, ripresa dal Kathmandu Post.


La Farnesina afferma che della decina di italiani ancora irreperibili stamattina sono rimasti 3 casi specifici segnalati. Il primo è Marco Ratto che era in uscita dal Nepal verso il Tibet. L'agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico. Informazione confermata anche dall'agenzia nepalese direttamente alla famiglia. Poi c'è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell'agenzia e non c'è ancora conferma che abbiano attraversato il valico. I dati diffusi da parte nepalese, informa il ministero degli Affari Esteri, si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi e non tenere conto di chi non ha attraversato.


Ci sono anche due italiani tra i 27 turisti stranieri finora tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, colpite da una devastante alluvione improvvisa. Lo riferisce Nepal News citando la National Disaster Risk Reduction and Management Authority (Ndrrma). I nomi dei due italiani, confermati dalla Farnesina, sono Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo.


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Ore di apprensione a Rapallo per Marco Ratto, orefice 55enne rapallese disperso in Nepal, dove ieri si è verificata un'alluvione provocando centinaia di morti e dispersi. L'uomo si trovava proprio in quella zona, tappa di un viaggio iniziato dieci giorni fa. Ratto è molto conosciuto in città: la sua famiglia è titolare da generazioni di uno storico negozio di orologeria e oreficeria nel centro di Rapallo. Sportivo, dinamico, amante dell'avventura, aveva scelto il Nepal come una delle mete del suo viaggio che aveva intrapreso da solo. Viaggio che aveva già rimandato una volta per un piccolo infortunio. A raccontare le ore di angoscia della famiglia è Andrea Bernardin, cognato di Marco Ratto, marito di sua sorella: "Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona" ha detto laconicamente, la voce che tradisce la tensione di queste ore. Con lui, nell'apprensione, anche la sorella, i nipoti e la compagna di Marco.


Il bilancio delle vittime dell'alluvione tra Nepal e Tibet è stato nuovamente aggiornato dalle autorità arrivando a 332 morti accertati. Complessivamente, tra i due Paesi colpiti dalla devastazione, si contano oltre 1.300 dispersi. Secondo l'Ente del Turismo del Nepal di tutte le persone che mancano all'appello, 644 sarebbero turisti stranieri. Al lavoro le squadre di soccorso di entrambi i Paesi, che stanno portando avanti le operazioni di ricerca e soccorso, rese difficili dalla presenza di fango e detriti nelle zone colpite dal disastro. Pertanto, è difficile avere un dato aggiornato e preciso di chi manca ancora all'appello.

© Ufficio stampa

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Le autorità nepalesi hanno fatto sapere che tra i dispersi ci sarebbero anche "due italiani". L'Unità di Crisi della Farnesina sta effettuando verifiche con le autorità locali, tramite il Consolato Generale d'Italia a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma. Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area. Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall'ambasciata a Nuova Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali. Nelle ore precedenti il titolare della Farnesina ha aggiunto che sarebbero due gli italiani coinvolti: "Sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti". 


Le autorità cinesi hanno lanciato l'allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi alla confluenza dei fiumi Tsogyal e Purupqiangzangbu, che sta tracimando e potrebbe cedere. Il lago si è formato a monte dell'alluvione che ha colpito l'area di Gyirong, in Tibet, vicino al confine con il Nepal.  Secondo quanto riferito da Cctv, le autorità stanno conducendo valutazioni sulla possibile evoluzione dello sbarramento e sulla propagazione dell'acqua a valle in caso di cedimento, con l'obiettivo di prevenire "disastri secondari". La situazione è resa più delicata dalle condizioni meteorologiche. Secondo Xinhua, tra oggi e il 29 agosto nella contea di Gyirong sono previste precipitazioni, localmente moderate o intense, con possibili temporali, forti raffiche di vento e brevi episodi di piogge intense. Le autorità stanno quindi intensificando il monitoraggio delle precipitazioni e dei corsi d'acqua nell'area. Il lago di sbarramento era stato individuato nella direzione del porto di Gyirong. Secondo Xinhua, il margine della colata di fango si trova a circa 2,5 chilometri dal porto e i depositi raggiungono quasi 1,5 metri di spessore, rendendo più difficili le operazioni di soccorso. Proprio la messa in sicurezza dello sbarramento naturale è stata indicata come "priorità assoluta" per le squadre impegnate nell'emergenza, riferisce Xinhua. China Aneng, società statale specializzata negli interventi di emergenza, ha inviato nell'area 310 soccorritori e tecnici con 120 mezzi e apparecchiature. Una squadra avanzata utilizzerà droni e scanner laser tridimensionali per rilevare la natura delle rocce, le dimensioni dello sbarramento e la velocità dell'acqua, fornendo i dati necessari per valutare l'intervento.


Le recenti alluvioni a Rasuwa e in altre zone del Nepal hanno causato a molte famiglie perdite devastanti, sfollamenti e incertezza, sottolinea l'Unicef in una nota. Per i bambini, le catastrofi possono avere conseguenze di vasta portata: li allontanano dai propri cari, dall'ambiente familiare e dai servizi essenziali, lasciandoli spaventati e incerti su ciò che li aspetta. La nostra preoccupazione e' rivolta innanzitutto ai bambini e alle famiglie colpite. L'Unicef è pronto a sostenere il governo e i partner per garantire la sicurezza, la salute e il benessere dei bambini mentre proseguono gli interventi di risposta.


"La situazione è ancora molto confusa, le comunicazioni sono difficili, case e ospedali e vie di comunicazione sono distrutti. La priorità è trovare i dispersi, anche turisti da tutto il mondo, e chi è rimasto bloccato. Servono tecnici esperti nel soccorso, cibo, medicine, vestiti. Se l'Italia può, ci aiuti". Così ha detto a LaPresse, Chhabilal Kandel, membro del comitato internazionale di NRNA (Non-Resident Nepalese Association) ed ex presidente di NCC (National Coordination Council) Italy.
 


Il Paese ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime annunciando un intervento di emergenza da 500mila dollari. Il dipartimento di Stato invierà nella regione un consulente per la risposta alle catastrofi e destinerà i fondi, attraverso l'organizzazione Catholic Relief Services, a strutture di emergenza, beni di prima necessità e servizi per l'approvvigionamento idrico, i servizi igienici e l'igiene. L'ambasciata statunitense a Kathmandu sta inoltre collaborando con le autorità locali per individuare e assistere i cittadini Usa presenti nelle aree colpite.


Le devastanti inondazioni potrebbero essere state innescate, almeno in parte, dal distacco di un enorme blocco di ghiaccio da un ghiacciaio himalayano, precipitato per oltre un chilometro verso il fondovalle. È la prima valutazione formulata da un gruppo di geologi e glaciologi sulla base delle immagini satellitari e dei segnali sismici registrati nell'area. Lo riferisce il "New York Times": "Pare che un ghiacciaio della zona si sia sostanzialmente spezzato di netto, permettendo a una parte di esso di precipitare per poco più di un chilometro verticale fino al fondovalle", ha spiegato Daniel Shugar, geologo dell'Università di Calgary, in Canada.

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Quasi 800 operatori di emergenza cinesi, con 150 veicoli, cani da ricerca e imbarcazioni, sono stati mobilitati per le operazioni sul versante tibetano, mentre l'esercito nepalese ha effettuato evacuazioni e soccorsi aerei. La Croce Rossa ha inviato coperte, kit di primo soccorso, barelle e sacchi mortuari. Le autorità hanno, inoltre, avvertito del rischio di nuove inondazioni provocate da possibili ostruzioni lungo i corsi d'acqua. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di concentrare gli sforzi sulla ricerca e il salvataggio dei dispersi, mentre le autorità nepalesi hanno descritto l'evento come una delle peggiori emergenze recenti, con intere aree abitate e commerciali cancellate dalla forza delle acque e del fango.

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