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Mosca, Aleksey Navalny fermato in aeroporto al controllo passaporti | Biden e la Ue: "Rilasciatelo subito"

Subito dopo lʼatterraggio ai giornalisti ha detto: "Sono felice, questa è casa mia e non ho paura"

Afp

Aleksey Navalny è stato fermato al controllo passaporti dell'aeroporto Sheremetyevo di Mosca, poco dopo essere atterrato con la moglie Yulia. L'oppositore russo era partito da Berlino. A bloccarlo sono stati gli ufficiali del dipartimento operativo del Servizio penitenziario federale della Russia. Prima dell'arresto, al suo arrivo aveva detto ai giornalisti: "Sono felice, questa è casa mia". Appelli per liberarlo sono arrivati dall'Ue, per bocca del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e del numero uno dell'Europarlamento, David Sassoli, ma anche dagli Usa e, precisamente, da Biden.

Una volta arrivato al controllo passaporti, gli agenti gli hanno chiesto di seguirlo e la moglie lo ha baciato in segno di saluto. L'avvocato non ha potuto andare con lui.

 

La portavoce del dissidente ha twittato il momento del fermo e il bacio alla moglie

 

 

Afp

 

L'arrivo: "E' casa mia, non ho paura" - Una volta atterrato all'aeroporto di Sheremetyevo, Navalny ha detto ai giornalisti che lo attendevano nel terminal D: "Io sono qui e vi posso assicurare di essere felice, questa è casa mia. Tutti mi chiedono: hai paura? No, non ho paura. Passo la dogana con animo tranquillo, poi andrò a casa perché so che ho ragione ed esorto anche voi a non avere paura". 

 

Instagram

 

Bloccato al controllo passaporti - Ma pochi minuti dopo aver detto queste parole, l'oppositore è stato bloccato dagli agenti. In una nota del Servizio penitenziario federale si legge che Navalny, "condannato alla sospensione condizionale della pena, è stato inserito nella lista dei ricercati il 29 dicembre 2020 per molteplici violazioni del periodo di prova". 

 

Ansa

 

Ue e Biden: "Liberatelo" - Si è sollevato subito un coro per il "rilascio immediato" di Navalny. Joe Biden, per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, ha chiesto la scarcerazione immediata. "Navalny deve essere immediatamente liberato - ha affermato Sullivan - e i responsabili del vergognoso attacco alla sua vita devono essere perseguiti". Sullivan aggiunge che "gli attacchi del Cremlino a Navalny non sono solo una violazione dei diritti umani ma anche un affronto al popolo russo che vuole che la propria voce sia ascoltata". 

 

Proteste anche dall'Europa. "La detenzione di Alexey Navalny all'arrivo a Mosca è inaccettabile. Chiedo alle autorità russe di rilasciarlo immediatamente", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Anche l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell chiede che l'oppositore russo sia liberato: "Le autorità russe devono rispettare i diritti di Alexey Navalny e rilasciarlo immediatamente. La politicizzazione del sistema giudiziario è inaccettabile", ha twittato. Anche l'Italia ha sollecitato la sua liberazione ed il "rispetto dei suoi diritti": il suo arresto è un fatto "molto grave", ha detto chiaramente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Al coro di appelli per il "rilascio immediato" di Navalny si è unita anche la Germania. Il ministro tedesco degli Esteri, Heiko Mass, ha detto che l'arresto dell'oppositore russo "è totalmente incomprensibile". 

 

Molti arresti tra i sostenitori di Navalny - Tra i molti sostenitori che hanno atteso l'arrivo di Navalny, 37 persone sono state arrestate. Si trovavano nell'aeroporto di Vnukovo, dove era previsto l'atterraggio del suo aereo prima che il volo venisse deviato in un altro scalo della capitale russa, Sheremetyevo. 

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