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Migranti, raid su un centro di detenzione in Libia: decine di morti

La struttura si trova a Tagiura, a pochi chilometri da Tripolio. Il governo libico chiede unʼinchiesta internazionale

Sono più di 44 i morti e 130 i feriti causati da un raid aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti illegali a Tagiura, a pochi chilometri da Tripoli. Lo riferisce la Missione di supporto dell'Onu in Libia "condannando nei termini più forti" il raid. Altre fonti parlano invece di oltre 100 vittime, inclusi donne e bambini. L'esecutivo libico chiede alla comunità internazionale di avviare un'inchiesta sui "crimini perpetrati dalle milizie di Haftar".

"Questo bombardamento costituisce chiaramente un crimine di guerra", ha dichiarato il Rappresentante speciale dell'Onu per la Libia, Ghassan Salame. L'inviato delle Nazioni unite "ha invitato la comunità internazionale a condannare questo crimine e ad imporre sanzioni a coloro che l'hanno ordinato e eseguito".

Erano presenti 120 migranti nella sezione bombardata del centro di Tagiura, che ospita un totale di 610 persone. In un comunicato, il governo appoggiato dagli Stati Uniti ha accusato l'esercito nazionale libico, guidato dal comandante Khalifa Haftar, di aver compiuto il raid aereo. Lo Stato africano è dilaniato dal conflitto tra due governi e le forze di Haftar controllano gran parte dell'est e del sud.

Intanto i sopravvissuti al bombardamento "sono stati condotti in luoghi sicuri". Anche le altre strutture compongono il centro di detenzione "sono state messe in sicurezza". Nella serata di martedì, l'esercito nazionale libico aveva affermato di aver colpito "almeno trenta obiettivi" delle forze governative libiche in due sobborghi a sud e in uno a est di Tripoli.

"Un'ulteriore tragedia che mostra l'atroce impatto della guerra sulla popolazione civile - ha commentato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero -. La netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili si accompagna all'appello a fermare un aggravarsi delle ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione. Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite".

In allarme anche la sezione libica dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che in un tweet ha affermato che l'agenzia Onu è "estremamente preoccupata circa le notizie di raid aerei che hanno preso di mira il centro di detenzione di Tagiura a est di Tripoli, i civili non dovrebbero mai essere un obbiettivo della guerra".

L'Unione africana ha condannato l'attacco aereo e ha chiesto che gli autori del "crimine orribile" ne rispondano. Il presidente della Commissione dell'Au, Moussa Faki Mahamat, ha chiesto "un'indagine indipendente da condurre per assicurare che i responsabili di questo orribile crimine di civili innocenti ne rispondano".

Condanna anche da parte degli Usa, che definiscono "ripugnante" l'attacco aereo e lanciano un appello per risolvere il conflitto. "Questa perdita di vite tragica e inutile, che ha conseguenze su una delle popolazioni più vulnerabili, sottolinea l'urgente necessità per tutte le parti libiche di ridurre i combattimenti a Tripoli e tornare al processo politico", ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato americano.

Sul fronte italiano la decisione del Partito democratico è quella di non partecipare al voto sulla Libia in Aula alla Camera. La soluzione di mediazione è stata proposta in assemblea dal capogruppo Graziano Delrio al fine di superare le divisioni sulla missione nel Paese africano. "I gruppi del Pd alla Camera e al Senato - spiega il Pd - non ritengono ci siano le condizioni per rinnovare il sostegno alla missione bilaterale di assistenza alla Guardia costiera della Marina militare libica".

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