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Migranti, dallʼAustria no passi indietro sulla chiusura della rotta balcanica

Vienna: "Basta false speranze". La Grecia: "Ue sia solidale, no azioni unilaterali". Ankara: "Riprenderemo migliaia migranti, non milioni"Nuova tragedia nel mar Egeo

Migranti, dall'Austria no passi indietro sulla chiusura della rotta balcanica

Sulla chiusura della "rotta balcanica" l'Austria non ha intenzione di fare passi indietro. Il ministro dell'Interno Johanna Mikl-Leitner, infatti, ribadisce: "Manteniamo la nostra politica, i flussi incontrollati di migranti che si muovono nei Balcani deve diventare una cosa del passato". E aggiunge: "Si alimentano speranze e aspettative dei profughi mentre la cosa più onesta da fare è dire loro che ormai è impossibile passare".

Grecia irritata da tweet del presidente Tusk - Intanto il ministro all'Immigrazione greco Ioannis Mouzalas si è detto irritato sui tweet del presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, secondo cui c'è stata una decisione a 28 sullo stop alla rotta balcanica. "La Grecia - afferma - viene a questo Consiglio per chiedere un'Europa unita dove le decisioni cercano di fornire soluzioni in un modo unito, senza azioni unilaterali."

"Ci battiamo per solidarietà e responsabilità" - "Non c'è motivo - aggiunge - di ringraziare gli Stati membri che hanno violato le decisioni Ue procedendo con azioni unilaterali, che hanno fallito nel dare una soluzione, aggravando il problema". "Oggi - dice - ci batteremo per questa Europa di solidarietà e responsabilità".

Merkel: chiusura Austria e Balcani non risolve problema - Angela Merkel torna a criticare l'Austria: "Personalmente sono dell'idea che questa decisione unilaterale dell'Austria e di conseguenza quella assunta dai Paesi balcanici, porta meno profughi a noi, ma dall'altro lato mette la Grecia in una situazione difficile". "Per questo il problema non è risolto, nel momento in cui uno prende una decisione. E per questo io mi impegno per una vera soluzione europea", ha aggiunto la cancelliera tedesca parlando alla radio MDR.

Turchia: "Riprenderemo migliaia di migranti, non milioni" - E, come spiegato dal ministro degli Affari Europei di Ankara Volkan Bozkir, l'accordo di riammissione in discussione con l'Ue prevede che "il numero di migranti che saranno rimandati alla Turchia non è di milioni" ma al massimo di "decine di migliaia".

Flusso migranti, ecco cosa prevede il piano Ue - Il piano messo a punto al vertice di Bruxelles di lunedì dovrebbe offrire una risposta al caotico flusso di rifugiati verso l'Europa e prevede innanzitutto che, a partire dall'inizio di giugno, la Turchia si riprenda tutti i migranti "economici" (quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale) che sono arrivati in Grecia dopo aver attraversato illegalmente la frontiera. Inoltre, saranno rimandati indietro, a spese dell'Ue, anche i profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale (siriani compresi) ma che sono approdati illegalmente nelle isole greche dell'Egeo partendo dalle coste turche.

Per ogni siriano riportato in Turchia, l'Ue si impegna ad accogliere in un suo Stato membro, applicando i programmi volontari di reinsediamento, o "resettlement", un altro rifugiato siriano, prelevandolo direttamente proprio dai campi profughi turchi. Secondo calcoli molto approssimativi, fatti da fonti della Commissione europea, questo meccanismo di scambio dovrebbe riguardare circa 10mila siriani.

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