scoperta archeologica

Il Danubio si ritira per il caldo e fa riemergere i resti di un mammut

In Bulgaria è riemerso dal letto del fiume un reperto dal valore straordinario. E non è detto che, a causa della siccità, presto non possano saltare fuori altri tesori

01 Ago 2026 - 18:00
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 © Afp

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Il Danubio blu in questo periodo pare più una reminiscenza del passato, con buona pace di Johann Strauss figlio. Il livello del fiume è infatti ormai sceso a livelli record, fiaccato da siccità e ondate di calore continue. Una situazione complicata che ha tuttavia avuto anche un effetto collaterale positivo, per una volta. Dall'arido letto del Danubio sono infatti emersi i resti di un giovane mammut lanoso, di cui gli archeologi hanno già recuperato mandibola, zanne e altre ossa. Un ritrovamento straordinario che tuttavia potrebbe non essere isolato, secondo gli esperti.

Un mammut in Bulgaria

 Fa effetto pensare che un animale così maestoso si aggirasse alcuni millenni fa dove oggi sorge Ryahovo, grazioso villaggio nel nord della Bulgaria famoso soprattutto per essere stato qualche secolo fa una sede vescovile. Le ossa del vecchio residente in zona sono state notate sul fondale da un abitante odierno del luogo, che ha subito fotografato e segnalato il particolare ritrovamento a chi di dovere. A quel punto è toccato quindi agli specialisti del Museo Regionale di Storia di Ruse entrare in azione, rinvenendo un autentico tesoro preistorico. Krasimir Kirov, curatore del Dipartimento di Scienze Naturali del l'istituzione, ha avanzato l'ipotesi che si trattasse di un grande esemplare, in tutti i sensi: "L'animale era di dimensioni straordinarie: raggiungeva quasi cinque metri di altezza e pesava più di sette-otto tonnellate".

Un tesoro preistorico

 Secondo gli studiosi, tutti gli elementi sembrano appartenere allo stesso esemplare e non a reperti trasportati casualmente dalla corrente. Ad affascinare gli esperti c'è poi la concreta ipotesi che il pesante mammifero sia morto ai tempi proprio nel luogo del ritrovamento. I reperti si trovano ora al museo per essere sottoposti a trattamenti di conservazione e a studi più approfonditi, necessari per determinarne con precisione l'età, la specie e l'origine dell'esemplare. L'identificazione preliminare si è concentrata per ora soprattutto sullo studio della mandibola e dei molari, che indicherebbe un animale non ancora completamente adulto. Ciò che si può dire intanto con certezza è che la zona del ritrovamento fosse durante l'ultima era glaciale un habitat perfetto per grandi mammiferi amanti dei luoghi paludosi come il mammut. Lo ha spiegato lo stesso Kirov: "L'area vicino a Ryahovo rappresenta probabilmente una sorta di deposito dove il flusso del Danubio ha trasportato e accumulato i resti di vari animali, non solo mammut. Naturalmente è anche possibile che alcuni dei resti appartenessero ad animali vissuti proprio in questa zona".

Va poi detto che questo fossile non è certo l'unico tesoro rinvenuto di recente sulle aride sponde del Danubio. Un po' più su, in Croazia, è stato infatti rinvenuto un relitto affondato nel 1937. Dovrebbe trattarsi di una chiatta della compagnia di navigazione austriaca DDSG (Donau­dampf­schiffahrts­gesellschaft), carica di carbone. Secondo le autorità locali, il relitto era già parzialmente visibile durante precedenti periodi di magra del fiume, ma mai in modo così esteso. Un reperto più recente insomma, ma non per questo meno affascinante. D'altra parte "finché la barca va" è bene lasciarla andare ma, una volta che si è arenata, tanto vale studiarla.

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