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Libia, lʼinviato speciale dellʼOnu: "La missione italiana è la via giusta"

"La cooperazione tra i due Paesi è il modo migliore per ottenere risultati", dice Salamè in una conferenza stampa alla Farnesina. Gentiloni: "Le Nazioni unite diano spinta decisiva alla stabilizzazione"

"So che ci sono state discussioni in Libia, ma credo che la cooperazione e la trasparenza con l'Italia siano il modo più costruttivo per ottenere risultati". E' quanto afferma l'inviato speciale dell'Onu, Ghassan Salamé, parlando alla Farnesina della missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica per fronteggiare la crisi migratoria. "Siamo sulla strada giusta per trattare una sfida che ci coinvolge tutti quanti", ha aggiunto.

Durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Angelino Alfano, Salamè ha precisato che "sarebbe irrealistico ignorare la gravità e la serietà della sfida posta dai clandestini in tutto il mondo. Credo sia un problema estremamente grave e serio. L'Onu sta facendo del suo meglio per far fronte a questa problematica. Ogni Paese ha il diritto assoluto di controllare i suoi confini e il modo migliore è la cooperazione con i Paesi limitrofi".

Onu: "Anche Haftar può avere un ruolo" - L'inviato Onu ha poi sottolineato che, per risolvere la crisi nel Paese, le Nazioni Unite hanno bisogni di "parlare con tutti i libici, con tutte le regioni del Paese, non soltanto con i politici", ma anche "con rappresentanti della società civile, giovani e donne". Nessuna eccezione, neanche per l'uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar. "L'ho incontrato per due ore a Parigi quando è stato lì - ha detto Salamè -, in occasione del suo incontro con il capo del governo di accordo nazionale Fayez Al Sarraj, su iniziativa del presidente Emmanuel Macron". E ha aggiunto: "Non mi vedrete solo a Tripoli o Badia come è stato in passato. Spero mi possiate vedere anche a Bengasi e Misurata: voglio recarmi in tutto il Paese della Libia prima di presentare le mie idee all'Assemblea generale dell'Onu a settembre".

Gentiloni: "Onu dia spinta per stabilizzare Libia" - "L'Italia è al lavoro da tempo per la stabilizzazione della Libia. Mi auguro che le Nazioni unite diano a questo processo una spinta decisiva". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni all'inviato speciale dell'Onu per la Libia, Ghassan Salamè. "Autorità libiche più forti renderanno più efficace l'impegno comune contro i trafficanti di esseri umani", ha concluso Gentiloni.

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