In una delle località più note della Svizzera, un incendio ha ucciso 40 persone e ne ha ferite altre 100 durante una festa di Capodanno
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Abbracciata dalle cime del Canton Vallese, dal Cervino e dal Monte Bianco, Crans-Montana è una delle stazioni sciistiche più note e in voga dell'intera Svizzera. Con i suoi 140 chilometri di piste, è l'ottavo comprensorio più grande del Paese alpino e lì, tra il 1987 e il 1998, Alberto Tomba vinse la sua prima medaglia mondiale e la sua ultima della carriera. Da oggi, 1 gennaio 2026, la località si porterà però dietro l'ombra del tragico incendio avvenuto durante una festa di Capodanno, che ha causato 40 morti e 100 feriti.
Sviluppatasi a partire dai primi anni del Novecento, Crans-Montana è una stazione nota in tutta Europa e attrae, secondo l'agenzia turistica locale, fino a tre milioni di visitatori ogni anno. A certificare la qualità delle piste sulle alpi vallesi, la scelta della Federazione internazionale di sci che regolarmente ogni anno lì organizza almeno una tappa della Coppa del Mondo. Teatro di queste battaglie giocate sui centesimi è la celebre pista Mont-Lachaux, usata nelle discipline più veloci a causa della sua pendenza estrema che arriva a toccare il 53% nei punti più ripidi.
Per gli appassionati dello sci alpino, Crans-Montana non può che essere sinonimo di Alberto Tomba. Nella località svizzera il campione italiano si mise al collo per la prima volta una medaglia iridata nel 1987, conquistando il bronzo nello slalom gigante. Undici anni più tardi, il 15 marzo 1988, tornò per l'ultima volta sul podio della Coppa del Mondo. E lo fece trionfando nello slalom speciale svizzero. Alberto Tomba conquistò così la cinquantesima vittoria in quella che sarebbe stata la sua ultima gara della carriera.