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La sorte di Charlie Gard: una disputa diplomatica fra Regno Unito e Usa

Il Parlamento americano ha concesso al piccolo e ai suoi genitori il passaporto sanitario, ma lʼultima parola spetta allʼAlta corte di Londra

Il destino di Charlie Gard, il bambino inglese di 11 mesi affetto da una rara sindrome mitocondriale degenerativa, diventa sempre più una disputa fra diplomazie internazionali. Il Parlamento Usa ha concesso al piccolo e ai suoi genitori il passaporto sanitario americano, ma spetta ancora all'Alta corte britannica prendere la decisione finale.

Per la famiglia, arrivare negli States permetterebbe di sottoporre Charlie alle cure sperimentali, mai testate su esseri umani. Un rischio secondo i medici del Great Ormond Hospital che hanno in cura Charlie da 9 mesi e che vedono come unica soluzione per lui una morte dignitosa. E' più ottimista il dottor Michio Hirano, che da New York è volato a Londra per visitare il bimbo, insieme a un medico italiano del Bambino Gesù di Roma e uno spagnolo. Si sono confrontati cinque ore e mezzo con i colleghi inglesi, sempre scettici, ed eseguito nuovi esami cerebrali, con esiti tenuti segreti.

Il giudice monocratico, Nicholas Francis è stato chiamato ancora in causa dal Great Ormond Hospital, dopo aver ricevuto il protocollo internazionale sulle nuove cure. E’ disposto a cambiare la prima sentenza, staccare la spina, solo se i medici dell'ospedale che hanno in cura Charlie saranno convinti di poter dare una chance al bambino, che potrà veder migliorare le sue condizioni dal dieci fino al cinquanta per cento.

Una sentenza di fine vita ribadita anche dalla Corte europea, che vuole evitare sofferenze a Charlie con trattamenti inutili. Inoltre, se le cure dovessero essere somministrate senza l’assenso del giudice, infliggendo "inutili sofferenze" al figlio, per la legge inglese, sia i medici che i genitori rischierebbero l’arresto.

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