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La Corea del Nord agli Usa: lancio è preludio per Guam | Trump su Twitter: dialogo non è la risposta

Lʼavvertimento di Pyongyang: "Le nostre prossime mosse dipendono dal comportamento di Washington". Il segretario alla Difesa americano, Jim Mattis: "Cʼè sempre una soluzione diplomatica"

Il missile che ha sorvolato il Giappone è solo il "preludio" per Guam. E' la minaccia della Corea del Nord agli Stati Uniti, secondo quanto riferito da alcune fonti del regime di Pyongyang alla Cnn. Dopo il lancio del missile è stato convocato d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che ha condannato duramente l'iniziativa di Pyongyang. Lapidaria la replica di Trump su Twitter: "Il dialogo con la NordCorea non è la risposta".

Nord Corea, il percorso del missile lanciato da Pyongyang

Kim Jong-un ha invitato a scegliere altri target per i test balistici nel Pacifico, chiarendo che il missile che ha sorvolato il Giappone è stato "il primo passo delle operazioni militari dell'esercito popolare di Corea nel Pacifico e un significativo preludio per il contenimento di Guam", oltre che una risposta alle manovre militari congiunte in corso tra Seul e Washington.

Guam, distante poco più di tremila chilometri da Pyongyang, è la sede di strategiche e importanti basi navali e aeree statunitensi, pronte a supportare azioni nella penisola coreana in caso di di emergenze. La scorsa settimana il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha accolto positivamente il proposito del Nord di accantonare le provocazioni dopo il nulla di fatto della minaccia di lancio di quattro missili verso Guam, auspicando la speranza di un dialogo possibile "in un futuro vicino".

Il presidente Donald Trump ha messo in guardia che "tutte le opzioni sono sul tavolo, incluse quelle militari", in risposta all'ultima intemperanza nordcoreana. Ma il segretario alla Difesa americano, James Mattis, ha lasciato aperta anche la porta del dialogo: "Abbiamo sempre delle soluzioni diplomatiche".

Usa: "Applicare rigorosamente le sanzioni contro Pyongyang" - Gli Stati Uniti hanno proposto, stando a una bozza, che il Consiglio di Sicurezza concordi su una dichiarazione che condanni il lancio di missili da parte della Corea del Nord e solleciti "tutti gli Stati ad applicare rigorosamente, in modo completo e veloce" le sanzioni delle Nazioni Unite verso Pyongyang. Il progetto di dichiarazione dovrebbe essere approvato dai 15 membri del Consiglio. Il testo condanna la Corea del Nord "per le sue azioni oltraggiose e le minacce contro un altro Stato membro dell'Onu e chiede che la Corea del Nord cessi immediatamente tutte queste azioni".

Ambasciatrice Usa: "Regime capisca il rischio che corre" - "Ancora una volta i membri del Consiglio di Sicurezza hanno parlato all'unisono nel condannare la Corea del Nord", ha affermato l'ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Nikki Haley, dopo la denuncia del lancio del missile da parte delle Nazioni Unite. "E' il momento che il regime di Pyongyang capisca il rischio che sta correndo con le sue azioni", ha dichiarato Haley.

L'Italia condanna nei termini più forti lancio missile - Durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu, stando a quanto emerso, l'Italia ha condannato nei termini più forti l'ultimo lancio del missile da parte della Corea del Nord, che rappresenta una provocazione grave, inaccettabile e senza precedenti. L'ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, ha sottolineato che continuando a perseguire il suo programma nucleare e balistico, il regime nordcoreano sfida sistematicamente l'autorità del Cds e la volontà della comunità internazionale.

Russia: "Preoccupante posizione Trump, sanzioni da sole però non bastano" - Per l'ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vassily Nebenzia, la dichiarazione del presidente Donald Trump secondo cui tutte le opzioni sono sul tavolo dopo l'ultimo lancio della Corea del Nord, è "preoccupante, perché la tensione è alta". Lo ha detto prima dell'inizio della riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza. E sull'ipotesi di valutare nuove sanzioni, ha ribadito: "Da sole non sono la via d'uscita".

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