Il blitz nel buio della notte

L'infiltrato e le forze speciali, così Nicolas Maduro è stato arrestato nel sonno

Il presidente venezuelano è stato trasferito in elicottero con la moglie sulla nave Iwo Jima. Nei prossimi giorni sarà portato a New York

03 Gen 2026 - 17:32
 © Afp

© Afp

Sarebbe stato sorpreso nel sonno, mentre dormiva insieme alla moglie Cilia Flores al sicuro nella sua villa all'interno della base militare di Ft. Tiuna, alle porte di Caracas. Con un blitz improvviso nel cuore della notte, secondo quanto riportano fonti militari alla Cnn, il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato arrestato insieme alla consorte e caricato sulla nave da assalto americana Uss Iwo Jima. Attualmente si trova in viaggio verso New York, dove è già stato incriminato e sarà processato per reati connessi al narcotraffico, come previsto dall'accusa formulata già nel 2020.

Il blitz della Delta Force

 Circa 30 minuti di fuoco su Caracas e sulle basi militari principali del nord del Venezuela. Un attacco violento e improvviso che, secondo le informazioni finora raccolte, non sarebbe stato altro che un diversivo mentre un piccolo manipolo di uomini piombava sulla dimora iperprotetta di Nicolas Maduro. A caricarsi sulle spalle la responsabilità di questa azione sono state le forze speciali della Delta Force, le stesse che nel 2019 condussero con successo il blitz in cui perse la vita Abu Bakr al-Baghdadi, primo califfo dell'Isis. Gli uomini si sarebbero fatti strada dentro Ft. Tiuna aprendo il fuoco contro alcuni uomini - si registrano infatti vittime tra il personale della base - prima di entrare ad armi spianate nella stanza dove Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores stavano riposando.

Il ruolo della Cia e l'infiltrato

 A guidare a colpo sicuro le forze Delta sarebbe stata la Cia, che hanno iniziato a muoversi già a partire da agosto. L'operazione sarebbe infatti "frutto di una pianificazione meticolosa durata mesi", coadiuvata nelle ultime settimane da un infiltrato che ha monitorato da vicino gli spostamenti di Maduro comunicando quando il presidente venezuelano sarebbe stato più vulnerabile nonostante la cortina di guardie del corpo di cui si era circondato nell'ultimo periodo. A riportarlo è il New York Times, secondo cui l'operativo della Central intelligence agency avrebbe anche sfruttato una serie di droni "stealth" per monitorare costantemente il territorio. Rimane però un mistero come la Cia abbia individuato la persona da reclutare all'interno della cerchia di Nicolas Maduro, anche se secondo fonti militari la taglia da 50 milioni di dollari che pendeva sulla testa del leader di Caracas avrebbe agevolato - e non di poco - la selezione.

I dubbi sull'accordo segreto

 La facilità con cui le forze armate americane sono riusciti ad arrestare il presidente Maduro ha lasciato però più di un dubbio. Pochi minuti dopo la notizia della cattura, a Sky News fonti venezuelane avevano rivelato che si sarebbe trattato di una "uscita di scena negoziata". Della stessa opinione è il generale Vincenzo Camporini che, intervenendo nello speciale di "Diario del Giorno" su Rete 4, ha definito "sorprendente" la totale assenza di risposta da parte delle forze armate di Caracas. "Nei suoi limiti, l'esercito del Venezuela qualcosa avevano per poter rispondere. Invece gli elicotteri americani volavano tranquillamente senza essere minacciati. Qualche domanda ce la fanno porre circa eventuali accordi sottobanco. Anche perché era un attacco telegrafato, le forze venezuelano dovevano essere pronte a una qualche reazione".

Ti potrebbe interessare