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Vasta ondata di attacchi di Israele contro Teheran. Su Truth, il presidente americano Trump lancia lo slogan "Miga" (Make Iran Great Again). Media libanesi: "Colpita una postazione Unifil, feriti alcuni caschi blu ghanesi"
Settimo giorno del conflitto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Droni di Teheran prendono di mira tre diverse località a Manama, in Bahrein: colpiti un hotel e due edifici residenziali. L'Iran si dice pronta a sostenere una "guerra prolungata" e a impiegare armamenti avanzati non ancora usati sul campo di battaglia. Israele ha annunciato il lancio di una "vasta ondata di attacchi" contro infrastrutture chiave proprio sulla capitale dell'Iran. I media libanesi: "Colpita una postazione Unifil, feriti alcuni caschi blu ghanesi". Il presidente americano Donald Trump ha spiegato di voler smantellare completamente la struttura di leadership dell'Iran, avendo in mente alcuni nomi per la guida del Paese e bocciando il figlio di Khamenei. Telefonata tra Starmer, Meloni, Merz e Macron: "Lavoriamo assieme per la diplomazia e il coordinamento militare". Intanto, in una settimana all'insegna della volatilità, le Borse europee bruciano 918 miliardi di euro.
Se un Paese "si unisce ad America e Israele nell'aggressione contro l'Iran, diventerà un obiettivo legittimo per la rappresaglia iraniana". E' l'avvertimento ai Paesi europei lanciato dal viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi in un'intervista a France 24 rilanciata dal Guardian. Il viceministro ha affermato che i funzionari iraniani avevano "negoziato in buona fede" con gli Usa, prima che Washington decidesse di attaccare. "Non ci fidiamo degli americani. Non solo ci hanno tradito, ma hanno tradito anche la diplomazia", ha sottolineato descrivendo le ultime mosse di Teheran come difensive e affermando che "questa guerra ci è stata imposta" da Stati Uniti e Israele.
"Tra i pesanti scontri a fuoco di questa sera, tre peacekeeper sono rimasti feriti all'interno della loro base di Al Qawzah, nel Libano sudoccidentale. Il ferito più grave è stato trasferito in ospedale a Beirut per le cure necessarie. Gli altri due sono in cura presso una struttura medica Unifil. Un incendio nella base è stato spento". Lo riferisce Unifil in una nota, sottolineando che la forza Onu "indagherà sulle circostanze di questo terribile evento". "È inaccettabile che i peacekeeper impegnati in compiti affidati dal Consiglio di Sicurezza vengano presi di mira. Ricordiamo fermamente a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, previsti dal diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite in ogni momento", continua il comunicato. "Qualsiasi attacco ai peacekeeper Unifil costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e può costituire un crimine di guerra".
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 3.000 obiettivi durante la prima settimana di guerra all'Iran, parte della campagna 'Epic Fury'. Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle forze Usa in Medio Oriente, postando una serie di schede riassuntive su X dell'evoluzione delle operazioni. Tra gli obiettivi scelti figurano centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea, siti missilistici, navi e sottomarini della Marina iraniana. Nel dettaglio, 43 navi sono state "danneggiate o distrutte".
L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha affermato che almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora nella guerra e migliaia di altri sono rimasti feriti: lo riporta il Guardian. Usa e Israele "hanno dimostrato di non riconoscere alcuna linea rossa nel commettere i loro crimini", ha detto l'ambasciatore, secondo cui i due Paesi stanno attaccando aree e infrastrutture civili "densamente popolate", tra cui scuole, strutture mediche, ricreative e sportive. "Questi atti costituiscono chiari crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha detto chiedendo al Consiglio di Sicurezza di "agire ora, senza indugio". L'ambasciatore iraniano ha anche affermato che le dichiarazioni di Donald Trump sulla scelta del prossimo leader della Repubblica islamica violano il principio di non interferenza: "L'Iran è uno Stato sovrano e indipendente", ha affermato. "Non accetta, e non permetterà mai, che una potenza straniera interferisca".
Le grandi compagnie Usa della difesa hanno concordato di "quadruplicare la produzione" di alcuni armamenti. Lo riferisce in presidente Donald Trump su Truth, dando conto di un incontro avvenuto alla Casa Bianca che ha coinvolto i vertici aziendali di "Bae Systems, Boeing, Honeywell Aerospace, L3Harris Missile Solutions, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Raytheon".
"Abbiamo appena concluso un ottimo incontro con le maggiori aziende manifatturiere statunitensi del settore della difesa, durante il quale abbiamo discusso di produzione e di programmi di produzione", ha scritto Trump nel post, aggiungendo che "si è concordato di quadruplicare la produzione di armi di Exquisite Class, in quanto intendiamo raggiungere, il più rapidamente possibile, i massimi livelli quantitativi". L'espansione è iniziata tre mesi prima dell'incontro e gli impianti e la produzione di molte di queste armi "sono già in corso. Disponiamo di una fornitura praticamente illimitata di munizioni di grado medio e medio-alto, che stiamo utilizzando, ad esempio, in Iran e recentemente in Venezuela. Ciononostante, abbiamo anche aumentato gli ordini a questi livelli", ha rincarato il tycoon. L'incontro, infine, si è concluso con la definizione di un'altra riunione da tenere "tra due mesi".
"La guerra in Medio Oriente è motivo di estrema preoccupazione. L'Iran è responsabile delle cause profonde di questa situazione. Ma l'unilateralismo non può mai essere la via da seguire. E la ritorsione dell'Iran e dei suoi rappresentanti in tutta la regione mina la pace e la sicurezza internazionali": lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando all'evento Matthiae Mahl, ad Amburgo. "L'Ue difenderà sempre un ordine internazionale basato su regole, ancorato al diritto internazionale, al multilateralismo e ai principi sanciti dalla Carta dell'Onu. L'alternativa è il caos e la violenza", ha aggiunto. "L'Unione europea esorta tutte le parti a dar prova della massima moderazione. L'Unione europea è solidale con il popolo iraniano, da tempo vittima di sofferenze. Riteniamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati. Sosteniamo il suo diritto di vivere in pace e di determinare il proprio futuro. È fondamentale proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale. Dobbiamo evitare un'ulteriore escalation. Una tale strada minaccia il Medio Oriente, l'Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico, come dimostrato dal blocco dello Stretto di Hormuz. L'unica soluzione duratura e sostenibile è quella diplomatica", ha sottolineato Costa.
Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite venerdì negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese. "I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti", ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Massud Pezeshkian, durante la quale "ha ribadito la posizione di principio sulla necessità di una cessazione immediata delle ostilità". Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Putin ha anche sottolineato di essere "in costante contatto" con i leader dei Paesi arabi del Golfo Persico.
È partita dal porto di Taranto questo pomeriggio la fregata missilistica Federico Martinengo, la nave della Marina militare italiana diretta a Cipro per la difesa dell'isola. La fregata, con a bordo oltre 160 militari italiani, potrebbe raggiungere l'area entro un paio di giorni circa. L'operazione avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda.
Le Borse europee pagano un conto salato dopo l'inizio della guerra in Medio Oriente. In una settimana all'insegna della volatilità, lo stoxx 600, l'indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari europei, ha bruciato 918 miliardi di euro. Nella seduta odierna l'indice ha lasciato sul terreno l'1% a quota 598,69 punti.
Una postazione della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) è stata presa di mira oggi nel sud del Paese, ferendo i peacekeeper ghanesi, secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale (Nna). "Diversi membri delle forze ghanesi (dell'Unifil) sono rimasti feriti dopo che la loro postazione nella città di al-Qaouzah è stata presa di mira", hanno riportato i media statali libanesi, senza specificare l'origine dell'attacco.
Un equipaggio di oltre 160 uomini della Marina militare italiana è pronto a dirigersi verso Cipro, a bordo della fregata missilistica Federico Martinengo, per difendere l'isola dagli attacchi provenienti da Iran o Libano. Potranno avvistare con i radar eventuali droni o razzi fino a circa duecento chilometri di distanza, mentre a neutralizzare le minacce potrebbero essere i missili Aster, attivi nel raggio di cento chilometri. L'urgenza è di evitare che l'escalation in Medio Oriente possa allargarsi ulteriormente. Nei cieli di Cipro sono stati neutralizzati diversi droni, uno dei quali lo scorso marzo aveva raggiunto la base militare britannica e colpito la pista di atterraggio, che nei giorni precedenti sarebbe stata anche indicata per l'utilizzo dei caccia statunitensi.
Episodi come questo avevano già innescato una prima catena di aiuti: la Grecia ha spostato una batteria del sistema Patriot sull'isola di Karpathos, nell'Egeo orientale, mentre la Spagna e la Gran Bretagna sono state le prime a inviare navi verso Cipro. La Martinengo, uno degli assetti più avanzati della difesa navale italiana, è dotata di missili antiaerei e antinave, cannoni e siluri. Inoltre può ospitare elicotteri ed è equipaggiata con sofisticati sistemi radar e sonar.
Ma non è l'unico supporto che l'Italia fornirà: sul tavolo restano gli aiuti ai Paesi del Golfo annunciati nei giorni scorsi, per i quali c'è una riflessione in corso, proprio a causa degli scenari in costante cambiamento. Spostare il potente sistema di difesa terra-aria Samp T in Kuwait o negli Emirati non è un'operazione facile e bisognerà capire se, con una progressiva riduzione dell'arsenale iraniano, l'utilizzo si rivelerà necessario oppure serviranno altri strumenti. L'utilizzo della contraerea italo francese prevederebbe poi un team di almeno settanta persone appositamente addestrate e capaci di operare nelle varie postazioni, da quella di comando, ai radar, fino a ogni lanciatore. Altri dispositivi, come gli stinger o gli stessi droni, potrebbero invece non richiedere l'invio di personale. Roma ha comunque a disposizione radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare.
Anche il prezzo del greggio Wti del Texas sale sopra la soglia dei 90 dollari, infranta in giornata dal Brent del Mare del Nord (che ora viaggia a 92 dollari) per via del perdurare della guerra in Iran. Al momento il petrolio Usa passa di mano a 90,07 dollari al barile con un rialzo dell'11,4% tornando ai livelli dell'aprile 2024 e mettemdo a segno un rialzo di oltre il 30% nella settimana.
Gli Stati Uniti non stanno cercando alcun cambio di regime in Iran. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio nei suoi colloqui con gli omologhi dei Paesi alleati del Golfo.
Secondo quanto riportato da Axios il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha detto ai suoi omologhi arabi che "l'obiettivo di Washington non è il cambiamento di regime" in Iran ma "vuole che persone diverse gestiscano il Paese".
Già il nome ha un significato preciso: Shahed infatti in persiano vuol dire "testimone della fede" o "martire". Il modello più di successo e conosciuto è lo Shahed-136, ecco le sue caratteristiche.
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Lavorare insieme per "la diplomazia e il coordinamento militare" in risposta all'escalation bellica innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran e dalla risposta di Teheran. E quanto hanno concordato in una telefonata a quattro i leader d'Italia, Regno Unito, Germania e Francia, Giorgia Meloni, Keir Starmer, Friedrich Merz ed Emmanuel Macron, di cui dà conto Downing Street.
È la fregata missilistica "Federico Martinengo" la nave della Marina militare italiana indicata per la difesa dell'area di Cipro, per l'operazione nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. Lo scorso anno la Martinengo ha concluso il suo impegno nella missione europea Eunavfor Aspides nel Mar Rosso, rientrando alla base navale di Taranto dopo aver protetto il traffico mercantile dalle minacce Houthi.
È partito da Mascate, capitale dell'Oman, alle 13:44 italiane il volo speciale diretto a Roma Fiumicino, organizzato da Ita Airways su richiesta del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per agevolare il rimpatrio dei cittadini italiani temporaneamente bloccati nella regione mediorientale a causa della situazione di emergenza e instabilità che sta interessando l'area. Il volo speciale, spiega una nota Ita, è decollato con a bordo 165 passeggeri, tutti cittadini italiani, e, dopo aver effettuato uno scalo tecnico presso l'aeroporto internazionale de Il Cairo, arriverà a Roma con atterraggio previsto per questa sera alle ore 22:30, garantendo il rientro in sicurezza di tutti i passeggeri a bordo. Questa iniziativa è frutto di un lavoro congiunto che ha visto il personale altamente qualificato di Ita Airways operare con grande professionalità e cura durante ogni fase dell'iniziativa, collaborando attivamente con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ita Airways ha inoltre ripreso i propri voli di linea tra Roma Fiumicino e Riad, in Arabia Saudita. Compatibilmente con l'evoluzione dello scenario geopolitico nella regione, la Compagnia opererà 5 frequenze settimanali, prevedendo in questa fase uno scalo tecnico presso Il Cairo. Questi collegamenti potranno ulteriormente contribuire al rientro dei connazionali presenti nell'area mediorientale.
Il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano da lunedì 2 marzo è di 217 morti e 798 feriti: lo ha annunciato il ministero della Salute. Un precedente bilancio del ministero, pubblicato nella serata di giovedì 5 marzo, riportava 123 morti e 683 feriti. Lunedì il Libano è stato trascinato nella guerra regionale con l'Iran, quando Hezbollah, filo-iraniano, ha lanciato un attacco contro Israele, che ha risposto con una campagna di attacchi massicci.
"Questo per l'Europa è un momento difficilissimo, con oltre 4 anni di guerra russo-ucraina e di fronte al più grosso conflitto mediorientale che si ricordi", a dirlo è il presidente dell'Abi (Associazione Bancaria Italiana) Antonio Patuelli nella lectio magistralis in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di Specializzazione in Studi sull'Amministrazione Pubblica dell'Università di Bologna. "Rischioso innanzitutto per vite umane, ma anche per l'economia europea, per l'impennata dei costi energetici (già prima rilevanti), per i forti cali dei mercati borsistici e per i rischi e i maggiori costi dei commerci internazionali" ha aggiunto.
Per il presidente Usa Donald Trump l’aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti non rappresenta una preoccupazione prioritaria. In un’intervista rilasciata alla Reuters, il capo della Casa Bianca ha spiegato che l’operazione militare americana resta l’obiettivo principale dell’amministrazione. "Non ho alcuna preoccupazione riguardo al carburante" ha detto il tycoon, aggiuingendo poi che i prezzi: "Scenderanno molto rapidamente quando tutto questo sarà finito"
Il presidente americano, Donald Trump, è convinto che le cose in Iran seguiranno quanto accaduto in Sud America: "Funzionerà come in Venezuela. Abbiamo una leader meravigliosa lì. Sta facendo un lavoro fantastico e funzionerà così. Non mi danno fastidio i leader religiosi, lavoro con molti leader religiosi e sono fantastici", ha riferito alla corrispondente della Casa Bianca per la Cnn.
Almeno cinque persone sono morte e nove sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito il quartiere Haret Aqbe nella località di Duweir, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. Stamani altre 5 persone erano state uccise da Israele a Sidone, 40 km a sud di Beirut. Il bilancio ufficiale delle vittime dei bombardamenti israeliani in Libano dal 2 marzo a oggi supera i 130 uccisi.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito con un attacco di precisione un alto comandante del regime iraniano a Teheran, la capitale della Repubblica islamica dell'Iran. Lo riferiscono le stesse Idf in una nota su Telegram.
Se fosse possibile la Repubblica di Cipro presenterebbe domanda per diventare membro della Nato "anche domani". Lo ha dichiarato il presidente cipriota Nikos Christodoulides in un'intervista alla televisione greca Skai. Christodoulides ha ammesso che l'adesione di Cipro alla Nato non è possibile al momento a causa della posizione della Turchia, che non riconosce la legittimità del governo di Nicosia. Allo stesso tempo, il presidente cipriota ha sottolineato che la Repubblica di Cipro sta portando avanti tutti i preparativi necessari per l'adesione a livello militare, operativo e amministrativo, per essere pronta ad aderire alla Nato quando le condizioni politiche lo consentiranno.
Cinque figure sarebbero state individuate come possibili candidati alla successione della guida suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso nei giorni scorsi in un attacco attribuito a Israele, ma almeno due di loro si sarebbero successivamente sfilate dal processo. Lo riferisce il sito di analisi Amwaj, citando una fonte politica iraniana di alto livello rimasta anonima. La rosa si sarebbe quindi ristretta a due figure principali, mentre l'ayatollah Alireza Arafi, religioso sciita di alto rango e membro dell'Assemblea degli esperti, viene indicato come uno dei candidati più probabili.
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha invitato i leader mediorientali a partecipare a una videoconferenza lunedì 9 marzo alla luce della rapida evoluzione della situazione della sicurezza nella regione. Lo fa sapere lo staff del presidente. "Questo scambio offrirà l'opportunità di ascoltare le valutazioni dei leader sulla situazione e di discutere l'ulteriore sostegno dell'Ue e dei suoi Stati membri ai paesi della regione, nonché i modi per porre fine al conflitto in corso".
"Renderemo l'Iran di nuovo grande". Lo scrive Donald Trump su Truth lanciando una nuova versione del suo Maga: Miga, "Make Iran Great Again".
"Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
"Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Il principe Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran, ha invitato i Paesi arabi a sostenere un futuro processo di transizione politica in Iran dopo l'eventuale caduta della Repubblica islamica. In un messaggio video diffuso oggi e rilanciato dall'emittente Iran International, Pahlavi ha accusato Teheran di aver lanciato missili contro diversi Stati arabi, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Kuwait, Oman, Giordania, Iraq e Arabia Saudita, definendo tali azioni una violazione della loro sovranità. Secondo Pahlavi, la situazione attuale "non è mai stata la volontà del popolo iraniano", ma il risultato delle politiche della Repubblica islamica, che ha accusato di aver provocato instabilità e conflitti nella regione negli ultimi decenni. Nel messaggio, l'esponente dell'opposizione ha affermato che i pilastri della politica regionale di Teheran sarebbero oggi "in fase di collasso". Pahlavi ha inoltre dichiarato di aver accettato la richiesta di assumere la guida di una fase di transizione qualora il regime dovesse cadere, impegnandosi a garantire stabilita' e a permettere agli iraniani di scegliere il futuro del Paese attraverso elezioni. Rivolgendosi ai governi arabi, ha quindi chiesto di prepararsi a riconoscere e collaborare con un eventuale governo di transizione in Iran.
Il governo di Hong Kong ha escluso la possibilità di noleggiare voli della compagnia Cathay Pacific per rimpatriare i propri cittadini bloccati in Medio Oriente a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, giudicando troppo pericolosa la navigazione negli spazi aerei parzialmente riaperti e incerta la disponibilità di slot di decollo negli aeroporti stranieri.
Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc, pasdaran) ha dichiarato di aver colpito con un drone un centro di intercettazione nel Kurdistan iracheno. In una nota diffusa dall'ufficio relazioni pubbliche dei pasdaran, l'attacco avrebbe preso di mira una struttura situata nell'area di Surdash, nella regione di Sulaymaniyah, nel nord dell'Iraq. Secondo il comunicato, rilanciato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, il sito sarebbe stato colpito da un drone kamikaze appartenente all'unità di velivoli senza pilota dei pasdaran.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso oltre 70 membri di Hezbollah da quando il movimento sciita libanese filo-iraniano ha ripreso a lanciare attacchi contro lo Stato ebraico all'inizio della settimana, in risposta ai bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo ha reso noto il portavoce delle Idf, generale di brigata Effie Defrin. Secondo il ministero della Salute libanese, almeno 123 persone sono state uccise e 683 ferite negli attacchi aerei israeliani in Libano da lunedì scorso, 2 marzo.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno nuovamente bombardato la periferia sud della capitale libanese Beirut. Lo ha riferito il quotidiano libanese francofono L'Orient Le Jour, secondo cui ci sono stati almeno due attacchi, che hanno preso di mira in particolare il quartiere di Bir el Abed.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha invitato alla calma alla luce di possibili contrattacchi iraniani contro gli stati della Nato. Wadephul ha sostenuto di non vedere alcun motivo di allarme, come riporta Bild. "La Nato è sempre vigile e pronta a difendersi", ha sottolineato il ministro, aggiungendo: "Non vedo una minaccia immediata per noi". Wadephul ha poi annunciato che il governo tedesco sta stanziando quasi 100 milioni di euro in aiuti umanitari aggiuntivi per il Medioriente.
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato l'avvio la quindicesima ondata di attacchi contro infrastrutture del governo iraniano a Teheran e Isfaha.
Il cancelliere tedesco si è dichiarato ''estremamente preoccupato'' poiché teme che il conflitto in Iran possa tramutarsi in ''una guerra senza fine''. La Germania ''condivide gli obiettivi di Stati Uniti e Israele'' ma Merz ha sottolineato che ''la crescente durata e diffusione delle ostilità aumentano i rischi per la sicurezza'' dei Paesi nella regione. ''Anche la statualità e l'integrità territoriale dell'Iran sono a rischio. Una guerra senza fine non è nell'interesse della Germania. Per porre fine alle ostilità, stiamo lavorando con i nostri partner su una prospettiva comune. Ciò dovrebbe garantire un ordine di pace regionale che assicuri la sicurezza e l'esistenza di tutti gli Stati, compresi Israele e gli Stati del Golfo'', ha dichiarato Merz ribadendo che il programma nucleare iraniano ''deve essere definitivamente interrotto''.
Cinque persone sono state arrestate ieri a Teheran con l'accusa di spionaggio. Lo riportano i media statali iraniani, secondo cui i "cinque mercenari nemici" avevano scattato delle foto di strutture nella capitale, raccolto informazioni su moschee e traffico, nonchè determinato coordinate da segnalare a Stati Uniti e Israele.
L'amministrazione di Donald Trump ha alzato le misure di sicurezza per timore che l'Iran, o i suoi sostenitori, possano lanciare attacchi negli Stati Uniti. Funzionari pubblici federali e locali hanno annunciato di aver aumentato le pattuglie di polizia in diverse città tra le quali New York, Miami e Los Angeles. Il direttore dell'Fbi, Kash Patel, ha dato ordine "alle squadre antiterrorismo e di intelligence di essere in massima allerta e di mobilitare tutte le risorse di sicurezza necessarie". Anche la segretaria del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, silurata ieri da Trump ma per il momento ancora al suo posto ha assicurato di essere in "diretto coordinamento con i nostri partner federali di intelligence e forze dell'ordine, mentre continuiamo a monitorare attentamente e contrastare qualsiasi potenziale minaccia in patria".
L'ufficio per le relazioni con i media del movimento sciita libanese Hezbollah ha affermato che nessuna fonte responsabile e autorizzata a rilasciare dichiarazioni in seno al partito ha espresso alcuna posizione riguardo al tema dei negoziati e che quanto riportato da alcuni media, citando una fonte interna, non ha alcun fondamento. In precedenza, l'emittente libanese Al Jadeed, aveva riferito che Hezbollah aveva rifiutato di consentire a qualsiasi altra parte di negoziare per suo conto in merito a un cessate il fuoco con Israele.
"Il 'no sociale' contro il referendum diventa anche un no alla guerra: il 14 marzo tutte e tutti in piazza Roma anche per dire No alla guerra e No a un'Italia serva dell'imperialismo di Usa e Israele". Lo scrivono sui social gli organizzatori della manifestazione indetta nelle scorse settimane contro la riforma della giustizia. Diversi gli organizzatori che lo hanno riferito sui social, da Potere al Popolo con lo slogan "No alla guerra, non siamo servi di Trump e Israele" a Cambiare Rotta con lo slogan "Noi non ci arruoliamo", oltre all'Usb, i movimenti per la casa e pro Pal, centri sociali e collettivi universitari. Il corteo sfilerà da piazza della Repubblica a Porta San Giovanni.
Un drone ha colpito l'edificio del trasporto merci dell'aeroporto internazionale di Bassora, nel sud dell'Iraq. Lo riferiscono media locali, senza fornire al momento ulteriori dettagli su eventuali vittime o danni causati dall'attacco. Nelle stesse ore, secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza all'agenzia Shafaq News, un sito appartenente alla compagnia petrolifera straniera Beckers è stato preso di mira nell'area di Burjesia. Bassora è la principale città del sud dell'Iraq e capoluogo dell'omonima provincia, una delle aree petrolifere più importanti del Paese. La provincia ospita gran parte delle infrastrutture energetiche irachene e i principali terminali di esportazione del greggio sul Golfo Persico, rendendola un nodo strategico per l'economia nazionale e per i mercati energetici internazionali. Gli episodi avvengono nel contesto della crescente tensione regionale legata al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Esplosioni sono state udite nel nord del Kuwait mentre le difese aeree intercettavano missili in arrivo. Lo ha riferito un corrispondente dell'emittente Al Jazeera, secondo cui i boati sarebbero stati causati dal lancio di missili intercettori contro vettori ostili. L'episodio arriva mentre l'esercito kuwaitiano ha annunciato di essere impegnato nel contrasto di attacchi con missili e droni che hanno violato lo spazio aereo del Paese. Il Kuwait ospita diverse installazioni militari utilizzate dagli Stati Uniti e da contingenti alleati. L'installazione, dove sono presenti anche militari italiani, è stata colpita più volte dall'inizio della rappresaglia iraniana del 28 febbraio.
La Marina militare degli Stati Uniti scorterà le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il segretario all'Energia Usa, Chris Wright, che in un'intervista a Fox News ha affermato che ciò avverrà il prima possibile. Wright ha anche tranquillizzato i cittadini statunitensi, assicurando loro che dovrebbero vedere prezzi della benzina più bassi "nel giro di poche settimane, non di mesi".
"Non abbiamo parlato con il governo dell'Iran, però tenere aperto il contatto diplomatico ha un suo significato". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di un punto stampa alla Farnesina. "C'è l'ambasciata che sta parlando adesso della situazione", ha spiegato.
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 9 missili balistici e 109 droni dall'Iran nella giornata di oggi, sei marzo 2026. Lo rende noto il ministero della Difesa emiratino, in un comunicato, aggiungendo che altri tre droni sono stati distrutti all'interno del territorio nazionale. Dall'inizio dell'attacco iraniano, si legge nella nota, sono stati rilevati 205 missili balistici, di cui 190 distrutti, 13 caduti in mare e due atterrati all'interno del territorio nazionale. Inoltre, sono stati rilevati 1.184 droni iraniani, 1.110 dei quali intercettati, mentre 74 si sono schiantati all'interno del territorio nazionale. Sono stati inoltre rilevati e distrutti otto missili da crociera. Questi attacchi hanno provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre 112, di varia nazionalità. Nel comunicato, il ministero della Difesa afferma di essere "pienamente preparato e pronto ad affrontare qualsiasi minaccia e a contrastare con fermezza qualsiasi cosa miri a destabilizzare la sicurezza dello Stato, al fine di garantire la salvaguardia della sua sovranità, sicurezza e stabilità e di proteggere i suoi interessi e le sue capacita' nazionali".
L'Iran non ha ancora utilizzato i suoi missili "di nuova generazione" nel conflitto contro Stati Uniti e Israele, iniziato lo scorso 28 febbraio. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars citando un funzionario del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (i pasdaran), secondo cui finora sono stati lanciati missili risalenti al 2012, 2013 e 2014. La stessa fonte ha affermato che la catena di produzione dei missili "è sempre rimasta attiva" e che il processo prosegue "ininterrottamente". Il funzionario dei pasdaran ha inoltre avvertito che presto "verrà messo all'ordine del giorno un nuovo piano di attacchi con i missili a lungo raggio avanzati". Secondo quanto dichiarato ieri dal comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), ammiraglio Brad Cooper, gli attacchi missilistici dell'Iran sono diminuiti del 90 per cento dal primo giorno di guerra, mentre quelli con droni dell'83 per cento. Cooper ha anche riferito che gli Usa hanno finora affondato trenta navi iraniane.
Sono state avvertite esplosioni nelle città di Qom e Ilam, in Iraq, e in alcune zone della città di Teheran. Lo rende noto l'agenzia iraniana Isna. Le esplosioni sono state registrate poco dopo che il portavoce delle forze israeliane (Idf) in lingua persiana, Kamel Fenhasi, ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti di Qom, una delle principali città sante dell'Iran.
Sono almeno 160 gli uomini della Marina militare italiana che raggiungeranno a bordo di una nave italiana l'area di Cipro per la difesa dell'isola. L'operazione avverrà nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. I numeri dei militari impiegati potranno variare a seconda del tipo di nave - fregata o cacciatorpediniere - che verrà inviata.
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di avere colpito una scuola elementare di Teheran negli attacchi diretti verso il Paese. "Questa è un'altra scuola elementare, la Shahid Hamedani School, in piazza Niloufar a Teheran, presa di mira dagli aggressori americani/israeliani", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un messaggio su X, pubblicando un video dove si vedono dei bambini seduti per terra in una scuola e immagini dell'edificio con finestre e porte sfondate e detriti sul pavimento. Baghaei nel suo messaggio non ha menzionato vittime.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) riferiscono di avere rilevato il lancio di missili dall'Iran verso Israele, con obiettivi segnalati nell'area di Gerusalemme e nel centro del Paese. Lo ha reso noto il Comando del Fronte interno israeliano, secondo cui l'attacco è in corso. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità israeliane, diversi missili sarebbero stati lanciati dal territorio iraniano verso il centro di Israele. Le sirene di allarme stanno risuonando nella grande area di Tel Aviv e a Gerusalemme, mentre le autorità invitano la popolazione a raggiungere i rifugi e seguire le indicazioni di sicurezza.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver distrutto radar appartenenti al sistema di difesa missilistica statunitense Thaad negli Emirati arabi uniti e in Giordania, oltre a un radar statunitense Fps-132 in Qatar. "I radar Thaad statunitensi situati negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania, così come il radar statunitense Fps-132 situato in Qatar, sono stati distrutti dalle unità missilistiche e di droni dei Guardiani della rivoluzione", si legge in una dichiarazione citata dall'emittente statale iraniana Irib.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver bombardato e distrutto a Teheran il bunker sotterraneo appartenuto alla guida suprema iraniana Ali Khamenei, sostenendo che la struttura continuava a essere utilizzata da alti funzionari del regime. Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), circa 50 caccia dell'aviazione hanno sganciato un centinaio di bombe contro il sito, che sarebbe situato sotto il cosiddetto complesso della leadership nella capitale iraniana. La struttura sotterranea si estenderebbe sotto diverse strade e comprenderebbe numerosi ingressi e sale utilizzate per riunioni dei vertici politici e militari iraniani. "Dopo l'uccisione di Khamenei, il complesso ha continuato a essere utilizzato da alti funzionari del regime iraniano", ha affermato l'esercito israeliano in una nota.
La Russia sta fornendo all'Iran informazioni di intelligence per aiutarlo a colpire le forze statunitensi in Medio Oriente, tra cui la posizione di navi da guerra e aerei americani. A scriverlo è il Washington Post, citando tre funzionari a conoscenza della questione. Le informazioni sugli obiettivi rappresentano la prima indicazione che un altro importante avversario degli Stati Uniti sta partecipando, anche indirettamente, alla guerra.
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato le basi statunitensi in Kuwait e ha promesso che avrebbe proseguito con ulteriori attacchi. "Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell'esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait", ha dichiarato l'esercito, secondo la Tv di stato iraniana. "Questi attacchi continueranno nelle prossime ore".
In un post sul proprio account X il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian ha detto: "Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Siamo chiari: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esiteremo a difendere la dignità e la sovranità della nostra Nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a chi ha sottovalutato il popolo iraniano e ha scatenato questo conflitto".
L'Iran dispone di missili balistici potenzialmente in grado di raggiungere fino a 3 mila chilometri di distanza, e quindi teoricamente anche la città di Roma. Lo ha affermato una fonte di alto livello della sicurezza israeliana, in forma anonima, durante un briefing con la stampa italiana. Secondo la fonte, il missile iraniano Khorramshahr-4, lanciato dal Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc) contro Israele, "potrebbe facilmente raggiungere l'Italia" se Teheran decidesse di estenderne la gittata. Il sistema, basato sul missile nordcoreano Bm-25, ha una portata standard di circa 2 mila chilometri e può trasportare una testata esplosiva da 1.500 chilogrammi. "Questo stesso missile è stato lanciato ieri contro Israele ed è stato intercettato dalle nostre difese aeree. Non è la prima volta: riteniamo di averlo intercettato anche durante l'operazione del giugno 2025", ha spiegato la fonte. Secondo la stessa fonte, riducendo il peso della testata a circa 750 chilogrammi e aumentando il carburante, il vettore potrebbe raggiungere una gittata di circa 3 mila chilometri, sufficiente a colpire obiettivi anche nel sud dell'Europa.
"Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani". Lo afferma sui social il premier Giorgia Meloni, spiegando che "la priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti". Meloni scrive poi che "come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere"
Il rappresentante del Consiglio di Difesa dell’Iran, Ali Akbar Ahmadian, ha messo in guardia il Kurdistan iracheno affermando che "in caso di ingresso di gruppi armati nei confini dell’Iran, tutte le istituzioni della regione saranno prese di mira". Ne danno notizia i media iraniani tra cui l’agenzia Fars.
Le Nazioni Unite hanno chiesto indagini rapide sugli attacchi mortali israeliani in Libano, per determinare se siano stati conformi al diritto internazionale. "L'impatto devastante di questo rinnovato conflitto è già sotto i nostri occhi, con i civili che pagano un prezzo dolorosamente alto", ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. "Devono essere condotte indagini rapide e approfondite, in particolare per determinare se tali attacchi siano stati conformi ai principi di distinzione, proporzionalità e precauzione", ha affermato Shamdasani.
Diversi missili hanno colpito la raffineria di Bapco Energies a Sitra, in Bahrein. Le immagini diffuse sui social mostrano esplosioni e fiamme che si alzano dall’area dell’impianto. Dopo le esplosioni si vedono grandi colonne di fumo salire sopra la raffineria. Alcune persone sono visibili sui tetti degli edifici vicini mentre osservano l’incendio che divampa nell’area industriale.
"Nel quadro dei continui contatti con i principali partner sulla crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan. Il presidente Meloni ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell'Italia e alleato Nato, a fronte dell'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto". Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. "I due Presidenti hanno quindi avuto uno scambio sull'evoluzione della situazione regionale - si legge ancora nella nota - anche sulla base dei contatti tenuti negli scorsi giorni dal Presidente Meloni con i diversi attori mediorientali, e sull'impatto a livello globale della crisi. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto".
Macerie ed edifici danneggiati nel quartiere di Dahieh, nella parte sud di Beirut, dopo i raid aerei israeliani condotti durante la notte. L’area è considerata una delle roccaforti di Hezbollah nella capitale libanese.
Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times. "Ciò farà crollare le economie mondiali", ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle. In particolare, secondo il ministro, il barile di petrolio potrebbe raggiungere addirittura i 150 dollari.
Le forze israeliane hanno lanciato 26 raid prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah
© Afp
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"Solo per le esigenze dell'Ucraina occorrono almeno 2000 missili Patriot. E ora è molto chiaro che dopo la crisi iraniana, se così possiamo definirla, è diventato ancora più urgente per noi in Europa aumentare la produzione di missili di difesa per i missili balistici. Perché gli americani non saranno davvero in grado di fornire un numero sufficiente di questi missili sia per i paesi del Golfo, sia per l'esercito americano stesso, sia per le esigenze dell'Ucraina". Lo ha detto il commissario alla Difesa Andrius Kubilius a Varsavia, prima tappa del suo "missile tour" in Europa. "Possiamo esaminare molto chiaramente i numeri, le statistiche dell'anno scorso. E quelle statistiche ci dicono quanto siano grandi le sfide non solo per l'Ucraina ma per tutti noi in Europa. Perché durante lo scorso anno, nel 2025, l'Ucraina ha subito quasi 2mila attacchi missilistici. Di questi, 900 erano missili balistici, missili balistici russi, che sono molto più difficili da distruggere per difendere il Paese", ha argomentato. "Come sapete, per combattere i missili balistici esistono pochi sistemi efficaci. Uno di questi è il sistema Patriot e gli ucraini, solo per la stagione invernale, per un periodo di quattro mesi, hanno avuto bisogno di circa 700 missili Patriot, i cosiddetti missili PAC2 e PAC3. E questo è il numero che i produttori americani sono in grado di coprire in un anno. E per colpire un missile balistico è necessario utilizzare diversi missili PAC3", ha spiegato. "Dobbiamo renderci conto chiaramente, in Europa, che dobbiamo affrontare una sfida enorme con lo sviluppo della nostra difesa missilistica".
Dopo 11 ore di relativa calma, i missili dell'Iran hanno nuovamente attaccato Tel Aviv e il centro di Israele questa mattina. Nel centro della città ci sono stati forti boati dopo che i missili intercettori sono stai lanciati per abbattere i vettori esplosivi iraniani. Per il momento non risultano feriti, ma guardando indietro, stando a quanto dichiarato dal ministero della Salute israeliano, nelle ultime 24 ore, 140 persone ferite sono state trasferite negli ospedali a seguito del conflitto. Tra coloro che sono stati trattati negli ospedali, uno è in condizioni gravi, 19 in condizioni moderate e 114 in buone condizioni.
Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell'attacco, sabato 28 febbraio, alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine, cifre confermate anche dall'ambasciatore iraniano Al Bahreini alle Nazioni Unite. Questo nonostante non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini. Lo rivela Reuters in un'esclusiva. La scuola femminile di Minab, nell'Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese.
Quattro uomini sono stati arrestati nel nord di Londra con l'accusa di spionaggio per l'Iran. La Metropolitan Police ha fermato i sospettati in abitazioni a Barnet e Watford nell'ambito di un'operazione pianificata, collegata alla presunta sorveglianza di luoghi e persone legate alla comunità ebraica nella capitale britannica. Gli uomini sono detenuti in base al National Security Act. La comandante della polizia antiterrorismo, Helen Flanagan, ha spiegato che gli arresti fanno parte di "un'indagine di lunga durata" volta a contrastare "attività malevole". Flanagan ha inoltre invitato i cittadini, "in particolare la comunità ebraica", a restare vigili e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto.
Almeno 20 persone sono state uccise e altre 30 sono rimaste ferite in un attacco di Stati Uniti e Israele in un sobborgo di Shiraz, nell'Iran meridionale. Lo ha riportato l'agenzia di stampa Fars. Secondo l'agenzia sarebbero stati colpiti con un attacco missilistico in un parco divertimenti per bambini e un deposito di ambulanze a Zibashahr, nell'Iran meridionale. Tra le vittime ci sono anche due operatori di ambulanze.
Le difese aeree dell'Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto un drone a nord-est di Riad, la capitale del Regno. Lo ha annunciato oggi il portavoce ufficiale del ministero della Difesa dell'Arabia Saudita, poche ore dopo che il dicastero aveva annunciato di aver intercettato e distrutto tre droni a est della capitale. Il ministero della Difesa saudita aveva inoltre annunciato in precedenza che quattro missili iraniani e un drone lanciati verso il governatorato di Al Kharj erano stati distrutti.
Due paramedici sono stati uccisi negli attacchi statunitensi e israeliani nella città iraniana di Shiraz, nell'ovest del Paese. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, aggiungendo che i due paramedici lavoravano presso la base dei Servizi medici di emergenza di Shiraz. Nel frattempo, sempre secondo quanto riportato dalla stessa agenzia, almeno sei persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico di Israele contro aree residenziali nella città di Poldokhtar, nella provincia di Lorestan, nell'ovest dell'Iran.
"Il nostro obiettivo non è invadere Paesi vicini. Non abbiamo alcuna intenzione di inviare truppe [israeliane] sul terreno [in Iran] per cambiare regime". Lo ha sottolineato Joshua Zarka, ambasciatore di Israele in Francia, ai microfoni di Radio Classique questa mattina. "Ci sono molte forze di opposizione in Iran. Il nostro obiettivo non è dividere il Paese, ma fare in modo che tutte le forze si uniscano per liberarsi del regime, che è una piaga per il Medio Oriente", ha aggiunto l'ambasciatore, puntualizzando: "Non spetta a noi scegliere chi sarà il leader degli iraniani, ma agli iraniani stessi. Possiamo soltanto aiutarli a prendere il controllo del loro Paese, indebolendo le capacità del regime".
Il movimento sciita libanese Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di diversi attacchi contro Israele avvenuti durante la notte. In un comunicato, il gruppo ha dichiarato di aver lanciato raffiche di razzi e proiettili di artiglieria alle 2:10 del mattino (ora locale, le 1:10 in Italia) contro posizioni e gruppi di militari israeliani in città e villaggi nel nord di Israele, tra cui Metula, Manara, Marj, Talat al Ajal e la caserma di Yiftah. Intorno alle 4:00 (le 03:00 in Italia), il partito sciita ha pubblicato un messaggio in ebraico sul suo account Telegram, lanciando un "avvertimento" ai residenti dei villaggi di confine nel nord di Israele. "Siete invitati a evacuare tutti gli insediamenti situati entro un raggio di cinque chilometri dalla linea di confine", ha scritto. Il gruppo ha anche affermato di aver effettuato due attacchi missilistici alle 20:45 (19:45 in Italia) di ieri, contro la base navale di Haifa e contro la caserma Yoav, sulle Alture del Golan.
"L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah". Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. "Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili".
Il traffico navale nello stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto per effetto della guerra in Medioriente. L'esame dei segnali di navigazione in acqua "indica che il traffico si è ridotto a livelli di una cifra, con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime 24 ore", afferma il Joint Marine Information Center, secondo cui le traversate hanno riguardato solo navi cargo e non petroliere. L'organizzazione, riferisce Bloomberg, parla di "pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine"
Le forze armate di Stati Uniti e Corea del Sud stanno discutendo il trasferimento di alcuni sistemi di difesa missilistica Patriot statunitensi attualmente di stanza in Corea del Sud, da utilizzare nel conflitto contro l'Iran. Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Seoul, Cho Hyun. Cho ha risposto a una domanda durante un'audizione parlamentare.
L'Unicef afferma che quasi 200 bambini sono stati uccisi negli attacchi da quando è iniziata l'escalation militare degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran. La maggior parte, 181 secondo i numeri forniti dall'Agenzia dell'Onu, sarebbero morti in Iran, sette in Libano, tre in Israele e uno in Kuwait. "Non sono i bambini a scatenare le guerre, ma pagano un prezzo inaccettabilmente alto. L'escalation militare in Medio Oriente ha già avuto un impatto devastante sui bambini", ha affermato l'Unicef.
Nuovi attacchi aerei di Israele sul Libano. "Aerei nemici hanno lanciato attacchi notturni sulle città di Srifa, Aita al-Shaab, Touline, Sawana e Majdal Selm", ha dichiarato l'Agenzia Nazionale di Notizie del Libano (Nna), elencando località nel sud del paese, come riporta AlJazeera. Colpita anche la capitale Beirut. Un altro attacco israeliano ha preso di mira la città libanese orientale di Douris. Non ci sono informazioni al momento su vittime o sull'entità dei danni.
La guerra intrapresa dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran sta costando ai contribuenti Usa oltre 890 milioni di dollari al giorno. È quanto sostiene l'emittente televisiva "Cnn", che cita valutazioni effettuate sulla base di precedenti operazioni militari e stime del Congresso. Stando a una "stima conservativa" elaborata dal centro studi "Cente for the American Progress", l'operazione militare ad oggi è costata più di cinque miliardi di dollari. A queste cifre andrebbero sommati i costi degli aerei da combattimento, delle installazioni radar e di altri sistemi e strutture danneggiati o distrutti, stimato da alcuni esperti in circa due miliardi di dollari. Secondo la rivista "Forbes", il costo complessivo della guerra potrebbe aggirarsi sui 100 miliardi di dollari, a seconda della durata effettiva del conflitto.
Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una "perdita di tempo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc News. "È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere", ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un "disastro", il presidente americano l'ha liquidata come "chiacchiere inutili".
Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano "preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco". "Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro", aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.
Intensi bombardamenti israeliani hanno colpito stamattina la capitale iraniana Teheran, con esplosioni udite in varie zone della città, secondo quanto riferito dai media statali iraniani. Tra gli obiettivi colpiti anche la via Jomhuri, una delle principali strade commerciali del centro cittadino. L'emittente statale iraniana ha riferito che la via Jomhuri, la stazione del corridoio di autobus rapidi Jami e un'abitazione in un'area residenziale sono stati completamente distrutti. Le strade nelle aree centrali e orientali della capitale risultano ora deserte.
Nuovi attacchi statunitensi e israeliani all'alba sulle aree residenziali di Teheran. L'emittente iraniana Mamlekate, riporta AlJazeera, ha riferito che sono stati colpiti anche i dintorni dell'Università di Teheran.
Media iraniani riferiscono che un attacco avvenuto nelle ultime ore nella capitale del Bahrein, Manama, avrebbe preso di mira l'area dove si trova la sede diplomatica israeliana. Secondo l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale "Fars", l'obiettivo dell'attacco è il complesso commerciale Financial Harbour Towers, indicato come sede dell'ambasciata di Israele nella città. Fonti locali riferiscono che un drone iraniano e stato intercettato e distrutto nelle vicinanze del complesso.
Attacchi aerei iraniani hanno colpito un hotel e due edifici residenziali in Bahrein, ha annunciato nelle ultime ore il Ministero dell'Interno del Paese-arcipelago mediorientale. "L'aggressore iraniano ha colpito due hotel e un edificio residenziale a Manama, causando danni materiali ma nessuna perdita di vite umane", ha dichiarato il dicastero. Ieri il Bahrein aveva riferito che un attacco aereo iraniano aveva causato un rogo nella principale raffineria di petrolio statale del Paese e che l'incendio era stato spento.