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Durante le comunicazioni alla Camera, Tajani ha ribadito l'impegno del governo italiano per la de-escalation, mentre il ministro della Difesa ha annunciato il dispiegamento di sistemi anti-drone e anti-missilistici e aiuti a Cipro. Intanto al Senato arriva il via libera alla risoluzione di maggioranza
È il sesto giorno del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Diversi media Usa e israeliani hanno riportato la notizia di un attacco di terra curdo in Iran. Alcune agenzie e uno dei membri dello staff del presidente del Kurdistan iracheno hanno però annunciato che "nessun curdo-iracheno è entrato in Iran". Intanto Teheran è stata bersagliata di attacchi nella notte. Forti boati uditi a Gerusalemme, con le forze di difesa israeliane - Idf - che parlano di "missili lanciati dall'Iran". Il leader nordcoreano Kim: "Pronti a fornire missili a Teheran, uno basterebbe per cancellare Israele". Il premier Giorgia Meloni ai microfoni di Rtl 102.5: "Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci". Intanto, durante le comunicazioni alla Camera del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, il vicepremier ha ribadito che la de-escalation resta la "stella polare" del governo italiano, mentre Crosetto ha annunciato il dispiegamento di sistemi di difesa aerea anti-drone e anti-missilistici in Medio Oriente, nonché l'innalzamento al massimo del livello di protezione aerea nazionale. Nel frattempo, è arrivato il via libera del Senato, con 94 voti a favore, alla risoluzione di maggioranza sull'Iran. Si tratta dello stesso documento approvato alla Camera che prevede impegni sulla difesa dei paesi europei, le basi militari concesse agli Usa e il supporto ai paesi del Golfo.
Numerosi B2, i super bombardieri americani, sono tornati a solcare lo spazio aereo iraniano nelle ultime ore. Secondo quanto riferisce Centcom, il Comando centrale dell'esercito americano, i velivoli avrebbero lasciato cadere sul territorio iraniano "dozzine di bombe a penetrazione profonda contro edifici missilistici sotterranei". Sempre Centcom ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero affondato nei primi giorni di conflitto ben 30 navi iraniane.
Sono numerosi i video che circolano online in cui il cielo sopra Israele è illuminato da grappoli di bombe. Si tratta di tante piccole testate, da circa 2,5 chili ciascuna, che cadendo in gruppo causano ingenti danni. Tra le aree più colpite ci sarebbe quella di Tel Aviv.
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato 219-212 per respingere il tentativo di fermare la campagna militare del presidente Donald Trump contro l'Iran. Una vittoria del fronte contrario al tycoon lo avrebbe costretto ad agire solo previa autorizzazione del Congresso. Sebbene grazie a un piccolo margine, i deputati americani hanno invece confermato il loro appoggio all'operazione bellica in Iran.
"(Gli iraniani, ndr) sono determinati e desiderano negoziare", lo ha detto Donald Trump parlando dalla Casa Bianca. "Ci contattano e chiedono: “Come possiamo raggiungere un accordo?” Io rispondo: “È un po' tardi.” Noi ora desideriamo combattere più di loro".
L'esercito israeliano ha effettuato stasera un attacco nella periferia sud di Beirut, considerata roccaforte di Hezbollah, dopo aver diramato un ordine di evacuazione. L'esplosione è stata udita nella capitale e nelle aree circostanti. Lo scrive il quotidiano libanese L'Orient Le Jour
La polizia irachena di Basrah (Bassora) ha riferito di aver inviato diverse squadre nel tentativo di individuare un pilota statunitense che si sarebbe eiettato dal suo jet mentre stava precipitando nella provincia. L'uomo, secondo quanto riporta Al Jazeera, non sarebbe ancora stato ritrovato. Un ufficiale americano, parlando sempre con Al Jazeera, avrebbe invece smentito del tutto la notizia.
"Israele è riuscito a sopprimere il sistema missilistico balistico iraniano. Ora passiamo alla fase successiva della campagna", a dirlo è il Capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir in una dichiarazione, sottolineando che sia stato "distrutto l'80% dei sistemi di difesa aerea". "Ora aumenteremo il colpo inferto alle fondamenta del regime. Abbiamo altre mosse sorprendenti. Daremo la caccia ai nostri nemici, tutti quanti", ha aggiunto. "Nel giro di 24 ore, i piloti hanno spianato la strada per Teheran. Abbiamo distrutto circa l'80% dei sistemi di difesa aere, ottenuto una superiorità aerea pressoché totale nei cieli iraniani. Neutralizzato oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici".
"Per motivi di sicurezza abbiamo deciso di chiudere temporaneamente la nostra ambasciata a Teheran, il personale si trasferisce a Baku". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani annunciando che "si è appena conclusa la missione che ha consentito il passaggio di 50 italiani tra diplomatici e un gruppo di concittadini che voleva lasciare l'Iran di passare il confine azero". Tajani ha ricordato che anche "altri Paesi" hanno chiuso le ambasciate, che "da tempo" era "già stata ridotta la presenza italiana" e che "non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, l'ambasciata a Teheran si trasferisce presso l'ambasciata a Baku
Il presidente Usa Donald Trump ha accolto con favore l'offerta di aiuto del suo omologo Volodymyr Zelensky alle forze statunitensi per contrastare i droni iraniani. "Accetto qualsiasi tipo di assistenza da qualsiasi Paese", ha affermato il tycoon in un'intervista alla Reuters, postata sul suo sito. "Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Usa per un supporto specifico nella protezione contro gli "shahed" (di progettazione iraniana)" in Medio Oriente, ha scritto Zelensky su X. "Ho dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di garantire la presenza di specialisti ucraini in grado di garantire la sicurezza richiesta", ha aggiunto.
Il presidente americano Donald Trump ha detto di sostenere l'offensiva curda contro l'Iran. In un'intervista telefonica alla Reuters il tycoon ha affermato di pensare che "sia meraviglioso che vogliano farlo, sarei completamente a favore". Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero fornito o avevano offerto copertura aerea per un'eventuale offensiva curda, Trump ha risposto: "Non posso dirvelo"
L'Aula del Senato ha approvato con 94 voti a favore, 39 contrari e 8 astenuti la risoluzione del centrodestra sull'Iran. Si tratta dello stesso documento approvato alla Camera che prevede impegni sulla difesa dei paesi europei, le basi militari concesse agli Usa e il supporto ai paesi del Golfo. Il testo proposto da Pd, M5s e Avs è stato precluso, mentre quello di Iv è stato ritenuto assorbito. Anche a Montecitorio l'Aula aveva bocciato la risoluzione del 'campo largo' e dato il via libera a singoli punti dei documenti presentati da Azione, Iv e Più Europa.
I Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc, pasdaran) hanno riferito di aver attaccato con droni la portaerei statunitense Abraham Lincoln nel Golfo dell'Oman. Lo ha dichiarato il comando militare del quartier generale centrale di Khatam al Anbiya, un ramo dell'Irgc. "La portaerei Abraham Lincoln, che si è avvicinata a 340 chilometri dai confini marittimi dell'Iran nel Golfo di Oman per stabilire il controllo sulla zona marina, è stata attaccata dai droni della Marina dell'Irgc, dopodiche la nave è rapidamente scomparsa... a più di mille chilometri dal Golfo", ha affermato il comando militare, in una dichiarazione ripresa dall'emittente pubblica iraniana Irbin.
L'escalation di violenza in Medio Oriente "rischia di trascinare l'umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili". Lo afferma la Cei che, unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di "fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile", promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L'invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali "affinché chiedano al Re della Pace di salvare l'umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso". I vescovi ribadiscono che "la guerra non è e non può mai essere la risposta".
Tra gli italiani rientrati nelle scorse ore da Dubai, seguendo le indicazioni della Farnesina, a quanto si apprende, c'è anche la cantante BigMama. La rapper, come tanti connazionali, era rimasta bloccata negli Emirati a causa della temporanea chiusura dello spazio aereo e della cancellazione dei voli, dopo l'attacco all'Iran e l'escalation in Medio Oriente.
"È una situazione drammatica. Sono convinto che negli ultimi decenni non si sia mai arrivati sull'orlo dell'abisso come si è arrivati adesso". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nella sua replica al Senato dopo le sue comunicazioni sulla crisi in Iran. "Da anni i nazionalisti russi chiedono a Putin di usare contro l'Ucraina la nucleare tattica e, in un'epoca di caos così, ciò può consentire a lui scelte che non avrebbe mai fatto in una condizione normale", ha aggiunto Crosetto.
Il presidente statunitense, Donald Trump, "dovrebbe fermare presto la guerra contro l'Iran perché il conflitto mal concepito rischia di scivolare nel caos". E' quanto sostiene il settimanale britannico The Economist, che ricorda che il 28 febbraio il presidente statunitense e il premier israeliano hanno ordinato l'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei durante "l'Operazione Epic Fury", "un successo militare che però potrebbe non raggiungere gli obiettivi politici, visto che il potere è stato subito assunto da un triumvirato e un nuovo leader potrebbe essere nominato presto. Il problema", prosegue il settimanale, "è che Trump non ha chiarito i veri obiettivi della guerra, avanzando affermazioni mutevoli" su missili, nucleare e cambio di regime. Sul piano militare Stati Uniti e Israele hanno distrutto la marina iraniana, neutralizzato l'aviazione e colpito l'industria missilistica, ma Teheran punta a sopravvivere e a "colpire in tutte le direzioni".
"Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli shahid (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria". Lo afferma il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su telegram. "L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!", aggiunge.
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Nella guerra in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti "non c'è un vincitore". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'emittente statunitense Nbc News. "La nostra vittoria consiste nel riuscire a resistere contro i loro obiettivi illegale e questo è ciò che abbiamo fatto finora. Quindi loro non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi, e noi siamo stati in grado di resistere, di stare contro l'esercito più potente del mondo, come affermano, insieme agli israeliani, che ugualmente sostengono di avere un grande esercito", ha spiegato il ministro. L'Iran non teme un possibile intervento di terra da parte delle forze americane, anzi "le stiamo aspettando". Il ministro ha poi aggiunto: "Siamo fiduciosi di poterli affrontare, e questo sarebbe un grande disastro per loro".
L'unica posizione che l'Italia pu avere, per quanto riguarda la deterrenza nucleare, "è quella europea". Lo ha ribadito il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, in Aula al Senato. "Non si può seguire l'iniziativa di un Paese che dice 'facciamo l'ombrello nucleare, e poi gli altri si accodano'", ha affermato Tajani in riferimento alla Francia, sottolineando la propria predilezione per il disarmo nucleare. "Non è che se la Francia fa una cosa noi la dobbiamo seguire, questo non vuol dire essere isolati", ha sottolineato il ministro.
Dall'inizio della guerra, le forze di difesa iraniane hanno lanciato più di 500 missili balistici e da crociera, e oltre 2.000 droni di vario tipo. Lo ha detto una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa Fars, spiegando che il 40 per cento degli obiettivi attaccati si trovava nei territori di Israele, mentre il 60 per cento dell'arsenale impiegato è stato utilizzato contro obiettivi statunitensi nella regione.
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica dell'Iran (Irgc, pasdaran) ha lanciato la ventesima ondata di attacchi contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo ha reso noto l'Irgc in una dichiarazione, affermando che questa nuova ondata di attacchi viene effettuata "in memoria" dei membri dell'equipaggio della nave da guerra affondata dalle forze Usa.
Ancora in caduta le Borse europee con il conflitto in Medio Oriente che non trova una via d'uscita. Tra gli investitori cresce il timore di una fiammata dell'inflazione mentre petrolio e gas proseguono la loro corsa. Francoforte lascia sul terreno l'1,61% con il Dax a 23.815 punti. Parigi perde l'1,49% con il Cac 40 a 8.045 punti. Anche Londra segue la scia e cede l'1,45% con il Ftse 100 a 10.413 punti.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di "dover essere personalmente coinvolto" nella scelta del prossimo leader dell'Iran. Nel corso di un'intervista telefonica con Axios, Trump ha detto: "Stanno perdendo tempo. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy (Rodriguez) in Venezuela".
"Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran", ha dichiarato Trump nell'intervista citata da Axios. Mojtaba Khamenei, figlio della defunta Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è sopravvissuto agli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, nei quali suo padre è stato ucciso, hanno riferito ieri fonti iraniane a Reuters.
Circa 1.000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno invitato i residenti e i lavoratori a evacuare immediatamente alcune aree industriali nell'est della provincia di Teheran, in Iran. Lo riferiscono le stesse Idf in un avviso diffuso sui social media. L'ordine di evacuazione riguarda in particolare l'area industriale di Abbas Abad e la zona industriale di Shenzar, nei pressi della località di Sharif Abad, nel distretto di Pakdasht, circa 40 chilometri a sud-est della capitale Teheran. Nella mappa diffusa dalle Idf, le zone interessate sono evidenziate in rosso e includono complessi industriali e infrastrutture nell'area di Abbas Abad. L'esercito israeliano afferma che nelle ultime ore ha condotto attacchi contro infrastrutture militari del governo iraniano e ha invitato i civili ad allontanarsi dalle aree indicate per la propria sicurezza. L'avviso arriva mentre proseguono i raid israeliani contro obiettivi in Iran nel quadro dell'operazione "Ruggito di leone", avviata nel contesto della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran iniziata il 28 febbraio.
Nel corso del Consiglio Affari Interni i 27 ministri si sono concentrati sulla crisi in Medio Oriente e le possibili ricadute per l'Europa, sia dal punto di vista delle ondate migratorie che della sicurezza, in particolare per gli attacchi terroristici. A tal proposito, la preoccupazione principale sta nelle "cellule dormienti iraniane" che ora potrebbero essere attivate. La Commissione ha dunque messo sul tavolo la sua proposta per la lotta al terrorismo, imprimendo ai 27 il necessario "senso d'urgenza". Così come la messa a terra del nuovo sistema d'ingresso elettronico alle frontiere.
Sarebbero almeno 102 le vittime civili dei raid israeliani sul Libano. Lo ha annunciato il ministro della Salute.
Circa 52 navi mercantili appartenenti alla flotta e legate a interessi francesi sono attualmente bloccate nel Golfo persico. Lo ha detto il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, all'emittente radiofonica Rtl. "Ho riunito ieri tutti gli armatori, hanno condiviso le loro difficoltà e preoccupazioni", ha detto Tabarot. E' una situazione che ci preoccupa per le nostre imbarcazioni e i nostri equipaggi", ha aggiunto il ministro.
Continuano a piovere missili su Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Come riporta la testata israeliana N12, per la prima volta dall'inizio del conflitto una raffineria di petrolio in Bahrein sarebbe stata colpita. Contemporaneamente, numerosi testimoni hanno riferito di una serie di esplosioni vicino all'aeroporto internazionale Zayed di Abu Dhabi.
La Camera dei Rappresentanti si prepara a votare oggi una risoluzione sui poteri di guerra che imporrebbe a Donald Trump di chiedere l'autorizzazione del Congresso prima di continuare la guerra con l'Iran. Ieri, il Senato ha respinto una proposta simile. Si prevede che il voto della Camera sarà di stretta misura, ma sarà comunque indicativo del sostegno politico, o dell'opposizione, all'operazione militare Usa-Israele e delle motivazioni addotte dal presidente per aggirare il Congresso, che è l'unico ad avere il potere di dichiarare guerra.
Secondo un avviso alle missioni aeree (Notam), l'Azerbaigian ha chiuso una sezione meridionale del suo spazio aereo, vicino al confine con l'Iran, per un periodo di 12 ore. Lo riporta Iran International.
La base militare aerea degli Stati Uniti di Ali Al Salem, in Kuwait, è stata colpita dall'esercito iraniano e almeno otto edifici o strutture adiacenti all'infrastruttura di comunicazione satellitare della base sono stati danneggiati. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, condividendo foto della struttura Usa danneggiata e aggiungendo che in un'altra base, Arfijan, almeno tre coperture che proteggono le apparecchiature sensibili - utilizzate dalle truppe per le comunicazioni a lunga distanza - sono state danneggiate o distrutte. La stessa agenzia ha riferito anche di danni alla base aerea di Al Udeid, in Qatar. "Una tenda circondata da parabole satellitari è stata distrutta presso la base aerea di Al Udeid, in Qatar. Anche alcune parabole sembrano essere state danneggiate", ha riferito Fars.
Donald Trump avrebbe offerto "ampia copertura aerea" e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Lo riferiscono fonti informate al Washington Post. "La richiesta americana ai curdi iracheni è di aprire la strada e non di ostacolare" i gruppi curdi iraniani che si mobilitano in Iraq, "fornendo al contempo supporto logistico", ha affermato un alto funzionario dell'Unione Patriottica del Kurdistan, uno dei due principali partiti politici che governano la regione curda semi-autonoma dell'Iraq.
Il settore marittimo internazionale ha ufficialmente designato lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come "aree di operazioni belliche". La decisione, presa dopo una riunione tra sindacati e compagnie a livello mondiale, riflette l'escalation militare in Medio Oriente e l'aumento dei rischi per la navigazione commerciale, a fronte di "centinaia" di navi bloccate nella regione.
È dedicato alla pace e al disarmo il videomessaggio del Papa con le intenzioni di preghiera per il mese di marzo. "Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia", afferma Leone per il quale "la vera sicurezza non nasce dal controllo alimentato dalla paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli". Quindi il Pontefice nel video prega con queste parole: "Signore, illumina i leader delle nazioni, affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili. Fa' che la minaccia nucleare - conclude il Papa - non condizioni mai più il futuro dell'umanità".
Qualsiasi tentativo di nominare un successore della guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran Ali Khamenei è predestinato a fallire. Lo ha dichiarato l'erede dell'ultimo scià dell'Iran, Reza Pahlavi, in un videomessaggio diffuso su X. "Chiunque verrà scelto - che sia Mojtaba (il figlio di Khamenei) o Hassan (Rouhani, ex presidente) - non avrà legittimità e sarà considerato complice dello spargimento di sangue di questo regime e dei suoi leader criminali, Khomeini e Khamenei", ha detto Pahlavi. Il regime della Repubblica islamica, ha aggiunto, "non ha legittimità" e l'unica alternativa è "un sistema di transizione politica". A questo proposito Pahlavi ha menzionato il manuale del suo "progetto prosperità" ideato per gestire la transizione politica dopo l'eventuale caduta dell'attuale regime. "La vittoria è vicina: la nazione iraniana sarà liberata e ricorderemo quelli che sono stati al nostro fianco durante questi tempi difficili", ha concluso.
Forti esplosioni sono state udite a Tel Aviv, Gerusalemme e Ramallah durante un nuovo attacco missilistico attribuito all'Iran contro Israele. Lo riferisce l'emittente panaraba Al Jazeera, citando il proprio corrispondente sul posto. Secondo le informazioni diffuse, sistemi di difesa aerea sono entrati in azione nei cieli di Tel Aviv mentre venivano intercettati missili in arrivo. Le sirene di allarme hanno risuonato nei pressi della base aerea di Tel Nof, a sud di Tel Aviv, e nell'area dell'aeroporto internazionale Ben Gurion. Forti esplosioni sono state inoltre segnalate a Gerusalemme e Ramallah, mentre sirene di allarme sono state udite anche nella città giordana di Aqaba, sul Mar Rosso, situata di fronte alla città israeliana di Eilat.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha respinto le voci di una rottura con Washington dopo le critiche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che lo ha criticato affermando: "Non è Winston Churchill". "La relazione speciale è operativa proprio ora", ha affermato, sottolineando che Regno Unito e Stati Uniti stanno lavorando insieme nella regione e utilizzando basi congiunte per proteggere i militari di entrambi i Paesi. Londra e Washington condividono inoltre intelligence "24 ore su 24, sette giorni su sette", ha confermato Starmer, aggiungendo che spetta a Trump decidere nell'interesse degli Stati Uniti, mentre "spetta a me prendere decisioni nel miglior interesse del Regno Unito". Il premier ha infine rivelato di aver parlato con il presidente statunitense l'ultima volta sabato sera
Gli Stati Uniti sono pronti, se necessario, a scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz per garantire il libero flusso dell'energia globale. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che l'amministrazione del presidente Donald Trump sta monitorando la situazione nel Golfo. Leavitt ha ricordato che gli Stati Uniti restano il maggiore produttore mondiale di petrolio e gas naturale e che l'amministrazione intende rafforzare la "leadership energetica americana", anche sfruttando nuove opportunità di approvvigionamento in Venezuela. La portavoce ha inoltre annunciato che la U.S. International Development Finance Corporation offrirà assicurazioni contro il rischio politico per petroliere e navi cargo che operano nel Golfo, con l'obiettivo di sostenere il commercio energetico e la navigazione. Se la situazione lo richiederà, ha aggiunto, il presidente Trump ha dichiarato che la marina statunitense potrà iniziare a scortare le navi cisterna nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza delle rotte energetiche globali. Leavitt ha infine assicurato che l'intero team energetico dell'amministrazione Trump - dalla Casa Bianca al Consiglio per la leadership energetica nazionale fino ai segretari competenti - stava già pianificando queste misure.
L'Ucraina potrebbe ricevere "in modo discreto" missili Patriot Pac-3 dai Paesi del Medio Oriente e fornire in cambio i propri droni intercettori. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky durante un briefing. "Vorremmo ricevere in modo discreto missili Pac-3 dai Paesi del Medio Oriente e trasferire loro droni per l'intercettazione", ha affermato il capo dello Stato. Zelensky ha osservato che i Paesi della regione hanno utilizzato circa 800 missili Pac-3 in tre giorni, un numero che l'Ucraina non ha mai lanciato durante l'intera guerra con la Russia. I missili Patriot Advanced Capability-3 rappresentano l'ultima generazione di intercettori progettati per distruggere missili balistici tattici e altri obiettivi grazie alla tecnologia "hit-to-kill", che neutralizza il bersaglio tramite impatto cinetico. Il tema delle scorte di missili Patriot è tornato centrale dopo gli attacchi missilistici russi e l'intensificazione dell'uso dei sistemi di difesa aerea in Medio Oriente per intercettare missili balistici iraniani.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, l'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato una base che ospita truppe statunitensi a Erbil, nel nord dell'Iraq, utilizzando dei droni. L'attacco ha causato "danni significativi", ha riferito l'agenzia.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato oggi l'invio di altri quattro aerei Typhoon in Qatar. Tra gennaio e febbraio, il Regno Unito ha schierato aerei da combattimento, radar avanzati e sistemi per l'abbattimento dei droni nella regione intorno a Cipro. "I nostri jet erano di nuovo in volo ieri sera", ha detto Starmer oggi. "Posso annunciare oggi che invieremo altri quattro Typhoon in Qatar" per attività di difesa. Anche la nave da guerra Hms Dragon è in fase di dispiegamento a Cipro, ha spiegato.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato la sospensione delle operazioni, a causa della guerra in Medio Oriente, del suo centro logistico di Dubai, da dove normalmente sono spediti kit di emergenza e trattamenti. L'impatto della guerra "va oltre i Paesi direttamente colpiti" perché "le operazioni del centro logistico dell'Oms per le emergenze sanitarie globali a Dubai sono attualmente sospese a causa dell'insicurezza", ha dichiarato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa a Ginevra.
"Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma ed equilibrata nell'interesse nazionale". Lo ha affermato il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer in un punto stampa, aggiungendo che ciò significa "avere la forza di restare saldi sui nostri valori e sui nostri principi, nonostante le pressioni che ci spingono a fare altrimenti". "Ecco perché ho deciso che il Regno Unito non avrebbe partecipato all'attacco iniziale", ha spiegato, "quella decisione è stata deliberata. Era nell'interesse nazionale. E la sostengo".
L'Azerbaigian non accetterà "questo infondato atto di terrorismo e aggressione" commesso dall'Iran contro il territorio nazionale. Lo ha dichiarato il presidente Ilham Aliyev durante una riunione del Consiglio di sicurezza. Il capo dello Stato ha affermato che droni iraniani hanno colpito la Repubblica autonoma di Nakhchivan prendendo di mira obiettivi civili, tra cui l'aeroporto internazionale, il terminal e una scuola. "Lo Stato azero condanna fermamente questo orribile atto terroristico e coloro che lo hanno commesso devono essere immediatamente ritenuti responsabili", ha dichiarato Aliyev, chiedendo a Teheran spiegazioni e scuse ufficiali. Il presidente ha ricordato anche il precedente attentato all'ambasciata azera a Teheran, definendolo un attacco terroristico orchestrato dalle strutture statali iraniane. "Questa volta la risposta sarà la stessa. Non ci riconcilieremo con questo atto terroristico", ha affermato, aggiungendo che alle Forze armate è stato ordinato di preparare e attuare misure di ritorsione. Aliyev ha inoltre sottolineato che l'Azerbaigian non ha mai consentito che il proprio territorio fosse utilizzato contro Stati confinanti e non ha alcun interesse a operazioni contro l'Iran. Il presidente ha annunciato la convocazione dell'ambasciatore iraniano a Baku e l'invio di una nota di protesta, mentre le forze armate e i servizi di sicurezza sono stati posti in stato di massima allerta. "Il popolo azero deve essere certo che qualsiasi forza malvagia vedrà il nostro pugno di ferro", ha concluso.
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che un missile balistico e sei droni hanno colpito il territorio del Paese, mentre la guerra in Medio Oriente si allarga. Il ministero ha aggiunto in una nota di aver respinto sei missili e 131 droni. All'inizio di questa settimana, le schegge provenienti dall'intercettazione di missili da crociera hanno ucciso tre residenti, mentre le schegge cadute nei giorni scorsi hanno ferito 94 persone.
L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo "a partecipare" allo "sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana" e a "confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti". La risoluzione parla anche del "dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e anti-missilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell'area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell'area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area, a tutela degli interessi primari nazionali".
L'esercito israeliano ha annunciato di aver completato la dodicesima ondata di attacchi aerei contro obiettivi in Iran, colpendo infrastrutture militari e di sicurezza nella capitale Teheran e nella vicina provincia di Alborz, compresa una base della milizia paramilitare dei Basiji. Lo ha riferito oggi l'Idf in una nota. Secondo le forze armate israeliane, l'operazione è stata condotta dall'aeronautica militare con il supporto dell'intelligence militare e ha preso di mira strutture legate alle forze di sicurezza interne della Repubblica islamica. Tra gli obiettivi colpiti nella provincia di Alborz figura il quartier generale dell'unità speciale responsabile del coordinamento delle forze di sicurezza interne del regime iraniano. Secondo l'Idf, la struttura dirige le unità speciali operative nella provincia e svolge un ruolo di comando per le forze armate del regime. Altri attacchi hanno colpito a Teheran strutture appartenenti al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, l'organizzazione paramilitare Basij e un centro di comando delle forze armate di sicurezza interna. L'esercito israeliano ha inoltre affermato di aver colpito decine di centri di comando e altri siti utilizzati dal governo iraniano per lo stoccaggio e la produzione di diversi tipi di armamenti.
"Oggi non basta riferire, oggi serve una linea politica. E non dovevate essere voi a darla, doveva essere qui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per parlare a un Paese giustamente preoccupato". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera. "Qual è la valutazione politica del governo italiano su questi attacchi?", ha concluso.
"Qual è la strategia di Trump. Ha una strategia? Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano". Su quanto accaduto, "da Meloni nulla", nessun commento, mentre "il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto e la solidarietà per le minacce di ritorsione del presidente americano Trump". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in Aula.
Degli aerei statunitensi sono stati autorizzati nella base di Istres, a sud est della Francia. Lo rende noto lo Stato maggiore di Parigi, citato dai media d'oltralpe. Gli aerei statunitensi sono "di sostegno" e "non partecipano in nessun misura alle operzioni condotte degli Stati Uniti in Iran", spiega lo Stato maggiore. "Tenuto conto del contesto, la Francia ha richiesto che i mezzi interessati non partecipino in nessun modo alle operazioni condotte dagli Stati Uniti in Iran" ma operino solo in "appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione.
"Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano che lotta per la libertà e la democrazia". Lo ha detto la deputata e segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, nell'Aula della Camera, in dichiarazione di voto sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari sulle comunicazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in esito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. "Siamo sempre stati e restiamo al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà contro la repressione brutale di un regime sanguinario che è responsabile di crimini atroci e del massacro di decine di migliaia di manifestanti, anche in questi ultimi mesi".
Il governo libanese ha deciso di vietare qualsiasi potenziale attività militare delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e di reimporre l'obbligo di visto per gli iraniani che entrano nel Paese, una misura volta contro il gruppo filo-iraniano Hezbollah. Il Consiglio dei Ministri ha deciso che, in caso di confermata presenza di "membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Libano", avrebbe "proibito ogni attività e arrestato i membri in vista della loro estradizione", ha annunciato il ministro dell'Informazione Paul Morcos.
L'Iran avverte l'Europa che "il silenzio" sugli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro Teheran avrà conseguenze per tutti. È quanto ha sostenuto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, in un'intervista all'emittente spagnola Tve. "Se l'Europa mantiene il silenzio di fronte a questa aggressione al diritto internazionale, tutti i Paesi pagheranno il prezzo prima o poi", ha affermato, aggiungendo che "coloro che restano in silenzio saranno complici di questa ingiustizia". Il portavoce ha sostenuto che l'Iran è "vittima di attacchi in una guerra ingiusta", mossa mentre erano in corso negoziati, e "ha il diritto di difendersi". E ha accusato gli Stati Uniti di usare Paesi vicini all'Iran come basi logistiche per operazioni militari. "Non attaccheremo alcun Paese della regione, siamo impegnati a mantenere buone relazioni con i nostri vicini arabi musulmani", ha assicurato Ismail Baghaei. "Ma il problema è che questi territori vengono abusati dagli Stati Uniti per preparare e lanciare attacchi contro l'Iran", ha aggiunto.
"L'Iraq respinge l'uso del proprio territorio come base per attacchi contro i paesi vicini o minacce alla loro sicurezza": è quanto si legge nel comunicato diffuso dall'ufficio del premier iracheno al termine di un incontro avvenuto oggi a Baghdad tra il presidente Abdul Latif Jamal Rashid, il primo ministro, Mohammed al-Sudani, il presidente del Parlamento, Haibat Hamad al-Halbousi, e il presidente della Corte Suprema, Faiq Zaidan. Stando al comunicato riportato dall'agenzia di stampa Ina, nel corso dell'incontro sono stati discussi "i meccanismi adottati dal governo per impedire che il Paese venga trascinato nel vortice dei conflitti esterni", quindi i leader del Paese "hanno ribadito la posizione ferma dell'Iraq di respingere l'uso del proprio territorio come base per attacchi contro i paesi vicini o minacce alla loro sicurezza, respingendo allo stesso tempo gli attacchi contro città e province irachene, inclusa la regione del Kurdistan iracheno, considerandoli una violazione della sovranità nazionale". I Guardiani della rivoluzione iraniana hanno rivendicato negli ultimi giorni diversi attacchi nel Kurdistan iracheno contro quelli che hanno definito "gruppi separatisti" curdi.
"Noi diciamo no all'autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l'articolo 11 della Costituzione". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nell'Aula della Camera sull'Iran.
"I Ministri hanno condannato fermamente gli ingiustificati attacchi iraniani contro i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, che minacciano la sicurezza regionale e globale, e hanno invitato l'Iran a cessare immediatamente i suoi attacchi. È quanto si legge nel comunicato congiunto della riunione straordinaria Ue-Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) svoltasi oggi. "L'Unione Europea ha ribadito la sua solidarietà con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. I Ministri hanno ribadito il loro impegno per la stabilità regionale e hanno chiesto la protezione dei civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e dell'obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite. I Ministri hanno ricordato di aver costantemente esortato l'Iran a limitare il suo programma nucleare e il suo programma missilistico balistico, ad astenersi da attività destabilizzanti nella regione e in Europa e a cessare la spaventosa violenza contro il suo stesso popolo". "I Ministri hanno sottolineato gli ingenti sforzi diplomatici compiuti dall'Ue e dai suoi Stati membri e dagli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo prima degli attacchi, nonché l'impegno di questi ultimi a non utilizzare i loro territori per lanciare attacchi contro l'Iran. I Ministri hanno ribadito il loro incrollabile impegno al dialogo e alla diplomazia come mezzi per risolvere la crisi, elogiando il ruolo costruttivo dell'Oman in questo senso e sottolineando la necessità di ripristinare la stabilità e la sicurezza regionale", si legge ancora nel testo.
In un post sui social media, il Segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha accusato Stati Uniti e Israele dell'attacco alla scuola elementare femminile di Minab, nel sud dell'Iran, rivolgendosi quindi al presidente americano: "Signor Trump! È questo l'inno che ha composto per la libertà in Iran?". Interpellati dalla stampa, i funzionari dell'amministrazione Trump hanno dichiarato che sono ancora in corso indagini per stabilire se sia stato un attacco americano a colpire la scuola, che ha causato la morte di 165 persone tra studenti e insegnanti. "Con il martirio di massa di ragazze innocenti di Minab in una scuola per mano di criminali americano-israeliani, la teoria della 'pace attraverso la forza" è stata macchiata di sangue. Signor Trump! È questo l'inno che ha composto per la libertà in Iran? Dio smaschera chi inganna con le loro stesse mani", ha scritto Larijani.
"Meloni mi ha comunicato la disponibilità a venire in Parlamento mercoledì 11 marzo, anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho informato i presidenti di Camera e Senato per verificare se ci sono le condizioni". Lo afferma il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani interpellato in Transatlantico sulla convocazione della capigruppo al termine della votazione delle risoluzioni sull'Iran.
L'esercito iraniano afferma di aver lanciato ulteriori attacchi con droni contro le forze statunitensi presso Camp Arifjan in Kuwait. Lo riporta l'agenzia Tasnim.
Non sono le basi militari francesi in Medio Oriente a essere state concesse per l'utilizzo da parte di aerei americani, ma la sola base di Istres, nel territorio nazionale. La precisazione è dello Stato Maggiore francese. Non sono aerei da combattimento ma aerei di appoggio quelli che, secondo quanto confermato a Bfm tv, sono accettati ad Istres nel quadro di "una procedura di routine della Nato". Lo Stato Maggiore precisa che "tenuto conto del contesto, la Francia ha preteso che gli aerei interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Usa in Iran, ma siano utilizzati strettamente per l'appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione".
L'Iran non sta attaccando i suoi vicini in Azerbaigian, ha dichiarato oggi il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. In precedenza, il ministero degli Esteri azerbaigiano aveva dichiarato che attacchi con droni erano stati effettuati dal territorio iraniano nella Repubblica Autonoma di Nakhchivan, e due persone erano rimaste ferite. "Non stiamo prendendo di mira i nostri vicini... Dobbiamo indagare su questo incidente", ha dichiarato Gharibabadi in un'intervista video pubblicata su Azerbaijani AnewZ.
Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato e distrutto 75 missili e 123 droni lanciati dall'Iran contro il territorio del regno dall'inizio dell'attuale escalation militare nella regione. Lo ha reso noto il Comando generale della Forza di difesa del Bahrein. Il Comando ha inoltre invitato la popolazione a restare nelle proprie abitazioni e a uscire solo in caso di estrema necessita', mantenendo il massimo livello di prudenza e evitando di avvicinarsi alle aree colpite o a eventuali oggetti sospetti.
L'intervento militare degli Stati uniti contro l'Iran ha ridotto rischi che avrebbero potuto essere maggiori in assenza di un'azione preventiva. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista. "Ci sarebbero stati rischi maggiori se il presidente Trump non avesse fatto questo", ha affermato Rutte. Secondo il segretario generale, "l'Iran era vicino a un'arma nucleare e a grandi capacità missilistiche che sarebbero state una minaccia non solo per il Medio Oriente, dove Israele sarebbe stato minacciato, ma anche per l'Europa".
Per Rutte è ancora troppo presto per prevedere come evolverà la campagna militare contro l'Iran, ma Teheran non dovrà più essere una minaccia per Israele, Medio Oriente ed Europa. "Siamo ancora nelle prime fasi di questa campagna, siamo al quarto o quinto giorno da sabato e sarebbe difficile fare una stima adesso di come finirà nelle prossime settimane", ha affermato Rutte.
"Questa guerra ha trovato noi di fronte allo stesso scenario degli altri, non una decisione condivisa, certo che è al fuori delle regole del diritto internazionale". Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nella replica dopo le comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo, ricevendo il "plauso" delle opposizioni in aula. "In questi giorni, il Governo Meloni è stato criticato perché non era stato informato, ma lo stesso scenario ci sarebbe stato con qualsiasi altro governo - ha affermato - perché nessun governo al mondo è stato informato, nemmeno la più alt catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei".
Il ministro della Difesa ha aggiunto che l'attacco contro l'Iran, da parte di Stati uniti e Israele, è stato lanciato senza una pianificazione completa e senza che il resto del mondo ne fosse a conoscenza. "Voi sapete benissimo che l'attacco americano e l'attacco israeliano sono partiti nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota", ha affermato Crosetto. Secondo il ministro, l'operazione è stata avviata senza una programmazione compiuta degli sviluppi successivi. "E' partito senza che la programmazione di quello che sta avvenendo fosse neanche compiuta, come dimostrano gli spostamenti successivi".
E sulla concessione delle basi Usa ha sottolineato che l'eventuale utilizzo delle basi statunitensi in Italia avverrebbe alle stesse condizioni previste per la Spagna, secondo quanto stabilito dagli accordi vigenti. "L'uso delle basi italiane che concede l'Italia è lo stesso di quello delle basi spagnole, identico, perché il trattato è identico", ha affermato Crosetto, aggiungendo che Roma considera allo stesso modo anche "l'uso che sta concedendo Sanchez". Secondo il ministro, anche l'eventuale sostegno ai paesi del Golfo viene discusso in ambito europeo. "L'aiuto che stiamo dando ai paesi del Golfo lo stiamo discutendo con le altre nazioni europee", ha spiegato.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che "i due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull'impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione". Meloni e Macron, inoltre, hanno "ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un'escalation militare in Libano". E "hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull'evoluzione della crisi".
"Lo stadio da 12.000 posti dell'Azadi Sports Complex di Teheran è stato preso di mira dagli Stati Uniti e dal regime israeliano". Lo annuncia il governo di Teheran sul suo account su X in inglese. Secondo l'Irna la struttura è stata danneggiata e distrutta. Al piano terra della sala, spiega l'agenzia, si trovava anche l'ufficio amministrativo del complesso sportivo Azadi.
Le autorità azerbaigiane hanno aumentato a quattro il numero dei feriti in seguito all'attacco con droni iraniani a Nakhchivan. "Quattro persone hanno richiesto assistenza medica in relazione all'attacco con drone iraniano. Le condizioni dei feriti sono stabili: a due è stato diagnosticato un trauma cranico e agli altri due lesioni alla schiena", ha dichiarato un portavoce del ministero della Sanità della Repubblica Autonoma di Nakhchivan. Stamattina, il ministero degli Esteri di Baku ha segnalato almeno due feriti nell'incidente.
Alla Nato - a quanto si apprende - oggi si riunisce il Consiglio Atlantico, che verrà relazionato sulla capacità difensive missilistiche dell'Alleanza dopo l'episodio di ieri in Turchia. Il focus sarà appunto su come la Nato può affrontare la minaccia posta dall'Iran e dai suoi intermediari, ad esempio in Libano.
Cipro ha emesso un'allerta per minacce alla sicurezza nei pressi della base aerea della Raf di Akrotiri. Lo riporta Sky News Uk, aggiungendo che, poco dopo, Cipro ha dichiarato che l'incidente alla sicurezza presso la base aerea militare si era concluso. Il Segretario alla Difesa britannico, John Healey, è a Cipro dopo un attacco con droni a una base britannica lunedì.
L'Iran ha accusato Israele e gli Usa di aver "deliberatamente" preso di mira aree civili. "Il nostro popolo viene brutalmente massacrato mentre gli aggressori prendono di mira deliberatamente aree civili e qualsiasi luogo ritengono possa infliggere la massima sofferenza e perdita di vite umane", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei in un post su X.
Le forze armate dell'Iran non si fermeranno finché non avranno punito l'aggressore. Lo ha scritto il presidente del parlamento, Mohammad Ghalibaf, in un post su X. "I comandanti statunitensi non stanno forse segnalando attacchi sempre più efficaci e precisi contro l'Iran e le dolorose perdite che hanno subito? Si dice che i legislatori statunitensi non abbiano un piano di uscita, ma sui media bluffano per controllare i mercati", ha scritto Ghalibaf, aggiungendo: "Non ci fermeremo finché l'aggressore non sarà punito".
Un aereo caccia statunitense F-15 è precipitato nell'ovest dell'Iran. Lo ha riferito l'emittente israeliana Channel 14, spiegando che i piloti sono stati tratti in salvo da militari statunitensi e israeliani. "L'equipaggio è riuscito ad abbandonare l'aereo e a salvarsi in un'operazione complessa e congiunta delle forze israeliane e americane", riferisce l'emittente. Non sono arrivate conferme o smentite ufficiali.
I frammenti di un drone intercettato dalle difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno ferito sei persone nella capitale Abu Dhabi. Lo fa sapere l'ufficio stampa degli Emirati. "Le autorità nell'Emirato di Abu Dhabi sono intervenute in seguito a un incidente con frammenti caduti su due aree della zona industriale Icad 2, a seguito dell'intercettazione riuscita da parte delle difese aeree di un drone. L'incidente ha provocato sei feriti da moderati a lievi tra cittadini di nazionalità pachistana e nepalese," spiega l'ufficio stampa di Abu Dhabi in un comunicato.
L'esercito iraniano fa sapere di aver effettuato attacchi con droni su obiettivi israeliani, tra cui una base radar. Gli attacchi hanno interessato "obiettivi a Tel Aviv oltre alla base radar di Meron", nel nord di Israele, ha detto l'esercito citato dalla televisione di Stato iraniana.
Le autorità del Qatar hanno diramato un'allerta di emergenza "di livello elevato" ai residenti, dopo che alcune esplosioni sono state udite nella capitale, Doha, questa mattina. In un messaggio di allerta inviato ai residenti, le autorità invitano a rimanere al sicuro in luoghi chiusi e a seguire le indicazioni ufficiali. In precedenza, il ministero qatariota della Difesa ha detto di aver intercettato un attacco missilistico diretto al Paese.
L'Iran sta esportando la guerra, "cercando di estenderla al maggior numero possibile di Paesi" mentre "noi chiediamo stabilità e vediamo cosa possiamo fare insieme". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, all'alba della riunione informale del Consiglio Affari esteri. La riunione odierna, che vede anche la partecipazione del segretario generale e di rappresentanti del Consiglio di cooperazione del Golfo, si terrà in videoconferenza e servirà a discutere la situazione in Iran e Medio Oriente alla luce dei recenti sviluppi. L'Alta rappresentante ha sottolineato che la priorità europea è la salvaguardia dei propri cittadini nella regione, assicurando il coordinamento di attività consolari per i rimpatri. "Ho avuto telefonate con i Paesi del Golfo e sono rimasti davvero sorpresi dal grande aiuto fornito dall'Ucraina", ha dichiarato Kallas, considerando che sono "costantemente sotto attacco" e che il sostegno finora "non è stato reciproco, ma forse d'ora in poi le cose cambieranno".
Il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha escluso che il governo spagnolo parlerà con gli Stati Uniti per chiarire lo scontro dopo le minacce del presidente Donald Trump di interrompere gli scambi commerciali, a seguito del rifiuto di Madrid di autorizzare l'uso delle basi militari di Rota e Moron in Andalusia, ribadendo che quest'ultima è "una decisione sovrana" dell'esecutivo iberico. "Non ho nulla di cui parlare, la decisione è sovrana del governo della Spagna e non parlerò con nessuno", ha detto oggi in un'intervista a Catalunya Radio, in cui ha assicurato di non "avere in programma" per ora la convocazione dell'ambasciatore statunitense a Madrid. La precisazione all'indomani della "categorica smentita" dello stesso Albares di quanto sostenuto dalla portavoce della Casa Bianca, secondo cui Madrid avrebbe ascoltato il messaggio di Trump "accettando di cooperare con l'esercito degli Stati Uniti". "L'importante è sapere dove si colloca Spagna. La Spagna si situa dalla parte del diritto internazionale, dalla parte della de-escalation" del conflitto in Medio Oriente, "dalla parte di chi chiede di tornare al tavolo dei negoziati", ha evidenziato il ministro, nel ribadire che il ruolo dell'Unione europea deve essere quello di "equilibrare, portare raziocinio, che è quello di cui c'è bisogno in questi momenti e non di generare più polemiche".
"È appena partito un volo con circa 320 italiani dalle Maldive, di cui 60 fragili". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medio Oriente. "L'Italia è stato il primo Paese europeo a introdurre voli speciali", ha aggiunto il titolare della Farnesina.
La presenza di aerei americani è stata autorizzata "in via temporanea" su alcune basi francesi in Medio Oriente, teatro del conflitto fra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha annunciato un portavoce dello Stato maggiore francese. "Nel quadro delle nostre relazioni con gli Stati Uniti - ha detto il portavoce - la presenza dei loro aerei è stata autorizzata in via temporanea sulle nostre basi". Lo Stato maggiore puntualizza che gli aerei in questione "contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo".
"In Medio Oriente, vediamo in realtà gli stessi droni che attaccano Kiev ogni giorno, ora attaccare anche il Medio Oriente, e in realtà anche l'Ucraina può aiutare i Paesi del Golfo, perché ha sviluppato intercettori e sistemi di protezione per i droni. Possiamo mettere insieme queste cose per aiutare i paesi a contrastare gli attacchi dei droni". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, prima di iniziare la riunione del Consiglio Affari esteri in videoconferenza.
"La sicurezza marittima? Siamo estremamente preoccupati per questo, ed è per questo che anche risorse navali europee sono state inviate nella regione, perché la sicurezza dello Stretto di Hormuz e delle rotte commerciali è estremamente importante, sia per l'Unione Europea che per i Paesi del Golfo. Quindi stiamo cercando di mantenere aperte queste rotte commerciali. Questo è ciò che stiamo facendo per quanto riguarda le missioni navali". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, prima di iniziare la riunione del Consiglio Affari esteri in videoconferenza. "Abbiamo due missioni, l'Operazione Atalanta e Aspides, che sono nella regione, ma al momento non si trovano nello Stretto di Hormuz. Le risorse navali europee si stanno coordinando per proteggere anche lo Stretto di Hormuz, in modo da avere le rotte commerciali quando si tratta di sensibilizzazione diplomatica", aggiunge.
La presenza delle basi statunitensi in Italia è regolata da accordi internazionali consolidati e non è stata avanzata alcuna richiesta per un loro utilizzo diverso dal quadro attuale. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nell'informativa alla Camera congiunta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Vi è poi un tema da affrontare in quest'aula, che è un po' sorprendente da affrontare, perché consolidato e disciplinato da regole internazionali che valgono da oltre settant'anni, che è la presenza delle basi statunitensi nel territorio nazionale", ha affermato Crosetto. Il ministro ha ricordato che si tratta di una scelta legata all'appartenenza dell'Italia alla Nato: "Le installazioni operano in Italia in forza di un quadro giuridico molto preciso, a partire dalla Nato Status of Forces Agreement del 1951, fino agli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti del 1954, aggiornati nel 1973 e con l'intesa del 1995".
"L'Iran non può colpire con i droni Israele per la distanza tra i due Paesi. E gli attacchi di Teheran stanno dimostrando una strategia diversa dalla volta scorsa: l'obiettivo dell'Iran è creare caos". Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. "L'evoluzione è dunque molto diversa - ha affermato - basti pensare che hanno subito molti più attacchi gli Emirati di Israele. Gli attacchi di Teheran si sono concentrati su Paesi non interessati dal conflitto".
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha scritto ieri all'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, proponendo una valutazione e una strategia generale a livello europeo per affrontare gli sviluppi della crisi nel Golfo. Lo ha riferito lo stesso Crosetto durante le comunicazioni alla Camera dei deputati sull'evoluzione del quadro internazionale. L'iniziativa, ha spiegato il ministro, mira a favorire un coordinamento tra i Paesi europei anche sul piano militare, alla luce dell'escalation del conflitto in corso nella regione.
"Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti-balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran.
"Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti-drone e anti-missilistica". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran. "Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro", ha anche aggiunto Crosetto. "Oggi, alla luce dei recenti avvenimenti, intendiamo regolare il dispositivo esistente con assetti difensivi, sistemi di difesa aerea, anti-drone e antimissilistica", ha aggiunto Crosetto, precisando che ciò avverrà "nel perimetro di quanto già autorizzato e nei limiti geografici e funzionali della missione". Secondo il ministro "occorre disporre nell'area di ulteriori presidi per i nostri contingenti e per i nostri connazionali", anche per contribuire a contrastare "una incipiente crisi finanziaria ed energetica", che ha definito "un elemento che non possiamo ignorare".
Avevamo 2.576 persone nell'area interessata dalla crisi in Medioriente "prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita. Dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte a ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran.
"Rivolgo un nuovo accorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso. Le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell'Aula della Camera sul conflitto in Iran e la richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
"L'Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, durante le comunicazioni alla Camera dei deputati, in merito all'evoluzione del quadro internazionale. "È questa l'essenza della nostra politica estera: parlare con tutti senza rinunciare mai ai nostri valori", ha sottolineato Tajani, evidenziando che "questo è l'impegno che rinnoviamo oggi davanti al Paese".
"Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in aula alla Camera.
"Di fronte agli attacchi indiscriminati" compiuti dall'Iran verso i Paesi vicini, "alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell'Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea dagli attacchi provenienti dall'Iran. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso ad aderire a queste richieste". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell'Aula della Camera sul conflitto in Iran e la richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
"La scelta dell'Iran di attaccare Paesi come Cipro, la Turchia e gli altri Stati del Golfo, adesso anche l'Azerbaigian, che non avevano mai condotto operazioni contro Teheran, è un'azione insensata che il governo italiano ha condannato senza esitazioni". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
Nel colloquio telefonico di ieri con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha "ribadito il rispetto degli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti". Lo ha detto lo stesso Tajani durante le comunicazioni alla Camera dei deputati, in merito all'evoluzione del quadro internazionale. La scomparsa della guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei, "apre la possibilità di un nuovo Medio Oriente fondato sulla pace e sul dialogo. Ne ho discusso ieri sera a lungo con il segretario di Stato americano Rubio, con cui abbiamo condiviso la valutazione sull'enorme responsabilità del regime iraniano", ha affermato il titolare della Farnesina. "Sia sul dossier nucleare, sia sul tema del programma balistico e sulla necessità di contenere la spirale di violenza messa in atto da Teheran dopo gli attacchi dei giorni scorsi, Rubio ha condiviso una valutazione positiva sull'andamento dell'operazione, indicando che le forze statunitensi stanno raggiungendo rapidamente e con efficacia i loro obiettivi. Il segretario di Stato ha anche confermato che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime", ha aggiunto Tajani.
Il governo italiano è pronto a intervenire anche sul fronte economico per mitigare l'impatto della crisi in corso nel Golfo Persico. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, durante le comunicazioni alla Camera dei deputati, in merito all'evoluzione del quadro internazionale. Tajani ha sottolineato la preoccupazione per l'impatto degli sviluppi nello Stretto di Hormuz. "I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi", ha evidenziato, aggiungendo che i premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati. Il ministro ha anche sottolineato la preoccupazione per l'impatto sui prezzi di molte materie prime e su quelli di grano e cereali.
Il governo continua a operare senza sosta per assistere tutti gli italiani che si trovano nella regione del Golfo, "la loro sicurezza è la priorità assoluta". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni sull'Iran in aula alla Camera. "Sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree" della crisi. "La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000", ha aggiunto.
"Non siamo qui soltanto per un atto formale o solamente per rispondere doverosamente alle richieste del Parlamento. Siamo qui per una precisa scelta politica coinvolgere il parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. La voglio ribadire ancora una volta la gravità della situazione richiede a tutti noi governo e parlamento un'assunzione di responsabilità condivisa sulla politica estera sulla sicurezza dei cittadini sulla difesa del tessuto produttivo, una grande democrazia deve essere capace di non dividersi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell'Aula della Camera sul conflitto in Iran e la richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
È concreto il rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, durante le comunicazioni alla Camera dei deputati, in merito all'evoluzione del quadro internazionale. L'Iran continua i suoi "attacchi indiscriminati" contro siti sia militari che civili in tutti i Paesi del Golfo, e stamane anche in Azerbaigian, ha sottolineato Tajani.
"La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un'assuzione di responsabilità condivisa". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in aula alla Camera nelle comunicazione sull'Iran.
Un attacco con droni ha colpito l'area dell'aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Trend, un drone proveniente dal territorio iraniano si è schiantato contro un edificio dell'aeroporto ed è esploso nei pressi della scuola secondaria nel villaggio di Shakakabad, nella regione di Babek. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le ambulanze. Le autorità locali stanno valutando le conseguenze dell'incidente e la situazione nell'area interessata. Il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian ha convocato l'ambasciatore dell'Iran dopo l'attacco.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite del programma radiofonico "Non stop news", in onda su Rtl 102.5, ha dichiarato le sue intenzioni nei confronti delle aziende che potrebbero speculare sui costi dell'energia in seguito alla crisi mediorientale. "Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force e soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta a chi dovesse speculare e sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette".
"Partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione europea per sostenere, in caso di richiesta Stati membri dell'Unione europea nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana" e "confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico". Sono due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella bozza della risoluzione della maggioranza, alla Camera, sulle comunicazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in esito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. Parte della bozza riguarda il contrasto all'impatto sulle forniture energetiche che, secondo quanto si legge deve "essere contrastato". "Si assiste a una escalation in medioriente, con lanci missilistici da parte dell'Iran verso Paesi non coinvolti nell'attacco, che hanno determinato la necessità di rivalutare la sicurezza del personale militare schierato nell'area e dei cittadini italiani presenti, generando, altresì, un aumento del rischio di allagamento regionale del conflitto. L'impatto sulle forniture energetiche, in termini di flussi e costi, deve essere assolutamente contrastato, poiché ha riflessi su tutti i Paesi, incluso il nostro".
Secondo quanto reso noto dai Pasdaran, l'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nelle acque settentrionali del Golfo Persico. "La petroliera è stata colpita questa mattina nel nord del Golfo dalle forza navali del Guardiani della Rivoluzione ed è in fiamme" si legge nel comunicato diffuso dai Pasdaran.
"Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra", così il premier Giorgia Meloni ai microfoni del programma "Non stop news" in onda su Rtl 102.5 rispondendo a una domanda sull'uso delle basi militari americane in territorio italiano per l'offensiva dell'Iran. "C'è un rischio escalation dalle conseguenze imprevedibili, sono preoccupata per ripercussioni per l'Italia".
In seguito all'escalation di violenza e guerra che colpisce diversi Paesi nel mondo, l'Unione Internazionale Superiore Generali (Uisg), che rappresenta oltre 1.900 congregazioni di donne religiose consacrate presenti nei sei continenti, invita alla preghiera, al digiuno e all'azione per una pace disarmata e disarmante. L'organizzazione, che riunisce quasi 600mila suore nel mondo, ha convocato un momento internazionale di preghiera per venerdì 6 marzo, alle ore 15:30 (ora di Roma), trasmesso in diretta streaming e "aperto ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà". "Come donne religiose consacrate, presenti nei contesti più fragili della società e vicine a chi soffre, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a chi soffre, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a una spirale di distruzione che mina la dignità umana e mette a rischio il futuro delle nuove generazioni" ha affermato Sr. Roxanne Schares, Segretaria esecutiva della Uisg.
Il ministero della Salute israeliano ha riferito che sono almeno 1.473 le persone che sono state ricoverate dall'inizio dei combattimenti. Nelle ultime 24 ore, 199 feriti sono stati trasportati in ospedale. Di questi, 14 sono in condizioni definite moderate e 170 versano in buone condizioni. 145 persone sono ancora in ospedale mentre le restanti, dopo essere state curate, sono state dimesse. Quattro persone si trovano ancora in gravi condizioni.
L'esercito israeliano sta pianificando almeno un'altra settimana, o altre due, di operazioni contro l'Iran. Durante questo periodo di tempo l'Idf mira a colpire migliaia di altri obiettivi del regime iraniano secondo quanto riporta il Times of Israel. L'obiettivo di Israele è un degrado sistematico del regime iraniano e dei suoi siti militari.
"Gli Stati Uniti si pentiranno amaramente del precedente creato con l'affondamento di una nave iraniana". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Gli Stati Uniti hanno perpetrato un'atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato" si legge nel post.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha reso noto di aver effettuato un attacco missilistico contro le posizioni delle unità paramilitari curde nel Kurdistan iracheno. "L'IRGC ha attaccato con missili le postazioni dei gruppi curdi anti-iraniani nel Kurdistan iracheno", si legge in una nota riportata dalle agenzie iraniane. Teheran ha specificato che sono stati effettuati "tre attacchi missilistici" contro unità curde nel nord dell'Iraq.
È scaduto il termine di 24 ore fissato da Israele per l'uscita dal Libano dei rappresentanti dell'Iran presenti nel Paese. Teheran ha interpretato l'avvertimento come una possibile minaccia contro la propria ambasciata e ha fatto sapere che un eventuale attacco alla sua missione diplomatica comporterebbe ritorsioni contro sedi diplomatiche israeliane. Al momento non risultano evacuazioni pubbliche del personale iraniano e, anche in caso di spostamenti, difficilmente verrebbero annunciati ufficialmente. L'organizzazione Human Rights Watch ha definito la situazione in Libano "profondamente preoccupante".
Nella notte sono proseguiti gli attacchi statunitensi e israeliani sull'Iran. A Teheran si sono udite forti esplosioni nella zona orientale con le onde d'urto che sono state avvertite in diversi quartieri.
Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un, ha dichiarato che Pyongyang è pronta a fornire missili all'Iran qualora Teheran ne facesse richiesta. Kim ha affermato che "un solo missile sarebbe sufficiente per cancellare Israele". "Illegali e in violazione della sovranità iraniana", sono le parole utilizzate da Pyongyang per definire gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Le autorità del Qatar hanno evacuato i residenti che vivono nelle vicinanze dell'ambasciata statunitense come "misura precauzionale temporanea". Lo ha affermato il ministero degli Interni qatarino, senza specificare le motivazioni che hanno spinto alla decisione e limitandosi a dire che è stata presa per salvaguardare la sicurezza pubblica. Agli sfollati, hanno affermato le autorità, verranno forniti alloggi adeguati.
"Israele e Stati Uniti hanno raggiunto insieme risultati storici per proteggere i nostri cittadini e il mondo civile". Sono le parole pronunciate in un video da Shosh Bedrosian, portavoce del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Bedrosian ha, inoltre, aggiunto che "l'attacco era necessario perché l'Iran stava ricostruendo il suo programma di bomba atomica in nuovi bunker sotterranei e perché c'erano indicazioni di piani iraniani di attaccare Israele e le forze americane in medioriente". Le dichiarazioni sono riportate dai media israeliani.
Un portavoce dell'Idf ha confermato che le squadre di difesa israeliane "hanno iniziato ad attaccare le infrastrutture dell'organizzazione terroristica Hezbollah" a Beirut. La notizia è riportata da Ynet.
In Libano tre persone sono morte e sei sono rimaste ferite in due attacchi aerei israeliani su una strada che porta all'aeroporto di Beirut. Le autorità libanesi hanno dichiarato che gli attacchi israeliani hanno preso di mira un tratto dell'autostrada che collega la città allo scalo aeroportuale. L'esercito israeliano ha dichiarato, da parte sua, di aver preso di mira due terroristi nelle vicinanze della capitale libanese.
Sono almeno 926 gli iraniani uccisi, e 6.186 quelli feriti, negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo ha affermato il ministero della Sanità iraniano, secondo quanto riportato dal Washington Post. Per il dicastero, 180 delle vittime avevano meno di 18 anni e la più giovane aveva un anno. Il 13% dei morti erano donne e ragazze.
Secndo quanto affermato dal movimento sciia libanese Hezbollah le forze israeliane si sarebbero ritirate dalla città di Khiam verso la collina di Al-Hamams, dopo alcuni scontri con lo stesso movimento. "Dopo intensi combattimenti dei combattenti della resistenza islamica con le forze dell'esercito israeliano nella città di Khiam, il nemico è stato costretto a ritirare le restanti forze e i propri equipaggiamenti verso la collina di Al-Hamams" si legge nel comunicato firmato Hezbollah.
Il ministero della Difesa saudita ha reso noto che l'Arabia Saudita ha intercettato e distrutto tre missili cruise iraniani nei pressi della città di Al-Kharj, a sud-est della capitale Ryad. "Tre missili da crociera sono stati intercettati e distrutti fuori dalla città di Al-Kharj" ha dichiarato il dicastero.
Alcuni marinai sopravvissuti all'affondamento di una nave iraniana per mano di un sottomarino da guerra statunitense nell'Oceano Indiano sono ricoverati presso l'ospedale nazionale di Galle, in Sri Lanka. Ne danno notizia le autorità locali. Secondo fonti sanitarie e della marina sono 87 i corpi recuperati senza vita dai soccorritori militiari dopo una richiesta di aiuto lanciata dalla nave iraniana Iris Dena. Sono circa 60 i marinai che risultano ancora dispersi, proseguono le operazioni di ricerca.
Forti boati sono stati uditi nella notte a Gesusalemme. Le forze di difesa israeliane, Idf, hanno parlato di "missili lanciati dall'Iran".
Il vice capo di gabinetto del primo ministro della regione del Kurdistan iracheno, Aziz Ahmad, ha affermato che "nessun curdo iracheno ha attraversato il confine". Axios, che aveva riportato la notizia dell'inizio dell'offensiva, ha cancellato il post iniziale scrivendone uno nuovo: "Ci sono notizie contrastanti su ciò che sta accadendo attualmente nell'Iran nordoccidentale, vicino al confine con l'Iraq. Non è chiaro se un'offensiva terrestre delle milizie curdo-iraniane sia già iniziata o possa essere lanciata nelle prossime ore. Un alto funzionario di una delle fazioni curdo-iraniane mi ha negato che un'offensiva terrestre sia iniziata".
Il gruppo dell'opposizione curda iraniana dell'organizzazione dei lavoratori del Kurdistan ha smentito le notizie secondo cui il proprio gruppo, insieme ad altre milizie e gruppi curdi, avrebbe avviato un'offensiva di terra nell'Iran occidentale. La smentita arriva dall'agenzia di stampa curda Rudaw secondo cui la notizia sarebbe stata sconfessata anche da una fonte del partito democratico del Kurdistan iraniano e da un funzionario del governo regionale del Kurdistan.
Nella serata di mercoledì gruppi curdi con base in Iraq avrebbero varcato il confine con l'Iran, dando il via a un'operazione di terra. Lo riporta la testata israeliana iNews24, citando un funzionario della Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano (Cpfik). Dall'emittente statunitense Fox News è arrivata la conferma dell'inizio di un attacco di terra in territorio iraniano da parte dei curdi. Axios parla di miliziani curdo-iraniani mentre l'emittente americana fa riferimento a gruppi armati curdo-iracheni. "Migliaia di curdi sono entrati nell'Iran nord-occidentale", si legge.