Speciale Il conflitto in Medioriente

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Tel Aviv approva i piani per un'offensiva in Libano: "Con una guerra totale Hezbollah sarà distrutto" | Nasrallah: "Nessun luogo di Israele sarà risparmiato"

Netanyahu: "Inconcepibile che gli Usa abbiano trattenuto armi a Israele"

di Redazione online
19 Giu 2024 - 18:11
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Ultimo aggiornamento: un mese fa

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 257. Cresce il timore di uno scontro totale imminente tra Israele e gli Hezbollah libanesi. L'esercito israeliano ha fatto sapere che i piani operativi per un'offensiva in Libano sono stati "approvati e validati", accelerando "la prontezza delle forze sul terreno". L'annuncio arriva nel mezzo dei ripetuti attacchi di Hezbollah e dei gruppi palestinesi alleati in Libano nel nord di Israele, che fanno crescere il timore di un conflitto più ampio. "In una guerra totale, Hezbollah sarà distrutto e il Libano sarà duramente colpito", ha scritto su X il ministro degli Esteri Israel Katz. Dal canto suo, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah avverte: "Nessun luogo di Israele sarà risparmiato in caso di guerra totale".

I quattro ostaggi liberati dall'Idf in un'operazione a Nuseirat

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Nove palestinesi sono stati uccisi in un attacco israeliano che ha colpito un gruppo di cittadini e commercianti nel sud della Striscia di Gaza mentre aspettavano convogli di camion umanitari che trasportavano merci attraverso il valico di Kerem Shalom. Lo riferiscono fonti mediche, come riporta Haaretz.


Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha tenuto una riunione con i vertici dell'Idf in merito alla situazione in Libano. Gallant è stato informato sugli "ultimi sviluppi nella lotta contro Hezbollah", afferma il suo ufficio. Il ministero della Difesa ha affermato che Gallant "ha dato un'enfasi speciale" alla minaccia dei droni di Hezbollah e ai modi in cui Israele può migliorare nel contrastarla. Ha anche detto ai generali di "essere pienamente preparati per tutte le possibilità". 


"Continueremo a sostenere Gaza e siamo pronti a tutto. Non abbiamo paura. La nostra richiesta è chiara: un cessate il fuoco completo e permanente a Gaza". Lo afferma il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, spiegando che l'accordo di cessate il fuoco recentemente presentato da Joe Biden ad Hamas "non prevede che la fine dei combattimenti debba essere permanente". 


Se Cipro consentirà a Israele di usare le sue basi per lanciare attacchi contro il Libano, "verrà trascinato in guerra". Lo ha detto il leader del gruppo libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah. Hezbollah ha avuto "informazioni secondo cui Israele sta conducendo addestramento a Cipro e negli aeroporti ciprioti. Le abbiamo trasmesse ai funzionari libanesi per discuterne con il presidente di Cipro che era in Libano poche settimane fa. Se Israele usa basi aeree cipriote  per colpire il Libano verrà trascinato in guerra", ha detto Nasrallah, citato dai media libanesi. 


L'amministrazione Biden è "frustrata" dalle accuse di Benyamin Netanyahu sulle armi. Affermazioni che reputa "non produttive" e "completamente false", afferma un funzionario del governo Usa, secondo quanto riportato da Cnn. 


Le armi sollecitate agli Usa in un recente video dal premier Benyamin Netanyahu stanno per essere spedite in Israele. Lo ha fatto sapere lo stesso premier in un post su X, informato al proposito dall'ambasciatore Usa in Israele Jack Lew. Ieri il premier in un polemico video sui social aveva definito in un aperto attacco a Washington "inconcepibile" che gli Usa avessero "trattenuto" l'invio di armi e munizioni a Israele.


Il capo della commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Navanethem Pillay, ha accusato le autorità israeliane di sterminare i palestinesi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. "In relazione alle operazioni militari e agli attacchi israeliani a Gaza, iniziati il 7 ottobre, concludiamo che le autorità israeliane sono responsabili di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e violazioni del diritto umanitario internazionale e degli standard sui diritti umani, compreso lo sterminio di massa, attacchi deliberati contro civili e strutture civili", ha dichiarato Pillay al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.
 



È di almeno 37.396 morti e 85.523 feriti il bilancio delle vittime delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre a oggi: lo ha reso noto l'agenzia di stampa britannica Reuters citando il Ministero della Sanità del Territorio costiero controllato da Hamas.


Durante la notte è stato effettuato un attacco con un drone contro un deposito di armi di Hezbollah a Yaroun, nel sud del Libano, dove l'esercito israeliano sostiene di aver identificato una cellula di agenti. Un altro attacco è stato effettuato contro infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico a Baraachit, come hanno riferito le Forze di difesa israeliane. Nel frattempo, l'esercito ha detto che un drone carico di esplosivo lanciato dal Libano ha colpito l'area di Metula questa mattina, senza provocare feriti. L'Idf afferma che un altro drone sospetto è stato abbattuto dalle difese aeree sopra la città settentrionale di Sde Eliezer. Non è suonata nessuna sirena "secondo il protocollo", ha indicato l'esercito dello stato ebraico. 
 


Nella Striscia di Gaza, l'esercito israeliano viola sistematicamente le leggi di guerra, che richiedono di ridurre al minimo le vittime civili durante le ostilità. Lo ha dichiarato l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. L'obbligo di scegliere mezzi e metodi di guerra che prevengano, o almeno riducano il più possibile, i danni ai civili sembra essere stato sistematicamente violato durante la campagna di bombardamenti di Israele nella Striscia di Gaza, ha dichiarato in un rapporto, aggiungendo che l'esercito dello stato ebraico ha ripetutamente violato i principi fondamentali delle leggi di guerra. L'Ohchr si rammarica che Israele non abbia fornito alcuna spiegazione per i bombardamenti più letali a distanza di mesi, malgrado le promesse pubbliche.


Gli Stati Uniti non vogliono vedere una guerra regionale più ampia in Medioriente. Lo afferma il Pentagono. "Non entrerò in ipotesi e speculazioni su cosa potrebbe accadere, a parte dire che nessuno vuole vedere una guerra regionale più ampia", ha detto ai giornalisti il maggiore generale Patrick Ryder, portavoce del Pentagono, alla richiesta di commentare la mossa di Israele sui piani operativi per la guerra e il Libano.