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Shelly Kittleson, chi è la giornalista rapita in Iraq che collabora anche con testate italiane | I media annunciano la sua liberazione ma non ci sarebbero conferme

La reporter era stata prelevata da uomini armati vicino al Palestine Hotel

31 Mar 2026 - 22:06
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La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita nel centro di Baghdad da un gruppo armato, nei pressi del Palestine Hotel. Lo riportano l’emittente irachena Shafaq News e Alarabiya, citando fonti della sicurezza e del ministero degli Interni. Le forze irachene hanno avviato operazioni di ricerca dopo l'arresto di uno dei rapitori mentre il resto del gruppo è scappato a bordo di un'automobile con la cittadina statunitense. Media iracheni avevano dato l'annuncio della sua liberazione ma al momento mancano conferme ufficiali. Secondo fonti della Cnn la reporter sarebbe nelle mani di un gruppo terroristico paramilitare legato ad Hezbollah.

Collaborazioni italiane

 Kittleson collabora con diversi media italiani. Nella giornata di oggi è stato pubblicato sul Il Foglio il suo ultimo articolo dal titolo "Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno". Cinque giorni fa aveva pubblicato un report per Middle East Uncovered dal titolo "La Siria può sostenere la sua stabilità in mezzo all’escalation regionale?", dopo un viaggio nella Repubblica Araba di Siria. Tra le collaborazioni italiane spicca anche quella con l'Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). 

Chi è Kittleson

 Shelly Kittleson ha focalizzato la sua carriera sul Medio Oriente. Negli ultimi anni ha seguito ampiamente conflitti in Siria, Iraq e Afghanistan spesso come corrispondente per Al Monitor e non solo. I suoi articoli e analisi sono stati pubblicati su Foreign PolicySyria Deeply, Il Foglio e altri media. In Italia, nel 2012 ha realizzato un documentario radiofonico in cinque puntate per Radio Rai Tre sul sistema giudiziario afghano, ha partecipato a un’esposizione fotografica a Torino per donne fotogiornaliste in zone di guerra e nel 2017 ha ricevuto il Premio Caravella per il reportage da zone di conflitto.

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