Speciale Guerra in Iran
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Hormuz e sblocco degli asset, i punti del memorandum di pace Usa-Iran

Si attende la firma che rappresenterebbe un primo passo verso la fine della guerra

13 Giu 2026 - 18:26
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 © Afp

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Lo scontro di rivendicazioni tra Iran e Usa prosegue mentre si attende la firma del memorandum di Islamabad, primo passo verso la fine della guerra. Fatta eccezione per alcuni punti - come il Libano - manca infatti chiarezza sul suo contenuto, vittima di botta e risposta tra le due parti e della minaccia statunitense secondo cui la Repubblica islamica riceverà benefici solo se rispetterà gli obblighi dell'intesa. Di seguito, i temi chiave al centro del dibattito.

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Cessazione immediata della guerra, anche in Libano

 L'accordo imporrebbe l'estensione del cessate il fuoco su tutti i fronti, Libano compreso, per un periodo di 60 giorni nei quali portare avanti negoziati "tecnici", prima di tutto sul nucleare. Previsto anche l'impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell'Iran e il rispetto per la sovranità di Teheran.

Stop al blocco navale e riapertura di Hormuz

 "Il blocco navale deve essere completamente revocato" e "questo è il primo punto menzionato nell'accordo", ha rivendicato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre anche fonti Usa hanno legato la fine del blocco alla riapertura di Hormuz. E' proprio il destino dello Stretto a vedere incongruenze tra le versioni delle due parti: Secondo gli Usa, il protocollo prevede la riapertura immediata e senza pedaggi della via marittima, con un ritorno ai volumi di traffico prebellici entro 30 giorni. Diversa invece la lettura iraniana, secondo cui "l'amministrazione dello Stretto di Hormuz non sarà più la stessa di prima" dopo l'imposizione dei pedaggi iraniani e che sono in corso discussioni con l'Oman sulla questione.

Dalle mine ai droni, perché passare per Hormuz è pericoloso

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© Withub

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Programma nucleare

 E' questo il principale terreno dello scontro di rivendicazioni tra Washington e Teheran. Secondo funzionari Usa, il testo include un quadro di riferimento per affrontare la questione delle scorte di uranio arricchito dell'Iran, sebbene qualsiasi azione sul programma nucleare iraniano dipenderebbe da un secondo accordo più dettagliato. In ogni caso, le fonti americane sono convinte che l'intesa porterà allo "smantellamento" del programma nucleare iraniano e consentirebbe agli Stati Uniti di recuperare l'uranio altamente arricchito, che verrebbe "distrutto in loco" e poi "rimosso" dal Paese. Ben diversa la versione iraniana, secondo cui la questione nucleare sarà affrontata solo nei 60 giorni successivi alla firma del memorandum, con il ministro Araghchi che si è detto favorevole a diluire l'uranio arricchito in Iran, possibilità sulla quale Trump sembra mostrare apertura.

Allentamento delle sanzioni e sblocco degli asset

 Secondo quanto riferito da diverse fonti regionali ai media, l'accordo prevedrebbe la revoca graduale delle sanzioni contro l'Iran, mentre i media iraniani rivendicano che il memorandum consentirà il rapido sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all'estero. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno indicato che qualsiasi passo in questo ambito dipenderà dal rispetto degli impegni presi da parte di Teheran: "Non c'è una data precisa per l'allentamento delle sanzioni e sarà legato all'attuazione dell'accordo", ha affermato un diplomatico statunitense citato dal sito Axios. E per quanto riguarda i beni, il vicepresidente JD Vance ha detto chiaramente che "gli iraniani non riceveranno soldi e fondi solo per la firma dell'accordo. Se la Repubblica Islamica rispetterà i suoi obblighi, allora avrà benefici economici".

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