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Iran, Araghchi: "Il memorandum porterà alla fine della guerra ovunque, Libano compreso" | Trump: "Possibile firma nel weekend"

Hezbollah: "Intesa includerà il Libano", ma l'Idf non intende ritirarsi dalle zone di sicurezza. Netanyahu: "Repubblica islamica non avrà il nucleare"

12 Giu 2026 - 21:51
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Dopo una giornata ad altissima tensione, Donald Trump ha annunciato su Truth il via libera dell'Iran all'accordo e di aver annullato i raid della scorsa notte. "Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo", ha detto durante un comizio virtuale, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Secondo Axios, la possibile cerimonia di firma di un "memorandum di intesa" tra Washington e Teheran potrebbe avvenire "nei prossimi giorni" a Ginevra. Subito dopo "riaprirà anche lo Stretto di Hormuz". Secondo il ministro degli Esteri iraniano Araghchi il memorandum non è "mai stato così vicino alla conclusione" e che "porrà fine alla guerra su tutti i fronti, Libano compreso". L'inquilino della Casa Bianca torna ad attaccare l'Europa: "Finora l'Ue non è stata utile, ma potrebbe esserlo in futuro". Ottimisti i mercati: Wall Street avanza, con il Dow Jones che sale dell'1,64 per cento. Il petrolio cala di oltre il 3 per cento.

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Donald Trump ha parlato ieri con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu degli ultimi sforzi per raggiungere un accordo con l'Iran, ha detto all'Associated Press un alto funzionario dell'amministrazione statunitense. Lo scrive il Guardian. Il funzionario, informando i giornalisti a condizione di anonimato, ha affermato che l'amministrazione statunitense sta sottolineando ai funzionari israeliani che qualsiasi accordo richiederà che l'Iran inizi a dare seguito alle concessioni previste prima che Teheran possa ricevere qualsiasi potenziale beneficio.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata "a distanza", il che potrebbe accadere "nei prossimi giorni". "Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza. Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso."


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ritiene che l'unico modo per gestire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sia diluirlo all'interno del Paese. "La nostra posizione è sempre stata che l'unico modo per gestire le scorte di materiale arricchito è diluirlo all'interno dell'Iran", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato.


La gestione dello Stretto di Hormuz "non sarà come prima" nell'ambito del memorandum d'intesa in discussione tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riferito dall'emittente iraniana Press Tv sul proprio canale Telegram. Araghchi ha affermato che "non esistono acque internazionali nello Stretto di Hormuz" e che la futura gestione del passaggio marittimo "non sarà come lo status quo ante". Lo Stretto di Hormuz è uno degli "strumenti di deterrenza più importanti" di Teheran, ha spiegato, affermando che, sebbene lo stretto sia stato gratuito per molti anni, non sarà più così e i servizi saranno a pagamento.

Secondo "Press Tv", Araghchi ha inoltre confermato che le parti hanno raggiunto una bozza finale di memorandum in 14 punti, attualmente nella fase conclusiva di revisione. Il ministro ha però precisato che Teheran non può confermare i contenuti del testo circolati sui social media. Il capo della diplomazia iraniana ha accusato Israele di essere contrario all'accordo e di tentare di sabotarlo. Araghchi ha inoltre invitato gli Stati Uniti a smettere di ricorrere a minacce e a usare "il linguaggio del rispetto" se vogliono arrivare a un'intesa. Il ministro ha infine sostenuto che l'Iran ha dimostrato "nella pratica" di aver costruito negli anni una capacità di deterrenza che nessuno riteneva possibile.


"L'accordo finale non è ancora stato raggiunto". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a PressTv, sui negoziati in corso con gli Stati Uniti, aggiungendo che il testo del protocollo d'intesa è stato modificato più volte. "Nell'accordo, gli Stati Uniti si impegnano a non iniziare una guerra e a non ricorrere alle minacce", ha spiegato. Usa e Iran, ha aggiunto il ministro, si impegnano a rispettare la sovranità reciproca e a non interferire negli affari interni. Araghchi ha poi dichiarato che l'Iran e gli Stati Uniti non approvano i testi presentati dai media, aggiungendo che nessuno di essi è "valido" e che le due parti raggiungeranno un accordo quando entrambe saranno soddisfatte.


Il memorandum d'intesa in discussione tra Iran e Stati Uniti porterà alla "fine della guerra su tutti i fronti", compreso il Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un discorso televisivo, precisando che il testo in negoziato è composto da 14 punti, non è ancora definitivo e potrebbe essere integrato con ulteriori dettagli. Secondo Araghchi, il percorso prevede due fasi: la prima inizierà con la firma del memorandum d'intesa con Washington, mentre la seconda sarà dedicata ai negoziati per arrivare a un accordo finale. Il capo della diplomazia iraniana ha spiegato che la discussione sul dossier nucleare e sulle sanzioni è stata rinviata alla seconda fase, della durata di 60 giorni.

Araghchi ha affermato che nel memorandum la controparte si impegnerà a non usare la forza e che entrambe le parti si impegneranno a rispettare la sovranità nazionale. Il ministro ha aggiunto che il testo comprende anche il tema della revoca del blocco navale contro l'Iran, lo Stretto di Hormuz, meccanismi relativi ai fondi iraniani congelati negli Stati Uniti e questioni collegate al dossier nucleare. Il capo della diplomazia iraniana ha definito Israele "nemico" del possibile accordo tra Teheran e Washington e ha respinto le indiscrezioni circolate sui media sui contenuti del memorandum. Araghchi ha aggiunto che le minacce "non aiutano in queste circostanze" e potrebbero incidere negativamente sulla possibilità di raggiungere un'intesa.

Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre ribadito che Teheran "non abbandonerà mai" il movimento sciita libanese Hezbollah. Secondo Araghchi, la fine della guerra includerà il Libano e "tutti gli altri fronti", e il dossier libanese sarà menzionato in modo esplicito nel memorandum d'intesa. Il ministro ha precisato che la fine della guerra implica anche il ritiro delle forze israeliane dai territori libanesi occupati. Araghchi ha infine avvertito che, se la controparte non attuerà gli impegni previsti dal memorandum entro 60 giorni, i negoziati sugli altri dossier non andranno avanti.


L'Iran ha informato Hezbollah che il Libano è incluso nel cessate il fuoco previsto dall'accordo in discussione. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera Hussein al Hajj Hassan, deputato del blocco parlamentare di Hezbollah. "Quello che ci è stato comunicato chiaramente dall'Iran è che il Libano è incluso nel cessate il fuoco", ha affermato. Il deputato ha aggiunto che esponenti iraniani hanno comunicato a Hezbollah che Israele si ritirerà dai territori libanesi in base all'accordo. Al Hajj Hassan ha tuttavia escluso un ritorno alla situazione precedente al 2 marzo 2026. "Non accetteremo in alcun modo un ritorno a prima del 2 marzo", ha detto il parlamentare, sostenendo che Israele "non ha alcun diritto di restare nei nostri territori". Secondo il deputato di Hezbollah, Israele e Stati Uniti sono i primi soggetti chiamati a rispettare l'accordo, perché "sono loro a violare gli accordi". Al Hajj Hassan ha infine affermato che Hezbollah non può assumere alcun impegno se "il nemico" non rispetta a sua volta gli obblighi previsti.


Gli alti comandi militari Usa avevano messo a punto i piani per l'invio di truppe di terra in Iran, per sequestrare l'uranio altamente arricchito, ma all'ultimo il presidente Trump decise di non dare il via libera all'operazione. Lo riporta la Cnn, citando due fonti informate sulla vicenda. Secondo la ricostruzione, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, effettuò una visita segreta e affrettata al quartier generale del Comando Centrale degli Stati Uniti a Tampa, in Florida, il 19 maggio, per ricevere un briefing di persona sui piani militari per l'invio di truppe di terra in Iran. I briefing erano talmente urgenti e delicati che Caine rientrò precipitosamente negli Stati Uniti dopo avere partecipato a una riunione Nato a Bruxelles. Successivamente, Caine illustrò a Trump le opzioni per l'operazione. Tuttavia, il presidente decise di sospendere l'iniziativa dopo essere stato avvertito che essa avrebbe probabilmente scatenato una dura rappresaglia iraniana, prolungando il conflitto e gettando l'economia globale in un ulteriore stato di turbolenza. Secondo fonti informate, Trump espresse inoltre preoccupazione per il possibile elevato numero di vittime tra i militari americani.


Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti e parlando di una mossa finora inedita che coincide con le fasi finali dei negoziati Iran-Usa. Due fonti regionali hanno riferito a Reuters che gli Emirati hanno accettato di sbloccare un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 3 miliardi sono già stati versati. Altre due fonti hanno indicato un totale di 20 miliardi, aggiungendo che la mossa è stata concordata in cambio della cessazione degli attacchi iraniani contro gli Emirati.

Reuters non è stata in grado di stabilire se i fondi destinati ai trasferimenti appartengano agli Emirati Arabi Uniti o provengano da conti iraniani bloccati da tempo nel sistema bancario emiratino, o altrove. Tuttavia, un funzionario degli Emirati, interpellato in merito al trasferimento, ha affermato che il Paese sta cercando di allentare le tensioni e promuovere la pace. "La politica estera degli Emirati Arabi Uniti è guidata dalla promozione della de-escalation e dalla riduzione delle tensioni in tutta la regione, favorendo al contempo una pace e una stabilità durature", ha dichiarato il funzionario. "Gli Emirati Arabi Uniti sostengono gli sforzi, compresi quelli intrapresi dagli Stati Uniti, per proteggere le popolazioni della regione dalle ripercussioni del conflitto". Una delle fonti a conoscenza dell'accordo ha affermato che la mossa offriva un modo per contribuire a risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran senza che nessuna delle due parti oltrepassasse la propria linea rossa: l'Iran può affermare di aver ottenuto un risarcimento per i danni di guerra, Washington può insistere di non aver pagato nulla e Abu Dhabi ottiene la propria sicurezza e lo status di hub di Dubai, presentando al contempo la mossa come un investimento nella ricostruzione della fiducia regionale. Un'altra fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che, in cambio dell'erogazione dei fondi, l'Iran avrebbe interrotto gli attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti e si sarebbe assistito a una ricostruzione dei legami bilaterali, compresa la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione economica. La fonte ha aggiunto che l'Iran si era rivolto ad almeno altri due paesi arabi del Golfo per raggiungere un accordo simile. La prima fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che i colloqui erano iniziati diverse settimane fa, ma hanno subito un'accelerazione quando funzionari delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno visitato Abu Dhabi la scorsa settimana per incontrare lo sceicco Tahnoun bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e vice governatore di Abu Dhabi, e hanno soggiornato nella sua foresteria. A quel viaggio ha fatto seguito una visita di funzionari emiratini a Teheran per negoziare i dettagli del meccanismo.


Il petrolio chiude in calo a New York in scia agli sviluppi dei negoziati tra Usa e Iran, con le ipotesi di accordo alle porte: il Wti, il riferimento americano, perde il 3,25 per cento, a 84,86 dollari al barile, mentre il Brent, il riferimento internazionale, cede il 3,45 per cento, attestandosi a quota 87,26 dollari.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in precedenza nella giornata di venerdì aveva reagito duramente alle notizie diffuse dai media statali iraniani sul contenuto dell'accordo, ha dichiarato ad Axios durante una breve telefonata di considerare il post di Araghchi "molto positivo". Trump ha affermato di aver chiesto una chiarificazione pubblica riguardo alle notizie diffuse dai media statali, secondo cui l'Iran avrebbe ottenuto miliardi di dollari in asset congelati immediatamente dopo la firma dell'accordo. Il presidente ha inoltre sostenuto che l'Iran si sarebbe scusato in via riservata per aver diffuso informazioni false. Trump ha infine aggiunto di ritenere ancora possibile che un accordo possa essere firmato nel fine settimana o lunedì.


L'Iran non ottiene nulla al momento della firma dell'accordo. Lo ha detto un funzionario americano, spiegando che Teheran otterrà dei benefici economici quando completerà i suoi obblighi. Secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, il funzionario ha aggiunto che l'Iran sta cercando di risolvere le divisioni interne sull'accordo.


"Possiamo confermare che è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace" tra Iran e Usa. Lo afferma il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif su X. "Il Pakistan sta lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi. La pace non è mai stata così vicina come ora", ha aggiunto Sharif.


Le Forze di difesa d'Israele (Idf) affermano di aver ucciso di recente più di dieci comandanti sul campo del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, che dirigevano i combattimenti contro i militari israeliani nel Libano meridionale. A marzo scorso, le Idf avevano ucciso Hassan Salameh, comandante dell'unità Nasser di Hezbollah, una delle tre divisioni regionali del movimento nel Libano meridionale. Da allora, le Idf avrebbero ucciso - uno dopo l'altro - due dei suoi successori, Mahdi Bazi e Ashraf Salloum. Le Idf dichiarano anche di aver ucciso, in un arco di tempo di 12 ore, il comandante delle forze di Hezbollah nell'area del Castello di Beaufort, Nasser Shakir, e il suo sostituto, Ahmad Sablini, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di vice. Inoltre, le Idf affermano di aver ucciso: Ali Abbas, il comandante delle forze di Hezbollah a Bint Jbeil; Kamil Younes, comandante del settore di Tiro; Fouad Moussa, comandante del settore di Hajir; Hussein Salami, comandante del settore di Jibshit; Ali Haik, comandante del settore di Khiam; e Muslim Harb, comandante del settore di Qana. Nel frattempo, il quotidiano libanese francofono "L'Orient le Jour", ha riferito che oggi un attacco con drone delle Idf ha colpito l'area di Selaa, nel distretto meridionale di Tiro, uccidendo Mohammad Moustapha Khalaf, ufficiale di collegamento di Hezbollah nella località.


L'accordo tra Stati Uniti e Iran include disposizioni per lo smantellamento del programma nucleare iraniano e per la cessazione del sostegno finanziario di Teheran ai gruppi terroristici. Lo riferisce un funzionario statunitense alla Cnn, secondo cui l'Iran avrebbe già accettato che il materiale nucleare venga distrutto e rimosso, che il programma nucleare iraniano sia smantellato, che nessun fondo iraniano venga sbloccato prima che Teheran abbia adempiuto ai propri obblighi, che lo Stretto di Hormuz resti aperto e che venga interrotto il finanziamento ai gruppi terroristici. Il funzionario ha definito l'intesa "un accordo basato sui risultati".


"Il memorandum d'intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto. In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tuti i dettagli saranno condividi con il pubblico al momento opportuno". Così su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Araghchi.


A oggi, "le forze statunitensi hanno dirottato 136 navi commerciali e ne hanno messe fuori uso 9 per garantire il rispetto del blocco navale". Lo ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.


''Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza. L'Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste, come insegnamento fondamentale tratto dagli eventi del 7 ottobre''. Lo scrive in una nota il ministro della Difesa Israel Katz. ''Il presidente Usa sta attualmente portando avanti un accordo con l'Iran nell'ottica degli interessi americani, compreso l'interesse comune con Israele, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Ci aspettiamo che sostenga questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali''. ''Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, e il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all'esercito di prepararsi di conseguenza''.


L'Iran "farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.


Hezbollah è fiducioso che l'Iran insisterà affinché il Libano sia incluso in un accordo con gli Stati Uniti, ha dichiarato un importante politico di Hezbollah, mentre crescono le speranze di un'intesa tra Teheran e Washington. Lo riporta il Times of Israel. Hezbollah, fondato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane nel 1982, è entrato nel conflitto regionale a sostegno di Teheran il 2 marzo, aprendo il fuoco contro Israele e provocando un'offensiva israeliana che ha causato migliaia di morti in Libano. I funzionari iraniani hanno ripetutamente insistito sulla necessità di porre fine ai combattimenti in Libano come parte integrante di qualsiasi accordo più ampio. "Se l'accordo andrà in porto, abbiamo piena fiducia nella Repubblica islamica... Siamo fiduciosi che insisterà su qualsiasi accordo, compresa la questione del Libano", ha dichiarato Hassan Fadlallah, un politico di Hezbollah, in un estratto di un discorso trasmesso dall'emittente televisiva del gruppo, al-Manar. Le forze israeliane hanno occupato vaste aree del Libano meridionale, dove oggi l'agenzia di stampa nazionale libanese ha segnalato nuovi raid aerei israeliani in diverse città e villaggi. La scorsa settimana, Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha affermato che Hezbollah ha "fatto grandi sacrifici" nella guerra e che il Libano "sarà parte integrante di qualsiasi accordo e di qualsiasi cessate il fuoco", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. La guerra in Libano è continuata nonostante diversi cessate il fuoco annunciati dagli Stati Uniti, che hanno svolto un ruolo di mediatori nei colloqui tra i governi libanese e israeliano. Hezbollah non partecipa ai colloqui e ha chiesto al governo libanese di ritirarsi dal processo. Hezbollah ha respinto il piano, annunciato la settimana scorsa e sostenuto dagli Stati Uniti, che sarebbe subordinato al cessate il fuoco e al ritiro dei combattenti del gruppo dal Libano meridionale.


"Gli alleati europei non sono stati d'aiuto adesso, ma possono essere molto d'aiuto in futuro, dopo" l'intesa con l'Iran. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera. Sui possibili sviluppi diplomatici con i partner dell'Ue in seguito a un accordo con Teheran, il leader americano ha replicato: "Non ne ho idea, dipende da loro".


Israele sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché un eventuale accordo di cessate il fuoco con l'Iran non preveda lo sblocco degli asset iraniani congelati. Lo riferisce una fonte israeliana a conoscenza dei colloqui, citata dalla Cnn. Il premier Benjamin Netanyahu avrebbe avuto contatti regolari con il presidente Donald Trump, anche ieri sera, dopo che quest'ultimo aveva affermato che Israele figurava tra i Paesi mediorientali favorevoli all'intesa. Netanyahu ha successivamente dichiarato che Trump si sarebbe impegnato a rimuovere l'uranio arricchito iraniano, smantellare il programma nucleare di Teheran, limitarne i missili e porre fine al sostegno alle milizie alleate nell'ambito di un accordo definitivo, impegni che Trump non ha menzionato pubblicamente nelle ultime settimane. "Finché sarò primo ministro, l'Iran non avrà armi nucleari", ha dichiarato Netanyahu. Secondo la fonte israeliana, Tel Aviv ritiene che Teheran non stia negoziando in buona fede e che, anche qualora venisse firmato un memorandum d'intesa tra Washington e Teheran, difficilmente si giungerebbe a un accordo definitivo.


"Finché sarò primo ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l'Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà". Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.


Un memorandum d'intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra: lo scrivono Reuters sul sito e Bloomberg. La fonte ha affermato a Reuters che il testo del memorandum è ancora in fase di definizione e che l'Iran resta fermo sulla sua posizione, secondo cui l'accordo deve porre fine anche ai combattimenti in Libano. L'obiettivo è definire la formulazione entro sabato, in modo che l'accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf. Non è ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra sembra la più probabile.


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L'agenzia di stampa Fars News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha respinto le indiscrezioni su un imminente accordo con Washington. "Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o su un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un'illusione americana", ha affermato la testata, ripresa da Iran International.


Gli Stati Uniti e l'Iran si apprestano ad avviare i negoziati finali incentrati su questioni nucleari ed economiche, escludendo il programma missilistico: lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Secondo Mehr, una bozza di memorandum d'intesa tra le due parti prevede la fine del blocco statunitense di Hormuz, la riapertura dello Stretto, la revoca delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l'impegno degli Usa a ritirare le forze dalle aree circostanti l'Iran. Mehr afferma che la bozza di accordo necessita ancora dell'approvazione delle autorità competenti. Mehr, che cita una fonte vicina al team negoziale iraniano, ha pubblicato un elenco di termini che sarebbero contenuti nella bozza del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, anche se i dettagli non sono stati confermati pubblicamente né da Teheran né da Washington e sembrano molto simili alla proposta iniziale dell'Iran. La bozza comprende 14 punti: cessazione permanente e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso; l'impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell'Iran e il rispetto per la sua sovranità; la revoca del blocco navale statunitense entro 30 giorni; il ritiro delle forze statunitensi dalle aree circostanti l'Iran; la riapertura dello stretto di Hormuz entro 30 giorni "con accordi con l'Iran"; la sospensione delle sanzioni statunitensi sul petrolio iraniano. Gli Stati Uniti e i loro alleati, inoltre, elaboreranno piani di ricostruzione per l'Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari. Sessanta giorni di negoziati per raggiungere un accordo definitivo "basato sulle questioni nucleari e sulla revoca completa" delle sanzioni. Si ribadisce l'impegno dell'Iran a non produrre armi nucleari. Durante i negoziati, gli Stati Uniti non aumenteranno le proprie forze nella regione né imporranno nuove sanzioni. Nella bozza si sostiene che saranno sbloccati 24 miliardi di dollari di fondi iraniani e si istituirà un meccanismo di monitoraggio per l'attuazione dell'accordo. L'accordo definitivo dovrà essere approvato tramite una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I negoziati finali, scrive Mehr, non inizieranno prima dello sblocco di metà dei fondi iraniani congelati, della sospensione delle sanzioni petrolifere e della revoca del blocco navale. "Le discussioni sul programma missilistico iraniano e sul sostegno ai gruppi di resistenza sono state definitivamente escluse dall'agenda", sostiene l'agenzia iraniana.


La Nato ha annunciato che ridurrà il numero delle truppe nella sua missione di pace in Kosovo, composta da 4.600 uomini, a seguito del miglioramento della situazione di sicurezza. "Le condizioni attuali offrono l'opportunità di ottimizzare ulteriormente le dimensioni e la presenza della Kfor", ha dichiarato il generale statunitense Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa della Nato. Prima dell'annuncio, i diplomatici europei avevano segnalato la volontà degli Stati Uniti di ridurre le proprie forze nella Kfor. La Nato non ha fornito dettagli su quali truppe saranno ritirate.


Gli Usa pianificano un drastico taglio del numero di caccia e navi militari a disposizione delle operazioni Nato in Europa: lo riferisce il New York Times, secondo cui sono previsti in particolare la riduzione da 150 a 100 degli F-16 e degli F-15E in territorio europeo e da 26 a 15 degli aerei da ricognizione, il ritiro di tutti e otto gli aerei da cisterna e il "ricollocamento di un sottomarino lanciamissili, di una portaerei e di diverse navi da guerra". Tali intenzioni, aggiunge il New York Times citando due alti funzionari europei, sono state comunicate agli alleati all'inizio di giugno in un documento. Il Pentagono, scrive il Nyt, ha "rifiutato di commentare le cifre specifiche contenute nel documento" citato, facendo riferimento a una più generica dichiarazione del suo Comando Europeo sull'intenzione di ridurre l'impegno militare Usa in Europa. Alcuni dettagli di questo programma di disimpegno erano invece stati anticipati da Die Welt. Funzionari Usa hanno indicato che il taglio dei mezzi militari statunitensi in Europa verrà attuato "molto presto", ben prima di quando previsto dagli alleati europei, scrive ancora il giornale. Tale improvvisa riduzione delle forze disponibili, aggiunge, può avere conseguenze su aspetti come capacità Nato di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk a lungo raggio in profondità nel territorio russo.


"Non avevamo bisogno del loro sostegno. Abbiamo vinto la guerra. Era in qualche modo irrilevante! Devo andare, ho una grande riunione in corso, ma abbiamo vinto la guerra in Iran. Non avevamo bisogno del loro aiuto. Grazie mille". Così il presidente Usa, Donald Trump, in una telefonata con Daniele Compatangelo, riportata questa mattina a Omnibus di La7, rispondendo a una domanda sul ruolo dei leader europei e del G7 rispetto alla crisi con l'Iran. Trump ha sostenuto inoltre che il sostegno degli alleati europei fosse "irrilevante", rivendicando che gli Usa hanno raggiunto gli obiettivi senza il loro contributo.


L'Iran ha affermato che non c'è ancora una conclusione definitiva riguardo a un'intesa con gli Stati Uniti, dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annullato i raid previsti e annunciato il via libera della Repubblica islamica a un accordo che potrebbe essere firmato durante il fine settimana in Europa. "Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando le parole di Trump. "La parte principale del testo dell'accordo è stata finalizzata, ma il problema è sorto quando la parte americana ha avanzato nuove richieste e modificato le proprie posizioni. Negli ultimi giorni hanno anche cercato di imporre richieste irragionevoli all'Iran", ha detto Baghaei, riferisce Isna. "Mentre parlano di negoziati, allo stesso tempo ricorrono alla forza e ad azioni criminali", ha detto Baghaei riferendosi agli Stati Uniti e accusandoli di avere cambiato posizione più volte fin dall'inizio del negoziato, aggiungendo che l'Iran ha dimostrato di non voler scendere a compromessi sulle sue linee rosse e sui suoi interessi nazionali.


Mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico molto positivi in attesa dell'accordo Usa-Iran. La Borsa di Tokyo con l'indice Nikkei 225 sale del 2,5%, seguita da Hong Kong in rialzo dell'1,5%, mentre i listini cinesi di Shanghai e Shenzhen sono in aumento di oltre un punto percentuale. Spicca la corsa dell'indice principale di Seul che sale di cinque punti percentuali, con Sidney che si avvia alla chiusura in rialzo dell'1,9%. Positivi ma senza strappi i future sull'avvio dei mercati europei.


Il protocollo dell'accordo tra Iran e Stati Uniti, che secondo il presidente americano sarà presto firmato, dovrebbe sancire la riapertura completa dello Stretto di Hormuz senza pedaggi, oltre a un alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran subordinato agli sforzi compiuti da Teheran. Lo ha riferito il sito Axios, citando in forma anonima un diplomatico di un Paese mediatore e un funzionario statunitense. Secondo le stesse fonti, il testo prorogherebbe il cessate il fuoco di 60 giorni, compreso quello in Libano, per consentire lo svolgimento di negoziati sul programma nucleare iraniano. L'Iran non ha ancora deciso se sia disposto a firmare l'accordo, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ai media statali del Paese. Sempre secondo Axios, quattro aerei da trasporto C-17 dell'aviazione militare statunitense sono decollati ieri diretti in Europa, trasportando materiale logistico in previsione di un possibile viaggio del vice presidente J.D. Vance a Ginevra, dove la cerimonia di firma potrebbe svolgersi nei prossimi giorni.


I termini dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, apparentemente prossimo alla conclusione, per porre fine ai combattimenti nella regione del Medio Oriente prevederebbero che Israele interrompa completamente la propria offensiva contro Hezbollah in Libano. Lo ha riportato il quotidiano filo-Hezbollah Al Akhbar. Oltre alla cessazione di tutti gli attacchi sul territorio libanese, l'accordo richiederebbe allo Stato ebraico di rinunciare a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e includerebbe un piano per il "rapido ritiro" delle truppe Idf, secondo quanto riportato dal giornale. Lo scorso mese, quando sembrava imminente un'intesa tra Stati Uniti e Iran, i media israeliani in lingua ebraica avevano riferito che le Idf si stavano preparando all'eventualità di dover limitare la propria campagna militare contro Hezbollah. L'Iran ha a lungo insistito perché il conflitto in Libano fosse incluso in qualsiasi accordo con gli Stati Uniti, nonostante i tentativi di Israele di mantenere separate le due questioni e i negoziati diplomatici tuttora in corso a Washington tra delegazioni israeliane e libanesi.


Ieri le forze armate statunitensi erano a circa tre ore dal lanciare attacchi contro l'Iran quando il presidente Donald Trump li ha annullati, sostenendo che fosse stato raggiunto un accordo per porre fine al conflitto e che questo sarebbe stato presto firmato: lo riferisce Nbc News. Al momento dell'annuncio di Trump, i militari Usa avevano già individuato gli obiettivi e la Marina statunitense aveva già adeguato i piani operativi e predisposto gli armamenti per gli attacchi, afferma la Nbc. Secondo l'emittente statunitense, se fossero stati eseguiti, gli attacchi sarebbero stati simili a quelli condotti dagli Usa nelle due notti precedenti. Nonostante l'affermazione di Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero presto "preso" l'isola iraniana di Kharg, quest'ultima non figurava nella lista degli obiettivi. Viene inoltre riferito che il repentino cambio di rotta del presidente e la sua improvvisa decisione di annullare gli attacchi hanno lasciato i vertici militari "confusi".


La possibile cerimonia di firma di un "memorandum di intesa" tra Washington e Teheran potrebbe avvenire "nei prossimi giorni" a Ginevra: lo riporta Axios, spiegando che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l'Europa, trasportando "materiale per un possibile viaggio" del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l'accordo preliminare, verso la città svizzera.


Le forze statunitensi hanno abbattuto due droni iraniani nella notte di giovedì, dopo che Teheran aveva "tentato di colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". Lo ha riferito Fox News, citando un alto funzionario della difesa Usa. "Il flusso del traffico attraverso lo Stretto prosegue", ha aggiunto il funzionario.


Due caschi blu malesi della missione Unifil sono rimasti lievemente feriti in un attacco contro un convoglio logistico nei pressi del villaggio di Harris, nel Libano meridionale. Lo ha reso noto il portavoce dell'Onu, Stéphane Dujarric. "Le loro condizioni sono stabili" e "l'Unifil indagherà sull'accaduto", ha dichiarato Dujarric, senza specificare chi fosse responsabile dell'attacco. Separatamente, Dujarric ha riferito che un carro armato israeliano ha aperto il fuoco vicino a un convoglio Onu nei pressi di Bint Jbeil, costringendo il convoglio a una deviazione per "riprendere il movimento in sicurezza". Mercoledì, inoltre, "i caschi blu dell'Unifil hanno rilevato un'intensa attività di droni nell'area di Biyyada", ha affermato Dujarric. "Ricordiamo ancora una volta a tutte le parti coinvolte l'inviolabilità del personale e delle risorse dell'Onu", ha aggiunto il portavoce.

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