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Hong Kong, la governatrice Lam: "Via la legge sulle estradizioni in Cina"

Era una delle richieste dei movimenti democratici che da settimane manifestano in tutta la città Stato

carrie lam, hong kong

La governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato il ritiro formale della contestata legge sulle estradizioni in Cina, all'origine delle proteste che da quasi tre mesi stanno scuotendo l'ex colonia britannica. La notizia era stata anticipata dal South China Morning Post (Scmp) che, citando fonti vicine al dossier, sottolineava come il governo locale intendesse andare incontro ad almeno una delle 5 richieste avanzate dagli attivisti pro-democrazia.

La Borsa di Hong Kong va in rally e balza di oltre il 4% dopo la pubblicazione della notizia. La leader dell'amministrazione del territorio semi-autonomo cinese di Hong Kong, Carrie Lam, ha quindi ritirato formalmente la legge sull'estradizione, a causa della quale tre mesi fa sono iniziate le proteste che hanno gettato nel caos l'ex colonia britannica.

Già nelle settimane scorse Lam aveva definito "morta" la legge ma aveva anche detto che non ci sarebbe stato un ritiro formale della stessa. I dimostranti pro-democrazia sono convinti che la norma, in base alla quale verrebbe consentita l'estradizione di detenuti verso Cina e Taiwan, sarebbe uno strumento nelle mani di Pechino per catturare i dissidenti.

Il ritiro formale della legge va incontro a una delle cinque domande presentate dai dimostranti. Finora gli oppositori lamentavano il fatto che, se non ritirata formalmente, l'amministrazione avrebbe potuto rivitalizzarla in qualsiasi momento davanti al Consiglio legislativo (LegCo), il "parlamento" del territorio semi-autonomo.