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Ultimo aggiornamento: 2 anni fa

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Speaker Camera Usa: "Repubblicani non voteranno legge su aiuti a Kiev" | Biden: "Si faccia votare immediatamente"

Condannato a 5 anni professore russo contrario alla guerra in Ucraina. Mosca inserisce la premier estone Kallas nella lista dei ricercati

di Redazione online
14 Feb 2024 - 00:20
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La guerra in Ucraina giunge al giorno 720. Il ministero dell'Interno russo ha inserito la premier estone Kaja Kallas nella lista dei ricercati, per "azioni ostili contro la Russia e contro la sua memoria storica". Una corte d'appello militare russa ha condannato a 5 anni di reclusione il sociologo Boris Kagarlitsky, contrario alla guerra in Ucraina. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Trump sulla Nato, dice: "Dobbiamo ancora fare di più per la spesa per la difesa dei singoli Paesi, e inviare il messaggio più chiaro possibile, ovvero che siamo abbastanza forti da poterci difendere a vicenda". Il Senato degli Stati Uniti approva un finanziamento di 60 miliardi di dollari destinati all'Ucraina che approda ora alla Camera, dove con molta probabilità non sarà approvato. Lo speaker della Camera, infatti, ha ricordato che i repubblicani "non voteranno la legge sugli aiuti a Kiev". Pressing di Biden: "Si voti immediatamente".


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"Trump ha detto frasi scioccanti su Putin, vergognose, anti-americane. E la cosa più terribile è che ci crede". Lo ha detto Joe Biden alla Casa Bianca accusando l'ex presidente di essersi "inchinato a un dittatore". 


"Gli Stati Uniti non si piegano davanti a nessuno, figuriamoci davanti a Putin". Lo ha detto Joe Biden alla Casa Bianca esortando il Congresso ad approvare la legge per gli aiuti all'Ucraina. "Abbiamo unito la Nato, non possiamo andarcene ora", ha avvertito il presidente americano rivolgendosi ai repubblicani.


Il presidente Joe Biden chiede allo speaker Mike Johnson di far votare "immediatamente" la Camera sul pacchetto di aiuti militari da 95 miliardi di dollari, appena approvato con voto bipartisan dal Senato. 


I Repubblicani "sono stati chiari fin dall'inizio che qualsiasi cosiddetta legge sulla sicurezza nazionale deve riconoscere che la sicurezza nazionale inizia al nostro confine. La Camera ha lavorato dieci mesi per contribuire ad attuare un cambiamento di politica approvando il Secure Our Border Act, e da allora, anche oggi, il Senato ha fallito". Così in una dichiarazione postata su X lo Speaker della Camera Usa, Mike Johnson. "Il disegno di legge del Senato sugli aiuti esteri tace sulla questione più urgente che il nostro Paese deve affrontare", sostiene Johnson. "Il mandato era quello di assicurare il confine americano prima di inviare ulteriori aiuti in tutto il mondo". 


La prima ministra estone, Kaja Kallas, ha affermato che la decisione di Mosca di inserirla nella lista dei ricercati è la prova che sta "facendo la cosa giusta" e ha aggiunto che continuerà ad assicurare il suo "forte sostegno all'Ucraina" e a battersi per "rafforzare la difesa dell'Europa". Kallas, in un messaggio su X, ha aggiunto che "gli strumenti della Russia non sono cambiati", ricordando che sua madre e sua nonna furono deportate in Siberia. "Il Cremlino - scrive ancora la premier estone - ora spera che questa decisione ridurrà al silenzio e me e altri, ma non sarà così".


"Sono grato a Chuck Schumer, a Leader McConnel e a tutti i senatori degli Stati Uniti che hanno sostenuto la continua assistenza all'Ucraina mentre combattiamo per la libertà, la democrazia e i valori a cui tutti teniamo". Lo scrive su X il presidente ucraino, Volodymr Zelensky, commentando il via libera dal Senato Usa al pacchetto da 60 miliardi di aiuti a Kiev che dovrà ora superare l'esame della Camera.  


Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un finanziamento di 95 miliardi di dollari destinati all'Ucraina a Israele e a Taiwan in un disegno di legge inviato alla Camera controllata dai Repubblicani. A Kiev ne spetterebbero 60. Lo riporta la Reuters sul suo sito online. I repubblicani della Camera, allineati con l'ex presidente e sfidante alle primarie del 2024 Donald Trump, hanno però promesso di respingere il disegno di legge.


Una corte d'appello militare russa ha condannato a 5 anni di reclusione il sociologo Boris Kagarlitsky, contrario alla guerra in Ucraina. La corte ha fortemente inasprito la condanna di primo grado, che prevedeva il rilascio del docente universitario di orientamento marxista e una multa di circa 6.000 euro. Kagarlitsky è stato accusato di "giustificazione del terrorismo", secondo il suo legale, per un post in cui analizzava le conseguenze militari dell'attacco al ponte di Crimea dell'ottobre del 2022. Il sociologo era stato arrestato il 25 luglio scorso.


Il ministero dell'Interno russo ha inserito la premier estone Kaja Kallas nella lista dei ricercati. Lo riferisce l'agenzia Tass. La premier Kallas e altri dirigenti di Paesi baltici, ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sono stati inseriti nella lista dei ricercati di Mosca per "azioni ostili contro la Russia e contro la sua memoria storica".


Una delle centrali termoelettriche del più grande operatore energetico commerciale ucraino, Dtek, ha subito pesanti danni nella notte a causa di bombardamenti russi ed è attualmente ferma: lo ha reso noto Dtek su Telegram, come riporta Ukrainska Pravda. "Il nemico continua a effettuare attacchi terroristici sistematici contro le strutture civili ed energetiche dell'Ucraina - si legge nel messaggio -. Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, una delle centrali termoelettriche della Dtek è stata danneggiata a causa dei bombardamenti. Secondo le prime informazioni non ci sarebbero vittime". 


La Russia ha lanciato sul territorio ucraino, per la prima volta dall'inizio della guerra, un missile ipersonico anti nave Zirkon il 7 febbraio scorso: lo ha reso noto l'Istituto di ricerca scientifica di Kiev (Kndise), come riporta l'Ukrainska Pravda.


"Accolgo con favore la decisione del Consiglio europeo che apre la strada all'utilizzo delle entrate straordinarie derivanti dai beni russi congelati. Incoraggiamo ulteriori passi per consentirne l'uso pratico a beneficio dell'Ucraina. Questi passi devono essere ambiziosi e tempestivi". Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. "L'Ucraina è pronta a continuare a lavorare con i partner per raggiungere il nostro obiettivo finale: mettere le risorse russe a disposizione dell'Ucraina. L'aggressore deve pagare", conclude Kuleba.