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Ultimo aggiornamento: 2 giorni fa
Speciale Guerra in Iran

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Libano, Israele prende il castello crociato di Beaufort | Netanyahu ordina di ampliare le operazioni | Parigi "chiama" l'Onu

Le forze di difesa israeliane hanno superato il fiume Litani. Trump invia all'Iran una controproposta

31 Mag 2026 - 22:09
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Il presidente Usa Donald Trump ha chiesto modifiche all'intesa sul nucleare negoziata dai suoi emissari con l'Iran, aprendo un nuovo ciclo di trattative che potrebbe durare diversi giorni. Intanto in Libano prosegue l'avanzata dell'Idf contro obiettivi di Hezbollah: superato il fiume Litani e conquistato il castello di Beaufort. La Francia stigmatizza e chiede una riunione lampo del Consiglio dell'Onu. Le truppe israeliane avevano già conquistato Beaufort nel 1982, durante la prima guerra del Libano, prima di ritirarsi dall'area nel 2000.

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Hezbollah ha lanciato cinque razzi dal Libano contro il nord di Israele. Lo affermano le Forze di Difesa Israeliane, citate dal Times of Israel, tre razzi sono stati lanciati verso l'area di Kiryat Shmona, due dei quali sono stati intercettati. L'esito del terzo tentativo di intercettazione è attualmente sotto esame. Altri due razzi sono stati lanciati verso Tiberiade. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che uno ha colpito un'area aperta, mentre il secondo è caduto in Libano, vicino alla zona in cui sono impegnate le truppe.


Un attacco israeliano all'alba di oggi nel sud del Libano ha ucciso otto persone, tra cui tre donne, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese, mentre Israele intensifica i suoi attacchi e le operazioni di terra nel Paese, affermando che sono contro Hezbollah. "Il massacro commesso dal nemico israeliano in un raid sulla città di Deir Zahrani, nel distretto di Nabatieh, all'alba di oggi... ha provocato otto martiri, tra cui tre donne, e 19 feriti, tra cui cinque bambini e sei donne", ha dichiarato il ministero in un comunicato.


Teheran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo con gli Stati Uniti. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando una "fonte a conoscenza dei dettagli". Secondo l'agenzia, la decisione di Teheran sarebbe stata presa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apportato per primo modifiche al testo proposto.


Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente statunitense Donald Trump. Lo rende noto un comunicato della presidenza siriana citato dalla Reuters. I due presidenti hanno discusso il sostegno all'economia siriana e gli ultimi sviluppi regionali. Durante il colloquio, Sharaa ha dichiarato che l'abolizione delle rimanenti sanzioni statunitensi sulla Siria rappresenta un passo essenziale per rivitalizzare l'economia del paese e attrarre investimenti.


"Il presidente Pezeshkian è impegnato con tutta la sua energia nel seguire le quesioni del Paese e nel servire il popolo", scrive su X Elyas Hazrati, presidente del Consiglio per l'Informazione del governo iraniano, affermando che "per l'ennesima volta negli ultimi mesi, alcuni media stranieri e reti allineate con loro hanno sollevato la diceria delle dimissioni del presidente, una diceria che non ha alcun legame con la realtà e che in precedenza è stata più volte smentita". Parla di esiderio da parte ha diffuso la notizia di "creare disperazione, divisioni e fratture nell'unità nazionale, ma ovviamente resteranno delusi" perché "il sogno di spezzare l'unità di questa nazione e di rompere il legame tra governo e popolo, come in passato, non si realizzerà".


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe inviato una lettera all'ufficio della Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, presentando le proprie dimissioni. Lo riferisce Iran International, emittente con sede a Londra dissidente nei confronti della Repubblica islamica. Secondo un funzionario anonimo citato dall'emittente, nella lettera Pezeshkian avrebbe denunciato il crescente controllo esercitato dai Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) su ampie aree dell'apparato statale, sostenendo che il presidente e altri alti funzionari sarebbero stati esclusi dai principali processi decisionali del Paese. Il capo dello Stato avrebbe inoltre affermato di non essere più in grado di governare efficacemente né di adempiere alle proprie responsabilità nelle attuali condizioni, chiedendo pertanto di lasciare l'incarico. Fonti anonime citate da Iran International indicano che all'origine delle tensioni tra Pezeshkian e i vertici dei Pasdaran vi sarebbero profonde divergenze sulla gestione della guerra e sulle sue conseguenze economiche e sociali. In particolare, il presidente avrebbe criticato l'impatto del conflitto sulle condizioni di vita della popolazione e sull'economia del Paese. La notizia, scrive il Jerusalem Post, non ha finora ricevuto conferme ufficiali da parte delle autorità iraniane.


"Sono in corso discussioni e scambi di messaggi e, finché non si giungerà a una conclusione chiara, è impossibile esprimere un giudizio. Tutto ciò che viene detto ora è pura speculazione e non dovrebbe essere considerato importante finché non ci saranno certezze". Lo afferma sui social il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi.


L'Iran sarebbe in grado di lanciare un numero significativamente maggiore di missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente dopo aver rapidamente ripristinato l'accesso ai propri arsenali sotterranei. Lo sostengono alcuni esperti, secondo cui, riferisce la Cnn, la situazione evidenzia i limiti della strategia di bombardamenti adottata da Stati Uniti e Israele. Per settimane, gli attacchi condotti da Washington e dallo Stato ebraico hanno ostacolato l'accesso iraniano ai siti missilistici sotterranei attraverso la distruzione di strade e l'interramento degli ingressi ai tunnel. Tuttavia, immagini satellitari analizzate dalla Cnn mostrano che Teheran ha utilizzato mezzi relativamente semplici, come bulldozer e camion da cantiere, per rimuovere le macerie e ripristinare l'operatività delle installazioni. Secondo gli esperti, ciò dimostrerebbe che le capacità missilistiche iraniane non possono essere neutralizzate esclusivamente colpendo gli accessi ai tunnel. Sebbene Iran e Stati Uniti abbiano raggiunto un accordo preliminare per la riapertura dello Stretto di Hormuz, restano ancora da definire numerosi dettagli dell'intesa. Nel caso di una ripresa delle ostilità, l'Iran sarebbe comunque in grado di continuare a lanciare missili finché disporrà di lanciatori e personale operativo, anche qualora la produzione risultasse interrotta, ha affermato Sam Lair, ricercatore del James Martin Center for Nonproliferation Studies. Secondo l'esperto, Teheran dispone ancora di consistenti scorte missilistiche in grado di alimentare ulteriori operazioni.


"Mi auguro che il Segretario di Stato Marco Rubio possa annunciare un accordo per concludere questa stagione di guerra che ha visto troppe vittime civili". Lo ha dichiarato il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'arrivo del Giro d'Italia a Roma, sulle notizie che parlano di un annuncio imminente della tregua tra Teheran e Washington.


Le sirene stanno nuovamente suonando in diverse aree del confine nord a causa del lancio di ordigni dal Libano. In precedenza, i servizi di soccorso hanno riferito che un drone proveniente dal Libano ha colpito poco fa direttamente un edificio a Beit Hillel e stanno operando per soccorrere quattro feriti, ma non ci sono persone intrappolate tra le fiamme. Un altro drone ha causato un incendio nei pressi del parco archeologico di Tel Dan, senza procurare feriti.


A partire da questa mattina, i mediatori stanno continuando a discutere i vari aspetti del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, dopo le correzioni richieste venerdì dal presidente americano Donald Trump. Secondo la Cbs News, la bozza revisionata è stata inviata a Teheran per l'approvazione e la parte americana è in attesa di risposta. Si tratta del terzo ciclo di modifiche apportate dal tycoon alla proposta Usa, oggetto di uno scambio continuo con Teheran tramite i mediatori, in un processo guidato dal Pakistan. La fonte anonima citata da Cbs News ha indicato che le modifiche americane sono state questa volta "piuttosto significative", malgrado non fossero immediatamente disponibili dettagli al riguardo.


Le forze israeliane hanno effettuato delle incursioni nelle province di Quneitra e Dar'a, nel sud della Siria. Lo ha riferito l'agenzia di stampa siriana "Sana", spiegando che per diverse ore i militari israeliani hanno allestito posti di blocco temporanei e perquisito civili e veicoli, prima di ritirarsi.


Una base del braccio armato del movimento separatista curdo-iraniano Partito della libertà del Kurdistan (Pak) situata a Erbil, in Iraq, è stata colpita da un missile iraniano. Lo ha riferito l'emittente curdo-irachena "Rudaw" citando un funzionario del gruppo, secondo cui "il quartier generale vicino a Darashakran (a nord-ovest di Erbil) è stato colpito da un missile iraniano alle 5:54 del mattino" ma non sono stati segnalati feriti. Lo stesso sito era già stato preso di mira la settimana scorsa con almeno quattro missili e diversi droni carichi di esplosivo, causando nove feriti.


Le forze di terra dei Guardiani della rivoluzione iraniana hanno attaccato basi di "gruppi separatisti" nel nord dell'Iraq. Lo riferiscono media di stato iraniani.


L'Iran sarebbe pronto a lanciare molti più missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente dopo aver riaperto rapidamente gran parte dei propri arsenali sotterranei, nonostante settimane di bombardamenti statunitensi e israeliani. Lo riferisce la Cnn, sulla base di immagini satellitari esaminate dall'emittente. Per settimane, gli attacchi di Stati uniti e Israele hanno cercato di limitare l'accesso iraniano ai siti missilistici sotterranei distruggendo strade e seppellendo gli ingressi dei tunnel. Ma le immagini satellitari mostrano che Teheran ha usato mezzi semplici, come bulldozer e camion, per liberare gli accessi, un elemento che secondo gli esperti evidenzia i limiti della strategia di bombardamento. Secondo l'analisi della Cnn, l'Iran ha già sbloccato 50 dei 69 ingressi colpiti da Stati uniti e Israele in 18 strutture missilistiche sotterranee. A Dezful, quattro dei cinque accessi a una base missilistica risultavano riaperti il 12 maggio. In altri siti, crateri sulle strade sono stati riempiti e in alcuni casi anche riasfaltati.


L'Iran non accetterà alcun accordo per porre fine al conflitto con gli Stati uniti se non avrà la certezza che i diritti del popolo iraniano siano garantiti. Lo ha detto il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo i media di Stato. "Non c'è fiducia nelle parole e nelle promesse del nemico", ha affermato Ghalibaf dopo aver prestato giuramento come presidente rieletto del Parlamento, insieme all'ufficio di presidenza.


"Ho ordinato all'Idf di ampliare l'operazione in Libano. Le nostre forze hanno attraversato il Litani, hanno conquistato zone strategiche, hanno occupato la cresta di Beaufort. E ora il mio ordine è di rafforzare ed espandere la nostra presa sulle aree che erano sotto il controllo di Hezbollah". Così il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio in ebraico diffuso dal suo ufficio, di cui i media locali forniscono una trascrizione.


La Francia ha richiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo che l'esercito israeliano ha occupato l'iconica fortezza medievale di Beaufort in Libano, dove ora sventola la sua bandiera. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al canale televisivo Bfmtv. "Questo è un grave errore per Israele perché questa avanzata in territorio libanese non è solo contraria agli impegni assunti da Israele, dato che abbiamo un cessate il fuoco in Libano dal 17 aprile, ma è anche contraria al diritto internazionale", ha aggiunto.


La Marina dei Guardiani della rivoluzione ha annunciato oggi che nelle ultime 24 ore 28 navi, fra cui petroliere navi portacontainer e altre imbarcazioni commerciali, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto le autorizzazioni. Lo riporta Iran International. Secondo la Marina dei Pasdaran, le navi sono transitate grazie al suo coordinamento e al suo supporto in materia di sicurezza. La Guardia rivoluzionaria ha anche accusato l'esercito Usa di essere la principale causa di insicurezza nell'area.


Le sirene sono scattate a Metulla, Akko e nei sobborghi di Haifa, a causa di lanci di droni dal Libano.


L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah a Tiro, nel sud del Libano, mentre media libanesi hanno riferito di raid nell'area dell'ospedale Hiram, nella stessa città, e nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Tiro. Secondo l'esercito israeliano, gli attacchi hanno preso di mira strutture del movimento sciita libanese Hezbollah.


Un ritorno alle condizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz precedenti agli attacchi di Stati uniti e Israele contro l'Iran è escluso. Lo ha detto Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano, intervistato dai media russi. "Un ritorno alla situazione prebellica nello Stretto di Hormuz, cioè a condizioni in cui Stati ostili, le loro navi da guerra o altre imbarcazioni non amichevoli potessero attraversare liberamente lo Stretto, entrare nel Golfo persico e agire contro di noi, è fuori discussione", ha affermato Azizi. L'escalation attorno all'Iran ha portato di fatto al blocco dello Stretto di Hormuz, una rotta chiave per le forniture di petrolio e gas naturale liquefatto dai Paesi del Golfo persico verso il mercato mondiale, incidendo anche sui livelli di esportazione e produzione petrolifera dei Paesi della regione. Il blocco dello Stretto ha contribuito a un forte aumento dei prezzi dei carburanti e dei prodotti industriali in gran parte del mondo.


"Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, sottolineando: "Il nostro criterio è rappresentato dai risultati concreti che dobbiamo ottenere (durante i colloqui con gli Stati Uniti) per adempiere ai nostri impegni. Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti". Intervenendo oggi in una sessione online del Parlamento, Ghalibaf, che è anche il capo negoziatore nei colloqui Iran-Usa, ha aggiunto: "Il nemico è in una nuova fase di guerra con l'Iran, attraverso la pressione economica e la propaganda mediatica per seminare discordia nel Paese al fine di compensare il suo fallimento militare e anche per costringerci a sottometterci. Noi dobbiamo mantenere l'unità. I messaggi e la guida della Guida Mojtaba Khamenei sono la nostra mappa stradale", ha aggiunto, citato dall'Irna.


Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro infrastrutture del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah nel sud del Libano. Lo hanno reso noto le stesse Idf in una breve nota.


Sebbene alcune questioni siano state risolte, i negoziati tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra vedono ancora diversi punti critici, tutti legati all'economia. È quanto riporta l'emittente panaraba qatariota Al Jazeera, secondo cui i nodi riguardano in particolare: i beni iraniani congelati; il fondo per la ricostruzione richiesto dalla Repubblica islamica; l'esenzione dell'Iran dal divieto di vendita di petrolio e prodotti petrolchimici. Secondo funzionari iraniani citati dall'emittente, Teheran "non ha fretta" e qualsiasi accordo dovrà garantire e tutelare gli interessi nazionali dell'Iran.


In mancanza di un accordo con l'Iran, gli Stati Uniti sono pronti a riprendere un'azione militare. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista a Fox, dicendosi tuttavia convinto che un'intesa sarà raggiunta, anche se ci vorrà tempo, e sarà ottima. "Stiamo per concludere un ottimo accordo. Concluderemo un ottimo accordo. Altrimenti, torneremo indietro e chiuderemo la questione militarmente", ha affermato Trump. "Siamo vicini a un ottimo accordo (...) altrimenti inizieremo semplicemente con il dipartimento della Guerra", ha ribadito. "Preferirei raggiungere un accordo perché possiamo riaprire lo Stretto immediatamente dopo la firma", ha spiegato il leader della Casa Bianca, riferendosi allo Stretto di Hormuz. "L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Hanno accettato questo. Ed è stato molto interessante. Inizialmente avevano detto che non avrebbero sviluppato un'arma nucleare. Ho detto: Beh, cosa succede se comprate un'arma nucleare?. "Ora dicono: Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo armi militari. Questa è una grande differenza", ha precisato Trump. Il presidente statunitense, comunque, ha ammesso che il processo non è rapido: "Stiamo ottenendo ciò che vogliamo lentamente, con negoziatori molto tenaci, e ci vuole molto tempo. Non ho fretta. Mi piacerebbe dire di avere fretta perché, sapete, i prezzi della benzina crolleranno, ma se si ha fretta, non si conclude un buon affare", ha affermato. "Lentamente ma inesorabilmente, stiamo ottenendo, credo, ciò che vogliamo. E se non otterremo ciò che vogliamo, la chiuderemo in un altro modo", ha concluso.


Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ulteriormente intensificato nelle ultime ore l'offensiva di terra nel sud del Libano e hanno conquistato il castello di Beaufort, risalente all'epoca delle crociate. Nei giorni scorsi, le Idf avevano annunciato l'avvio di un'operazione nella zona "per distruggere le infrastrutture di Hezbollah ed eliminare i terroristi, nell'ambito del rafforzamento del controllo operativo nel Libano meridionale e della rimozione delle minacce dirette" per lo Stato ebraico, nonché per "estendere la linea di difesa avanzata". I militari israeliani hanno attraversato un'ansa a 90 gradi del fiume Litani di fronte alla comunità di confine di Metula e sono poi avanzati verso il castello, che domina la penisola di Galilea nel nord di Israele, nonché la regione di Nabatieh nel sud del Libano. Le Idf hanno reso noto di aver esteso i loro attacchi nelle aree a nord del Litani e di aver esteso l'operazione "ad altre zone". 


L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani, in Libano, a circa 40 chilometri dal confine con Israele, nell'ambito delle sue operazioni contro Hezbollah. "Qualsiasi edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari può diventare un obiettivo!", ha avvertito Avichay Adraee, portavoce dell'esercito di lingua araba, in un messaggio pubblicato su Telegram. "Residenti del Libano meridionale, dovete spostarvi immediatamente a nord del fiume Zahrani".


Secondo tre funzionari, il presidente Trump ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran e ha rinviato le modifiche proposte al Paese per la sua valutazione. Lo scrive il New York Times. Un funzionario ha aggiunto che Trump era frustrato dalla lentezza con cui l'Iran ha risposto alle proposte Usa e ha inoltre affermato che le modifiche apportate da Trump - una nuova proposta più rigida - erano probabilmente volte ad accelerare il processo, esercitando pressione sull'Iran affinché accettasse il quadro già inviato alla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, per l'approvazione. 


L'esercito israeliano ha annunciato che la sua operazione di terra contro il movimento filo-iraniano Hezbollah "si sta estendendo ad altre aree", dopo aver attraversato il fiume Litani nel Libano meridionale. L'esercito "ha attraversato il Litani e ha esteso le sue operazioni contro obiettivi di Hezbollah a nord del fiume. L'operazione si sta estendendo ad altre aree", ha scritto sulla piattaforma social X. L'attraversamento del Litani, a circa 30 chilometri a nord del confine con Israele, è stato annunciato venerdì dal premier Benjamin Netanyahu, che in precedenza aveva dichiarato che gran parte del Libano meridionale era ora una "zona di combattimento", nonostante il cessate il fuoco teoricamente in vigore. L'esercito israeliano ha affermato di aver lanciato "pochi giorni fa" un'offensiva nella regione di Beaufort Ridge e Wadi al-Saluki, nel Libano meridionale, "con l'obiettivo di eliminare le minacce dirette alle città della Galilea settentrionale e di Metula, e nell'ambito degli sforzi in corso per rafforzare il controllo operativo nel Libano meridionale". "Un numero significativo di soldati israeliani ha lanciato operazioni offensive volte ad estendere la linea di difesa avanzata", ha aggiunto. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato ieri Israele di perseguire una "politica della terra bruciata" contro il suo Paese. Gli scontri tra Israele e Hezbollah si verificano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, che non è mai stato rispettato. Dall'inizio delle ostilità, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 3.371 persone e causato lo sfollamento di oltre un milione, secondo le autorità libanesi.


L'esercito israeliano rende noto che ieri sera un soldato morto nel sud del Libano. Il sergente Michael Tyukin, 21 anni, della brigata Givati, è stato ucciso da un drone esplosivo lanciato da Hezbollah. Altri quattro soldati sono rimasti feriti in modo lieve.


Il presidente americano Donald Trump ha richiesto diversi emendamenti all'accordo che i suoi inviati hanno raggiunto con le controparti iraniane, durante la riunione nella Situation room di venerdì: lo riporta Axios, in base a quanto appreso da un alto funzionario dell'amministrazione e da una seconda fonte vicina al dossier. Trump vuole l'accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli relativi al materiale nucleare dell'Iran, secondo due funzionari Usa. La richiesta di Trump ha innescato un nuovo ciclo di scambi tra le parti, che potrebbe protrarsi per diversi giorni.


"I negoziati procedono lentamente, ci vuole molto tempo. Non ho fretta. Mi piacerebbe dire di avere fretta - perché i prezzi della benzina sono destinati a raddoppiare - ma se si va di fretta, non si conclude un buon affare". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump intervistato dalla nuora Lara Trump su Fox News, assicurando che l'Iran non avrà l'arma nucleare e dovrà garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

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