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Ultimo aggiornamento: 13 minuti fa
Speciale Guerra in Iran

Meeting in corso

Trump in riunione per prendere una "decisione definitiva" sull'Iran | Gli Usa revocano il blocco navale

In Libano invece la tensione resta alta, il premier Netanyahu: "Le nostre truppe hanno varcato il fiume Litani nel Libano, operiamo anche a Beirut"

29 Mag 2026 - 17:56
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 © Ansa

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Potrebbe essere una giornata decisiva per l'eventuale stop alla guerra in Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha convocato una riunione per "prendere una decisione definitiva" sul conflitto. Il tycoon ha insistito che Teheran deve "accettare che non avrà l'arma nucleare e lo Stretto di Hormuz deve essere aperto senza pedaggi". Per quanto riguarda la presenza di mine ha aggiunto: "L'Iran completerà l'immediata rimozione e/o detonazione". Dall'altra parte gli Stati Uniti revocano il blocco navale

La tensione resta invece altissima in Libano dove il quotidiano Times of Israel ha rivelato che l'Idf "ha aperto il fuoco contro un aereo civile sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone". Anche se non sono stati segnalati danni o feriti, sarebbe stata comunque aperta un'inchiesta. Inoltre, il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che le truppe israeliane hanno varcato il fiume Litani nel Libano, conquistando le alture. "Operiamo anche a Beirut", ha aggiunto.

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"Particolare preoccupazione destano i forti rincari dei fertilizzanti" i cui effetti sui beni alimentari "si manifesteranno appieno all'inizio del prossimo anno" e da questo "deriverà un aggravamento dell'insicurezzaalimentare, che potrebbe spingere decine di milioni di persone nei paesi a basso reddito verso condizioni di poverà estrema". Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nella sua relazione annuale.


L'Iran condanna fermamente gli attacchi israeliani nel Libano meridionale e orientale e nel sobborgo di Dahieh a Beirut, che hanno causato decine di morti e feriti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei - riporta l'agenzia si stampa Mehr -, ha affermato che l'intensificarsi e l'estensione degli attacchi militari israeliani alle città storiche di Tiro, Nabatieh e Sidone dimostrano che il silenzio e l'indifferenza degli organismi internazionali, in particolare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno incoraggiato il regime occupante a proseguire con la sua aggressione e i suoi crimini. Ha descritto l'amministrazione statunitense come complice e partner in tutti i crimini israeliani in Libano, nella Palestina occupata e nell'intera regione. Baghaei, sempre secondo quanto riporta Mehr, ha ribadito la piena solidarietà dell'Iran con il Libano nella difesa della sua sovranità, dignità e indipendenza contro le ambizioni espansionistiche e colonialiste del regime israeliano.


"È difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l'assetto che seguirà" ma in ogni caso "l'incertezza è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando consumi e investimenti". Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nella sua relazione annuale.


Uday Muhsin al Halfi (noto anche come Sheikh Dhafir al Halfi), membro senior della milizia irachena filo-iraniana Harakat Ansar Allah al Awfiya, è stato ucciso dall'esplosione di una bomba piazzata sul suo veicolo nell'area di Dur al Naft, nella provincia di Maysan, nel sud dell'Iraq. Secondo quanto precisato dalla stessa milizia, che è una brigata delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp, coalizione di milizie a maggioranza sciita integrata nell'apparato statale), Al Halfi è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato (Ied) fatto detonare sul suo veicolo. Secondo fonti ufficiali locali e di sicurezza citate dall'emittente "Rudaw", la stessa esplosione ha ferito anche un altro miliziano.


L'Idf ha ordinato ai residenti presenti nel villaggio di Ayn Qana, nel sud del Libano, di evacuare urgentemente in vista di un attacco contro Hezbollah. "Per il vostro bene, evacuate immediatamente le vostre case e allontanatevi dal villaggio per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti", ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. "Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento, mette a rischio la propria vita".


L'Iran non ha alcuna intenzione di trasferire fuori dal Paese, in Cina o in Russia, il proprio uranio arricchito. Lo ha detto ai media russi Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Non abbiamo alcun piano per portare l'uranio arricchito fuori dal Paese", ha affermato Azizi. "Francamente, non capisco nemmeno la logica di queste domande. Non abbiamo intenzione di trasferire il nostro uranio arricchito a Paesi terzi, intermediari o altrove", ha aggiunto.


Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Le dichiarazioni giungono mentre i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.


Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrerà oggi a Washington il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar, secondo un programma ufficiale diffuso dal dipartimento di Stato. L'incontro si svolge mentre crescono le aspettative per un accordo che ponga fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran, con il Pakistan impegnato come mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran. Negli ultimi giorni alti funzionari pachistani si sono recati anche in Iran nell'ambito degli sforzi diplomatici.


Il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller ha commentato i resoconti in merito ai progressi nel processo negoziale tra Stati Uniti e Iran, affermando che Teheran ha accettato, oltre alla "completa riapertura" dello Stretto di Hormuz, anche "molte altre concessioni" che saranno rese pubbliche prossimamente. In un'intervista all'emittente televisiva "Fox News", Miller ha definito tali concessioni "significative, sostanziali e drastiche", sostenendo che "sarebbero state impossibili fino a poco tempo fa". Il funzionario ha pero' precisato che "non esiste alcun accordo finché non c'è un accordo" e che "nulla è definitivo finché non è definitivo". Miller ha inoltre ribadito che Donald Trump "si riserva l'opzione, ora o in qualsiasi momento futuro, di fare tutto ciò che sarà necessario per difendere e proteggere la sicurezza nazionale americana".


Con l'Iran "abbiamo compiuto molti progressi. E' molto chiaro che, credo, gli iraniani vogliono un accordo e vogliono aprire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti James David Vance parlando con i giornalisti. "Penso che sia difficile dire esattamente quando o se si arriverà ad assegnare il memorandum d'intesa, ci sono alcune questioni legate al dossier nucleare, alle scorte di uranio altamente arricchito e anche alla questione dell'arricchimento. Quindi continuiamo a confrontarci con loro. Riteniamo che stiano negoziando, almeno finora, in buona fede e stiamo facendo progressi", ha aggiunto Vance, sottolineando che "il presidente potrebbe trovarsi nella posizione di poter approvare l'accordo, ma ovviamente questo è ancora da definire". 


Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha contestato e definito "falso" quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il Centcom ha assicurato che "nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all'appello". 

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