Ancora stallo
Iran, conclusa la riunione nella Situation Room dopo due ore | Nyt: "Trump non ha preso alcuna decisione"
In Libano la tensione resta alta, il premier Netanyahu: "Le nostre truppe hanno varcato il fiume Litani nel Libano, operiamo anche a Beirut"
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Nulla di fatto. Dopo circa due ore di riunione Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull'Iran. Secondo quanto riportato dal New York Times, che cita alcune fonti vicine al tycoon, l'accordo resta vicino, ma ci sono "alcune questioni da discutere, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani". Tra i punti fondamentali per gli Stati Uniti c'è l'apertura immediata e senza pedaggi dello Stretto di Hormuz, oltre al fatto che, citando proprio Trump, "l'Iran deve accettare che non avrà l'arma nucleare". Per quanto riguarda la presenza di mine ha aggiunto: "Teheran completerà l'immediata rimozione e/o detonazione". Dall'altra parte gli Usa hanno revocato il blocco navale.
La tensione resta invece altissima in Libano dove il quotidiano Times of Israel ha rivelato che l'Idf "ha aperto il fuoco contro un aereo civile sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone". Anche se non sono stati segnalati danni o feriti, sarebbe stata comunque aperta un'inchiesta. Inoltre, il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che le truppe israeliane hanno varcato il fiume Litani nel Libano, conquistando le alture. "Operiamo anche a Beirut", ha aggiunto.
Nell'ambito dell'operazione, Economic Fury, e in coordinamento con il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e l'ufficio di Los Angeles del Federal Bureau of Investigation (Fbi), il dipartimento del Tesoro statunitense ha adottato misure contro una rete di approvvigionamento con sede in Iran che si spacciava per aziende statunitensi e le frodava al fine di procurare beni soggetti a restrizioni per il ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniane e altri utenti finali iraniani sottoposti a sanzioni. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota. "I palesi tentativi dell'esercito iraniano di prendere di mira e ingannare aziende americane dimostrano fino a che punto il regime sia disposto a spingersi per sostenere le proprie attivita' malevole", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. "Il Tesoro continuera' a utilizzare tutte le autorita' disponibili per interrompere l'accesso del regime iraniano al sistema finanziario globale".
Fmi, Banca mondiale (Bm) e Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea) mettono in guardia dai rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti di carburanti nei mesi estivi di picco della domanda se il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non tornasse alla normalità. "Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record in risposta alla grave perdita di forniture attraverso lo Stretto di Hormuz", hanno affermato i vertici delle tre istituzioni in una nota congiunta.
L'agenzia di stampa Tasnim News, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha riferito che "un micro-drone nemico nei pressi di Qeshm è stato colpito e distrutto dalla difesa aerea dell'esercito iraniano". Sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, erano state udite esplosioni che facevano pensare ad attività della difesa aerea.
Le autorità iraniane stanno gettando le basi per un funerale "sontuoso" per la Guida Suprema assassinata, l'Ayatollah Ali Khamenei, secondo quanto riportato oggi dai media ufficiali, dopo un lungo rinvio dovuto alla guerra della Repubblica Islamica contro Stati Uniti e Israele. Sebbene la data sia ancora incerta, "è stato istituito un quartier generale speciale per preparare la cerimonia funebre e diverse agenzie stanno attualmente pianificando e organizzando tutto", ha riferito la televisione di Stato, citando Mohsen Mahmoudi, capo del Consiglio di coordinamento per la propaganda islamica di Teheran. Khamenei, che ha guidato la Repubblica Islamica per oltre tre decenni, è stato ucciso nella prima ondata di attacchi statunitensi e israeliani che hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio. Anche suo figlio e successore Mojtaba Khamenei è rimasto ferito negli attacchi e non è stato visto in pubblico da quando ha assunto la carica. Ad aprile è stato organizzato un evento in omaggio al padre di Khamenei, ma i funerali di Stato inizialmente annunciati non hanno potuto avere luogo a causa della guerra. La televisione di Stato, citando Mahmoudi, ha affermato che "diverse organizzazioni stanno lavorando per creare le condizioni necessarie affinché, una volta annunciata ufficialmente, si possa tenere una cerimonia "grandiosa'", aggiungendo che si prevede una "vasta partecipazione".
La riunione nella Situation Room è durata circa due ore ma Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull'accordo con l'Iran. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti.
Il Comando centrale delle forze militari Usa (Centcom) ha riferito oggi che 115 navi commerciali sono state finora bloccate nell'ambito della stretta sui porti iraniani attuata dagli Stati Uniti. "Le forze americane continuano a far rispettare il blocco contro l'Iran. Al 29 maggio, 115 navi commerciali sono state reindirizzate per garantire che nessuna merce entri o esca dai porti iraniani", ha scritto il Centcom su X, in merito all'iniziativa entrata in vigore il 13 aprile. La riapertura dello Stretto di Hormuz e il libero flusso del traffico marittimo nel Golfo Persico rimangono una questione centrale nei negoziati ancora in corso tra Stati Uniti e Iran.
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato oggi che non sono in corso "negoziati" sul suo programma nucleare, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere che l'Iran avrebbe rinunciato all'uranio arricchito nell'ambito di un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "In questa fase, siamo concentrati sulla fine della guerra e non sono in corso negoziati sulla questione nucleare", ha dichiarato il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, alla televisione di stato.
La diplomazia iraniana afferma che non è stato ancora raggiunto "nessun accordo definitivo" con gli Stati Uniti, riferiscono i media statali iraniani. Nonostante i continui scambi di messaggi, l'Iran non ha ancora raggiunto un accordo definitivo con gli Stati Uniti e attenderà di vedere se Washington porrà effettivamente fine a quello che Teheran definisce un blocco navale illegale, ha dichiarato alla televisione di Stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, scrive Iran International. Baghaei ha affermato che l'Iran "ha detto addio al linguaggio del 'devo' 47 anni fa" e che i governi occidentali non possono dettare le condizioni alla Repubblica Islamica. "Prendiamo le nostre decisioni basandoci sugli interessi e sui diritti del popolo iraniano", ha aggiunto. Ha inoltre affermato che quello che Washington ha definito un blocco navale è illegale fin dall'inizio, definendolo sia una violazione del cessate il fuoco sia un'interruzione della libertà di navigazione internazionale. Baghaei ha concluso dicendo che Teheran attenderà di vedere se gli Stati Uniti daranno seguito concretamente alla loro posizione dichiarata o se si tratta semplicemente di una "affermazione propagandistica".
"Una fonte ben informata" ha detto al giornalista di Al Jazeera Ali Hashem che la dichiarazione del presidente Donald Trump sulla revoca del blocco navale americano all'Iran "era, di fatto, la prima condizione per procedere alle fasi successive dell'intesa". "Secondo la fonte, la parte iraniana ha insistito per avere prima un annuncio pubblico formale - ha scritto Hashem su X - Trump sembra averlo presentato come una questione secondaria, mentre Teheran la considera una misura essenziale per rafforzare la fiducia prima di affrontare questioni più delicate". La stessa fonte ha precisato che "finora non c'è stata alcuna discussione diretta sul dossier nucleare" e che "è previsto anche un annuncio di cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele come parte del quadro più ampio che si sta delineando".
Quattro presunti miliziani di Hamas che "rappresentavano una minaccia immediata per le truppe" sono stati uccisi in raid israeliani nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dall'esercito, nel sud della Striscia, l'Idf ha colpito tre miliziani individuati in prossimità delle truppe. In un altro episodio, un uomo armato, sospettato di essere un cecchino, è stato colpito e ucciso.
Le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump su un possibile accordo con l'Iran sono "un misto di verità e menzogne" e non rispecchiano la bozza di accordo attualmente in fase di revisione a Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars News, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando fonti informate. Lo scrive Iran International. L'agenzia afferma che la bozza, presentata come "impegno reciproco", è nelle fasi finali di approvazione in Iran, ma non è stata ancora presa una decisione definitiva. Secondo Fars, Trump ha rivendicato la vittoria presentando punti che contraddicono il testo della bozza, pur affermando che il blocco statunitense verrà revocato. L'agenzia nega inoltre che l'Iran abbia accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz senza pedaggi o condizioni, affermando che tale clausola non è presente nella bozza. Teheran riaprirà lo stretto dopo la revoca del blocco, sulla base di accordi propri, che potrebbero includere monitoraggio, ispezioni, servizi e misure di sicurezza. E respinge l'affermazione di Trump secondo cui l'Iran avrebbe smantellato o distrutto il proprio materiale nucleare, affermando che fonti informate hanno definito tale asserzione infondata e assente dal memorandum. La notizia dell'agenzia iraniana afferma che la parte più importante della bozza è il pagamento immediato di 12 miliardi di dollari in beni iraniani congelati, aggiungendo che Teheran non passerà a nessuna fase successiva dei negoziati finché il denaro non sarà sbloccato. Ha inoltre affermato che un cessate il fuoco completo in Libano, in linea con la posizione di Hezbollah, è un altro punto chiave. Fars ha dichiarato che l'Iran passerà alla fase successiva dei colloqui, che include l'allentamento delle sanzioni e la questione nucleare, solo se tali condizioni saranno soddisfatte, e che qualsiasi accordo finale si baserà sulle linee rosse della Repubblica Islamica e sulla "completa sfiducia" nei confronti degli Stati Uniti.
Secondo Teheran, un accordo con gli Stati Uniti è possibile se Washington rinuncia alle sue richieste "eccessive". E' quanto si legge nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri iraniano sul colloquio avuto oggi dal ministro Abbas Araghchi con l'omologo omanita, Badr Albusaidi. "Illustrando lo stato attuale del processo diplomatico mediato dal Pakistan, il ministro degli Esteri ha affermato che il raggiungimento di un accordo definitivo è subordinato alla cessazione delle richieste eccessive e delle posizioni mutevoli e contraddittorie della parte america", recita la nota.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il vice premier e ministro degli esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar a Washington e lo ha ringraziato per il ruolo costruttivo negli sforzi per l'Iran. Lo riferisce il Dipartimento di Stato.
Le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a "causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale - che ora verrà revocato - possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie: il vostro Presidente preferito!". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
"L'Iran deve accettare che non avrà mai un'arma nucleare o una bomba. Lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il traffico marittimo senza restrizioni, in entrambe le direzioni". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Tutte le mine, se ce ne sono, verranno eliminate. L'Iran completerà l'immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte", ha aggiunto il presidente.
Donald Trump nella Situation Room per "prendere una decisione definitiva" sull'Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. "Mi riunirò ora, nella Situation Room, per prendere una decisione definitiva", ha scritto.
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche iraniane ha riferito che 24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorità iraniane nelle ultime 24 ore. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa da Al Jazeera, la marina dei Pasdaran ha affermato di consentire a un numero limitato di navi di attraversare quotidianamente la strategica via navigabile attraverso rotte designate per "evitare la congestione".
"Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili; nei negoziati ci limitiamo a farlo comprendere". Lo ha dichiarato su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Non abbiamo alcuna fiducia nelle garanzie e nelle parole; solo i comportamenti sono il criterio. Non verrà intrapresa alcuna azione prima di quella della controparte", ha spiegato. "Il vincitore di ogni accordo è chi, dal giorno dopo, si prepara meglio alla guerra", ha aggiunto.
Nell'accordo fra Iran e Stati Uniti ci sarebbe anche il riferimento a un fondo di investimento per l'Iran. Lo riporta il New York Times, secondo il quale fonti iraniane lo hanno identificato in circa 300 miliardi di dollari. Il fondo sarebbe, secondo Teheran, un "programma di ricostruzione" che sarebbe promesso all'Iran nel caso in cui un'intesa finale sarà firmata. Secondo due diplomatici, l'ultima bozza del memorandum of understanding farebbe riferimento a un "fondo di investimento" di internazionale che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare se un accordo finale sarà raggiunto. I piani per il fondo saranno discussi nel corso dei 60 giorni di trattative. L'idea prende le mosse da una proposta avanzata in precedenza dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno suggerito di promuovere immobiliari a Teheran oltre a un fondo investimento.
"Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendoduri colpi a Hezbollah". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di Stato maggiore Tamir Yadai. "Stiamo operando anche a Beirut, nella valle della Bekaa, lungo tutto il fronte e stiamo colpendo duramente Hezbollah", ha aggiunto.
L'Idf avrebbe aperto il fuoco contro un aereo civile in volo sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui l'incidente si sarebbe verificato dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato la presunta presenza di velivoli a pilotaggio remoto non identificati sopra la zona. A quel punto le truppe israeliane sarebbero state inviate a perlustrare la zona e una delle unità militari, credendo di aver individuato un drone, avrebe aperto il fuoco contro di esso. Non sono stati segnalati danni o feriti, ma l'esercito dello Stato ebraico ha dichiarato che aprirà un'indagine sull'accaduto.
Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa d'Israele (Idf), generale Eyal Zamir, ha dichiarato che le truppe di terra stanno avanzando nel Libano meridionale. "Anche in questi momenti, le nostre forze stanno avanzando e operando", ha affermato Zamir durante una visita a una postazione militare situata nell'area delle Fattorie di Sheb'a, sulle pendici occidentali del Monte Hermon. "Qui Hezbollah ha subìto danni cumulativi senza precedenti, dai migliaia di terroristi fino ai comandanti di alto e medio livello", ha affermato il generale, aggiungendo che la "linea di difesa avanzata" delle Idf nel Libano meridionale "non ci limita". "Ovunque individueremo una minaccia e ovunque sarà necessario eliminarla, agiremo. Ovunque ci sarà la necessità operativa di intervenire sul terreno, interverremo", ha proseguito Zamir.
Donald Trump sta aspettando per la firma dell'accordo dell'Iran per assicurarsi che l'Iran non torni indietro e vuole inoltre vedere come l'intesa viene accolta negli Stati Uniti. Lo ha detto Barak Ravid, il giornalista di Axios su Cnn, sottolineando che in "un giorno o due potrebbe decidere".
L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha citato una fonte informata secondo la quale il testo di un possibile memorandum d'intesa tra Teheran e Washington non è ancora stato finalizzato. La fonte ha affermato che il testo verrà annunciato ufficialmente una volta completato. Lo riporta Iran International. In risposta alle notizie diffuse dai media occidentali su alcuni aspetti del possibile accordo, la fonte ha affermato che le versioni pubblicate finora erano "inesatte". La fonte ha inoltre affermato che il testo del possibile memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica è cambiato diverse volte negli ultimi giorni.
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i Paesi ora richiedono l'autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump era l'unica persona che non vuole accettare la realtà. "Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo Stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro", scrive Rezaei.
Quindici bambini sono stati uccisi in Libano e 62 feriti negli ultimi sette giorni, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo afferma l'Onu in una nota. "Secondo il Ministero della Salute pubblica libanese, 77 bambini sarebbero stati uccisi o feriti solo nell'ultima settimana", ha dichiarato il portavoce dell'Unicef Ricardo Pires durante una conferenza stampa a Ginevra. In totale, dall'annuncio del cessate il fuoco, 55 bambini sono stati uccisi e 212 feriti, ha affermato Pires. Pires ha esortato tutte le parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a conformarsi in ogni momento al diritto internazionale umanitario, secondo il quale "i bambini e le infrastrutture civili devono essere protetti in ogni momento".
"Particolare preoccupazione destano i forti rincari dei fertilizzanti" i cui effetti sui beni alimentari "si manifesteranno appieno all'inizio del prossimo anno" e da questo "deriverà un aggravamento dell'insicurezzaalimentare, che potrebbe spingere decine di milioni di persone nei paesi a basso reddito verso condizioni di poverà estrema". Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nella sua relazione annuale.
L'Iran condanna fermamente gli attacchi israeliani nel Libano meridionale e orientale e nel sobborgo di Dahieh a Beirut, che hanno causato decine di morti e feriti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei - riporta l'agenzia si stampa Mehr -, ha affermato che l'intensificarsi e l'estensione degli attacchi militari israeliani alle città storiche di Tiro, Nabatieh e Sidone dimostrano che il silenzio e l'indifferenza degli organismi internazionali, in particolare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno incoraggiato il regime occupante a proseguire con la sua aggressione e i suoi crimini. Ha descritto l'amministrazione statunitense come complice e partner in tutti i crimini israeliani in Libano, nella Palestina occupata e nell'intera regione. Baghaei, sempre secondo quanto riporta Mehr, ha ribadito la piena solidarietà dell'Iran con il Libano nella difesa della sua sovranità, dignità e indipendenza contro le ambizioni espansionistiche e colonialiste del regime israeliano.
"È difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l'assetto che seguirà" ma in ogni caso "l'incertezza è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando consumi e investimenti". Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nella sua relazione annuale.
Uday Muhsin al Halfi (noto anche come Sheikh Dhafir al Halfi), membro senior della milizia irachena filo-iraniana Harakat Ansar Allah al Awfiya, è stato ucciso dall'esplosione di una bomba piazzata sul suo veicolo nell'area di Dur al Naft, nella provincia di Maysan, nel sud dell'Iraq. Secondo quanto precisato dalla stessa milizia, che è una brigata delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp, coalizione di milizie a maggioranza sciita integrata nell'apparato statale), Al Halfi è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato (Ied) fatto detonare sul suo veicolo. Secondo fonti ufficiali locali e di sicurezza citate dall'emittente "Rudaw", la stessa esplosione ha ferito anche un altro miliziano.
L'Idf ha ordinato ai residenti presenti nel villaggio di Ayn Qana, nel sud del Libano, di evacuare urgentemente in vista di un attacco contro Hezbollah. "Per il vostro bene, evacuate immediatamente le vostre case e allontanatevi dal villaggio per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti", ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. "Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento, mette a rischio la propria vita".
L'Iran non ha alcuna intenzione di trasferire fuori dal Paese, in Cina o in Russia, il proprio uranio arricchito. Lo ha detto ai media russi Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Non abbiamo alcun piano per portare l'uranio arricchito fuori dal Paese", ha affermato Azizi. "Francamente, non capisco nemmeno la logica di queste domande. Non abbiamo intenzione di trasferire il nostro uranio arricchito a Paesi terzi, intermediari o altrove", ha aggiunto.
Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Le dichiarazioni giungono mentre i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrerà oggi a Washington il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar, secondo un programma ufficiale diffuso dal dipartimento di Stato. L'incontro si svolge mentre crescono le aspettative per un accordo che ponga fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran, con il Pakistan impegnato come mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran. Negli ultimi giorni alti funzionari pachistani si sono recati anche in Iran nell'ambito degli sforzi diplomatici.
Il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller ha commentato i resoconti in merito ai progressi nel processo negoziale tra Stati Uniti e Iran, affermando che Teheran ha accettato, oltre alla "completa riapertura" dello Stretto di Hormuz, anche "molte altre concessioni" che saranno rese pubbliche prossimamente. In un'intervista all'emittente televisiva "Fox News", Miller ha definito tali concessioni "significative, sostanziali e drastiche", sostenendo che "sarebbero state impossibili fino a poco tempo fa". Il funzionario ha pero' precisato che "non esiste alcun accordo finché non c'è un accordo" e che "nulla è definitivo finché non è definitivo". Miller ha inoltre ribadito che Donald Trump "si riserva l'opzione, ora o in qualsiasi momento futuro, di fare tutto ciò che sarà necessario per difendere e proteggere la sicurezza nazionale americana".
Con l'Iran "abbiamo compiuto molti progressi. E' molto chiaro che, credo, gli iraniani vogliono un accordo e vogliono aprire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti James David Vance parlando con i giornalisti. "Penso che sia difficile dire esattamente quando o se si arriverà ad assegnare il memorandum d'intesa, ci sono alcune questioni legate al dossier nucleare, alle scorte di uranio altamente arricchito e anche alla questione dell'arricchimento. Quindi continuiamo a confrontarci con loro. Riteniamo che stiano negoziando, almeno finora, in buona fede e stiamo facendo progressi", ha aggiunto Vance, sottolineando che "il presidente potrebbe trovarsi nella posizione di poter approvare l'accordo, ma ovviamente questo è ancora da definire".
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha contestato e definito "falso" quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il Centcom ha assicurato che "nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all'appello".
