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Usa lanciano nuovi attacchi aerei in Iran | Centcom: "Presentato a Trump piano per intensificare i raid nei prossimi 10-14 giorni"

Come riportato dal Comando Centrale, si tratta di una "potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente"

30 Lug 2026 - 22:48
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Gli attacchi all'Iran, da parte degli Usa, non si fermano, anzi sembra siano destinati a peggiorare. Durante la scorsa settimana infatti, l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale (Centcom) americano, ha presentato al presidente Donald Trump un piano per 10-14 giorni di intensi raid per ridurre le capacità missilistiche di Teheran. Pare, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che Trump possa scegliere fra raid mirati o la campagna proposta da Cooper per rispondere all'attacco iraniano contro target americani in Giordania. E, intanto, nella notte gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi che, come riportato in una nota del Centcom, sono "potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente". Trump non si ferma e dichiara: "Se non otteniamo il 100% di quello che vogliamo, possiamo riprendere la guerra". E arrivano anche sanzioni Usa contro le reti a sostegno di Mahan Air, la compagnia aerea iraniana che, secondo Washington, trasporta personale dei pasdaran".

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Gli attacchi erano "stati coordinati" con Baghdad, aveva detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma arriva la smentita. L'Iraq non era a conoscenza e non ha approvato i micidiali attacchi condotti ieri dagli Stati Uniti e dall'Arabia Saudita contro gruppi armati filo-iraniani sul suo territorio. Lo afferma il portavoce del governo Haider al-Aboudi. "Il governo non era a conoscenza" di questi attacchi e "non ha approvato alcun attacco raid a siti o gruppi specifici in Iraq", ha affermato Aboudi alla televisione di stato.


Gli Stati Uniti hanno imposto un nuovo pacchetto di sanzioni legate all'Iran, prendendo di mira reti internazionali che sostengono Mahan Air, la compagnia aerea iraniana che, secondo Washington, trasporta personale del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (pasdaran), oltre ad armi e droni.Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato, in una nota, di aver inserito nelle liste delle sanzioni sei entità e individui con sede in Cina, India, Russia e Iran, accusati di aver operato come agenti di vendita e reti di supporto per la compagnia aerea, già sottoposta a sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea.


Gli Stati Uniti potrebbero riprendere una guerra su vasta scala contro l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Se non otteniamo il 100% di quello che vogliamo, assolutamente sì", ha risposto Trump all'emittente televisiva francese LCI, quando gli è stato chiesto se stesse valutando la possibilità di riprendere una guerra su vasta scala con la Repubblica islamica.


Israele "contesta i termini del documento" attualmente in discussione ai colloqui in corso al Cairo, in Egitto, e non si ritirerà da Gaza finché la Striscia "non sarà completamente smilitarizzata". Lo ha dichiarato un funzionario israeliano anonimo citato dal quotidiano Times of Israel, mentre emergono significativi progressi nei colloqui in corso al Cairo - tra i mediatori e una delegazione di Hamas - focalizzati su una possibile tabella di marcia per il disarmo del movimento islamista palestinese. "Israele esige il disarmo totale di Hamas, compresa la completa smilitarizzazione della Striscia", ha affermato la stessa fonte. 


Stando a diverse fonti l'Arabia Saudita starebbe preparando una coalizione navale multinazionale composta da decine di Paesi per difendere il Mar Rosso. Una conseguenza del blocco dello stretto di Hormuz e il conseguente spostamento del baricentro della sicurezza energetica saudita dal Golfo allo stesso Mar Rosso, minacciato anche dalle offensive degli Houthi. Per gli osservatori regionali l'azione di Riad serve prima di tutto a garantire le esportazioni saudite di petrolio e, dunque, l'intera architettura energetica di cui Washington è garante. La coalizione invocata da Riad allineerebbe Egitto, Sudan, Gibuti e Somalia, oltre a Pakistan, Qatar, Bahrein e Kuwait. Ma senza gli Stati Uniti, avvertono fonti diplomatiche, non decolla: il Comando centrale americano è impegnato nel blocco navale contro l'Iran e la Casa Bianca non ha sciolto la riserva. Parigi, Berlino e Roma aspettano la mossa americana.


"Nessun aereo militare americano è stato distrutto o danneggiato nei recenti attacchi iraniani. Tutti i missili e i droni sono stati intercettati o non hanno raggiunto gli obiettivi". Lo afferma Us Central Command (Centcom) smentendo quanto dichiarato dal corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. Il Centcom precisa inoltre che, a dispetto da quanto dichiarato dall'Iran, nessuna nave commerciale è passata dal blocco americano. "Più di 20 navi da guerra, centinaia di aerei e migliaia di militari restano vigili e continuano ad attuare il blocco", ha messo in evidenza.


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© Withub

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Donald Trump è "esasperato" dall'Iran e in una delle ultime riunioni avrebbe sbottato contro i suoi consiglieri per le loro divisioni su come procedere. Lo riporta Nbc citando alcune fonti, secondo cui il presidente è sempre più frustrato e nè lui nè il suo staff sono soddisfatti della situazione in Medio Oriente. "È esasperato. Non pensava che fosse così difficile far accettare agli iraniani un accordo. Non c'era una reale strategia sulla durata o su come arrivare" a un'intesa, "non pensava sarebbe stata così lunga". Le forze armate americane si starebbero preparando per una ripresa delle ostilità ma senza indicazioni chiare.


''La direzione sembra positiva: sembra che Hamas si sia arreso e accetti un disarmo completo e totale''. Lo ha affermato a Ynet una fonte israeliana coinvolta nei negoziati per il disarmo di Hamas''. Il quotidiano israeliano riporta che sono in corso una serie di sviluppi che potrebbero portare a ''una svolta'' per un accordo tra Israele e Hamas nell'attuazione del piano di Trump per la Striscia di Gaza. Secondo le fonti palestinesi riportate da Ynet, una dichiarazione sul raggiungimento di accordi potrebbe essere pubblicata oggi, 30 luglio.


I Pasdaran hanno affermato che tre dei loro membri sono stati uccisi in un attacco missilistico statunitense. Secondo una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato che tre dei suoi membri sono rimasti uccisi in un attacco missilistico statunitense. Ansar al-Mahdi, la branca delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) della provincia di Zanjan, ha identificato i combattenti uccisi come Mahmoud Mollajabari, Mohammadreza Cheraghi e Jamal Amiri. Secondo l'organizzazione, i tre sono morti oggi mentre "difendevano i confini e il popolo iraniano" in quello che è stato definito un "brutale attacco da parte del regime criminale e terroristico degli Stati Uniti".


Il Pakistan, mediatore tra Stati Uniti e Iran, ha annunciato oggi che sono in corso negoziati tra i due Paesi. "Sono in corso negoziati tra le parti, in particolare riguardo allo Stretto di Hormuz e con l'obiettivo di raggiungere una de-escalation", ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.


"Con l'aiuto di Dio Onnipotente, l'aggressore sarà punito oggi". Lo scrivono le Guardie rivoluzionarie iraniane citate dall'agenzia di stampa Fars. Lo riporta Al Jazeera. Le dichiarazioni dei Pasdaran giungono dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver lanciato "potenti" attacchi contro l'Iran durante la notte, con esplosioni udite a Qeshm, Kish, Bandar Abbas, Abadan e Bushehr.


Il ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che un operaio è rimasto ucciso in un attacco iraniano contro un edificio di proprietà di un'azienda cinese nel nord del Paese. Lo scrive Al Jazeera. Il Generale Saud Abdulaziz Al-Otaibi ha dichiarato che l'attacco ha causato ingenti danni materiali all'edificio e che le autorità hanno avviato le misure necessarie per far fronte all'incidente.


Il Pakistan ha confermato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono "in corso" nonostante l'intensificarsi degli scontri nella regione. "I negoziati tra le parti sono in corso, in particolare sullo Stretto di Hormuz e per la de-escalation", ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.


In un'intervista alla rete tv statunitense in lingua spagnola Telemundo, Leone XIV esprime il desiderio di andare negli Stati Uniti e manda un messaggio d'incoraggiamento agli immigrati che vivono nella paura. "Abbiate speranza, cercate di vivere in modo ordinato, riconoscendo che chi ha subito crimini, reati, cose del genere, beh, non può costruire una società in questo modo. Quindi, dobbiamo imparare a vivere in pace, ma dobbiamo anche avere il coraggio, la speranza che ci aiuterà sempre tutti" dice il Papa. E alla domanda se conta di trasmettere il suo messaggio di persona negli Usa risponde: "Beh, spero di venire, naturalmente".


I pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz con il supporto degli Stati Uniti. Entrambe sono state "costrette a tornare indietro dopo che una di esse ha preso fuoco". "Ieri sera, due petroliere, incoraggiate da aerei americani, hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz attraverso la pericolosa rotta meridionale", hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in un comunicato "Dopo che un grave incendio è divampato su una delle due, entrambe le navi sono tornate immediatamente indietro". I pasdaran hanno ribadito che lo Stretto è "il nostro territorio" e "non può essere riaperto finché continueranno l'eccessiva retorica e le minacce dei funzionari americani e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione".


Due fonti iraniane hanno riferito al New York Times che l'esplosione avvenuta ieri sera nel porto di Damietta, in Egitto, è stata causata da un attacco di droni per dimostrare che se l'Iran decidesse potrebbe infliggere danni ancora più gravi all'approvvigionamento energetico e al trasporto marittimo globale. Lo scrive il media americano che cita due iraniani, anonimi per questioni di sicurezza. Secondo le fonti, l'esplosione è stata provocata da un attacco con droni, progettato per dimostrare che il trasporto marittimo globale e le forniture energetiche potrebbero subire interruzioni più gravi se l'Iran decidesse di intensificare le ostilità. I due non hanno specificato se l'attacco fosse stato lanciato dall'Iran o da una milizia alleata dell'Iran nella regione, né da dove fosse partito.


L'esercito giordano ha affermato che la sua difesa aerea ha abbattuto cinque missili provenienti dall'Iran e diretti verso il territorio del regno, aggiungendo che l'attacco non ha causato vittime. Il portavoce ufficiale dell'esercito ha dichiarato: "Le difese aeree hanno intercettato cinque missili lanciati dall'Iran e diretti verso il territorio del Regno nelle prime ore di questa mattina. I missili sono stati rilevati, intercettati e abbattuti secondo i piani di difesa stabiliti", si legge nella dichiarazione.


Un attacco statunitense ha ucciso tre persone, tra cui un bambino di due anni, sull'isola iraniana di Qeshm, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars, dopo che l'esercito americano ha annunciato la fine di una serie di raid. "Un attacco statunitense contro un'abitazione nel quartiere di Chah Tangu a Qeshm ha ucciso tre membri di una famiglia: il padre, la madre e il loro figlio di due anni", ha riferito Fars citando l'Università di Scienze Mediche di Hormozgan, aggiungendo che altri due bambini sono rimasti feriti


Il presidente americano Donald Trump ha incontrato mercoledì il ministro della Difesa saudita, che gli ha consegnato un messaggio del principe alla corona Mohammed bin Salman sulla guerra in Iran e l'escalation nella regione. Lo riporta Axios, citando alcune fonti Usa.


I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull'isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all'annuncio da parte dell'esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese. Secondo l'agenzia di stampa Irna, che cita un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, "le squadre di soccorso stanno cercando due persone intrappolate sotto le macerie" di un'abitazione sull'isola di Qeshm.


Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una "serie di duri" attacchi contro l'Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L'esercito statunitense ha "colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l'Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli stati vicini del Golfo", ha scritto il Centcom in una dichiarazione su X.


Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi contro l'Iran alle 2 del mattino ora italiana. I raid sono una "potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente". Lo afferma lo Us Centcom.


Gli Stati Uniti stanno conducendo attacchi in Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti americani.


L'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale (Centcom) americano, ha presentato al presidente Donald Trump la settimana scorsa un piano per 10-14 giorni di intensi attacchi all'Iran per ridurre le sue capacità missilistiche. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Trump può scegliere fra raid mirati o la campagna porposta da Cooper per rispodenre all'attacco iraniano contro target americani in Giordania.

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