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Iran, Axios: "Accordo raggiunto con gli Usa, manca l'ok di Trump" | Teheran smentisce | Netanyahu all'Idf: "Occupare il 70% di Gaza"

Intanto Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti annuncia nuove sanzioni contro "le vendite militari di petrolio dell'Iran"

28 Mag 2026 - 23:38
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La guerra in Iran potrebbe essere giunta a un punto di svolta. Secondo Axios, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo su un memorandum d'intesa per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni e avviare i negoziati sul programma nucleare di Teheran. Il condizionale è d'obbligo perché manca ancora il via libera di Donald Trump che avrebbe chiesto qualche giorno per valutare l'accordo ed esprimersi. Anche i media iraniani frenano: secondo quanto riferito da una fonte vicina alla squadra negoziale iraniana all'agenzia di stampa Tasnim, il memorandum d'intesa non è stato né finalizzato né confermato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara di aver dato istruzioni all'Idf assumere il controllo del 70% della Striscia di Gaza. Il Libano denuncia: "Nel raid 'mirato' delle forze israeliane a Beirut uccisi una donna e due bambini". Intanto il Dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro l'Iran  e le sue vendite di petrolio.

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L'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro "le vendite militari di petrolio dell'Iran", un'attività che "consente al regime di finanziare la ricostituzione delle proprie forze armate e di continuare a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti e i loro partner nella regione". In una nota, il segretario del Tesoro Scott Bessent afferma che il dipartimento "continuerà ad accrescere la pressione sulle vendite di petrolio iraniano per privare il regime iraniano e le sue forze armate delle risorse finanziarie necessarie a minacciare gli alleati e i partner degli Stati Uniti in Medio Oriente". Gli Stati Uniti, afferma Bessent, "non consentiranno al governo iraniano di incrementare le proprie entrate petrolifere allo scopo di ricostituire le proprie forze armate e capacità militari".


Gli iraniani "sono negoziatori molto abili, molto scaltri, ma siamo noi ad avere tutte le carte in mano, perché li abbiamo sconfitti militarmente". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista con "Fox News". La linea rossa, ha aggiunto Trump, "è che non accetteremo un accordo che non sia favorevole per noi".


Il ministero della Salute del Libano ha riferito che un attacco israeliano avvenuto sulla zona sud di Beirut ha ucciso una donna e due bambini, dopo che l'esercito israeliano aveva affermato di aver "colpito con precisione" quell'area della capitale, senza identificare l'obiettivo. "L'attacco del nemico israeliano contro la città di Shueifat ha causato un bilancio definitivo di tre martiri, tra cui una donna e la sua bambina neonata, e un bambino di nazionalità siriana, oltre al ferimento di 15 persone, tra cui tre bambini e cinque donne", afferma un comunicato del ministero.


"Contrariamente a quanto affermato da alcune fonti occidentali, non è vero che il testo del cosiddetto 'memorandum d'intesa' tra Iran e Stati Uniti sia stato finalizzato e che si attenda soltanto un annuncio da entrambe le parti". Lo riferisce all'agenzia semiufficiale iraniana Tasnim una fonte vicina al team negoziale. "L'Iran non ha ancora comunicato al mediatore pakistano la definizione del testo", ha dichiarato la fonte. "Se il testo sarà effettivamente finalizzato, l'Iran lo comunicherà al mediatore pakistano e al proprio popolo. Fino ad allora, qualsiasi ricostruzione proveniente da fonti occidentali sulla conclusione della questione è priva di fondamento", ha aggiunto.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "non accetterà un cattivo accordo con l'Iran, ma farà un grande accordo per gli statunitensi". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent nel corso di un briefing con i giornalisti. "Le squadre stanno negoziando avanti e indietro, il presidente ha reso chiari i suoi punti fermi: niente armi nucleari e apertura dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto.


L'accordo tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica 31 maggio. Lo riporta Axios. All'accordo, come riferito in precedenza, mancherebbe ancora il via libera definitivo del presidente Trump.


L'Iran "non persegue una diplomazia umiliante". Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, citato dai media statali. "Se ci opponiamo alla potenza più forte del mondo, dobbiamo accettare le difficoltà", ha affermato, aggiungendo che il popolo dell'Iran deve sopportare le "pressioni economiche e politiche" nell'ambito del confronto con  li Stati Uniti. Pezeshkian ha inoltre incolpato Israele per l'instabilità nella regione e ha sottolineato che le potenze straniere si aspettavano "disordini" nel Paese dopo gli attacchi, ma sono rimaste "sorprese dal continuo sostegno pubblico al governo a più di 80 giorni dall'inizio del conflitto.


La trattativa tra Iran e Stati Uniti "finirà secondo me prima di quando finirà la trattativa che non è neanche iniziata in realtà tra Russia e Ucraina". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a "Dritto e rovescio" su Retequattro. "In Ucraina la vedo molto più complicata la situazione. Ne abbiamo parlato anche oggi (a Cipro durante la ministeriale Esteri Ue) dicendo che noi dovremmo spingere la Russia a venire a pIù miti consigli per arrivare a una pace giusta che non sia la mortificazione dell'Ucraina, che poi è un Paese candidato a far parte dell'Unione europea insieme a tanti Paesi dei Balcani, che hanno naturalmente la priorità", ha inoltre affermato Tajani.


Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato che "nulla può giustificare i continui attacchi contro Tiro e Nabatieh", nel sud del Libano, "né la distruzione dei loro monumenti storici". In un comunicato pubblicato su X, Salam ha poi denunciato le "continue minacce" alla popolazione e "i ripetuti ordini ad abbandonare le proprie case" emessi dalle Forze di difesa israeliane (Idf), affermando che si tratta di "una punizione collettiva, condannate da tutte le norme e le leggi internazionali".


In Libano "serve moderazione sia da parte di Israele sia da parte di Hezbollah" perché "rischiamo di non finire piu' un conflitto che rischia di essere sempre più un conflitto con ripercussioni a livello mondiale, e non soltanto a livello territoriale o per i Paesi vicini". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a "Dritto e Rovescio" su Rete4. "In Medio Oriente la situazione complicata perché anche oggi ci sono stati bombardamenti a Beirut da parte israeliana. Noi invitiamo tutti, sia gli israeliani a non esagerare negli attacchi nel Libano e soprattutto Hezbollah a non lanciare missili contro la popolazione civile in Israele", ha affermato Tajani. "Ne abbiamo appunto parlato oggi (a Cipro durante la ministeriale Esteri Ue). Questa è una preoccupazione che e' emersa anche da parte dell'India, da parte dell'Arabia Saudita. Quindi noi stiamo lavorando intensamente, non ci fermiamo mai, ma alla fine la parola definitiva spettera' agli Stati Uniti e all'Iran", ha detto il titolare della Farnesina.


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Le forze di difesa di Israele (Idf) "non si tireranno indietro su nessun fronte" e sono pronte a tornare a combattere contro l'Iran se sarà necessario. Lo ha detto il portavoce delle Idf, Effie Defrin. "Non ci tireremo indietro su nessun fronte e siamo pronti a tornare a combattere contro il regime del terrore iraniano, se necessario", ha detto. "Continueremo a operare ovunque per assicurare la sicurezza dei civili e dei militari dello Stato di Israele. Questo è il nostro dovere", ha concluso Defrin.


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in un discorso pronunciato in ebraico durante una conferenza organizzata dalla Ein Prat Leadership, di aver dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di assumere il controllo del 70% della Striscia di Gaza. "Al momento, controlliamo pienamente il 60% del territorio della Striscia di Gaza... e la mia direttiva è di arrivare al... 70%", ha affermato Netanyahu in un filmato dell'evento trasmesso dal canale televisivo Channel 12. Quando un membro del pubblico ha gridato che Israele dovrebbe prendere il "100%" del territorio di Gaza, Netanyahu ha risposto che "procediamo per gradi", ma non ha negato che questo potrebbe essere l'obiettivo finale. "Prima il 70%", ha detto, "inizieremo da lì".


Gli Stati Uniti cercheranno di precludere alle compagnie aeree iraniane l'accesso agli slot di atterraggio, al rifornimento di carburante e alla vendita di biglietti, nell'ambito di un'iniziativa volta ad accrescere la pressione economica sull'Iran. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro Scott Bessent in un post sui social media. "L'economia e la valuta iraniane sono in caduta libera", ha affermato Bessent, senza però chiarire se le restrizioni alle compagnie aeree iraniane riguarderanno esclusivamente gli Stati Uniti o se verranno estese alle operazioni a livello globale.


L'esercizio della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz è ormai saldamente consolidato. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato dai media iraniani. "Non permetteremo che le azioni militari statunitensi minino la nostra sovranità sullo Stretto di Hormuz. L'esercizio della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz è ormai saldamente consolidato", ha detto. Le "provocazioni americane" di questa mattina - ha detto, riferendosi agli attacchi su Bandar Abbas - "hanno violato il cessate il fuoco e hanno ricevuto una risposta adeguata".


Donald Trump ha chiesto qualche giorno per valutare l'accordo ed esprimersi. Lo riporta Axios citando alcune fonti.


Secondo la testata online statunitense Axios, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo su un memorandum d'intesa per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni e avviare i negoziati sul programma nucleare di Teheran. Il condizionale è d'obbligo perché manca ancora il via libera di Donald Trump che avrebbe chiesto qualche giorno per valutare l'accordo ed esprimersi. Il memorandum stabilirà che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz sarà "senza restrizioni e l'Iran dovrà rimuovere tutte le mine nelle acque entro 30 giorni. Anche il blocco navale statunitense verrà revocato, ma ciò avverrà in proporzione al ripristino del traffico marittimo commerciale. Secondo quanto riferito dai funzionari, l'accordo include anche l'impegno della Repubblica islamica a non sviluppare armi nucleari. Le prime questioni da negoziare durante i 60 giorni di validità del documento riguarderanno lo smaltimento dell'uranio arricchito iraniano e le strategie per affrontare il problema da parte di Teheran. Gli Stati Uniti si impegneranno a discutere l'allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati nell'ambito dei negoziati. Il memorandum d'intesa includerà infine la discussione di un meccanismo per aiutare l'Iran a iniziare a ricevere beni e aiuti umanitari.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito gli Stati Uniti di una "decisa risposta" in caso di un nuovo attacco, in seguito ai raid statunitensi nel sud del Paese. "Se questa azione si ripeterà, l'esercito statunitense dovrà affrontare una risposta decisa", hanno scritto i pasdaran in una dichiarazione pubblicata sul loro sito web Sepah News.


"Alle 22:17 del 27 maggio, l'Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait che è stato intercettato con successo dalle forze kuwaitiane. Questa grave violazione del cessate il fuoco dal regime iraniano è avvenuta ore dopo che le forze iraniane hanno lanciato 5 droni d'attacco a senso unico che rappresentavano una chiara minaccia nelle vicinanze e nello Stretto di Hormuz". Scrive su X Centcom ricostruendo quanto successo stanotte. "Tutti i droni sono stati intercettati con successo dalle forze Usa, che hanno anche impedito il lancio di un sesto drone da un sito di controllo a terra iraniano a Bandar Abbas".


"Il tema Libano è fondamentale, bisogna ridurre gli attacchi sia da parte israeliana - oggi c'è stato l'attacco a Beirut - sia da parte di Hezbollah. Noi siamo preoccupati soprattutto per i villaggi del sud, tant'è che abbiamo anche deciso di finanziare queste realtà con i fondi della cooperazione, perché sono popolazioni che soffrono di una guerra di cui non hanno alcuna responsabilità. Poi ci sono i nostri militari dell'Unifil, noi dobbiamo aiutare il governo legittimo libanese a rinforzare le proprie forze armate. Bisogna disarmare Hezbollah e costruire uno stato libanese libero dai diktat fondamentalisti. Ma nello stesso tempo Israele deve comprendere che non si può andare a bombardare dove ci sono popolazioni civili". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Limassol. "Dobbiamo ridurre questa escalation e fare in modo che si possa arrivare a un accordo di pace onnicomprensivo sia per quanto riguarda l'Iran, sia per quanto riguarda il Libano". Su una futura missione dopo la scadenza di Unifil "il tema è all'ordine del giorno" in Ue, "stiamo valutando quali iniziative europee congiunte possiamo adottare per dare un contributo alla stabilizzazione della situazione, a rinforzare l'amministrazione libanese legittima e quindi scongiurare una nuova guerra che possa colpire soprattutto le popolazioni civili del sud del Paese".


Le sirene sono scattate in diverse aree al confine nord d'Israele a causa di lanci di droni dal Libano. Lo riferisce l'Idf in una nota.


"Il cessate il fuoco in Libano sembra diventare ogni giorno più puramente formale. Il ritorno a una guerra su vasta scala è una possibilità concreta". Lo ha detto l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio informale Esteri a Cipro.


Nelle ultime 24 ore 26 navi - mercantili e petroliere - hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con il coordinamento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (Irgc, pasdaran). Lo ha reso noto la Marina dei pasdaran, ribadendo che "il controllo dello Stretto di Hormuz viene effettuato con piena autorita'" e le 26 navi hanno effettuato il transito "dopo aver ottenuto l'autorizzazione con il coordinamento della Marina dei pasdaran". Ottenere l'autorizzazione e il coordinamento per il transito, precisa la nota, "è una questione imprescindibile e, come precedentemente annunciato, il passaggio attraverso altre rotte è considerato un'interruzione e sarà sanzionato". La dichiarazione riferisce che nella serata di ieri (27 maggio) "diverse navi hanno tentato di entrare nel Golfo Persico senza autorizzazione manomettendo e disattivando i loro sistemi di navigazione". Dopo diversi avvertimenti radio, la Marina dell'Irgc "ha fermato due di esse, mentre le altre sono state costrette a tornare indietro". Il comunicato denuncia anche la violazione del cessate il fuoco dell'esercito statunitense che ha preso di mira diverse aree di Bandar Abbas, sottolineando che tali attacchi non hanno provocato danni ma hanno causato la risposta contro una base militare Usa. "Se tale azione dovesse ripetersi, l'esercito terroristico americano dovrà affrontare la nostra dura risposta". Il controllo e la gestione dello Stretto di Hormuz - conclude la nota dei pasdaran - "sono affidati esclusivamente alla Marina delle Guardie rivoluzionarie, e qualsiasi violazione in questo stretto comporterà una nostra risposta decisa".


"Tre mesi fa, l'Iran ha interrotto l'accesso a Internet a livello globale. Sebbene la connettività sia ora in gran parte ripristinata, i dati indicano che gli utenti sono ancora soggetti a un forte filtraggio". Lo ha affermato Netblocks, l'osservatorio indipendente che monitora la sicurezza informatica e i diritti digitali che dal 28 febbraio ha denunciato il blocco quasi totale di internet entrato in vigore con l'inizio del conflitto con gli Stati Uniti, mentre da ieri la connessione ha cominciato a essere ristabilita. In un messaggio su X, Netblocks ha definito il filtraggio della rete in Iran attualmente registrato come "simile a quello verificatosi nel periodo intercorso tra le proteste di gennaio e l'inizio della guerra".


Il leader supremo iraniano, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di destabilizzare la Repubblica Islamica in un messaggio scritto, letto dalla televisione di Stato. "Il piano cieco del nemico, dopo la guerra imposta, la pressione economica e l'assedio politico e propagandistico, è quello di creare divisioni e disgregazione per compensare le sconfitte militari e mettere in ginocchio la nazione", ha detto Khamenei, che non appare in pubblico da prima della sua entrata in carica a marzo.


"L'obiettivo dell'attacco israeliano a Beirut è un comandante delle unità missilistiche di Hezbollah". Lo riferisce Ynet.


L'Idf comunica che poca fa è stata attaccata Beirut.


La guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha invitato all'unità di fronte al nemico che ora, sconfitto, vuole dividere il Paese. "Il piano cieco del nemico dopo la guerra imposta, la pressione economica e l'assedio mediatico e politico è creare divisione e frammentazione sociale per compensare le sconfitte sul piano militare e piegare la nazione", ha scritto in un messaggio per l'anniversario dell'inaugurazione della prima Assemblea consultiva islamica e per l'inizio del terzo anno di attività della Dodicesima legislatura. "È quindi necessario che tutti coloro il cui cuore batte per l'Islam e la rivoluzione, o per l'indipendenza e la dignità dell'Iran, si impegnino ancora di più nella salvaguardia dell'unità di un fronte nazionale compatto e coeso, ed evitino di trasformare divergenze giustificate o ingiustificate in conflitto e divisione, per diventare nelle parole e nei fatti esempio di unità e integrazione della nazione", ha esortato l'ayatollah nel testo destinato ai deputati iraniani.


"Nel corso delle ultime 24 ore, l'Idf ha attaccato oltre 135 obiettivi di Hezbollah nelle aree di Tiro, della Valle della Beqaa e del Libano meridionale", riferisce una nota dell'esercito israeliano. Circa 10 siti di lancio utilizzati dai terroristi di Hezbollah per lanciare razzi contro soldati dell'Idf e civili israeliani sono stati colpiti nelle aree della Beqaa e del Libano meridionale. Inoltre, è stato attaccato un campo di addestramento di Hezbollah a Brital, nella regione della Beqaa. Durante la notte, l'Idf hanno colpito circa 15 infrastrutture militari a Tiro utilizzate dai terroristi di Hezbollah per preparare attacchi. Inoltre, l'Aeronautica israeliana ha eliminato una cellula terroristica mentre usciva da un sito di lancio utilizzato da Hezbollah per lanciare razzi.


''Rispetto il mondo della Torah, ma chiunque non la studi deve arruolarsi nell'esercito''. Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu nel corso di una visita presso la base di addestramento della Brigata Hashmonaim, una nuova unità dell'esercito costituita ad hoc per soldati ultraortodossi dopo l'attacco del 7 ottobre 2023. Lo riportano i media israeliani. Le affermazioni arrivano all'ombra delle divergenze con i partiti 'haredim' (religiosi) sulla legge per l'ampliamento dell'arruolamento dei giovani ultraortodossi che ha portato alla crisi di governo e all'iter legislativo in corso per lo scioglimento anticipato della Knesset.


L'Iran ha definito le minacce di Trump contro l'Oman "pericolose" e "un atto di bullismo". "Le minacce di distruggere uno Stato membro delle Nazioni Unite che ha sempre svolto - ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in cui il portavoce, Esmail Baghaei - un ruolo costruttivo, efficace e responsabile nella pace e nella sicurezza regionale e che per molti anni si è adoperato nobilmente al servizio della pace e della stabilità regionale come mediatore nei processi diplomatici, non solo violano il principio fondamentale che vieta la minaccia dell'uso della forza, ma rappresentano anche un altro pericoloso segnale della normalizzazione dell'illegalità e delle prepotenze nelle relazioni internazionali".


Il ministero degli Esteri dell'Iran ha condannato l'attacco statunitense a Bandar Abbas, nel sud del Paese, definendolo una "flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranita'" e una violazione del cessate il fuoco. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei. "L'Iran condanna l'aggressione militare su diverse aree di Bandar Abbas, ribadendo che le azioni aggressive degli Stati Uniti contro l'integrita' territoriale e la sovranita' sono una flagrante violazione del diritto internazionale e della carta delle Nazioni Unite". Teheran ha anche condannato le minacce del presidente statunitense Donald Trump all'Oman, che ha minacciato di "far saltare in aria" il Paese se non si comportera' "bene".


Il raid delle Forze di difesa israeliane (Idf) di questa mattina contro un'auto nella città di Adloun, nel distretto di Sidone, nel sud del Libano, ha ucciso sei persone, tra cui due minori e i loro genitori. Lo ha riferito il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute libanese.


L'Iran chiede la restituzione integrale di tutti i beni bloccati dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Ali Bagheri Kani ha affermato che i beni appartengono agli iraniani e devono essere restituiti "integralmente e senza condizioni". Lo riporta Iran International.


Una donna soldato dell'Idf è rimasta uccisa, e due riservisti feriti, nella giornata di mercoledì in un attacco con droni di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo rende noto l'esercito. La donna uccisa è stata identificata come il sergente Rotem Yanai, di 20 anni. I due droni lanciati da Hezbollah sono esplosi in una zona militare al confine. Uno dei droni ha ucciso la giovane sergente mentre correva verso un rifugio, il secondo drone ha ferito gravemente un riservista e ne ha ferito un altro in modo meno grave.


Le forze armate israeliane hanno condotto una serie di attacchi contro "infrastrutture di Hezbollah" nella città di Tiro, nel sud del Libano, dopo aver diramato ieri un ordine di evacuazione generale per l'intera popolazione. L'Idf aveva invitato tutti i residenti del sud del Libano a spostarsi a nord del fiume Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine tra i due Paesi.


Dopo l'attacco americano nel sud dell'Iran, i pasdaran hanno avviato una serie di raid di rappresaglia. Secondo quanto riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, molto legata al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, intorno alle 5 di mattina (ora locale) sarebbe stata colpita una "base aerea americana". Non è stato specificato però quale. I pasdaran hanno poi aggiunto: "Qualunque ulteriore aggressione riceverà una severa risposta". 


Il Kuwait ha registrato "attacchi ostili con missili e droni" e ha attivato le difese aeree. L'esercito del Paese del Golfo ha invitato la popolazione a rifugiarsi in luoghi sicuri. E ha spiegato che "eventuali rumori di esplosioni" sono il risultato dell’intercettazione degli attacchi.


Quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro dopo che alcune motovedette dei pasdaran hanno aperto il fuoco. Lo riportano Al Jazeera e l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Le navi intercettate avrebbero navigato con i radar spenti per non dare nell'occhio. Stando a quanto riferisce Teheran, una volta intercettate avrebbero ignorato un primo avvertimento delle forze navali iraniane. Solo a quel punto i pasdaran hanno aperto il fuoco.


Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre dure sanzioni contro la Persian Gulf Strait Authority, organismo creato per gestire le richieste di transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "Il Tesoro mantiene la massima pressione sull'Iran", ha spiegato il segretario al Tesoro Scott Bessent.


Nuovi raid americani in Iran contro un sito militare iraniano nei pressi della città portuale di Bandar Abbas. Secondo quanto riportano alcune testate, tra cui Reuters e Axios, funzionari americani avrebbero spiegato che si tratta di "azioni di autodifesa". In particolare i pasdaran avrebbero sparato quattro droni unidirezionali contro una nave commerciale statunitense. Dopo aver neutralizzato la minaccia, i militari a stelle e strisce hanno attaccato un'unità iraniana prima che lanciasse altri droni.

"Oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno abbattuto quattro droni iraniani da attacco che rappresentavano una minaccia nella zona dello Stretto di Hormuz", ha spiegato una fonte militare ad alcuni quotidiani americani. "Le forze statunitensi hanno colpito una stazione di controllo terrestre iraniana a Bandar Abbas che stava per lanciare un quinto drone. Queste azioni sono state ponderate, puramente difensive e volte a mantenere il cessate il fuoco".

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