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Speciale Guerra in Iran

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Media: "Iran e Usa hanno concordato di cessare gli attacchi e vedersi martedì" | Idf colpisce una base sotterranea di Hezbollah

Nella notte l'esercito Usa ha colpito depositi militari e postazioni di difesa aerea lungo il Golfo Persico. Trump: "L'Iran quando imparerà la lezione?"

28 Giu 2026 - 22:46
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Dopo la firma del memorandum Iran-Usa, seguita a stretto giro dall'accordo che ha coinvolto anche Israele e Libano, la tensione tra Washington e Teheran sembrava ritornare a livelli di allerta: dopo l'attacco sferrato dai pasdaran nelle acque dello stretto di Hormuz contro la petroliera Kiku, l'esercito americano ha condotto raid contro depositi e postazioni di difesa aerea in quello che è il secondo attacco a stelle e strisce dal raggiungimento dell'intesa. Con Trump che era tornato a premere sul regime degli Ayatollah: "Se solo volessimo, l'Iran non esisterebbe più". Ma secondo Axios i due Paesi avrebbero concordato di interrompere gli attacchi a Hormuz e di tenere un altro incontro a Doha. 

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Stati Uniti e Iran avrebbero concordato di interrompere gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo scrive Axios citando un alto funzionario americano che ha reso nota la notizia in forma anonima.


"Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura.


Tutti i droni e i missili lanciati dall'Iran nell'ultima ondata di attacchi sono stati abbattuti, intercettati o non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Lo ha detto un funzionario americano al New York Times. Secondo la fonte nessun militare americano è rimasto ferito e nessuna base militare Usa è stata colpita.


Mike Waltz, ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu, ha dichiarato che gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di "controllare illegalmente una via navigabile internazionale" come lo stretto di Hormuz. In un'intervista a Fox News, il rappresentante di Washington ha affermato che Donald Trump non "resterà a guardare mentre l'Iran continua ad attaccare il traffico marittimo internazionale senza subire alcuna reazione".


I negoziati tra Iran e Stati Uniti dovevano riprendere questo fine settimana in Svizzera, ma sono in stallo a causa degli scontri militari degli ultimi giorni nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il "Wall Street Journal" citando fonti a conoscenza del del dossier. Questo dopo che oggi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha rivendicato il controllo esclusivo dell'Iran sullo stretto, alimentando ulteriormente le tensioni con Washington. "La gestione e il pieno ripristino del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e' responsabilita' dell'Iran. Nessun altro Paese o entita' ha alcuna responsabilita' o autorita' in questa materia", ha dichiarato Araghchi in una conferenza stampa a Baghdad, secondo i media di Stato iraniani.


La pace e la sicurezza in Libano "possono essere raggiunte solo con il disarmo di Hezbollah". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, durante un incontro a Gerusalemme con l'omologo del Sud Sudan, James Pitia Morgan. "Parlando degli sviluppi regionali, ho ribadito il desiderio di Israele per la pace con il Libano, come riflesso nell'accordo quadro firmato questa settimana", ha affermato Sa'ar in un messaggio pubblicato su X. Il ministro israeliano si e' detto "onorato" per aver ospitato l'omologo sudsudanese, definendolo "un vero amico di Israele". "Abbiamo sostenuto la fondazione e l'indipendenza del Sud Sudan e continuiamo a stare al fianco del suo popolo in molti modi, lavorando insieme per far crescere le nostre relazioni bilaterali e la cooperazione", ha inoltre affermato Sa'ar.


Saranno almeno venti milioni le persone previste alle cerimonie funebri, il 4 e i 5 luglio, per l'ex Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo israelo-americano alla fine di febbraio. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr che cita il generale Hassan Hassanzadeh, comandante a Teheran del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il comandante ha affermato che sono state organizzate due cerimonie principali a Teheran: la prima fase sarà il 4 luglio con la cerimonia pubblica di commiato e le preghiere nel grande cimitero Imam Khomeini della capitale; la seconda il giorno dopo con la processione funebre che si svolgerà in un luogo separato. La sepoltura avrà luogo il 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, nel nord-est del Paese.


L'Iran è riuscito a sviluppare nel corso della guerra "armi più avanzate e sofisticate". Lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane, generale di brigata Mohammad Akraminia, citato dall'emittente "Press Tv". Akraminia ha affermato che negli ultimi giorni di guerra le forze armate iraniane hanno impiegato nuovi droni, le cui fasi di ricerca erano iniziate in precedenza. "Siamo stati in grado di metterli in servizio", ha spiegato il portavoce militare, aggiungendo che sono stati anche "ottimizzati" i missili impiegati sia dall'esercito che dal Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (i pasdaran). "Ciò dimostra che non abbiamo trascurato la ricerca e lo sviluppo", ha sottolineato Akraminia. Il portavoce ha inoltre spiegato che le forze armate iraniane stanno portando avanti progetti in due ambiti: da una parte il rafforzamento della produzione nazionale e dall'altra l'acquisto di "attrezzature avanzate" da "Paesi amici".


I "crimini" compiuti da Stati Uniti e Israele "contro la nazione iraniana devono essere portati con determinazione davanti ai tribunali nazionali e internazionali". Lo ha affermato la guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran, ayatollah Mojtaba Khamenei, attraverso un messaggio scritto diffuso dall'emittente "Press Tv" in occasione della "settimana della giustizia" nel Paese. "I responsabili dei crimini contro la nazione iraniana devono senza dubbio essere portati davanti alla giustizia", ha aggiunto Khamenei, sottolineando che la "sfacciataggine" di alcuni "leader nemici americani e sionisti" in merito alle loro violazioni "costituiscono indubbiamente un'ammissione di responsabilita'". 


Un alto comandante della polizia navale del movimento islamista palestinese Hamas è stato ucciso insieme ad altri due membri del gruppo in un attacco aereo lanciato venerdì 26 giugno nella Striscia di Gaza centrale. Lo hanno reso noto oggi le Forze di difesa israeliane (Idf) in un comunicato congiunto con l'agenzia di sicurezza interna Shin Bet, spiegando che la polizia navale "opera sotto l'ala militare di Hamas e promuove e dirige attacchi terroristici contro le truppe e lo Stato di Israele". Secondo quanto riferito dal comunicato, l'attacco aveva come obiettivo Mansour Sami Mahmoud Shahtout, comandante della polizia navale di Hamas nei campi centrali. Stando alle Idf, Shahtout aveva recentemente lavorato per organizzare attacchi contro le truppe israeliane. I tre miliziani uccisi "viaggiavano a bordo di un veicolo armati e, in quanto tali, rappresentavano una minaccia per le truppe israeliane operanti nella Striscia di Gaza", si legge nel comunicato congiunto.


"Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana". La dichiarazione si legge in un post sull'account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.


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Sempre nel corso della sua conferenza stampa, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato gli Stati Uniti a spingere Israele a fermare la sua azione in Libano, ritirandosi dalle aree occupate nel sud del Paese. "Gli Usa dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e costringere" Israele a porre fine agli attacchi in Libano, ha dichiarato, ricordando anche il rispetto del memorandum d'intesa firmato fra Iran e Stati Uniti. Comprese "le clausole legate al Libano".


"Lo Stretto di Hormuz rimane sotto la completa supervisione e gestione dell'Iran per i prossimi 30 giorni. Una volta rimossi tutti gli ostacoli, la piena capacità di navigazione del canale sarà ripristinata. È su questo che stiamo lavorando". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di una conferenza congiunta a Baghdad con l'omologo iracheno Fuad Hussein. Araghchi ha aggiunto: "Questo è assolutamente chiaro nel memorandum d'intesa e qualsiasi intervento o azione unilaterale non farebbe altro che aggravare la situazione e ritardare la riapertura dello Stretto".


Fuad Hussein, il ministro degli esteri dell'Iraq, ha dichiarato che porre fine alla guerra "è una priorità per tutti". Lo ha detto nel corso di una  conferenza stampa con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, oggi in visita a Baghdad. Hussein ha aggiunto: "La guerra sta continuando, seppur in un'altra forma, e si verificano scontri militari ai margini dello Stretto di Hormuz. La sicurezza della regione deve essere responsabilità dei suoi popoli". Durante la conferenza stampa ha poi auspicato un incontro fra gli stati del Golfo, l'Iraq e l'Iran.


Dopo aver intercettato missili e droni iraniani nell'ultimo recente attacco, il ministero degli Esteri del Bahrein ha riferito che l'Iran è "pienamente responsabile di qualsiasi escalation derivante dalla sua continua aggressione". Il ministero ha inoltre reso noto di aver chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di convocare una riunione per affrontare la questione, dato che le azioni dell'Iran vanno a minare "le opportunità di de-escalation e di stabilità regionale". L'obiettivo resta quello di "porre fine a questa aggressione in corso e di assicurare i responsabili alla giustizia". Il ministero degli Esteri del Bahrein ha colto l'occasione per riaffermare "il suo pieno e legittimo diritto a difendere la propria sovranità, sicurezza e integrità territoriale in conformità' con il diritto internazionale".


"Il Kuwait condanna fermamente i ripetuti attacchi iraniani sul suo territorio, l'ultimo dei quali è quello di domenica mattina, che rappresenta una palese violazione della sovranità del Paese", ha dichiarato recentemente il ministero degli Esteri locale. "Gli attacchi costituiscono una minaccia diretta alla sicurezza, alla stabilità e all'incolumità dei civili del Kuwait e rappresentano una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite", continua il ministero. La nota è arrivata dopo che l'Iran ha dichiarato di aver sferrato alcuni attacchi contro le basi statunitensi in risposta alle ultime violazioni da parte dello stato a stelle e strisce.


Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato missili e droni iraniani, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi contro l'Iran. Lo hanno riferito le forze armate del regno del Golfo. L'esercito del Bahrein ha dichiarato di aver "intercettato e distrutto una serie di proiettili utilizzati in questi perfidi attacchi iraniani", aggiungendo di essere in "massima allerta".


L'Islamic Republic News Agency, l'agenzia di stampa ufficiale dell'Iran, riporta le parole del ministero degli Esteri iraniano dopo gli attacchi degli Stati Uniti che hanno violato il cessate il fuoco: "I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura. L'Iran è determinato a difendere la propria sovranità nazionale e l'integrità territoriale contro le aggressioni militari statunitensi".


Le basi statunitensi "vivranno un vero inferno in questi giorni". È ormai altissima tensione tra Usa e Iran, dopo che i due Paesi si sono scambiati missili e raid aerei. Questa volta è la marina dei pasdaran ad alzare i toni contro i militari americani in una dichiarazione ufficiale: "L'attacco statunitense non risolve il mistero del nostro dominio sullo stretto, ma il nostro fuoco contro i trasgressori ricorda alle altre imbarcazioni quale sia la chiara rotta di passaggio. Le basi americane nella regione sono una questione a parte. In questi giorni vivranno un vero inferno".


"Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l'accordo di cessate il fuoco... Ancora una volta!", così il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth, ha confermato gli attacchi americani in Iran. "È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l'opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica Islamica dell'Iran cesserà di esistere".


Poche ore dopo i raid americani, l'esercito kuwaitiano ha reso noto che le difese aeree del Paese stanno reagendo a "minacce ostili provenienti da missili e droni". Suonano le sirene d'allarme anche in Bahrein. Il ministero dell'Interno ha esortato la popolazione a "mantenere la calma e dirigersi verso il luogo sicuro più vicino". Secondo quanto hanno dichiarato i pasdaran, gli obiettivi della salva di missili sarebbero stati la base americana Ali Al Salem in Kuwait e il quartier generale della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein. 


"Questa notte, caccia della Marina e dell'Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all'interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco con droni dell'Iran contro la petroliera Kiku". Lo scrive il Comando Centrale Usa in un post su X.


Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver condotto attacchi contro l'Iran dopo l'attacco di Teheran alla petroliera Kiku. In un comunicato, il Centcom ha precisato che gli attacchi hanno colpito infrastrutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione, postazioni di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine. "Dopo gli attacchi americani di venerdì in risposta all'offensiva iraniana contro la nave Ever Lovely, all'Iran è stata offerta l'opportunità di rispettare l'accordo di cessate il fuoco", si legge nella nota. "Tuttavia, il Paese ha scelto di non farlo quando ieri ha lanciato un drone contro la petroliera Kiku".

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