Intesa in 14 punti

Storico accordo Libano-Israele, ecco i punti: il disarmo di Hezbollah, il ritiro di Israele e la "leadership" di Donald Trump

Firmata l'intesa quadro in 14 punti mediata dagli Usa per una pace duratura. Il testo prevede anche il ritorno dei civili e aiuti alla ricostruzione

27 Giu 2026 - 15:49
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 © Afp

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Ora che l'accordo tra Usa, Libano e Israele è messo nero su bianco, il grosso rimane ancora da fare. La firma è arrivata a Washington, durante il quinto round di colloqui diplomatici. E mentre i governi di Tel Aviv e Beirut sembrano essersi nuovamente allineati sulle prospettive future - con la consapevolezza che "c'è ancora molto lavoro da fare", come ha spiegato Marco Rubio - i miliziani di Hezbollah hanno chiuso le porte all'intesa respingendo i risultati raggiunti: "Minano la sovranità del Libano". Anche perché tra i quattordici punti dell'accordo quadro resi pubblici dal dipartimento di Stato americano, c'è proprio la necessità di disarmare il Partito di Dio. Ecco tutti i termini del patto, con l'obiettivo di "raggiungere una pace e una sicurezza durature". 

1. Stop immediato alla guerra Israele-Libano: "Affrontare le cause profonde"

 Israele e Libano affermano il diritto di ciascuno Stato a esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano pertanto la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Questo accordo quadro, raggiunto dopo molteplici cicli di negoziati diretti tra le parti, si basa su precedenti accordi e intese di successo ed esprime la determinazione a compiere progressi irreversibili verso una risoluzione globale di tutte le questioni tra i due Paesi. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti.

2. Il disarmo di Hezbollah e le condizioni per il ritiro dell'Idf

 Il governo di Israele e il governo del Libano si impegnano in un processo reciproco e graduale, con condizioni chiare, in base al quale le Forze Armate Libanesi (LAF) ripristineranno l'effettiva autorità sovrana su tutto il territorio libanese, subordinatamente al disarmo verificato dei gruppi armati non statali e allo smantellamento delle infrastrutture associate, consentendo così alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese. Il Quadro definirà le misure necessarie, gli accordi di sicurezza e i meccanismi di verifica per promuovere questo processo. L'attuazione con successo del presente Quadro aprirà la strada a una relazione stabile e pacifica tra i due Paesi e consentirà all'Idf di ritirarsi dal territorio libanese.

3. Le "zone pilota" e il passaggio di mano da Israele a Libano

 Le Forze Armate Libanesi (Laf) assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in zone pilota, che fungeranno da meccanismo per il ridispiegamento graduale e verificato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e per il dispiegamento delle Laf. Due zone iniziali sono state concordate tra Idf e Laf, e ulteriori zone pilota saranno concordate di comune accordo. Una volta confermato il successo del disarmo dei gruppi armati non statali e lo smantellamento delle loro infrastrutture in queste zone, le Laf assumeranno la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza in tali aree, inizieranno gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste zone sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi. Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo.

4. Gli sforzi internazionali per mettere all'angolo Hezbollah

 Il governo del Libano ricostruirà il monopolio statale sull'uso della forza, realizzerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità armate in nessuna parte del Libano. Il governo del Libano chiede pertanto il sostegno dei partner internazionali, e in particolare di quelli arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.

5. Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano

 Il governo di Israele sottolinea che le sue azioni militari in Libano sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah. Il governo di Israele ribadisce che la cessazione di tale minaccia, attraverso il disarmo e lo smantellamento di questi gruppi in tutto il Libano e ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi, eliminerà qualsiasi futura necessità di azioni o presenza militare delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) in Libano. Di conseguenza, il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano.

6. Gli enti paramilitari "illegali" e "contraria agli interessi nazionali"

 Il governo del Libano, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e nell'esercizio della sua autorità sovrana, ribadisce che le sue forze di sicurezza hanno la responsabilità esclusiva della sicurezza e della difesa del Libano e che il governo del Libano detiene l'esclusiva autorità sovrana di dichiarare guerra e pace. Il governo del Libano respinge le pretese di qualsiasi Stato o attore non statale di usare la forza per suo conto senza la sua esplicita autorizzazione e ribadisce che qualsiasi pretesa da parte di qualsiasi Stato o attore non statale di esercitare un ruolo militare o di sicurezza è illegale secondo le decisioni del governo libanese e contraria agli interessi nazionali libanesi.

7. La creazione di un Gruppo di coordinamento militare

 Il governo del Libano e il governo di Israele affermano che nulla nel presente Quadro impedisce loro di esercitare il loro diritto intrinseco all'autodifesa, come riconosciuto nella Carta delle Nazioni Unite e in conformità con il diritto internazionale applicabile, ribadendo che nessun terzo può esercitare tale diritto per loro conto. Entrambi i governi si impegnano a istituire un gruppo di coordinamento militare, con il sostegno e la partecipazione degli Stati Uniti, per garantire l'attuazione complessiva del presente Quadro.

8. Obiettivo Libano sicuro e ricostruito, con il ritorno dei civili in sicurezza

 I due Paesi affermano di condividere l'obiettivo di un Libano sicuro e ricostruito, sotto la piena sovranità dello Stato libanese, in cui nessun gruppo armato non statale rappresenti una minaccia per Israele, il Libano o i cittadini di entrambi i Paesi. Inoltre, i due Paesi riconoscono che il ripristino della sicurezza nel Libano meridionale attraverso il dispiegamento delle Forze armate libanesi, il ritorno in sicurezza della popolazione civile e la sicurezza delle comunità settentrionali di Israele sono essenziali per la stabilità e la pace a lungo termine.

9. Impegno americano per sovranità libanese

 Il governo del Libano accoglie con favore la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere tali sforzi (disarmo di gruppi armati, ndr), riconoscendo che qualsiasi nuova assistenza statunitense sarà strettamente subordinata al raggiungimento di traguardi verificabili, alla piena trasparenza, al conseguimento di risultati concreti e a una supervisione continua. Questo impegno consentirà il ripristino sicuro e ordinato della sovranità libanese, contribuendo al contempo alla stabilità e alla sicurezza dell'intero Medio Oriente.

10. Aiuti per la ricostruzione del Libano da Usa e partner internazionali

 Parallelamente e simultaneamente, gli Stati Uniti mobiliteranno i partner internazionali affinché sostengano attivamente il governo libanese nella ricostruzione del Paese, nella riparazione delle infrastrutture, nel rilancio dell'economia e nella creazione di opportunità di prosperità. Ciò dovrebbe includere la mobilitazione di ingenti aiuti umanitari per la ricostruzione del Libano, programmi di ripresa economica e iniziative di investimento, affinché il Libano possa riprendersi da anni di conflitto e garantire un futuro migliore a tutti i suoi cittadini.

11. Impegno di Beirut a non destinare gli aiuti a gruppi armati

 Il Libano e gli Stati Uniti si impegnano a impedire che i fondi vengano destinati a qualsiasi entità, organizzazione o individuo affiliato a gruppi armati non statali e ad adottare tutte le misure legali disponibili per proibire l'attività di tali entità, organizzazioni o individui. Il governo del Libano si impegna esplicitamente a impedire che i fondi per la ricostruzione vengano destinati a gruppi armati non statali e alle entità a essi collegate.

12. La creazione di gruppi di lavoro per raggiungere la completa intesa

 Con la firma di questo Accordo Quadro, i due Paesi si impegneranno a istituire gruppi di lavoro per redigere un accordo globale e completo sulla pace e la sicurezza. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo Quadro, i due governi avvieranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto e continuo, facilitati dagli Stati Uniti. I due governi si impegnano a procedere in buona fede fino al raggiungimento di una pace piena e duratura, che porti sicurezza, stabilità e prosperità ai popoli di Israele e del Libano.

13. Le misure di "buona fede" tra Libano e Israele: restituzione dei resti e rilascio dei detenuti

 In linea con i loro obiettivi comuni di instaurare relazioni stabili e pacifiche, Israele e Libano si impegnano ad adottare misure in buona fede che dimostrino intenzioni positive, tra cui la cessazione di tutte le azioni ostili o avverse nei fori politici o giuridici internazionali, e si impegnano a lavorare per la ricerca e la restituzione dei resti e per il rilascio dei detenuti.

14. Il riconoscimento del ruolo di Trump

 I due governi riconoscono il ruolo degli Stati Uniti nel sostenere i loro sforzi per porre fine a decenni di conflitto e stabilire una stabilità duratura e una pace globale tra i due paesi ed esprimono il loro profondo apprezzamento per la visione e la leadership del presidente Donald J. Trump.

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