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Media: "L'Iran è pronto a spostare l'uranio arricchito in Cina e a riaprire internet" | Idf, attacchi contro infrastrutture di Hezbollah in Libano
"Se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro di loro ha il diritto di reagire", ha detto il segretario di Stato
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ll Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi già "oggi stesso". Da Teheran arrivano voci di smentita: "Passi avanti sono stati fatti, ma dire che l'accordo è vicino è falso", ha commentato il presidente del Parlamento. Intanto, fonti di alto livello hanno riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che "l'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina". Teheran sta cercando garanzie da Pechino prima di procedere con l'accordo con gli Stati Uniti. Sempre secondo i media, il regime sarebbe pronto anche a riaprire internet. Continua la battaglia sul campo, nonostante il cessate il fuoco: le forze di difesa israeliane affermano di aver lanciato una serie di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in altre zone del Libano.
"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l'Iran, distrutto in loco o in un'altra località accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica o un organismo equivalente a fare da testimone di tale processo ed evento". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Il Qatar potrebbe fornire parte dei fondi congelati richiesti da Teheran nei negoziati con gli Stati Uniti per essere poi rimborsato da Washington, in modo che l'Iran "non resti in attesa" se gli Usa ritardassero i pagamenti. Lo ha affermato Mohammad Marandi, commentatore della televisione di Stato iraniana e membro della delegazione iraniana ai colloqui con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan, citato da Iran International. Il nodo dei fondi iraniani congelati è stato al centro degli incontri oggi a Doha del presidente del Parlamento iraniano Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, accompagnati dal governatore della Banca Centrale iraniana, Abd al-Nasser Hemmati.
"Almeno 5 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani di stasera a Machghara", nella valle della Bekaa, nell'est del Libano. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour, aggiungendo che i jet di Israele hanno bombardato almeno 10 volte la cittadina.
L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito, nel corso della giornata, "oltre 70 siti infrastrutturali di Hezbollah utilizzando circa 85 munizioni in diverse aree del Libano" al dine di "neutralizzare le minacce". "Nell'area di Tiro, l'Idf ha colpito circa 10 centri di comando, depositi di armi e altri siti infrastrutturali utilizzati da Hezbollah per sferrare attacchi contro soldati israeliani e civili - riferisce una nota -. Inoltre, l'Aeronautica militare israeliana ha eliminato terroristi di Hezbollah che operavano su motociclette nell'area in cui sono impegnati i soldati israeliani nel Libano meridionale".
L'esercito israeliano rende noto che, in coordinamento con la valutazione della situazione da parte del Comando del fronte interno, è stato deciso di aggiornare le linee guida difensive da domani alle ore 6.00 fino alla sera alle 20 con restrizioni sugli assembramenti nelle comunità del nord del Paese. L'area della linea di confronto e le comunità di Meron, Bar Yochai, Or HaGanuz e Safsufa rimarranno al livello di attività parziale, senza cambiamenti. Raduni e servizi saranno fino a 50 persone all'aperto e fino a 200 persone all'interno di edifici, invece delle precedenti 200 persone all'aperto e 600 all'interno di strutture.
Diverse esplosioni sono state udite dai residenti della città portuale di Bandar Abbas, il principale porto del sud dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riportano le agenzie iraniane Fars e Mehr, citate dai media internazionali. Simili boati sono stati segnalati anche a vicino a Sirik e Jask, lungo la costa meridionale dell'Iran. Tuttavia, la posizione esatta e la fonte delle esplosioni restano sconosciute, secondo quanto riportato dalla Fars, citata da Iran International. Sentite esplosioni anche in altre città del sud.
I colloqui iniziati questa mattina a Doha sui dettagli dell'accordo fra Stati Uniti e Iran sono ancora in corso: è quanto riporta la Cnn, citando fonti diplomatiche. Una delegazione di alto livello composta dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati è arrivata a Doha lunedì mattina per discutere le questioni relative allo Stretto di Hormuz e all'uranio arricchito. Tra gli argomenti in discussione figurano i fondi iraniani congelati, oggetto del memorandum d'intesa attualmente in fase di negoziazione tra Washington e Teheran e che andrebbero a costituire parte integrante di un eventuale accordo finale.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver lanciato una serie di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in altre zone del Libano. In precedenza, l'esercito aveva dichiarato di aver colpito infrastrutture appartenenti all'organizzazione nella città di Tiro e nelle aree circostanti.
Le forze armate israeliane intensificheranno le operazioni militari contro Hezbollah: lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo che l'Amministrazione Trump avrebbe dato il proprio benestare alla ripresa di un'offensiva su scala maggiore. "Siamo in guerra con Hezbollah. Solo nelle ultime settimane, i nostri coraggiosi combattenti hanno eliminato più di 600 terroristi. Ma non stiamo abbassando la guardia. Al contrario, ho ordinato loro di premere ancora più forte sull'acceleratore", ha dichirato Netanyahu in un messaggio video. "Li colpiremo. Sì, ci stanno attaccando con i droni, droni con capacità informatiche avanzate, e abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo - e risolveremo anche questo problema… Ma ciò che questo richiede ora è di intensificare i colpi, aumentare la forza. Li colpiremo con decisione", ha concluso.
Gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana più ampia contro Hezbollah a seguito dell'aumento degli attacchi con droni nel nord di Israele: è quanto riporta il sito di Axios, citando fonti dell'Amministrazione Trump. "Hezbollah ha ignorato le ripetute richieste di cessare il fuoco contro Israele, incluso un recente ultimatum. Non ci si aspetterà mai che Israele subisca passivamente gli attacchi contro le sue forze e i suoi civili: questa non è l'amministrazione Biden", hanno spiegato le fonti. Negli ultimi otto giorni Hezbollah ha lanciato oltre mille droni e più di 700 razzi contro Israele, in un apparente tentativo di far deragliare i colloqui tra Israele e Libano: "un cessate il fuoco efficace guidato dal governo libanese priverebbe Hezbollah del suo potere e della sua narrativa".
Le autorità iraniane hanno deciso di porre fine al blocco di internet nel Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Fars, citando una fonte interna al governo. "Il decreto per il ripristino di internet allo status quo (...) è stato comunicato al ministero delle Comunicazioni dal presidente pochi minuti fa", riferisce Fars.
Si intensificano le vendite sul petrolio mentre i mercati finanziari scommettono per un accordo di pace che metta fine alla guerra tra Usa e Iran e riapra lo Stretto di Hormuz ai passaggi delle petroliere. Il Wti è arrivato a perdere fino al 7,4%, a 89,4 dollari al barile, e tratta ora a 89,93 dollari (-6,9%) mentre il Brent arretra del 7% a 96,5 dollari al barile.
"Nel testo del memorandum con gli Usa non c'è alcuna frase che indichi la disponibilità a trasferire materiale nucleare all'estero". Lo dichiarano le Guardie Rivoluzionarie iraniane, riprese dall'agenzia stampa Tasnim, che smentiscono così la notizia riportata dal media arabo Al Hadath, secondo cui Teheran sarebbe pronta a trasferire l'uranio arricchito in Cina. I pasdaran aggiungono inoltre che nel documento al centro delle trattative con Washington, l'Iran non ha preso "alcun impegno riguardo il settore del nucleare", definendo l'esclusiva di Al Hadath "frutto dell'immaginazione di questo organo di stampa".
Le prospettive di una fine della guerra in Iran fanno affondare il prezzo del gas sul mercato europeo. I future Ttf, benchmark del prezzo del metano nel Vecchio Continente, sono scesi del 6,27% a 45,63 euro al megawattora.
Stretto di Hormuz e uranio arricchito sono i temi al centro della visita di una delegazione iraniana a Doha, in Qatar. Lo ha riferito un diplomatico regionale all'emittente panaraba qatariota Al Jazeera. L'obiettivo principale della visita della delegazione a Doha "è incentrato sulle questioni relative allo Stretto di Hormuz e all'uranio altamente arricchito", ha detto la fonte. Oggi il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati si sono recati in Qatar per discutere le questioni ancora irrisolte nel percorso diplomatico volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La fonte citata da Al Jazeera ha affermato che "il governatore della Banca Centrale fa parte della delegazione incaricata di discutere la questione dei fondi congelati". Questo tema, ha continuato la fonte, è oggetto del memorandum d'intesa tra le due parti nell'ambito di un eventuale accordo definitivo.
L'Iran avrebbe espresso la propria disponibilità a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal proprio territorio a condizione che venga consegnato alla Cina. Lo ha riferito il canale televisivo saudita Al Hadath, citando fonti di alto livello. "L'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio", ha affermato l'emittente saudita citando alcune fonti. Secondo queste ultime, Teheran "pone come condizione la spedizione di uranio altamente arricchito in Cina". Le fonti di Al Hadath hanno inoltre sottolineato che la Repubblica islamica "cerca garanzie dalla Cina prima di procedere" nei negoziati con gli Stati Uniti.
La Repubblica islamica dell'Iran ha ripreso la produzione di missili balistici, lanciatori e altri sistemi d'arma cruciali a un ritmo molto più rapido del previsto, in seguito alla recente guerra con Israele e gli Stati Uniti. Lo rende noto l'emittente israeliana Channel 12, citando valutazioni aggiornate dell'intelligence statunitense e un alto funzionario israeliano. Secondo queste fonti, Teheran ha riavviato la produzione utilizzando i componenti rimasti, le strutture sotterranee improvvisate e ripristinando linee di produzione parzialmente ripristinate, con l'assistenza di Russia e Cina. Secondo il rapporto citato da Channel 12, i funzionari della difesa israeliani ritengono ora che l'Iran potrebbe ricostruire le proprie capacita' di produzione di droni entro pochi mesi e incrementare significativamente la produzione di missili balistici entro circa un anno o prima. Le valutazioni aggiornate dell'intelligence citate da Channel 12 indicano che circa due terzi dei lanciamissili iraniani rimangono operativi, contraddicendo le stime precedenti secondo le quali circa la meta' sarebbe stata distrutta. L'emittente aggiunge anche che i funzionari dell'intelligence statunitense e israeliana sono divisi sulla durata della più ampia ricostruzione militare dell'Iran: le stime attuali variano da alcuni mesi a qualche anno, mentre in precedenza alcuni funzionari parlavano di diversi anni o decenni. Le valutazioni citate da Channel 12 pongono inoltre l'accento sul fatto che l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, in discussione in queste ore, non include lo sviluppo del programma missilistico di Teheran e non affronta il tema relativo al sostegno alla rete di milizie alleate presenti nella regione.
L'Arabia Saudita normalizzerà i rapporti con Israele solo quando di sarà un percorso irreversibile verso la creazione di uno Stato palestinese. Lo hanno detto fonti saudite alla Cnn, rispondendo a Donald Trump che ha legato l'accordo con l'Iran all'ingresso dei Paesi arabi negli Accordi di Abramo. "La nostra posizione è la stessa di sempre, un percorso irreversibile verso uno Stato palestinese", ha insistito la fonte.
I progressi verso il raggiungimento di un accordo fra Iran e Stati Uniti hanno subito un rallentamento, con le due parti che hanno irrigidito le loro posizioni sul programma nucleare e gli aiuti finanziari a Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal citando i mediatori, secondo i quali gli Stati Uniti temono che l'Iran trascini le trattative sul nucleare dopo aver ottenuto un allentamento della morsa americana in seguito all'accordo di pace.
L'accordo in discussione tra Stati Uniti e Iran non raggiunge nessuno degli obiettivi di Israele per la guerra. Lo ha dichiarato il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid, accusando il primo ministro Benjamin Netanyahu di non essere riuscito a influenzare un accordo migliore. Lapid, che fa parte di un'alleanza che cerca di spodestare Netanyahu alle elezioni di quest'anno, ha affermato che i dettagli dell'accordo in via di definizione sono "inquietanti".
La guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, avrebbe riportato solo "ferite superficiali" nell'attacco aereo lanciato il 28 febbraio scorso da Israele e Stati Uniti, e non avrebbe subito amputazioni o danni al volto, come trapelato invece da altre indiscrezioni di media statunitensi. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Sanità della Repubblica islamica, Hossein Kermanpour, citato dai media iraniani, in un resoconto dei primi giorni di guerra e ricordando l'arrivo in ospedale di Mojtaba Khamenei.
I termini dell'accordo con l'Iran che stanno emergendo sono al di là "persino delle capacità di Donald Trump di trasformarli in un trionfo". Lo afferma Cnn mostrando scetticismo nei confronti dell'intesa che potrebbe rivelarsi "più divisiva della guerra stessa". L'accordo che si profila è ben distante dalla "resa completa" che Trump aveva inizialmente chiesto all'Iran, mostrando un presidente in difficoltà fra i prezzi della benzina in rialzo, il calo nei sondaggi e le critiche dei repubblicani per il fondo creato per risarcire i suoi alleati presi di mira dall'amministrazione di Joe Biden. Una delle domande a cui Trump si trova a dover rispondere è se il suo accordo sia più stringente di quello di Barack Obama e, soprattutto, se l'essere uscito da quell'intesa abbia messo gli Stati Uniti in una posizione migliore contro l'Iran".
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir ha informato il presidente cinese Xi Jinping che "l'accordo tra Iran e Stati Uniti è giunto alle fasi finali ed è ormai prossimo alla conclusione". Lo scrive Tasnim spiegando che Munir, che si è recato a Pechino subito dopo il suo viaggio a Teheran, ha informato il presidente cinese sugli ultimi sviluppi e sui progressi compiuti verso l'accordo.
Le forze della Repubblica Islamica hanno abbattuto un "drone ostile" che sorvolava le acque del Golfo Persico. Lo si apprende da funzionari di Teheran citati all'interno di un rapporto ripreso dall'agenzia di stampa iraniana Fars. "Quest'operazione, condotta utilizzando un sistema con capacità nascoste, è un messaggio chiaro e deciso da parte dell'Iran", si legge nel documento, diffuso dopo che i media avevano riportato rumori legati ad attività di difesa aerea sull'isola di Qeshm.
Il legame tra la pace in Iran e l'adesione dei Paesi arabi nei cosiddetti Accordi di Abramo sono, per il presidente americano Donald Trump, strettamente legati. Lo ha spiegato lui stesso in un post su Truth: "Nel corso delle discussioni che ho avuto con l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l'Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo", si legge con riferimento agli sforzi diplomatici per normalizzare i rapporti con Israele.
Un obbligo ovviamente non esteso anche all'Iran, che comunque sarebbe libero di decidere di farlo: "Sarebbe un onore accorglie anche Teheran all'interno di questa impareggiabile coalizione mondiale. Il Medio Oriente risulterebbe unito, potente ed economicamente forte, forse come nessun'altra area in tutto il mondo".
Dopo aver frenato sull'imminenza dell'accordo con gli Usa, il portavoce de ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha puntualizzato: "Il focus principale dei negoziati è porre fine alla guerra e, in questa fase, non stiamo discutendo dettagli della questione nucleare".
Dopo quasi tre mesi di fermo forzato, alcune petroliere che trasportano gas naturale liquefatto e una superpetroliera che trasporta greggio iracheno hanno lasciato lo Stretto di Hormuz, dirette verso il Pakistan e la Cina. Lo riporta Reuters. La nave metaniera Fuwairit, battente bandiera delle Bahamas, ha attraversato oggi il corridoio d'acqua tra Iran e Oman. La nave dovrebbe essere scaricata in Pakistan domani.
Gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero raggiunto un accordo di massima che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la consegna da parte di Teheran delle sue scorte di uranio altamente arricchito. Mancherebbe ancora l'approvazione definitiva da parte di Donald Trump e della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. A riportarlo il Telegraph, che cita un funzionario Usa.
"È vero che abbiamo ottenuto risultati su una parte significativa delle questioni, ma questo non significa che qualcuno possa affermare che la firma di un accordo sia vicina". Così Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Su Hormuz ha poi aggiunto: "Nel memorandum non discutiamo i dettagli dell'accordo. La questione di come lo Stretto sarà gestito viene decisa dai Paesi costieri".
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim riferisce che le autorità locali hanno giustiziato Abbas Akbari, un leader armato condannato per aver partecipato a un presunto colpo di stato a gennaio. Secondo quanto riportato anche da Al Jazeera, Akbari è stato giustiziato per impiccagione in seguito a una sentenza della Corte Suprema del Paese. Era stato condannato per "moharebeh" (inimicizia contro Dio), danneggiamento di proprietà pubblica e per aver sparato con una pistola contro le forze di sicurezza a Nain, nella provincia di Isfahan, durante i disordini diffusi a gennaio
Tre pescatori palestinesi sono rimasti feriti ieri dopo che navi della marina israeliana hanno aperto il fuoco contro la loro imbarcazione nelle acque al largo di Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera. Il Palestinian Information Center ha anche pubblicato su X un filmato che documenta il momento in cui le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro le barche dei pescatori.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi "oggi stesso". "Pensavamo di poter avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, non darei troppa importanza alla cosa", ha detto Rubio a Nuova Delhi, riferendosi al potenziale accordo, parlando con i giornalisti prima di lasciare la capitale indiana, dove si trovava per una visita ufficiale.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Israele avrà "sempre" il diritto di difendersi, indipendentemente da qualsiasi accordo tra Washington e Teheran, riprendendo le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. "Israele ha sempre il diritto di difendersi. Ogni Paese al mondo ha questo diritto. Quindi, se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro di loro, Israele ha il diritto di reagire", ha detto Rubio ai giornalisti da Nuova Delhi, dove si trova in visita.
