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Usa-Iran, l'annuncio di Trump: "Lo Stretto di Hormuz verrà aperto | A breve gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo"
Per il "Washington Times" l'intesa dovrebbe essere annunciata entro il pomeriggio di domenica 24 maggio. I media iraniani smentiscono Trump: "Hormuz resterà sotto il nostro controllo"
"Gli aspetti finali" dell'accordo con l'Iran e i "dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve", ha affermato Donald Trump. Secondo il Washington Times, l'intesa dovrebbe essere annunciata entro il pomeriggio di domenica 24 maggio. "Lo Stretto di Hormuz sarà riaperto", ha aggiunto il presidente americano, che ha anche parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu: "È andata bene". L'agenzia di stampa iraniana Fars News, però, smentisce Trump, sostenendo che lo Stretto di Hormuz rimarrà sotto la gestione dell'Iran, qualora si raggiungesse un accordo.
Questi, secondo Al Jazeera, i dettagli della bozza finale del protocollo d'intesa: Fine della guerra regionale su tutti i fronti, compreso il Libano; sblocco di diversi miliardi di dollari di beni iraniani congelati; revoca del blocco navale statunitense; apertura dello Stretto di Hormuz sotto la gestione iraniana; ritiro della maggior parte delle forze americane dal Medio Oriente. Successivamente, le due parti avranno 30 giorni di tempo per trovare un accordo sulla questione nucleare, ma tale termine potrà essere prorogato previo accordo reciproco.
Parlando all'agenzia di stampa iraniana Tasnim, una fonte informata ha affermato che "la notizia di Al-Arabiya secondo cui l'Iran avrebbe proposto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni è fondamentalmente falsa". La fonte ha inoltre sottolineato che, in sostanza, i messaggi e i colloqui nella situazione attuale si concentrano esclusivamente sulla questione della "fine della guerra". "Non si discute di alcun dettaglio sulla questione nucleare", ha aggiunto.
"Sono nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena concluso una telefonata molto proficua con" i leader dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, Turchia, dell'Egitto, della Giordania e del Bahrein. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che "la conversazione ha riguardato la Repubblica Islamica dell'Iran e ogni aspetto relativo a un Memorandum d'Intesa concernente la pace. È stato ampiamente negoziato un accordo, la cui finalizzazione è ora in corso, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi sopra elencati".
"Lo Stretto di Hormuz verrà aperto". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth parlando dei negoziati dell'accordo con l'Iran.
"Ho parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ed è andata bene". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
"Gli aspetti finali" dell'accordo con l'Iran e i "dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve". Lo afferma Donald Trump.
Tutti i leader arabi che hanno partecipato alla conference call con Donald Trump gli hanno chiesto di procedere con l'accordo per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando due fonti informate sulla telefonata. "Il messaggio di tutti è stato: per favore, fermate la guerra per il bene dell'intera regione", ha dichiarato una fonte regionale. Secondo la stessa fonte, i mediatori sperano di concludere l'accordo quadro di una pagina e di annunciarlo domenica, per poi avviare i negoziati su un accordo dettagliato entro pochi giorni dall'annuncio.
Alcuni leader in Medio Oriente hanno detto a Donald Trump che dovrebbe colpire l'Iran per indebolire il regime e ottenere un accordo con termini migliori. Lo ha detto il senatore repubblicano alleato del presidente Lindsey Graham ad Axios, sottolineando comunque che altri leader gli hanno chiesto di prendere l'accordo ora perché se attaccherà Teheran potrebbe creare sostanziali problemi alle attività petrolifere nell'area.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio con l'omologo statunitense Donald Trump e i dirigenti di Qatar, Arabia Saudita e Giordania sulla situazione in Medio Oriente: è quanto riporta l'Agence France Presse, citando fonti dell'Eliseo. "La Francia sta spingendo per la via diplomatica e per una soluzione negoziata, con la priorità assoluta della riapertura completa e senza pedaggi dello Stretto di Hormuz, della conclusione di un cessate il fuoco e della successiva ripresa dei negoziati sugli altri aspetti [nucleare, balistico e regionale]", hanno precisato le fonti.
L'Iran e il Pakistan hanno inviato agli Stati Uniti una proposta riveduta di accordo per cessare le ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz: è quanto riporta l'agenzia di stampa Reuters citando fonti della mediazione di Islamabad. Secondo le fonti la proposta "è piuttosto dettagliata" e una risposta è attesa già nella giornata di domenica 24 maggio.
Alla conversazione telefonica del presidente Usa Donald Trump sull'Iran con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Turchia e Pakistan, hanno partecipato anche il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e altri funzionari. Lo riporta Axios. Secondo una fonte informata sulla telefonata, diversi leader hanno esortato Trump ad accettare l'accordo.
Secondo una fonte vicina ai colloqui citata dal Washington Times, Stati Uniti e Iran sarebbero pronti ad annunciare entro il pomeriggio di domenica 24 maggio un'intesa per mettere fine alle tensioni tra i due Paesi. Tra i rappresentanti che avrebbero dato il via libera al testo figurano il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il vicepresidente statunitense JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump.
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu terrà stasera un incontro sulla sicurezza con i leader dei partiti della coalizione di governo. Lo riporta Ynet.
Il presidente Donald Trump incontrerà la squadra negoziale degli Stati Uniti per esaminare l'ultima proposta dell'Iran e deciderà probabilmente entro domenica se riprendere le ostilità contro Teheran o firmare un accordo. Lo ha detto in un'intervista ad Axios. "Penso che accadrà una di due cose: o colpiremo (gli iraniani) più duramente di quanto siano mai stati colpiti, o firmeremo un accordo buono", ha detto il capo della Casa Bianca, definendo la situazione "cinquanta e cinquanta". Il presidente incontrerà nelle prossime ore l'inviato speciale Steve Witkoff e suo genero Jared Kushner. Parteciperà alla riunione anche il vicepresidente James David Vance. È inoltre prevista una conferenza telefonica con i leader del Golfo, cui dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Egitto, Pakistan e Turchia. La nuova bozza che Trump esaminerà è emersa dai colloqui Iran-Pakistan: il feldmaresciallo Asim Munir, mediatore pachistano, ha lasciato oggi Teheran dopo aver incontrato i vertici iraniani, con Islamabad che parla di "progressi incoraggianti verso un'intesa finale". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i due Paesi sono nella "fase finale" delle discussioni su un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra, che includerebbe la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco dei porti iraniani e lo sblocco dei fondi iraniani congelati, seguita da un periodo di 30-60 giorni di negoziati su un accordo più dettagliato. Restano però irrisolte le questioni nucleari: Trump ha ribadito che non accetterà alcun accordo che non affronti l'arricchimento dell'uranio e il destino delle scorte esistenti.
Secondo quanto riportato da Axios citando funzionari israeliani, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è molto preoccupato per l'accordo in fase di negoziazione tra Teheran e Washington e ha esortato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a lanciare un'altra serie di attacchi contro l'Iran. Un alto funzionario israeliano ha riferito che Netanyahu e i suoi consiglieri sono in contatto con la Casa Bianca in merito all'accordo che sta prendendo forma. Sempre parlando ad Axios, Trump ha però detto di non ritenere che Netanyahu sia preoccupato per la possibile intesa.
"Non concluderei un accordo se non fosse vantaggioso per Israele". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump all'emittente israeliana Channel 12.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump terrà oggi una conversazione telefonica con i leader dei Paesi mediatori nel conflitto iraniano: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia e Pakistan. È quanto riporta l'agenzia di stampa Reuters, citando fonti governative arabe.
Gli Stati Uniti si stanno "avvicinando notevolmente" a finalizzare un accordo con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs senza fornire dettagli specifici ma precisando che "ogni giorno va sempre meglio". Il presidente ha letto la bozza di accordo ma non si è pronunciato con Cbs. "Non posso dirlo prima a voi che a loro", ha detto. Trump ritiene che l'accordo finale impedirà all'Iran di avere un'arma nucleare, altrimenti "non staremmo neanche parlando. "Firmerò solo un accordo in cui otteniamo tutto quello che vogliamo".
L'emittente televisiva di proprietà saudita e con sede negli Emirati Al Arabiya ha riferito, citando fonti, che "l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni e di diluire l'uranio arricchito oltre il 20% all'interno del Paese; di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte di Washington, chiedendo che la questione delle sanzioni e dei fondi congelati venga discussa prima della firma di qualsiasi accordo". "L'Iran ha proposto due percorsi per i negoziati, a cominciare dall'annuncio della fine della guerra".
"Non farei un accordo se non fosse vantaggioso per Israele. Alcuni preferirebbero un accordo, altri la ripresa della guerra. Credo che Benjamin Netanyahu sia combattuto tra le due opzioni". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump a Channel 12.
Donald Trump ha detto ad Axios che accetterà un accordo solo se copra il tema dell'arricchimento dell'uranio e delle scorte attuali di uranio.
Per Donald Trump le possibilità di un attacco o di un accordo sull'Iran sono "fify-fifty": lo ha detto lo stesso presidente ad Axios, sottolineando che oggi incontrerà i consiglieri senior per discutere l'ultima bozza di accordo e prenderà una decisione entro domani. Trump incontrerà nelle prossime ore i negoziatori per discutere l'ultima offerta dell'Iran e, con ogni probabilità, deciderà entro domani se riprendere la guerra. Il presidente ad Axios ha detto che le possibilità sono al "50 e 50" riguardo alla possibilità di concludere un accordo "buono" o in alternativa "spazzarli via per sempre". Il commander-in-chief incontrerà i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner più tardi nella giornata di oggi per parlare dell'ultima proposta dell'Iran. All'incontro è atteso anche il vicepresidente JD Vance. "Credo che accadrà una di queste due cose: o li colpirò più duramente di quanto siano mai stati colpiti, oppure firmeremo un accordo valido", ha spiegato Trump ammettendo che "alcune persone preferirebbero di gran lunga un'intesa, mentre altre preferirebbero riprendere la guerra". Trump ha quindi respinto l'idea che il premier israeliano Benjamin Netanyahu fosse "preoccupato" dalla possibilità di un accordo sfavorevole.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale libanese National News Agency, raid aerei israeliani su un frutteto a nord di Tiro, nel sud del Libano, hanno ucciso almeno cinque civili e ne hanno feriti altri due. Gli attacchi hanno colpito la zona di Baqbouq, dove le squadre di soccorso hanno recuperato quattro corpi e trasferito i feriti negli ospedali di Tiro. Il corpo di una donna è ancora intrappolato sotto le macerie e le squadre di soccorso non riescono a recuperarlo a causa dei continui bombardamenti aerei israeliani sulla zona.
I mediatori fra Iran e Stati Uniti ritengono di essere vicini a un accordo per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e per porre le basi per le discussioni sul programma nucleare iraniano. Lo riporta il Financial Times, secondo le quali l'intesa include una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito.
"Lo Stretto di Hormuz non ha nulla a che vedere con gli Stati Uniti. Qualsiasi meccanismo che lo regoli deve essere definito tra Iran e Oman, in quanto Stati rivieraschi, e siamo in costante contatto con le autorità competenti". Lo ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, aggiungendo che, sebbene lo Stretto di Hormuz faccia parte della bozza di accordo in 14 punti, "porre fine alla pirateria americana" rimane una priorità assoluta.
"C'è una possibilità che già entro oggi oppure domani o tra un paio di giorni, potremmo avere qualcosa da dire": lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a proposito della possibilità di un accordo sull'Iran.
"Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo". Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, riportato da Isna. "Da un lato, abbiamo ripetutamente assistito alla retorica contraddittoria della parte americana". Dall'altro lato, ha continuato, "l'attuale slancio dei negoziati sta portando a una riduzione delle divergenze. Ciò non significa che abbiamo raggiunto una piena comprensione su questioni di tale immensa importanza, ma piuttosto che ci stiamo muovendo verso una soluzione reciprocamente accettabile basata su una serie di parametri definiti".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato in un post sul social Truth una cartina dell’Iran con il Paese colorato dei colori della bandiera statunitense e la scritta "Stati Uniti del Medio Oriente?".
© Truth
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato in un colloquio a Teheran con il capo dell'esercito del Pakistan Asim Munir che se gli Stati Uniti "incautamente riprendessero la guerra", le conseguenze sarebbero "più devastanti e amare". Lo riporta la televisione di stato iraniana. Ghalibaf ha aggiunto che la Repubblica islamica non scenderà a compromessi su quelli che ha definito i diritti dell'Iran.
Oltre ai nodi delle sanzioni e della questione nucleare, i colloqui a Teheran con i funzionari pakistani e quelli qatarioti per raggiungere un cessate il fuoco, devono scioglierne anche un terzo: quello degli asset iraniani congelati. Lo scrive Al Jazeera. Sebbene l'ammontare esatto dei beni iraniani congelati non sia chiaro, fonti ufficiali iraniane ed esperti stimano che il valore totale dei beni iraniani congelati all'estero superi i 100 miliardi di dollari. Frederic Schneider, ricercatore senior non residente del Middle East Council on Global Affairs, aveva dichiarato ad Al Jazeera che questi beni rappresentano circa il triplo dei ricavi annuali dell'Iran derivanti dalla vendita di idrocarburi. Non è nemmeno chiaro l'ammontare esatto attualmente detenuto da ciascun Paese, ma i media iraniani hanno in passato riportato che il Giappone, un importante cliente petrolifero dell'Iran, detiene circa 1,5 miliardi di dollari, l'Iraq circa 6 miliardi, la Cina almeno 20 miliardi e l'India 7 miliardi. Anche gli Stati Uniti detengono circa 2 miliardi di dollari in beni iraniani congelati direttamente, mentre Paesi dell'Ue come il Lussemburgo ne detengono circa 1,6 miliardi. Il Qatar detiene circa 6 miliardi di dollari, ovvero la somma trasferita dalla Corea del Sud per pagare l'Iran, ma successivamente bloccata dagli Stati Uniti.
Il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, ha incontrato a Teheran il capo negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, nel contesto delle difficili trattative per un accordo con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media di Teheran, all'indomani dell'incontro di Munir con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
La Marina dei Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica ha dichiarato che 25 navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore "in coordinamento" con le forze iraniane, sostenendo che Teheran continua a mantenere il controllo dello snodo marittimo strategico nonostante la situazione di insicurezza seguita agli attacchi statunitensi. Secondo quanto riferito dai Pasdaran, citati dall'emittente qatariota Al Jazeera, "le nostre forze continuano a controllare lo stretto di Hormuz nonostante l'assenza di sicurezza causata dall'aggressione compiuta dall'esercito americano". Lo stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali colli di bottiglia energetici mondiali, attraversato quotidianamente da una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto.
Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato ad Al Arabiya che quanto proposto finora dall'Iran è inaccettabile per gli Stati Uniti. Lo riporta la stessa emittente in un post su X.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di avere colpito oltre 85 obiettivi e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano nelle ultime 24 ore, mentre proseguono gli scontri lungo il fronte meridionale libanese. Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture operative, depositi e siti utilizzati dal movimento sciita libanese. L'emittente Al Jazeera ha riferito di un nuovo raid israeliano contro la località di Shaqra, nel Libano meridionale. L'intensificazione dei bombardamenti arriva in un contesto di crescente tensione regionale legata al conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran, con il fronte libanese che continua a rappresentare uno dei principali teatri di confronto indiretti tra Israele e Hezbollah.
Il presidente Usa, Donald Trump, non ha escluso la possibilità di attacchi contro l'Iran qualora i colloqui non dovessero portare a un accordo favorevole, ma non ha preso alcuna decisione formale e ha detto ai suoi collaboratori di voler concedere più tempo al processo diplomatico. Lo riporta il Wall Street Journal (Wsj), citando alcuni funzionari Usa. Nella mattinata locale di venerdì Trump ha ospitato una riunione dei massimi funzionari della sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse sull'Iran. Secondo funzionari mediorientali citati dal Wsj eventuali nuovi attacchi Usa e israeliani contro l'Iran potrebbero verificarsi nel giro di pochi giorni in assenza di una svolta diplomatica.
L'Iran accusa gli Stati Uniti di fare "richieste eccessive" nei negoziati. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, riporta che, in un colloquio telefonico avuto con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è impegnato nell'attuale processo diplomatico "con serietà e senso di responsabilità" ma che "la storia degli Stati Uniti caratterizzata dal mancato rispetto degli impegni, dai ripetuti tradimenti della diplomazia, dall'aggressione militare contro l'Iran, da posizioni contraddittorie e richieste eccessive compromette i colloqui mediati dal Pakistan".
"L'Iran, nonostante i suoi forti sospetti nei confronti di Washington, si impegna nel percorso diplomatico con la massima serietà e responsabilità alla ricerca di un risultato ragionevole e giusto", ha detto Araghchi a Guterres. Nella telefonata - riferisce ancora Tasnim - sono state discussi gli ultimi sviluppi nella regione e quelli legati alla diplomazia fra Iran e Usa, mediata dal Pakistan, e c'è stato uno scambio di opinioni.
"I colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato definitivo". È quanto ha dichiarato una fonte vicina alla squadra negoziale di Teheran all'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, riferendosi ai negoziati in corso fra Iran e Usa per raggiungere un accordo ed evitare la ripresa del conflitto. Secondo la fonte, "su alcuni punti sono stati compiuti progressi rispetto al passato, ma finché non si giungerà a una conclusione su tutte le questioni controverse, non ci sarà alcun accordo".
Secondo Tasnim, il mediatore pakistano sta ancora facendo da tramite per uno scambio su diversi temi. La fonte citata da Tasnim aggiunge che "l'attenzione al momento è concentrata sulla questione della fine della guerra e, finché questa questione non sarà definita, nessun altro tema sarà oggetto di negoziazione". Tasnim conclude che la fonte ben informata ha sottolineato che i testi che alcune fonti occidentali hanno pubblicato sui dettagli dell'accordo non sarebbero accurati.
"Le forze armate dell'Iran hanno preparato nuovi scenari per ogni potenziale follia nemica". È quanto scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, citando una fonte militare iraniana. "Se il nemico commetterà una follia, assisterà alla 'Terza edizione della guerra iraniana', che si concretizzerà sia nel campo delle nuove attrezzature che in quello dei nuovi obiettivi, nonché in quello della strategia bellica", riporta Tasnim
Le sirene antiaeree sono state attivate in Israele a causa dell'"infiltrazione di un aereo ostile" nel nord del Paese, sopra Kiryat Shmona e Rosh HaNikra, vicino al confine con il Libano meridionale, ha dichiarato l'esercito israeliano.
Il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, in una lettera indirizzata questa mattina al Segretario Generale dell'Onu António Guterres e al Consiglio di Sicurezza, ha respinto l'accusa "infondata" degli Stati Uniti secondo cui Teheran sarebbe dietro il recente attacco con droni contro l'impianto nucleare di Barakah negli Emirati Arabi Uniti. "L'Iran stesso è stato vittima di attacchi contro i suoi impianti nucleari pacifici, da parte di Israele e anche dello stesso Paese che ora muove accuse, gli Stati Uniti", ha aggiunto Iravani. Secondo l'agenzia Isna ha inoltre sottolineato che alcuni Stati del Golfo Persico, tra cui Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, che hanno agevolato l'aggressione contro l'Iran, devono risarcire pienamente i danni inflitti all'Iran durante la guerra.
A Donald Trump sono state presentate le opzioni per riprendere la guerra in Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
